Nuove norme regionali

Per quanto riguarda gli eventi sportivi, il pubblico potrà frequentare esclusivamente gli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare posti a sedere da assegnare ai singoli spettatori per l’intera durata dell’evento. Inoltre, per ogni impianto gli organizzatori dovranno valutare il numero massimo di spettatori ammissibili, in base alla capienza degli spazi individuati e alla necessità di assicurare le misure di distanziamento interpersonale. Il numero massimo sarà quindi di 1000 per eventi all’aperto, 200 per quelli al chiuso.

Le deroghe, che dovranno essere richieste alla Regione Emilia-Romagna allegando un progetto operativo su come l’organizzatore intenda applicare le misure di sicurezza, potranno essere concesse in caso di eventi di interesse nazionale e internazionali che si svolgano in impianti di consistenti dimensioni. Per evitare assembramenti anche nelle immediate vicinanze dell’impianto, gli organizzatori dovranno garantire la suddivisione del numero totale di spettatori in blocchi la cui consistenza numerica non sia superiore al numero massimo previsto nelle condizioni ordinarie.

Inoltre, gli spazi e i percorsi dovranno essere riorganizzati al fine di evitare assembramenti di persone, dovranno essere previsti percorsi separati per l’entrata e per l’uscita e i posti a sedere dovranno prevedere almeno un metro tra uno spettatore e l’altro in eventi all’aperto e due metri al chiuso. Salvo persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento, che potrà comunque essere ridotto in presenza di divisori in plexiglass, anche rimovibili, da installare tra un nucleo di spettatori e un altro.

La mascherina va indossata per tutta la durata dell’evento se al chiuso, all’aperto fino al raggiungimento del posto e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso.

Come per altri tipi di eventi, dovrà essere predisposta un’adeguata informazione (anche in altre lingue) con segnaletica e cartellonistica, sia ricorrendo a sistemi audio, video e al personale addetto, che dovrà promuovere e far rispettare le misure. L’utilizzo di tecnologie digitali è auspicato (biglietti, moduli, registrazione ingressi) per evitare gli assembramenti. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, e nei guardaroba gli indumenti e oggetti personali dovranno essere riposti in appositi sacchetti porta abiti e verrà agevolata l’igiene per le mani, oltre a garantire frequente pulizia e disinfezione di tutti gli ambienti e il ricambio d’aria negli interni.

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Mercoledì jazz

Thomas Kirkpatrick e la Jazz Workshop Orchestra

A Bondeno area acquedotto (19-22)

Dopo essere stato referenziato da Billy Higgins al manager Aberto Alberti, Thomas inizia a fare molti concerti in Italia ed in Europa. Si trasferisce successivamente a Ferrara dove attualmente vive ed insegna. Thomas è notissimo come insegnante ed è anche un musicista non comune nel panorama del jazz mondiale perché, pur essendo legato al linguaggio del bebop di Charlie Parker, Kenny Dorham e di Dizzie Gillespie, è capace di mostrare il proprio talento anche quando si cimenta con gli standards e con le ballads. Il suo timbro cosi puro e particolare, e la sua grande padronanza del registro medio, lo rendono apprezzabile soprattutto nelle ballads, terreno fertile per chi possiede cuore oltre che cervello.

https://tomkirkpatrickjazz.com/biography/

 

Mascherine

Ancora obbligo di mascherina in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, dai treni ai negozi, ma è già in cantiere una nuova proroga.

A quanto si apprende da fonti di governo, il Dpcm che sarà adottato la prossima settimana dovrebbe confermare nella sostanza le linee guida ad oggi in vigore e viene fin d’ora dato per scontato il rinnovo dell’obbligo delle mascherine per il contenimento del contagio.

Per il momento l’ordinanza firmata il primo agosto dal ministro della Salute Roberto Speranza impone l’uso dei dispositivi di protezione fino al 15 agosto.

Per quanto riguarda la scuola c’è attesa per la decisione del Comitato Tecnico Scientifico che entro fine agosto dovrà dare parere al Ministero dell’Istruzione sull’obbligatorietà della mascherina per docenti e studenti.

Coronavirus, obbligo di mascherina fino a Ferragosto, ma si va verso la proroga

Allagamento

Allagamento nella Biblioteca di Finale, compromessi gli archivi storici di un intero secolo, dal 1820 al 1920. E’ il principale dei danni che piano paino stanno emergendo dopo che lunedì mattina è stata scoperta la rottura di un tubo del sistema antincendio dell’edificio Maf che ospita uffici comunali, biblioteca e archivio storico. L’acqua, secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, ha cominciato a filtrare dai controsoffitti già domenica e un cittadino che ne sentiva il rumore aveva avvisato i Vigili Urbani.
Ma la segnalazione non ha avuto seguito e nessuno è intervenuto, quindi solo lunedì mattina, quando gli uffici hanno aperto è stato fatto qualcosa. Pare anche nessuno degli impiegati avesse le chiavi per accedere al luogo dove si poteva chiudere la perdita e quindi sono stati chiamati i Vigili del Fuoco per sfondare la porta. I Vigili sono arrivati immediatamente.

Oltre ai disagi per i dipendenti che hanno dovuto cambiare ufficio e quanto capitato ai delicati documenti dell’archivio storico che si sono bagnati, preoccupa anche lo stato del controsoffitto, fradicio.
Per libri e testi è già partito l’indefesso lavoro dei bibliotecari che hanno messo ad asciugare e sistemato il materiale bagnato, e scatta la gara di solidarietà. Andrea Veronesi, in qualità di presidente del Circolo Culturale La Cinquedea, fa sapere che l’associazione che rappresenta si rende disponibile nel caso serva una mano per il ripristino e la messa in sicurezza dei documenti e dell’archivio storico.

I lavori di ripristino saranno lunghi, la biblioteca mercoledì è stata chiusa e rimarrà interdetta al pubblico almeno fino a lunedì.

L’articolo prosegue dopo la fotogallery dei danni fatti dall’acqua

Ci sono anche tante polemiche sull’accaduto. Scrive Sinistra Civica:

Nessuno della catena di comando tecnica e politica ha raccolto l’allarme lanciato ben 24 ore prima.

Significa che qualcuno ha cercato di avvisare i responsabili dei lavori pubblici e la giunta senza ricevere alcuna risposta.

E adesso chi paga i danni?

 

Aggiunge  Mattia Veronesi, consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle:

“La catena di comando non ha raccolto l’allarme”, “nessuno del Comune e dell’ufficio lavori pubblici è reperibile”, “sono stati fatti intervenire i VIGILI DEL FUOCO perché nessuno aveva le chiavi”. Capito?! Che ci fossero dei problemi sui lavori pubblici era assolutamente arcinoto a tutti, tranne che ovviamente al sindaco che dovrebbe esserne oltretutto responsabile, ma arrivare a questo è troppo. Speriamo solo che l’acqua non abbia fatto troppi danni. E questa volta sarà colpa del destino crudele? Dell’amministrazione precedente che nottetempo ha manomesso i tubi e nascosto le chiavi? Del movimento 5 stelle che ha fatto troppe interrogazioni ed accessi agli atti??
Cosa altro serve per capire che l’amministrazione non è assolutamente in grado di amministrare?? Cosa altro.
Speriamo che il destino ci aiuti ad arrivare a maggio limitando i danni…

 

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Il deputato Cestari interviene sulla Cispadana

Il fatto che nel Decreto-legge semplificazioni siano incluse importanti infrastrutture viarie e sia esclusa la Cispadana è inaccettabile” non usa mezzi termini il deputato leghista di Bondeno, eletto nel collegio di Cento di cui fanno parte anche alcuni comuni della Bassa, Emanuele Cestari commentando le ricadute del decreto-legge recentemente voluto dal Governo.
“La ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, che ha comportato gravi danni al tessuto economico nazionale e a quello emiliano-romagnolo, necessita di un impulso a partire dagli investimenti pubblici che possono ravvivare l’economia del nostro territorio. In Regione, a partire da Bonaccini, si è sempre parlato molto di Cispadana ma i fatti sono ben pochi e basta guardare i provvedimenti sin qui adottati che testimoniano come quest’opera, pur essendo menzionata tra quelle prioritarie nel piano “Italia Veloce” redatto del Governo, non è stata specificatamente inserita nel decreto-legge “semplificazioni” per velocizzarne l’iter”.
“Mi auguro – conclude il deputato bondenese – che durante la conversione trovi spazio, in Parlamento, l’esigenza di condivisione delle iniziative per la ripartenza economica e che si possa inserire tale arteria viaria tra quelle che necessitano di un impulso particolare. La Lega non farà mancare il suo appoggio in questa direzione”.

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Ferrara-mare

Anas, società del Gruppo FS italiane, ha concluso i lavori di manutenzione della pavimentazione stradale lungo il Raccordo Autostradale “Ferrara – Porto Garibaldi”.

I lavori, in entrambe le carreggiata, hanno consistito nella realizzazione del nuovo asfalto e della nuova segnaletica orizzontale, al fine di innalzare gli standard di sicurezza della strada e il comfort per l’utenza stradale.

Gli interventi hanno comportato un investimento complessivo di 1 milione di euro, previsti nell’ambito del piano pluriennale di Anas per l’ammodernamento della rete viaria di competenza.

Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

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Cispadana

“Infrastrutture decisive per favorire sia la ripartenza dell’economia che la competitività dei poli industriali locali, anche in seguito alla profonda crisi legata alla pandemia da Covid-19” è il commento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo che con una risoluzione intende impegnare la Giunta affinchè venga definita una data certa per l’inizio dei cantieri per le due arterie stradali.
Barcaiuolo evidenzia come entrambe le opere siano di fondamentale importanza, nonostante il ritardo ventennale rispetto al picco economico dei settori industriali e commerciali limitrofi alle aree di realizzazione, e porta all’attenzione dell’Assemblea Legislativa il perpetuarsi dei ritardi legati alla progettazione e all’avvio dei cantieri. “L’iter procedurale per la realizzazione delle opere ha avuto avvio nel 2001, ma, nonostante i ripetuti annunci dei Ministri competenti degli ultimi Governi e del presidente della regione, nei fatti, è ancora bloccato nonostante la comunità locale e il tessuto produttivo chiedano da tempo la realizzazione dell’opera e l’avvio effettivo dei lavori, atteso da decenni” incalza Barcaiuolo.
Il 19 febbraio 2020, rileva inoltre il consigliere, durante lo svolgimento un’interrogazione in Commissione parlamentare ambiente, veniva comunicato che “Sono in corso le attività preordinate all’esproprio da parte del concessionario e, una volta terminata la fase di acquisizione dei suoli, si potrà procedere all’avvio dei lavori che, secondo le pattuizioni convenzionali, potranno essere eseguiti direttamente dal concessionario”.

“Perché attendere ulteriormente? La Regione chiarisca e si impegni la Giunta a decidere senza ulteriori rimandi la data di avvio dei suddetti cantieri” chiosa Barcaiuolo.

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