Trasporto sociale

L’impegno del Comune non si ferma, nel cercare di aiutare le persone sole, affette da gravi patologie, anziani, diversamente abili. In poche parole, le fasce più deboli della popolazione, le quali oggi devono poter essere aiutare a raggiungere le strutture sociosanitarie del territorio, per visite e controlli medici. L’accordo stipulato dal municipio con Auser persegue questa direzione di marcia: «L’incontro che si è svolto in più riprese con il responsabile di Auser, Guizzardi, ed anche con la nostra dirigente Paola Mazza e con Massimo Mori dei servizi sociali, ha consentito di arrivare ad una proposta di convenzione che definiremo a breve – precisa l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti –. L’organizzazione sarebbe congiunta e, naturalmente, supervisionata dall’assistente sociale, per quanto riguarda le prese in carico degli utenti. Per 2-3 giorni alla settimana – continua Coletti – si cercherà di pianificare il trasporto delle persone bisognose di sostegno del nostro territorio, verso le strutture sanitarie principalmente interessate.  Per esempio, l’ospedale di Cento, la cittadella sociosanitaria situata nel vecchio Sant’Anna di Ferrara; ma anche le cliniche Salus e Quisisana, ed infine l’ospedale di Cona». Ovviamente, è previsto che il trasporto consenta anche di arrivare ai poliambulatori del Borselli. «Nel caso si renda necessario – concludono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore Coletti – cercheremo di verificare la disponibilità dei volontari (dovrebbero essere sedici; ndr)  per raggiungere Copparo, Valle Oppio e i vari poliambulatori dislocati nella provincia. Ringraziamo Auser e Catia Taddei, che sarà operativamente il tramite con il volontari di Bondeno, perché soltanto attraverso un buon lavoro di squadra si è riusciti anche quest’anno ad organizzare un efficiente servizio, che contiamo di continuare a garantire in futuro».

Ariosto per sempre

Sabato 21 aprile 2018 ore 10 in Biblioteca Ariostea

Intervengono Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara, Enrico Spinelli, direttore della Biblioteca Ariostea e Lina Bolzoni, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’Orlando furioso.

Una mattinata molta intensa attende la biblioteca Ariostea il prossimo 21 aprile. Il programma, infatti, prevede una serie di iniziative con al centro Ariosto e il suo capolavoro.

– Ore 10, Sala Agnelli, Gino Ruozzi (Università di Bologna) presenta
Galassia Ariosto. Il modello editoriale dell’Orlando Furioso dal libro illustrato al web, a c. di L. Bolzoni, Roma, Donzelli, 2017
Andrea Torre (Scuola Normale Superiore), presenta
Gianluca Genovese, Le vie del Furioso, Napoli, Guida, 2017
Saranno presenti Lina Bolzoni (Scuola Normale Superiore), e Gianluca Genovese (Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa).

– Ore 11, piano nobile, intitolazione di Sala rossa a Giuseppe Carli e di Sala del falcone a Giovanni A. Barotti, due fra i più importanti benefattori della Biblioteca Ariostea.

Nella rinnovata Sala Ariosto si procederà successivamente all’inaugurazione della mostra “Ariosto per sempre Ariosto. Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere d’arte dalle collezioni della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara”, curata da Mirna Bonazza e visitabile fino al 23 luglio 2018.

L’appuntamento rappresenta idealmente la sintesi delle attività finanziate dal MiBACT e gestite ora dal “Comitato nazionale Orlando furioso”, ora tramite Progetto “Unesco furioso”: sarà l’occasione per scoprire un insospettato autografo di Benedetto Croce (con le figlie Alda e Elena, in pellegrinaggio ariosteo a Ferrara nel 1936), nelle nuove Teche realizzate appositamente per Palazzo Paradiso.

A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e del Comitato Nazionale V centenario dell’Orlando Furioso – Mibact

Bondeno e Identità

Un confronto secolare, scaturito anche nella celebre “Guerra del sale”, che in un territorio di confine come quello matildeo, lungo il corso del Po, ha lasciato testimonianze indelebili. Per questa ragione, il confronto su “Leone e Aquila”, ovvero il Leone di San Marco della Serenissima di Venezia e la tradizione degli Estensi, sarà particolarmente stimolante. Come del resto lo era stato, nei mesi scorsi, il primo appuntamento organizzato dalla neonata associazione “Bondeno e Identità”, che aveva visto la partecipazione di monsignor Luigi Negri, per trattare questioni teologiche, tra scienza e fede. Stavolta (domenica 15 aprile, ore 16, al museo di Stellata) il dibattito si articolerà attorno al grande tema: “Estensi e Repubblica di Venezia, in guerra e pace”. «Secoli di contesa e guerre, ma anche il rispetto tra due grandi potenze di un’altra epoca, hanno forgiato l’identità di territori che sono confinanti e che vivono una cultura comune – spiega il vicesindaco con delega alla promozione del territorio, Simone Saletti –. Crediamo che un turismo culturale che attinge dal suo glorioso passato non possa prescindere dalla conoscenza dei fatti storici». I quali saranno trattati nel dettaglio da Alberto Astolfi e dal dottor Massimiliano Righini (consiglio scientifico nazionale dell’Istituto italiano dei Castelli): il primo si occuperà del tema “La Guerra sul Po. Il territorio, gli uomini, le gesta: Polesella, 22 dicembre 1509”. Il dottor Righini relazionerà su “Armi, armati e artiglieri in ambito Estense durante le prime guerre d’Italia”. L’evento vede la collaborazione di Associazione Bondeno Cultura, Parrocchia “Natività di Maria”, Lions Club e il patrocinio del Comune di Bondeno.

Paolo Fabbri

La Rocca Possente, la vastità delle campagne, con le nebbie che lasciano un velo a volte impenetrabile, ma che per un artista come Paolo Fabbri non era altro che una lente. Attraverso la quale filtrare i colori e le meraviglie di un paesaggio rurale, caratterizzato da terra e acqua. Dal 7 al 26 aprile, alcune delle opere più suggestive di questo autore, scomparso lo scorso 31 ottobre all’età di quasi 99 anni, verranno proposte al pubblico di Bondeno, in pinacoteca. «Un modo per valorizzarne il su prestigioso percorso artistico – sottolinea l’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri – dal momento che le sue opere sono state presentate in oltre 300 mostre e gallerie, da New York a Tokyio, dalla Germania a Londra e che hanno una indiscussa valenza per il nostro territorio». Paolo Fabbri ha conosciuto in vita artisti quali Cattabriga, Capra, Brindisi e lo scultore Ulderico Fabbri, ed era un post-impressionista, di cui i critici hanno apprezzato in particolare la “lirica” della tavolozza; assieme allo stupore e la meraviglia che emergevano da quadri in grado di catturare i colori e la luce. Due costanti, che amava ammirare di persona. «Recandosi in bici o in motorino direttamente sui luoghi, che sono diventati il soggetto dei suoi quadri – spiega la figlia, Elisabetta Fabbri – spesso preparati dopo una serie infinita di schizzi, che poi perfezionava nel suo studio». Ogni quadro dell’artista era come un “figlio”: ne sono stati venduti un migliaio, ma la sua collezione si compone ancora di diverse opere, tenute gelosamente per sé. Molte delle quali sono servite a fargli ottenere 200 premi, due lauree honoris causa ed esperienze indimenticabili: la scuola libera Pomposiana (esperienza conclusasi a metà anni ’50) e il Cad (Circolo artisti dilettanti) realizzato quest’ultimo assieme ai pittori Morelli, Filippini ed altri, per dare a tutti la possibilità di vivere l’arte. Ora, la Rocca di Stellata, le campagne estensi e matildee e gli scenari suggestivi immortalati dai suoi pennelli saranno visibili in pinacoteca, nella mostra “Retrospettiva di pittura”, che sarà inaugurata sabato 7 aprile alle 10,30.
Orari di visita: il sabato, domenica e festivi, dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. Per informazioni: 0532-899245.

Cispadana urbana

Si riaccende il dibattito sulla Cispadana. Dopo l’intervento del presidente della Cna Area Nord, questa volta è Stefano Lugli, segretario regionale Rifondazione Comunista e consigliere comunale a Finale Emilia, a prendere la parola che così scrive in una nota:

«Se in questa legislatura non si apriranno i cantieri della Cispadana avremo fallito». Queste parole le ha pronunciate il presidente della Regione Bonaccini nel 2015 all’avvio della legislatura da lui guidata, e oggi non se la può cavare scaricando la responsabilità sui sindaci chiedendo loro di decidere se vogliono un’autostrada o una strada urbana. I sindaci hanno la responsabilità di aver difeso per anni un progetto autostradale insostenibile, ma Bonaccini deve assumersi la responsabilità di quello che è un fallimento politico che si trascina da 14 anni e cancellare la delibera con cui la regione si è impegnata a realizzare l’autostrada cispadana. E deve farlo al più presto per evitare di perdere altro tempo: perché i soldi dei privati non ci sono e perché le oltre 200 prescrizioni con cui il ministero dell’ambiente ha dato l’ok alla valutazione di impatto ambientale sono un macigno alla conclusione dell’iter progettuale.

Bonaccini ha sostenuto l’autostrada cispadana prima da dirigente provinciale e regionale del Pd, poi da consigliere regionale nell’ultima legislatura Errani e ora da presidente della Regione. Ha dunque responsabilità politiche enormi nello stop che fu dato alla cispadana urbana quando era già finanziata e nell’aver condannato bassa modenese e alto ferrarese ad una condizione di viabilità inadeguata per tutti questi anni.

Dopo l’apertura del sindaco di Mirandola all’ipotesi di abbandonare l’idea della cispadana autostradale è bene che si passi presto dalle parole agli atti istituzionali portando la discussione nei consigli comunali e nell’assemblea legislativa regionale, ripartendo dal progetto di cispadana urbana interrotto nel 2004.

Oggi anche la CNA apre all’ipotesi di una soluzione diversa dall’autostrada, per cui invitiamo i sindaci e la regione ad aprire una discussione pubblica e trasparente che coinvolga tutti i soggetti sociali, politici ed economici dell’asse cispadano su ciò che serve per la mobilità di questo territorio. Ovvero fare l’esatto contrario delle decisioni verticistiche e assunte nelle stanze dei partiti oltre un decennio fa.

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Potenziato il 118

Dal 1° Aprile il Servizio 118 di Ferrara dispone di un ulteriore mezzo di soccorso per l’intera giornata. Si tratta di un potenziamento con un ampliamento del numero di ore giornaliere di copertura di una delle ambulanze situate in Corso Giovecca, presso la Casa della Salute Cittadella San Rocco, che  passa da 14 a 24 ore. E’ un mezzo dell’Azienda USL  con  equipaggio costituito da infermiere esperto e da un autista soccorritore.

Il sistema di soccorso ha mezzi moderni, costituiti da automediche ed ambulanze infermieristiche presenti e attive su tutto il territorio della provincia di Ferrara, con le quali si integra il servizio Regionale di Elisoccorso.

L’ampliamento della copertura con ambulanza sulla città di Ferrara si affianca alla pianificazione delle aree di atterraggio sul territorio della provincia già annunciato dalla Regione Emilia Romagna grazie al nuovo elicottero di soccorso dotato di tecnologia NVG (Night Vision Goggles, visori a intensificazione di luce) che consentirà di utilizzare anche basi di atterraggio non illuminate.

L’Azienda USL sta lavorando assieme ai comuni del ferrarese per attivate le nuove aree per il decollo e l’atterraggio: Goro sarà attiva entro il 2018,  cui seguiranno altri comuni nel 2019,  Jolanda di Savoia, Cento, Copparo, Bondeno, Argenta, Mesola, Portomaggiore, Tresigallo, Sant’Agostino, Poggio Renatico, Casa della Salute di Ferrara ex S.Anna, oltre alle aree di Elisoccorso da tempo attive dell’Ospedale Ferrara-Cona e Delta-Lagosanto.

L’organizzazione è impostata per arrivare in tempi sempre più rapidi e sempre più vicino alle persone che hanno bisogno di ricevere un soccorso sanitario tempestivo, in condizioni di emergenza, in cui anche qualche minuto può fare la differenza. Questo indubbio miglioramento è un segno concreto dell’attenzione che l’ Az U.S.L. di Ferrara  ha verso il Servizio d’Emergenza Territoriale 118.  

4G wireless

Bondeno vanta già una parte cospicua del proprio territorio coperta dalla banda larga. I recenti lavori di posa della fibra ottica a Pilastri hanno consentito di estendere il segnale anche nelle zone periferiche. Una recente convenzione, però, ha permesso di stipulare un accordo con la società Go-Internet Spa, per posizionare su di una porzione della torre piezometrica dell’acquedotto comunale un impianto 4G wireless, finalizzato ad implementare il servizio di Internet a banda larga per i cittadini. «Da diversi anni – spiega il vicesindaco con delega all’innovazione tecnologica, Simone Saletti – l’Amministrazione si è resa parte attiva, per portare un servizio Adsl in tutte quelle zone del territorio comunale che ancora ne erano sprovviste, arrivando con le nuove tecnologie dove non arrivano le reti fisse. Da quel momento, ci siamo sempre attivati presso altri enti, autorità e società, al fine di arrivare progressivamente ad una completa copertura di Internet veloce di tutto il territorio comunale. Ora – dice Saletti – siamo vicini a quel traguardo, con molte zone della città (penso al centro storico) che sono coperte anche da un segnale gratuito. Questa installazione che sarà completata sulla torre dell’acquedotto – continua – è solo un ennesimo passo verso l’obiettivo che ci siamo prefissi». L’impianto sarà costituito da tre settori, con due parabole da 60 centimetri di diametro ciascuna ed un cabinet porta apparati a terra. A fronte della concessione, la società offrirà due linee Internet gratuite ed un punto wi-fi da utilizzare in zone di copertura da concordare con il municipio. Il canone di concessione degli spazi è sancito in base ad una delibera del 23 febbraio del 2017, la quale disciplina l’occupazione di suolo pubblico per le infrastrutture tecnologiche diverse dagli impianti di telefonia mobile: l’importo del canone Cosap dovuto a tali occupazioni ammonta a 2mila euro l’anno, che andranno versati dalla società al Comune, anche se il canone stesso sarà poi sottoposto agli aggiornamenti previsti dall’Istat. «Crediamo che anche questo impianto – conclude Simone Saletti – unitamente agli interventi anche formativi sostenuti dal Comune in termini di alfabetizzazione informatica per i cittadini, sia di aiuto per arrivare all’eliminazione del Digital-divide (un fenomeno che lascia “indietro” le persone escluse dalle tecnologie digitali, rispetto a chi le utilizza; ndr) dovuto anche alla mancanza in molte parti del territorio italiano di copertura a banda larga».

DELIBERA PROVVEDIMENTO

Riuso intelligente

“È stato davvero il terremoto a cambiare la percezione che in città si aveva della stazione – racconta la referente che, per il Comune di Mirandola, comodatario dell’immobile, ne cura la gestione. Essendo distante circa tre chilometri dal centro urbano, fino al 2012, gli spazi erano decisamente poco ambiti. Dopo il terremoto, però, la maggior parte delle sedi storiche delle tante associazioni cittadine è diventata inagibile e la possibilità di avere degli spazi ristrutturati e sicuri è stata colta come un’occasione unica”.

Gli spazi che sono a disposizione delle associazioni sono in due edifici distinti. Nel fabbricato viaggiatori al primo piano c’è un appartamento di quattro camere, mentre altri due vani sono disponibili in un edificio adiacente, al piano terra. Qui, oltre alla Commissione Elettorale Circondariale e al Comitato Frazionale, che hanno uno spazio riservato, si alternano la locale sezione di Enalcaccia, l’A.S.D. Moto Club Spidy, la Onlus Isola del Vagabondo, l’Associazione Buon Samaritano e il Corpo Guardie giurate ecologiche volontarie. Queste sale possono essere richieste anche da privati cittadini, ad esempio per le riunioni condominiali. Nell’altro appartamento convivono la UNUCI – Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia, l’ANFI – Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, l’Associazione La Nostra Mirandola Onlus, un gruppo che coniuga la solidarietà alle iniziative culturali e di preservazione delle tradizioni locali, che in stazione organizza un corso di intaglio del legno, e l’Associazione Multiverso, specializzata nel gioco: da quelli da tavola, a quelli di ruolo e virtuali. La stazione appare oggi, quindi, come un luogo di scambio e di incontro tra mondi decisamente

 

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Manutenzione ordinaria strade

L’iter era già iniziato da qualche tempo ed aveva avuto un primo “step” a gennaio, quando si erano autorizzate le prime operazioni per la fornitura e posa di ghiaia, necessarie alla fase iniziale della manutenzione delle strade bianche. Venerdì 23 marzo, è arrivata anche la determina che va ad autorizzare l’affidamenti di ghiaia e conglomerato bituminoso, per la manutenzione ordinaria delle strade comunali. Sia bianche che ghiaiate, entrambe messe a dura prova da una coda dell’inverno caratterizzata dagli elementi atmosferici «Il Comune .- spiega il sindaco Fabio Bergamini – ha proceduto a definire l’acquisto di ghiaia e conglomerato bituminoso, come avevamo annunciato nelle scorse settimane. Parliamo, nel caso del conglomerato, del catrame che viene utilizzato quotidianamente per le riparazioni compiute dai cantonieri, per chiudere le buche che si aprono sulle strade, specie nelle giornate di maltempo». L’arrivo di una stagione che dovrebbe essere più favorevole, dal punto di vista del meteo, consentirà finalmente di dare seguito ai primi interventi, cui ne seguiranno altri più corposi durante l’estate. Il costo complessivo di questa operazione è di 49mila e 500 euro, comprensivi di Iva e oneri per la sicurezza. La fornitura avverrà attraverso il Mepa (il mercato elettronico della Pubblica amministrazione) e i lavori andranno finanziati con l’apposito capitolo di bilancio: “Manutenzione straordinaria di strade guard-rail”. «Nei lavori già programmati – conclude l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi – è prevista anche la creazione degli “sbocchi” laterali necessari alle strade “bianche” e asfaltate, allo scopo di fare defluire le precipitazioni meteoriche ed evitare ristagni d’acqua sulla carreggiata».