Repair cafè

Repair cafè: la risposta fai da te contro consumismo e obsolescenza

Posted: 17 Sep 2019 03:57 AM PDT

Marco Cedolin

Il consumismo, nato nel Dopoguerra e diventato successivamente sempre più parte integrante della nostra vita, fino a raggiungere il proprio acme nel corso dei primi decenni del nuovo secolo, nel corso dei quali lo shopping compulsivo e l’obsolescenza programmata risultano essere pratiche sempre più comuni, ha radicalmente cambiato il rapporto dell’uomo con gli oggetti di cui si circonda.
Se fino agli anni 80 del secolo scorso si tentava di riparare la maggior parte degli oggetti di uso comune quando si rompevano o cessavano di funzionare, nei 40 anni seguenti questa pratica è diventata sempre meno diffusa, sostituita dall’abitudine dell’usa e getta anche in riferimento a beni abitualmente considerati durevoli….

Sono scomparse nel nulla migliaia di attività commerciali che operavano in un settore come quello delle piccole riparazioni ormai praticamente azzerato. Riparatori di elettrodomestici, calzolai, sartorie, orologiai, materassai, arrotini e molte altre professioni sono in breve tempo diventati anacronistici come dinosauri del Pleistocene. La durata nel tempo degli oggetti che usiamo si è progressivamente accorciata e sempre più spesso quando essi si “guastano” scegliamo di sostituirli, senza prendere neppure in considerazione l’opzione di ripararli.
Le ragioni che hanno innescato questo cambiamento di paradigma sono molteplici, ma volendo semplificare possiamo ricondurle a due elementi di base che risultano essere parte integrante del “progresso”. Da un lato l’industria dopo avere incrementato per decenni i propri fatturati semplicemente immettendo nel mercato nuovi prodotti che la popolazione non possedeva si è trovata nell’impossibilità di mantenere i ritmi d’incremento preesistenti con il solo ausilio dell’innovazione.

Alla fine degli anni 80 praticamente in ogni casa erano presenti il frigorifero, l’aspirapolvere, la lavatrice, la TV, una miriade di piccoli elettrodomestici, un guardaroba e una scarpiera adeguatamente forniti e via discorrendo. E trattandosi in linea di massima di beni costruiti con lo scopo di durare nel tempo, confidando esclusivamente sul fascino della moda e dell’innovazione i volumi delle vendite (e della produzione) sarebbero stati giocoforza destinati a calare corposamente rispetto ai decenni precedenti.
Proprio nel tentativo di risolvere questo problema, industrialmente drammatico, ha iniziato a diffondersi la pratica dell’obsolescenza programmata, favorita dal fatto che per motivi di carattere economico e duttilità progettuale la plastica stava sostituendo i materiali più nobili in ogni circostanza in cui fosse possibile farlo.
La vita dei prodotti avrebbe insomma dovuto calare drasticamente, facendo sì che i consumatori si trovassero costretti a sostituirli molto più frequentemente, permettendo in questo modo di mantenere e magari incrementare i volumi di produzione e vendita dei decenni precedenti. Ma per ottenere questo risultato non era sufficiente produrre oggetti che si rompessero prima, dal momento che avrebbero sempre potuto venire riparati. Occorreva anche rendere più difficile e antieconomica la riparazione, progettandoli con lo scopo di essere difficilmente riparabili e facendo contemporaneamente scendere in maniera drastica il prezzo dei prodotti nuovi, facilitati in questo dall’uso sempre più smodato dei materiali plastici e dalla diminuzione di qualità dei prodotti stessi.

Oggi, ragionando a posteriori si può affermare senza tema di smentita come l’operazione sia perfettamente riuscita. Quasi nessuno di noi si sognerebbe di portare a riparare il frullatore o il microonde rotto, la sveglia, la radio, il phon, la stufetta, che non funzionano più, il computer o il cellulare (ormai obsoleti tecnologicamente) che hanno tirato l’ultimo respiro, di fare risuolare le scarpe consunte o fare riparare i calzoni strappati. Nei centri cittadini sono nati piccoli negozietti (generalmente gestiti da cinesi) dove si sostituiscono gli schermi rotti degli smartphone di ultima generazione e altri all’interno dei quali si praticano riparazioni sartoriali, ma si tratta di nicchie di mercato tutto sommato ininfluenti. Esistono ancora per quanto riguarda gli elettrodomestici più importanti come lavatrici, televisori, frigoriferi ecc. i centri di riparazione (legati o meno alla casa produttrice) e i tecnici che operano a domicilio, ma se i prodotti non sono più in garanzia, la maggior parte delle volte risulta economicamente più conveniente sostituire l’apparecchio con uno di ultima generazione, anziché spendere quasi la stessa cifra per riparare quello obsoleto in nostro possesso che potrebbe dopo breve tempo presentare altri problemi.
Insomma si ripara sempre meno e si sostituisce sempre di più, garantendo all’industria e al mercato quell’ossigeno di cui avevano disperatamente bisogno e fin qui nulla di grave (verrebbe da dire) dal momento che anche i posti di lavoro e l’occupazione sono legati a doppio filo a quello stesso ossigeno.

Esiste però anche un rovescio della medaglia, perché il cambio di paradigma in questione determina anche un incremento ecologicamente disastroso della massa di rifiuti, destinata a finire nelle discariche o nei forni inceneritori, e un altrettanto grave incremento del consumo delle risorse del pianeta che, contrariamente a quanto instillato nell’immaginario collettivo, non risultano esistere in quantità infinita.
Proprio prendendo coscienza di questa realtà alcune persone di “buona volontà”, più sensibili degli altri al problema, si stanno prodigando nel nobile tentativo di costruire delle alternative alla filosofia dell’usa e getta e lo fanno con i pochi mezzi a loro disposizione. Fra le numerose iniziative indirizzate in questo senso, quella più ricca di fascino e anche un poco poetica è costituita senza dubbio dai Repair Cafè, piccoli locali all’interno dei quali professionisti, volontari e appassionati del fai da te, riparano gli oggetti più svariati, mentre il “cliente” nell’attesa può sorseggiare un caffè o un tè o meglio ancora collaborare con il riparatore, acquisendo magari la capacità di provvedere autonomamente alla riparazione in futuro. Il costo è costituito da una donazione su base volontaria e l’acquisto degli eventuali pezzi di ricambio è naturalmente di competenza del cliente stesso. In tutto il mondo ne esistono quasi 2000 ed in Italia attualmente sono 16:

Dagli elettrodomestici alla sartoria, dalle biciclette agli apparecchi informatici, ogni oggetto rotto, guasto, mal-funzionante che sia trasportabile può trovare la possibilità di una seconda vita in un Repair cafè che si propone come luogo di scambio umano oltreché di conoscenze. Una realtà che è punto di riferimento per il quartiere come di un piccolo centro, una storia differente che vale la pena essere raccontata e diffusa.

Se iniziative come queste possono da un lato venire interpretate come esercizi poetici esperiti da nostalgici di un mondo che non esiste più, dall’altro rappresentano invece un elemento di novità estremamente significativo, a prescindere da quanto poco possano attualmente influire in volumi economici. Dimostrano infatti come la filosofia dell’usa e getta non sia qualcosa d’irreversibile, ma al contrario esistano anche altre strade, sicuramente più gratificanti, per la salute del pianeta in cui viviamo e anche per la nostra creatività, troppo spesso tenuta in soffitta in un mondo usa e getta che ci sta snaturando sempre più in profondità.

Fonte: Dolcevita online

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Infermiere volontarie

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Dopo un paio d’anni di assenza, verrà inaugurato sabato 28 settembre (alle ore 11,30) l’ambulatorio delle infermiere volontarie di Bondeno. O, meglio, verrà inaugurato quel giorno l’ambulatorio stesso, che si trova nello stabile della Croce Rossa Italiana di via Goldoni, alla presenza del sindaco Fabio Bergamini e dell’assessore alle Politiche sociali, Francesca Piacentini. Perché le infermiere volontarie, a dire il vero, hanno già ricominciato (lontane dalla luce dei riflettori) il loro paziente lavoro. Con tre aperture settimanali, che sono iniziate nelle scorse settimane: il martedì, mercoledì e venerdì mattina.
Il compito di proseguire il cammino che era stato interrotto circa due anni fa, dopo il passaggio di testimone del gruppo storico delle volontarie, spetterà ora all’associazione Anteas, in sinergia con il Lions Club Bondeno. Dopo l’esito della procedura pubblica che ha assegnato l’importante ruolo. «Si tratta di un servizio storico, di riferimento per tutto il Quartiere del Sole, ed anche per la comunità di Bondeno – ricordano il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore alle Politiche sociali, Francesca Piacentini –. Un servizio basato sulla fiducia, la qualità e la cortesia, che viene portato avanti con scrupolo dai volontari. Siamo lieti – proseguono – che un nuovo gruppo di volontari abbia dato la propria disponibilità a proseguire un percorso iniziato anni fa, senza disperdere quel patrimonio». Per questo «ringraziamo il Lions Club ed Anteas – dice l’assessore alle Politiche sociali, Francesca Piacentini –  per l’affiancamento in questo progetto che la comunità, a gran voce, chiedeva di veder ripristinato». Nella nuova fase della gestione del servizio infermieristico volontario, il Comune erogherà un contributo di mille euro annui, come avveniva in passato. Riconoscendo «l’importante valore sociale svolto dai volontari a favore della cittadinanza». Nell’apposita convenzione approvata recentemente dal municipio con l’associazione Anteas Ferrara e con il Lions Club Bondeno, per lo svolgimento dell’attività infermieristica volontaria, il contributo del Comune verrà garantito ogni anno per tutta la durata della convenzione, che si concluderà (in attesa di un futuro e auspicabile rinnovo) nel 2024.

Terzo settore

L’assessore alle Politiche sociali, Francesca Piacentini, lo aveva proposto

come primo obiettivo del programma del suo rinnovato assessorato: creare una rete di associazioni che insieme lavorino e mettano in sinergia i propri sforzi, verso l’obiettivo di un risultato più alto: il soddisfacimento dei bisogni della comunità. Compresi i bisogni più difficilmente sondabili. Da qui, la sua lettera scritta alle numerose associazioni del Terzo settore presenti sul territorio, e la riunione svoltasi martedì sera in municipio. Morale: oltre venti associazioni rappresentate, che hanno aderito a questo accorato invito, per costruire insieme un welfare realmente partecipato. «Le premesse sono state più che buone – avverte l’assessore Piacentini –. Visto che i partecipanti all’incontro di questo tavolo di lavoro sono parsi entusiasti di sviluppare insieme un percorso, che servirà per rendere il welfare in grado di raggiungere tutti. Perché, lo sappiamo, non tutte le persone in difficoltà si presentano agli sportelli del sociale: spesso c’è timidezza e un eccesso di pudore, che rende di fatto “invisibili” molte persone in situazione di difficoltà, anche solo temporanea. Per arrivare a tutte queste persone – sottolinea Piacentini – è fondamentale avere tanti occhi vigili sul territorio e la sensibilità dei volontari che operano nel Terzo settore, con il paziente lavoro delle associazioni, che risultano fondamentali». In maniera più pragmatica, «ci siamo dati come obiettivo quello di tornare ad incontrarci questo tavolo con idee e progetti concreti – dice Francesca Piacentini – per verificare quelli che possono essere subito attuati. Ciascuno degli attori sociali coinvolti – evidenzia – ha proprie specificità, abilità, che messe assieme possono servire ad elaborare soluzioni a problemi più complessi». Non è un obiettivo facile, ma quello del “lavoro di squadra” e di una capacità di proposizione attiva di contenuti, da parte di tutti i soggetti presenti sul territorio, è possibile. «Al di là dello scambio di contatti – dice Piacentini – arriveremo probabilmente presto ad una chat dedicata in cui fare interagire tutti i presenti ai nostri incontri, lavorando con più attenzione sulle frazioni, dove si concentrano molti dei nostri anziani, per esempio. Ma non solo. E’ fondamentale che ciascuno porti le proprie idee ed esperienze, perché soltanto così potremo arrivare effettivamente ad un concetto di “inclusione sociale” più puntuale e mirato al cittadino».

Erano presenti insieme è più facile, Caritas, lega consumatori, AusEr, AVIS, Ado, Airc, pro loco, croce rossa, chigiocaalzilamano, lavoro over 40, la locomotiva, accoglienza salvatonica, centro airone, Cra Bondeno, Natalia Zobina (che cura un’ associazione che si occupa di fitness Pre e post parto). Oltre a quelle presenti al primo incontro ci sono state adesioni provenienti da chi per impegni personali non poteva esserci. In sostanza sono rappresentate al tavolo tutte le realtà che si occupano del sociale a Bondeno.
I miei migliori saluti
Francesca Piacentini

Autoraduno

Raduno di auto e moto d’epoca in mostra nelle più belle Vie e Piazze del Centro Storico della città

  • 21, 22 settembre 2019

  • Ferrara – Centro storico
  • Programma:
    Sabato 21 settembre
    ore 9,30 Presenza dei moderni gioielli del Centro Porsche Bologna ed inizio della disposizione di alcune Auto Storiche in Piazza Trento e Trieste e dei Trattori d’epoca in Piazza Castello.
    dalle ore 10,00 circa in Galleria Matteotti, esposizione di modelli giocattolo di Auto, Moto, bici e Carrozzine d’epoca, in Collaborazione con il Museo GIOCARS di Sala Bolognese. Piccolo circuito di Auto a pedali per bimbi.
    Inizio disposizione dei vari veicoli partecipanti ( Auto, Moto, Vespe ) nelle vie e piazze del centro.
    Concorso Fotografico (sab. e dom.) a  PARTECIPAZIONE GRATUITA, vedi Regolamento.
    dalle ore 14,00   INIZIO manifestazione;
    Mini Tour gratuiti di 15 min. circa, come passeggeri di auto d’epoca, riservato agli Ospiti delle strutture associate a Ospitalità Estense ed ai possessori della  MyFE Turist Card.
    scattate e postate su Instagram #AutoMotoStoricheFe2019 le vostre Foto ricordo assieme alle nostre Hostess del Centro Porsche Bologna.
    ore 18:00 Premiazione del Concorso Fotografico 2017, in p.za TN-TS, presso Area Centro Porsche Bologna
    ore 21:00 Sfilata A.S.I. per I° “Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca” e presentazione vetture, in Piazza Trento Trieste
    Pernotto dei Trattori d’epoca in Piazza Castello.
    Domenica 22 settembre
    ore 9,30 Trattori d’epoca in Piazza Castello.
    esposizione nuovi modelli Centro Porsche Bologna  e  di Auto d’epoca in Piazza Trento Trieste .
    svolgimento del Concorso Fotografico (sab. e dom.) a  PARTECIPAZIONE GRATUITA, vedi Regolamento.
    ore 11 circa passaggio del Trofeo NUVOLARI
    circuito di macchinine a pedali per bambini e trofeo UNICEF (a pagamento)
    ore 17,00 ca. Chiusura della manifestazione.
  • http://www.automotostoricheferrara.it/
  • Ingresso: libero.
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Salone internazionale del restauro

La XXVI edizione del SALONE INTERNAZIONALE DEL RESTAURO, DEI MUSEI E DELLE IMPRESE CULTURALI – Economia, Conservazione, Tecnologie e Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali nasce all’insegna di importanti novità

  • Dal 18 al 20 settembre 2019

  • Quartiere Fieristico di Ferrara – Via della Fiera, 11
  • Programma:
    La XXVI edizione del SALONE INTERNAZIONALE DEL RESTAURO, DEI MUSEI E DELLE IMPRESE CULTURALI – Economia, Conservazione, Tecnologie e Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali nasce sotto i migliori auspici ed all’insegna di importanti novità:
    • La data: il Salone avanza, si terrà dal 18 al 20 settembre 2019.
    • La concomitanza: si svolgerà assieme a RemTech Expo, l’unico evento internazionale specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare.
    • Capitale e capitale umano: Bologna Fiere (tra i più importanti player fieristici europei), tramite la sua controllata Ferrara Fiere e Congressi acquisisce la gestione diretta dell’evento, affidando l’incarico di Project Manager ad Omar Marcacci. Carlo Amadori, ideatore ed organizzatore per 25 anni della manifestazione, ricoprirà il prestigioso ruolo di responsabile e coordinatore scientifico.
    • Vantaggi: Ferrara Fiere Congressi, come segno di benvenuto, prevederà una serie di vantaggi e soluzioni innovative e premiali per gli espositori commerciali e istituzionali.
    • B2B e Internazionalizzazione: obiettivo primario dell’edizione 2019 è quello di favorire le dinamiche economiche fra imprese partecipanti al Salone e potenziali clienti di riferimento, attraverso l’organizzazione di momenti di matching tra domanda e offerta sia a livello nazionale che internazionale

    Info: 340 5047250

  • http://www.salonedelrestauro.com
  • Accessibilità: accessibile
  • Orari: dalle 9.00 alle 18.30
  • Ingresso: Ingresso gratuito con pre-registrazione online (deadline 16 settembre alle 23.59); senza pre-registrazione ingresso euro 15,00.
    La pre-registrazione è disponibile sul sito della manifestazione.

 

Giornate europee del patrimonio

Giornate Europee del Patrimonio 2019

21 e 22 settembre 2019

Ferrara
Un fine settimana dedicato al patrimonio culturale italiano: musei aperti, iniziative e visite guidate
Programma
MUSEO DI CASA ROMEI Via Savonarola 30

>Sabato 21 settembre, apertura dalle ore 14 alle 22.30 (ultime ammissioni alle ore 22). Dalle 19.00 ingresso 1 euro.
ore 19.30 Inaugurazione e visita alla mostra 800/900
ore 20.00 concerto a cura del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara. Segue rinfresco.
>Domenica 22 settembre apertura dalle ore 8.30 alle ore 18 (ultime ammissioni alle ore 17,30). Dalle 13.30 ingresso 1 euro.
ore 17.30 Visite guidate alla mostra 800/900
Info: tel. 0532 234130
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE – Palazzo Costabili – Via XX Settembre 122
>21 settembre,  dalle 17.30 alle 20.30
Visita ai luoghi segreti del Museo
Visita guidata a cura della Direzione del Museo nei luoghi del Palazzo e delle corti solitamente non accessibili al pubblico. Si visiteranno i depositi del materiale archeologico ubicati nel sottotetto e nel sotterraneo del palazzo oltre ad alcuni ambienti con decorazioni pittoriche e stucchi decorati. Ingresso 1 euro
>22 settembre, ore 10-13
Il Giardino degli Dei
Visita guidata degli studenti del Liceo Scientifico A. Roiti di Ferrara all’interno del progetto Muse Inquietanti e dell’Alternanza Scuola-LAvoro. Gli studenti guideranno i visitatori all’interno del giardino del museo archeologico sottolineando gli aspetti botanici, fitoterapici e storico-mitologici legati alle piante del giardino. Sarà un’ottima occasione per apprezzare una novità: l’installazione dei supporti permanenti con foto e testi che permettono la fruizione chiara, stimolante e autonoma dei numerosi fiori e delle piante presenti in giardino. L’evento così come il progetto sono realizzati dal Museo in collaborazione con il Liceo Roiti e con la collaborazione del Garden Club di Ferrara.
Ingresso: 1 euro
Info: tel. 0532 66299  www.archeoferrara.beniculturali.it
PINACOTECA NAZIONALE– Corso Ercole I d’Este
21 settembre, ore 15.30
Una sera a casa del duca
Durante il Rinascimento, essere invitati a cena dal duca d’Este non era certo cosa da poco! Senza dubbio voleva dire partecipare a una grande abbuffata, ma non solo. Ogni invitato diventava il protagonista di una complessa macchina conviviale e teatrale, fatta di giochi, balli e intrattenimenti spettacolari.
Visitando il Salone d’Onore, gli appartamenti ducali e ammirando le grandi opere a tema, scopriremo insieme quali personaggi formavano “la squadra” che doveva mettere in scena gli straordinari banchetti del duca, leggeremo i menu dei grandi scalchi di corte e scopriremo quali ricette sono arrivate fino a noi, racconteremo degli svaghi e dei divertimenti che si tenevano tra una portata e l’altra. Infine, vestendo ciascuno il proprio personaggio come in un gioco di ruolo, apparecchieremo la grande tavola per il banchetto rinascimentale del duca. E che la festa abbia inizio!
L’attività, curata dalle operatrici didattiche di Prospectiva, è gratuita, inclusa nel regolare biglietto di ingresso.
Info: tel. 0532 205844
MEIS Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah Via Piangipane 81
22 settembre, ore 10.00 12.30
Il Rinascimento ebraico nelle Passeggiate patrimoniali.
Un porto sicuro
Ferrara, città in espansione e porto sicuro anche per gli ebrei. I luoghi di insediamento ebraico e il contributo degli ebrei alla fioritura culturale della città Rinascimentale, dal “Porto Sicuro” all’Addizione Erculea. La passeggiata toccherà gli spazi di vita degli ebrei a Ferrara, da via Centoversuri proseguendo il percorso negli spazi della città ideale dei Duchi d’Este, il Castello, corso Ercole I d’Este per giungere in Parco Massari. Verrà affrontato il racconto della trasformazione architettonica e culturale dal Medioevo al Rinascimento. La visita avrà inizio all’interno del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah e alla mostra Il Rinascimento parla ebraico, con particolare attenzione alla produzione letteraria e artistica del periodo. Al termine del percorso verranno letti alcuni brani di autori ebrei, da Leone Ebreo a Immanuel Romano.
Partecipazione gratuita
Info: 0532 769137 – 3494564928  www.meisweb.it
ARCHIVIO DI STATO DI FERRARA Corso della Giovecca 146
22 settembre, ore 16.00-19.00
Ospedale psichiatrico e oltre: vite, storie, testimonianze
La relazione della dott.ssa Giulia Presini, le letture del gruppo teatrale “Gli Acchiappastorie” e la mostra fotografica di Vittorio Ardizzoni e Michela Bedini convergono nell’incontro dedicato all’Ospedale Psichiatrico provinciale, alle ore 16.00 presso la Sala Esposti dell’Archivio di Stato di Ferrara.
Il tema del disagio e dell’inquietudine sarà ulteriormente sviluppato attraverso una selezione di pannelli della mostra fotografica Foto Poesia di Vittorio Ardizzoni e Michela Bedini.
La ricchezza e la drammaticità delle testimonianze offerte sia dalla documentazione degli ospedali psichiatrici, per la quale sarà allestita una piccola esposizione, sia dalla mostra fotografica saranno valorizzate dalle letture animate del gruppo teatrale “Gli Acchiappastorie”.
La mostra fotografica e l’esposizione documentaria rimarranno allestite e visitabili nei normali orari di apertura dell’Istituto fino al 10 ottobre.
Ingresso gratuito
Info: tel. 0532 206668
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEL MONDO AGRICOLO FERRARESE
Via Imperiale, 263 Loc. San Bartolomeo in Bosco
22 settembre, ore 16.00-19.30
Attendendo l’autunno: immagini, storie & cantastorie al MAF
Attività culturali varie: presentazione mostre fotografiche a tema appenninico di Luigi Riccioni, in collaborazione con il Gruppo di Studi “Gente di Gaggio”, di Gaggio Montano (Bologna); presentazione del volume “Il mostro al Saraceno. Romanzo umoristico di una storia vera”, di Bruno Sgarzi, Andrea Poli e Luca Ghetti (Festina Lente Edizioni, Ferrara, 2019); incontro-spettacolo con il cantastorie veronese Otello Perazzoli.
Ingresso gratuito
Info: tel. 0532 725294
Url dell’evento
http://www.beniculturali.it

800/900

800/900

Dal 22 settembre al 1 dicembre 2019

Ferrara – Palazzina Marfisa d’Este, Corso Giovecca 170 – Casa Romei, Via Savonarola, 30 – Palazzo Bonacossi, Via Cisterna del Follo, 5
Cultura e società nell’opera degli artisti ferraresi dalle Raccolte GAMC, Assicoop Modena&Ferrara, BPER Banca
Contatti
Ufficio Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei C.so Ercole I d’Este, 21
tel. 0532 244949
fax 0532 203064
diamanti@comune.fe.it
Ingresso
– Museo di Casa Romei
Via Savonarola 28-30
Domenica – mercoledì 8.30-14; giovedì – sabato 14-19.30
Intero € 5 / Ridotto € 2. Gratuito fino ai 18 anni
– Palazzo Bonacossi
Via Cisterna del Follo 5
Domenica e lunedì 9-13, da martedì a sabato 9-18. Aperto anche il 1 novembre
Ingresso gratuito
– Palazzina Marfisa d’Este
Corso Giovecca 170
Martedì – domenica 9.30-13 / 15-18
Intero € 4 / Ridotto € 2. Gratuito fino ai 18 anni

Inaugurazione della mostra: Sabato 21 settembre
>Palazzina Marfisa d’Este, ore 17:30
Saluti e visita alla mostra
>Palazzo Bonacossi, ore 18:30
Visita alla mostra
>Museo di Casa Romei, ore 19:30
Visita alla mostra e concerto a cura del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara
A seguire rinfresco

Commemorazione 9 settembre 1943

SAN FELICE SUL PANARO – Domenica 15 settembre San Felice sul Panaro ricorda il sacrificio dell’Ammiraglio d’Armata M.O.V.M Carlo Bergamini e degli uomini della sua flotta nel 76esimo anniversario dell’affondamento della Corazzata Roma.

Carlo Bergamini, nato a San Felice sul Panaro il 24 ottobre 1888, dal 5 aprile 1943 ebbe il comando in capo della Squadra navale italiana da battaglia con insegna sulla nave Roma. La notte del 9 settembre 1943 salpò da La Spezia, obbedendo agli ordini, per raggiungere la destinazione concordata dalle clausole dell’armistizio. Alle 15.10 subì l’azione aerea tedesca con bombe radioguidate, due delle quali colpirono la Roma che, anche a causa dell’esplosione di depositi di munizioni, affondò in due tronconi alle 16 circa. Persero la vita 1.352 uomini dell’equipaggio e lo stesso ammiraglio.

Questo il programma della cerimonia aperta a tutta la cittadinanza:

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