Zitti zitti, piano piano

Protesta lunedì mattina 6 luglio dei manutentori degli impianti e degli immobili del Policlinico di Modena per il cambio appalto che non garantisce loro l’applicazione del contratto nazionale metalmeccanici.
Dalle ore 11 alle 12.30 le tute blu si sono messe, all’interno dell’area del Policlinico, in fila indiana nell’area che affianca il portico per l’accesso all’ingresso n.1 dell’ospedale.
Rispettate tutte le regole di distanziamento sociale vigenti in materia di prevenzione anti covid.

Insieme ai manutentori, presenti anche altri lavoratori rappresentanti delle molteplici attività del Policlinico, muratori, operatori sanitari, addette alle pulizie, lavoratori dei trasporti-logistica, dei servizi di lavanderia, ecc… a dimostrare che le problematiche dei cambi appalto interessano tanti lavoratori coinvolti nei servizi.

I circa 20 manutentori della Gi-One, con l’ennesimo cambio di appalto dal 1° luglio 2020, si sono visti negare l’applicazione del Ccnl metalmeccanici che gli è sempre stato riconosciuto da 20 anni a questa parte. I lavoratori non hanno accettato di perdere ulteriori diritti acquisiti negli anni, per questo la Fiom Cgil non ha sottoscritto l’accordo per il passaggio dei lavoratori da Gi-One alla nuova appaltatrice Rekeep.
Questa vicenda ha portato alla perdita di lavoratori altamente qualificati ed esperti, sostituiti da nuove squadre con il rischio di rendere complesso il buon funzionamento di tutti gli impianti del Policlinico, anche i più delicati e dedicati all’emergenza.

La regolamentazione del sistema degli appalti rappresenta l’unico strumento per garantire i diritti dei lavoratori e servizi di qualità all’utenza. I cambi di appalto devono essere trattati alla stregua di una cessione di ramo di impresa con il passaggio dei lavoratori da un’azienda all’altra senza soluzione di continuità e non determinare ogni volta perdita di diritti per i lavoratori.

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Biblioteca di Finale

ACCESSO ALLO SCAFFALE APERTO
In biblioteca ora è possibile scegliere autonomamente i libri
accedendo in sicurezza agli scaffali e agli espositori.
È obbligatorio l’uso della mascherina ed è indispensabile igienizzare con cura le mani all’ingresso.
Possono entrare due persone alla volta.
Nel rispetto di queste indicazioni è consentito esplorare liberamente, anche se in un tempo limitato (15 minuti):
– la zona novità,
– le vetrine tematiche o di genere,
– “i più richiesti”,
– la letteratura per adulti,
– gli audiolibri,
– la sezione “Lingue e culture”,
– una parte della sezione ragazzi e alcune proposte per i più piccoli.

ACCESSO ALLE LE SALE STUDIO SU PRENOTAZIONE
Per gli utenti che hanno l’esigenza di un luogo dove studiare
sono disponibili 23 posti al primo piano: 17 nella sala studio, 6 nella saletta-laboratorio.
La prenotazione dei posti si fa esclusivamente online sul portale www.bibliomo.it dove gli utenti potranno di volta in volta prenotare il loro posto studio, accedendo con le proprie credenziali all’area personale (per coloro che non sono in possesso di username e password occorre rivolgersi alla biblioteca telefonicamente – 0535 788331 – o tramite e-mail: biblioteca@comune.finale-emilia.mo.it):
Una volta entrati nell’area personale, è possibile prenotare 2 fasce orarie.
ATTENZIONE A NON prenotare 2 postazioni per fascia oraria allo stesso nome.
Gli utenti che hanno prenotato possono accedere alle sale esibendo all’ingresso la stampa o lo “screenshot” della prenotazione.
È possibile scegliere il proprio posto studio tra quelli disponibili nell’area prenotata.
Si possono consultare direttamente i documenti a scaffale aperto, ma, una volta terminata la lettura, le opere devono essere lasciate sui tavoli per il trattamento di quarantena.

RIMANE ATTIVO IL SERVIZIO DI PRESTITO SU PRENOTAZIONE
Per la prenotazione dei prestiti è possibile:
– telefonare al numero 0535 788335 nei giorni:
lunedì, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Oppure è possibile:
– inviare una e-mail a biblioteca@comune.finale-emilia.mo.
– inviare la richiesta tramite il portale BiblioMO.
È previsto un tempo di quarantena per libri e altri documenti riconsegnati; una precauzione necessaria per escludere
l’eventuale permanenza del virus sulle superfici.

Ricordiamo inoltre che è attivo il prestito interbibliotecario
tra le 9 biblioteche del Sistema dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord.

Per informazioni
Biblioteca Comunale di Finale Emilia, tel. 0535.788331
e-mail biblioteca@comune.finale-emilia.mo.it

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Al mare in treno

Altri 1000 posti per raggiungere in treno Rimini, Riccione, Misano e Cattolica.

Cresce l’offerta di Trenitalia Tper per il mare grazie a due nuovi treni regionali, che da domani collegheranno – ogni sabato fino al 29 agosto – Parma, Reggio Emilia,Modena e Bologna con la Romagna. I due collegamenti saranno effettuati con i nuovi convogli Rock a doppio piano.

Il primo partirà da Bologna alle 7.27 e raggiungerà Rimini alle 8.54, Rimini Miramare alle 9.00, Riccione alle 9.05, Misano Adriatico alle 9.09 e Cattolica alle 9.14, per poi proseguire la sua corsa fino a Pesaro. Fermate anche a Castel San Pietro 7:47, Imola 7:55, Castelbolognese 8:01, Faenza 8:09, Forlì 8:20 e Cesena 8:34.

Il secondo partirà da Parma 7:55 con destinazione Rimini dove arriverà alle 10:26. Fermate anche a S. Ilario d`Enza 8:02, Reggio Emilia 8:14, Rubiera 8:23, Modena 8:34, Castelfranco E. 8:42, Bologna C.le 9:01, Castel San Pietro 9:17, Imola 9:33, Faenza 9:44, Forlì 9:53 e Cesena 10:07.

Gli orari dei nuovi treni saranno consultabili a breve sui canali di vendita di Trenitalia e TrenitaliaTper.

Fra le 7.05 e le 10.32 saliranno così a 14 i treni regionali diretti in Riviera, in media uno ogni 15 minuti. Vista la diversa origine dei collegamenti – Milano, Piacenza, Parma o Bologna – si consiglia ai passeggeri di scegliere la soluzione di viaggio più funzionale alla propria città di partenza, per consentire una migliore distribuzione delle persone a bordo.

Tutti i posti a sedere potranno essere occupati, ma si ricorda che sul treno è obbligatorio indossare sempre e correttamente la mascherina e igienizzare le mani anche utilizzando i dispenser a bordo.

I treni regionali vengono sanificati ogni giorno e il personale è attrezzato per viaggiare nella sicurezza propria e dei passeggeri.

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Visite arretrate

A richiedere un intervento della Giunta regionale in questo senso è la consigliera del gruppo Misto Giulia Gibertoni, che ha presentato un’interrogazione portando ad esempio il caso di un 80enne di Mirandola (nel modenese), ripreso anche dalla stampa, in attesa da mesi di un intervento chirurgico (all’ernia): il pubblico ha rimandato e il privato gli ha chiesto 2.500 euro.

“A tutt’oggi – spiega la consigliera – la Regione non ha ancora disposto un piano straordinario per riattivare le prestazioni non eseguite nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, gli utenti del territorio regionale non ricevono risposte: la ripresa delle attività ambulatoriali e ospedaliere rappresenterebbe un primo passo per ripristinare il diritto per i cittadini alle cure sanitarie”.

Dunque, Gibertoni interroga la Giunta anche perché crede che “la Regione, ad oggi, manchi di una strategia chiara per abbattere i tempi di attesa per recuperare la sospensione delle attività dovuta al Covid-19, brancolando in stato confusionale e affidandosi alle iniziative delle singole Aziende ospedaliere e Aziende Usl, così creando disomogeneità e, di fatto, pazienti di serie A e di serie B”.

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I bambini capiscono

Scrive l’educatore, di cui tuteliamo l’anonimato:

 

Sono un Educatore di un centro estivo della Bassa Modenese. Le condizioni in cui stiamo lavorando rasentano la follia. I bambini, a parte dover portare sempre la mascherina, anche con questo caldo, devono stare distanziati sempre, anche all’interno dello stesso gruppetto, non possono nemmeno giocare con una palla, perché la normativa dice che ognuno deve giocare coi propri giochi e non si possono condividere oggetti, ognuno per esempio deve avere i propri colori e nel caso mancasse qualcosa all’amico di fianco non può prestarlo.

Noi educatori lavoriamo incessantemente per cercare di tenere i bambini impegnati in svariate attività pensate e strutturate stando a distanza, ma sinceramente i bambini faticano a lasciarsi andare, sono insofferenti e non vedono l’ ora di andare a pranzo per poi andare a casa.
Gli anni scorsi fare il centro estivo voleva dire condivisione, giochi tutti insieme, abbracci, gite, balletti e laboratori INSIEME. Ripeto la parola “insieme” perché anche se ora ci illudiamo di tenere insieme a piccolo gruppo questi bambini, in realtà sono soli. Educare senza contatto fisico, condividere sempre solo distanziando non ha senso.

Quello che sto facendo non ha niente a che fare con tutti gli insegnamenti di pedagogia che mi sono stati impartiti durante i miei studi. Vogliamo davvero questo per i BAMBINI? Io non sono felice, mi sento castrata nel mio ruolo di Educatore, mi sento di non riuscire a svolgere bene il mio lavoro, mi sento di fare del danno! Si perché, io spero sia un momento davvero transitorio ma secondo voi, se questi bambini dovranno subire tutto questo per esempio per un intero anno scolastico, cosa si porteranno dietro?

Come si fa a stare tutta la giornata a insegnare a qualcuno di non toccare gli altri, di non toccare nulla, di non parlare troppo vicino, di non essere altruista o generoso? Quando tutto intorno ai bambini è ripartito, ma loro non possono sussurrare un segreto nell’orecchio di un amico o prestare una matita senza sentirsi ripresi perché non si può fare. Quando sono tristi e nessuno gli può dare un abbraccio?

https://www.sulpanaro.net/2020/06/centri-estivi-lo-sfogo-di-un-educatore-qui-i-bimbi-hanno-piu-limitazioni-dei-carcerati-noi-avviliti-e-indignati/

Ignoratelo pure

Succede così. Si trova un farmaco che funziona, ma non è contemplato dai famigerati “protocolli”, concepiti non per adeguarsi ai singoli casi dei pazienti, ma alle tasche degli azionisti di Big Pharma, oltre che ad altri scopi inenarrabili.  Allora il medico o i medici di turno che decidono di andare avanti lavorando “in scienza e coscienza” secondo il principio di Ippocrate del primum non nuocere, vengono silenziati e stalkizzati, questa volta persino se a mettersi a difenderlo c’è niente pò pò di meno che un ex Ministro della Salute francese.

 

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2020/06/24/clorochina-il-re-e-nudo-per-chi-vuole-intendere-intenda-una-volta-per-tutte/

West Nile

Un monitoraggio costante per scongiurare la diffusione di malattie con conseguenze anche gravi. E’ il compito delle dodici “trappole per zanzare” posizionate in altrettanti luoghi strategici della provincia, aree verdi con una concentrazione importante di ristagni d’acqua dove maggiore è la concentrazione di questi insetti. Ad occuparsi del collocamento e della raccolta dei campioni, ogni quindici giorni fino a ottobre, è anche il personale del Servizio veterinario dell’Azienda USL di Modena. L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza dei virus West Nile e Usutu nelle zanzare comuni (le cosiddette Culex Pipiens) catturate, campanello d’allarme che permette di adottare le misure necessarie a prevenire le potenziali situazioni di rischio per la salute dell’uomo. Nella giornata di ieri, in particolare, sono state posizionate le trappole all’Oasi di Colombarone a Formigine, che consentiranno di verificare la proliferazione di insetti portatori dei virus.

In tutti i dodici siti individuati le esche vengono posizionate nel tardo pomeriggio. Il ghiaccio secco contenuto al loro interno, evaporando, libera anidride carbonica (CO2), simulando così ciò che avviene con l’espirazione da parte dell’uomo. È proprio la CO2 infatti ad attirare le zanzare, che vengono convogliate – grazie all’azione di una ventola – in una rete da cui non riescono più ad uscire. Il mattino seguente i veterinari la inviano all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Reggio Emilia per l’analisi. Nel caso in cui venga evidenziata la presenza di virus, vengono adottate misure di contenimento e, in particolare, il controllo sulle donazioni di sangue, organi e tessuti e l’esecuzione, sul territorio interessato, di trattamenti con prodotti adulticidi nelle aree verdi in occasione delle manifestazioni di intrattenimento previste in ore serali e notturne. Non manca, inoltre, una capillare informazione alla popolazione sui sistemi di prevenzione personale contro le punture.

“Continua l’impegno del servizio del Dipartimento di Sanità Pubblica, coadiuvato dai Comuni, nel monitoraggio delle malattie trasmesse dalle zanzare – dichiara Cristiana Corsini, Dirigente Veterinario dell’Azienda USL di Modena (nelle foto) -. E’ altrettanto importante ricordare la stretta collaborazione coi cittadini, che devono a loro volta impegnarsi nel contrasto alla proliferazione di questi insetti adottando dei comportamenti virtuosi, come per esempio la rimozione dei ristagni d’acqua nelle aree esterne delle proprie abitazioni, che possono diventare focolai larvali”.

COME PROTEGGERSI DALLE ZANZARE

Importantissime alcune semplici azioni, come evitare i ristagni d’acqua e utilizzare periodicamente i prodotti larvicidi. Gli strumenti di protezione personale più efficaci sono gli indumenti e i prodotti repellenti per gli insetti.

  • I repellenti vanno applicati sulle parti scoperte del corpo: per utilizzarli correttamente è fondamentale rispettare dosi e modalità riportate nelle istruzioni in etichetta.
  • Per evitare le punture è consigliabile vestirsi sempre con colori chiari, indossare pantaloni lunghi, maniche lunghe e non utilizzare profumi
  • È consigliabile ridurre al minimo la presenza delle zanzare all’interno degli ambienti utilizzando zanzariere e condizionatori. Si possono usare anche apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine e zampironi, ma sempre con le finestre aperte.

LINK UTILI

La novità di quest’anno, introdotta dalla campagna regionale, è l’attivazione di una app, ‘ZanzaRER’, che fornisce consigli e informazioni utili per facilitare la collaborazione dei cittadini nella lotta alle zanzare. Con la app infatti è possibile leggere le news in tempo reale e collegarsi direttamente al sito dedicato https://zanzaratigreonline.it/, soprattutto segnalare in forma anonima gli interventi con larvicidi effettuati dai cittadini per poter poi costruire una mappa dei trattamenti sul territorio. Sul portale http://www.ausl.mo.it/dsp/zanzara, infine, sono presenti tutte le informazioni dettagliate su come prevenire l’infestazione, come proteggersi e sui rischi per la salute. I consigli per imparare a difendersi sono riportati anche nel nuovo video della campagna regionale di lotta alle arbovirosi (https://www.youtube.com/watch?v=JVsp6br2Ok4).

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Riapertura scuole

Fermo restando che tutta la questione è stata gestita malissimo, riportiamo la posizione dello SNALS:

Ma le criticità sono molteplici, secondo lo Snals. Mancano indicazioni chiare sulla modifica del tempo scuola e sulla garanzia degli spazi necessari ad assicurare il distanziamento. Così come manca qualsiasi riferimento alla necessità di rivedere la responsabilità delle scuole e dei dirigenti scolastici nel caso di contagi. Scarse le garanzie per la salute dei docenti soprattutto nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, dove insegnanti molto spesso appartenenti ad una fascia d’età a rischio verranno a contatto con studenti dai 3 ai 13 anni. In caso di emergenza, inoltre, il piano prevede anche di tenere lezioni in presenza ai figli del personale sanitario e delle forze dell’ordine. Ma contemporaneamente i docenti saranno impegnati con la Didattica a Distanza. Una palese incongruenza.

“La DaD comporta una forma di impiego non prevista dalle attuali norme contrattuali –ha affermato Serafini- Non basta certo un piano condiviso a rimuovere tutte le limitazioni poste dall’attuale CCNL”. Anche per questo è necessario aprire una stagione contrattuale che insieme ai nuovi compiti e alle connesse responsabilità dei docenti ponga al centro il giusto riconoscimento economico del personale della scuola. Il Piano evidenzia anche un’insufficienza di risorse. “Secondo l’art 231 del DL 34, il cosiddetto Decreto Legge Rilancio –ha ricordato il Segretario- le scuole dovrebbero provvedere tra l’altro all’igienizzazione, alle sanificazioni, all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, dispositivi informatici e piattaforme. Si diano invece risorse cospicue agli enti locali, finalizzate a modernizzare gli edifici scolastici, evitando di limitare gli interventi a piccoli rappezzi”.

“Il Governo ha stanziato 3 miliardi di euro per l’Alitalia, destinando solo la terza parte alla scuola per fronteggiare l’emergenza sanitaria -ha concluso Serafini- Occorre un piano di investimenti nell’edilizia scolastica in grado di portare, con interventi specifici e selettivi di ristrutturazione, alla creazione di spazi scolastici migliori e più ampi.”

Serafini (SNALS-CONFSAL): “Deludente il piano di ripresa delle attività didattiche”

Covid e Comma 22

Stando che:

Viene considerato come “caso confermato di Covid-19, una persona con una conferma di laboratorio del virus che causa Covid-19, A PRESCINDERE DAI SEGNI E DAI SINTOMI CLINICI.”

Questo, secondo la definizione internazionale applicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e ratificata in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità. (1) (2)

Quindi gli individui di qualunque età (falsamente) positivi al test, con sintomi marcati di qualunque tipo (tosse, febbre alta, ecc.), vengono automaticamente ricoverati, si crea nel già precario sistema sanitario, un sovraccarico.

  • SOVRACCARICO è uguale a + DECESSI.

Ma soprattutto, il rischio molto chiaro è che le persone diagnosticate come “casi confermati” di Covid, ricevano terapie farmacologiche e respiratorie, errate o superficiali (vedasi anche i farmaci sperimentali (8)) rispetto alla reale natura delle patologie respiratorie da cui sono affette, determinando un peggioramento delle condizioni.

E quindi, determinando ancora più decessi nei soggetti più sensibili.

Non a caso la politica italiana e il governo federale USA, ci terrebbero particolarmente a conferire l’immunità penale ai medici coinvolti nei (presunti) casi “Covid” (9 – 10)

FONTI :

(1) Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Infografica_20marzo%20ITA.pdf?fbclid=IwAR05CIEB9EyF4-ybIFffSwGEIIgdLPoAN-Yb9Q6e71FFRWOg9l6Y-LUlTOw (definizione collocata in basso a destra, assieme al link per il sito dell’ECDC)

(2) European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) – “Case definition and European surveillance for COVID-19, as of 2 March 2020”

https://www.ecdc.europa.eu/en/case-definition-and-european-surveillance-human-infection-novel-coronavirus-2019-ncov (alla voce “confirmed case”)

(3) Kit SARS-CoV-2 Coronavirus Multiplex RT-qPCR

https://www.creative-diagnostics.com/sars-cov-2-coronavirus-multiplex-rt-qpcr-kit-277854-457.htm

(4) http://blog.ilgiornale.it/locati/2020/02/05/coronavirus-vi-spiego-perche-lisolamento-e-inutile/?fbclid=IwAR2RgeYM56DsBEQFbqsoYhTkPMsG6Oq84JNoJlOqOG5FRt5GIzV2LzAVZnQ&repeat=w3tc

(5) [Potential false-positive rate among the ‘asymptomatic infected individuals’ in close contacts of COVID-19 patients]. 5 marzo 2020 Department of Epidemiology and Biostatistics, School of Public Health, Xi’an Jiaotong University Health Science Center, Xi’an, China.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832?fbclid=IwAR2cJrvR5cKyOnWjyEFOiU-Y6rMuXd9t5mcxBpkmhwx-tMm1ZT3Xa7HnNms

(6) “CDC 2019-Novel Coronavirus (2019-nCoV) Real-Time RT-PCR Diagnostic Panel”

https://www.fda.gov/media/134922/download (ultimo punto del paragrafo “Limitations” a pagina 37 del PDF)

(7) https://www.youtube.com/watch?v=p_AyuhbnPOI

(8) https://bit.ly/2wVt9qK

(9) https://www.laleggepertutti.it/383048_coronavirus-in-arrivo-immunita-penale-per-i-medici?fbclid=IwAR3EKyjWi21PEFAK3yevwqu9AgfUhjgL4RbKcEshxMqHvd8hp8a94Y9_rXo

(10) https://bit.ly/34Obvl1
https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2020/06/20/covid-la-verita-sui-tamponi/

Contagi

le vittime presunte ci sono state  essenzialmente per  errori di terapia provocati dal panico, ma anche a causa di strategie inadeguate  con la concentrazione delle persone a rischio negli ospedali e nelle case di cura dove si sono massivamente infettate. Qualcosa che mostra come il sistema sanitario si sia degradato a forza di tagli. Ed è assai probabile che se non ci fosse stato alcun allarme le cose sarebbero andate molto meglio, anzi probabilmente nemmeno ci si sarebbe accorti della pandemia

L’amore al tempo dell’influenza