Street Food Festival

comunebondenofe.it: Martedì, 13 Febbraio 2018 13:39
Scritto da Erika Chillemi

street food

«L’obiettivo è quello di essere sempre un passo avanti, cercando di interpretare usi e tendenze della nostra società che cambia. Per questo, il centro storico di Bondeno deve poter ospitare eventi che siano in grado di promuovere la socialità e il valore esperienziale del gusto e dell’acquisto». Il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, non ha dubbi sul fatto che questa debba essere la strada. Per queste ragione, il Comune sta predisponendo un apposito bando, per cercare un partner per quella che sarà la novità del 2018: uno Street Food Festival. Ovvero, una manifestazione in cui si potranno gustare specialità gastronomiche preparate direttamente per strada, in un percorso, che avrà naturalmente il compito di valorizzare un percorso. In quello che ha a tutti gli effetti le caratteristiche di “centro commerciale naturale”. Vale a dire, il centro storico, con le sue vie di accesso. «Di Street Food parla ormai anche la Fao – sottolinea il vicesindaco Simone Saletti, titolare della delega sulla promozione del territorio – riconoscendo un valore a questa forma di consumo in strada di alimenti e bevande caratteristici, che bene si collega anche con la promozione di prodotti locali, perseguendo il doppio intento di valorizzare le nostre eccellenze enogastronomiche, ma anche, appunto, la frequentazione del centro storico. In un percorso che includa il passaggio davanti a negozi e vetrine a tema». Un percorso che si affianca ad altre iniziative, come “Eire, la festa dei suoni d’Irlanda”. Insomma, il “cibo da consumare in passeggio”, come ulteriore volano di promozione, accanto a fiere, festival musicali (come Eire) e così via. In attesa di definire il programma, il Comune ha già predisposto una delibera per ricercare sponsor e partner per co-gestire l’iniziativa, anche per attività ludiche, musicali e di animazione che faranno da contorno all’evento. La seconda metà di marzo, con l’arrivo della primavera, porterà dunque con sé il primo Street Food Festival del territorio, nella certezza che il piacere del gusto e dell’esperienza possano essere gli ingredienti giusti per il rilancio del centro.

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Fake news

BURANA: Sagra dello Storione – SANT’ANTONIO, la DIFFERENZA e la FAKE NEWS !

In questi ultimi giorni quando ho cominciato a rivedere grandi striscioni gialli inneggianti alla prossima “Sagra dello Storione in tavola a Burana”, il primo pensiero che mi è venuto alla mente è stato quello di pensare a quanta faccia tosta ci vuole a continuare ancora una volta a voler tentare l’improba impresa di scimmiottare e riproporre anche quest’anno questa supposta* Sagra dello Storione nel campo sportivo di Burana, sotto l’egida dell’Associazione Sagre e Dintorni, addirittura dopo essere stata prima annunciata pubblicamente e poi defenestrata da Stellata, dove invano aveva tentato di mettere le radici. La famosa pluridecennale vera “Sagra dello Storione e del Pesce di Mare di Burana”, partita dal niente, era riuscita a scalare tutti i gradini del gradimento dei più esigenti cultori del gusto e della buona ristorazione, fino ad imporsi come una delle, se non la più apprezzata, sagra del circuito gastronomico locale, esportando ben oltre i confini ferraresi, il proprio prestigio basato sulla continua innovazione della proposta culinaria, sulla bontà dei piatti, sulla loro sapiente preparazione, sulla costante ricerca delle materie prime, sull’impeccabile organizzazione e servizio e sulla pregevole location, sempre più abbellita negli anni. Tutto ciò costruito col sudore e la massima dedizione di tantissimi buranesi e non, con l’esperienza culinaria delle anziane razdore del posto, con l’intraprendenza e la caparbietà di uomini e donne che hanno messo capacità e sacrificio e con la prestanza atletica di baldi e giovani camerieri. Per una spiacevole serie di “malaugurati imprevisti” questa meravigliosa locomotiva un paio d’anni fa è deragliata, come purtroppo sta succedendo anche in altre vicine realtà locali. Essendo io un grande cultore delle tradizioni locali, alla ricerca di una similitudine per evidenziare questo improponibile raffronto fra la nostra storica Sagra e quella che anche quest’anno si vuol inopinatamente tentare di riproporre, mi sovviene uno dei più famosi detti popolari della locale ruspante cultura contadina, quello che per sottolineare palesi e macroscopiche differenze, richiama il paragone fra la suadente beatitudine di Sant’Antonio Abate (protettore degli animali da cortile e delle stalle) ed il suo amato porc-ello ! Chiedendo venia per il colorito ma tanto esplicito richiamo, vorrei sottolineare che questa nuova supposta* Sagra dello Storione, nulla ha a che fare con la frazione di Burana e tantomeno con i suoi paesani, gli stessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare la nomea della originale ed unica Sagra dello Storione di Burana, anzi penso proprio che questo estemporaneo ristrettisssssimo sodalizio di persone (due?) che ha voluto forzatamente mettere in piedi questa nuova supposta* sagra dello storione, oltre a non portar nulla di positivo alla nostra frazione, determinerà invece la definitiva sepoltura della Sagra storica, dopo averne spolpato per bene anche l’ultimo brandello della sua prestigiosa reputazione.

(*Supposta), da leggere non solo come avverbio ma anche come sostantivo.

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Lorenzo Berlato

Bundan Celtic festival

di Leonardo Rosa

Manca meno di una settimana all’inaugurazione dell’edizione 2017 del Bundan Celtic Festival e già cresce la febbre per l’evento presentato presso la Camera di Commercio di Ferrara.
Alla conferenza di presentazione della manifestazione che aprirà ufficialmente i battenti il 21 luglio, per concludersi domenica 23 nel parco golenale della Rocca di Stellata, erano presenti gli organizzatori del festival, i rappresentanti del Comune di Bondeno, della stessa Camera di Commercio di Ferrara, oltre naturalmente ad Alan Fabbri una delle anime dell’evento sin dalle prime edizioni è una. “Il Bundan Celtic Festival offre sempre numeri molto importanti – spiega il consigliere regionale – quest’anno ci aspettiamo dalle 30 alle 50mila persone. Anche per questo abbiamo raggiunto l’accordo con alcuni agricoltori per un allargamento dei parcheggi pari a 6 ettari e una doppia navetta gratuita che dalla stazione di Bondeno porterà gli spettatori sino a Stellata. Tre stand dove mangiare e bere – ha proseguito Fabbri -, con attenzione alle aziende del territorio, tra cui l’utilizzo della canapa alimentare, grazie a un accordo con la sagra della canapa di Madonna Boschi, il sidro, l’idromele, tanta ottima musica con gruppi di livello internazionale come i Led Farmers e i Rota Temporum, le rievocazioni storiche e tanto altro ancora. Nelle idee della Regione c’è la valorizzazione della Music Valley emiliano-romagnola dove Stellata avrà sicuramente un ruolo importante”.
Sull’aspetto rievocativo si è soffermato l’esperto Andrea Moretti, illustrando le novità: “Accanto ai grandi scontri tra i Celti e i Romani, quest’anno ci sarà la novità dell’esercito etrusco. Grazie a 250-300 figuranti daremo vita a una battaglia ricostruita nel dettaglio, dalle tecniche di guerra all’abbigliamento, passando per le armi”.
Marcello Micai ha posto l’accento su ulteriori aspetti organizzativi: “Sarà un festival rispettoso dell’ambiente: abbiamo sostituito la plastica con bicchieri e stoviglie biodegradabili, ma non solo: comprando il portacenere o la tazza di ceramica ufficiali della manifestazione si avrà uno sconto sulle consumazioni. E poi l’immagine – ha specificato l’organizzatore – abbiamo puntato sulla foto di un bimbo di Ponte Rodoni, Giulio Bruschi, protagonista di una locandina capace di catturare l’attenzione di 150mila visualizzazioni solo il primo giorno di pubblicazione su Facebook”.
Parole incoraggianti anche quelle del vicesindaco bondenese Simone Saletti: “Il Bundan è una festa che si anima di notte, ma che offre tantissime emozioni anche durante il giorno con un’ampia e originale offerta per bambini e famiglie. Stellata è sempre più il centro nevralgico degli eventi del territorio, come confermano i numeri delle prenotazioni alberghiere, che non si limitano al territorio bondenese ma anche su diversi comuni della provincia di Ferrara, del Veneto e della Lombardia, vista la sua posizione di confine”.
Un elogio confermato dal padrone di casa, il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni: “Questa del Bundan è un’operazione molto importante non solo per Bondeno e Stellata. Si tratta infatti di una efficace valorizzazione del territorio, puntando su storia, tradizioni e cultura. I turisti hanno dimostrato di apprezzare sempre di più la ricerca delle identità, con la conseguenza che l’evento offrirà ampie ricadute su un territorio molto più esteso di quello comunale”.
Il Bunda Celtic Festival ha ottenuto il contributo, oltre che il patrocinio della Regione, e vedrà la partecipazione dello stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini nella serata di sabato 22.

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Lo storione migratore

BURANA, purtroppo un importante pezzo di storia del paese se ne va. Pietra tombale sulla prestigiosa Sagra dello Storione che aveva visto crescere una piccola festa a sostegno della squadra di calcio locale, fino a farla diventare il vero fiore all’occhiello del prestigioso circuito delle sempre più importanti sagre gastronomiche locali. Un esempio di collaborazione e dinamismo che in una piccola frazione come Burana aveva del miracoloso. Partita come Sagra del pesce di mare, ha avuto uno sviluppo ed un richiamo sempre più grande da quando si è voluto proporre lo storione nelle sue variegate e gustose ricette, sulla base anche di riscontri storici locali riferiti alla sua pesca nel vicino Po nei tempi passati. Artefice di questo nuovo sviluppo in positivo era stata senza dubbio Daniela Galliera che ci aveva sempre creduto fermamente, ma il merito è da condividere fra tutta la moltitudine di volontari, di tutte le generazioni unite insieme che hanno messo anima e corpo per la stupenda riuscita della manifestazione che usufruiva degli ambienti annessi all’impianto sportivo del paese che nell’ambito della Sagra, venivano costantemente abbelliti e valorizzati.
Il primo mortificante annuncio qualche giorno fa su La Nuova dove si leggeva:
“Appuntamento nel quartiere fieristico di Ferrara sabato 25 e domenica 26 febbraio con Liberamente, la fiera dedicata al tempo libero. Anche in questa 12ª edizione saranno presenti una ventina di sagre che proporranno ai visitatori assaggi gratuiti.
Ecco l’elenco: Sagra dello storione (Stellata); Festival dei risotti (Ferrara): sagra del pinzino e dell’arrosticino (Ferrara)……..”
Mentre ieri compariva sullo stesso giornale questo dettagliato articolo: “Lo storione trova casa sul Po
La sagra lascia Burana. La Terrazza sul Po nuova location”
http://lanuovaferrara.gelocal.it/…/lo-storione-trova-casa-s…

Letto l’articolo la mia lunga esperienza in determinati ambiti locali mi porta a fare alcune inevitabili considerazioni. La storica sagra di Burana viene trasferita a Stellata dopo che il presidente dell’associazione “Sagre e Dintorni”, al quale il Comune aveva affidato l’incarico esplorativo, non era riuscito lo scorso anno a mettere insieme un’associazione locale che mirasse all’esclusivo sfruttamento economico del grande prestigio che questo evento negli anni aveva saputo produrre con enormi sacrifici. Un’associazione che però doveva essere sotto l’egida della Pro Loco e non doveva assolutamente interessarsi di procurare alcuna attività sportiva nel prezioso e costoso impianto sportivo, come tra l’atro io avevo proposto mettendomi a disposizione sotto diverse forme. Solo con queste dettate e vincolanti caratteristiche sarebbero stati garantiti i preziosissimi contributi comunali. Più riunioni semideserte hanno sancito la nullità della proposta. Dopo una parvenza di “sagra dello storione”, affidata ad un professionista privato della ristorazione, messa in atto lo scorso anno nei locali del campo di Burana, ora la storica Sagra buranese emigra a Stellata. Se sulla nuova location non si può obiettare nulla per la fondata storicità legata alla pesca del prezioso pesce, non credo siano credibili le ragioni addotte per tale spostamento. Per me non è plausibile che gli ambienti dell’impianto sportivo di Burana non si possano utilizzare perchè in corso una diatriba legale fra Amministrazione ed ex società sportiva, nessuno ha mai messo i sigilli o sequestrato tali locali, anzi il medico di condotta del paese continua regolarmente a ricevere e visitare i pazienti proprio negli uffici della sede legale ed istituzionale della ex Società. Poi anche questa denuncia legale ben dettagliata nell’articolo, è del tutto evidente che sia stato “un fatto dovuto” dopo gli accertamenti messi in atto dalla G.di F. sui contributi comunali concessi alle varie associazioni. I fraterni storici ottimi rapporti tra l’ex presidente ed i vertici dell’Amministrazione Comunale porteranno di certo in breve tempo a risolvere la faccenda in una bolla di sapone, come anche il vicesindaco alla fine di questo articolo, chiaramente ed onestamente conferma ampiamente. A Burana piange il cuore per la partenza di tanti bei ricordi e piange ancor di più il cuore per quello che quì rimarrà in eterno. La Tribuna di Icaro, quella montagna di cemento armato, edificata con soldi pubblici che come un mega-monumento sta lì a ricordare ed ammonire le generazioni future sulla presunzione di voler volare troppo in alto senza averne i mezzi, in quanto si può correre il rischio, quello appunto occorso ad Icaro, di avvicinarsi troppo al sole che inevitabilmente gli ha sciolto le ali di cera, facendolo così precipitare tragicamente e rovinosamente a terra !

Lorenzo Berlato in FB

Lo storione del Po

Immagini, documenti, conferenze, gastronomia

  • Dal 20 aprile al 15 maggio 2016

  • Ferrara – Sala Nemesio Orsatti, Via Risorgimento 4 – Pontelagoscuro
  • Programma:

    Sabato 30 aprile, ore 17.00
    Presentazione intervengono Daniele Biancardi, Presidente Associazione Bondeno Cultura, Cristina Maresi, Agriturismo Le Occare
    Assaggio di caviale al termine della presentazione a cura di C. Maresi

    Mercoledì 4 maggio, ore 21.00
    conferenza “Lo storione del Po e il Caviale ferrarese”, storia e storie dall’età del bronzo alla contemporaneità a cura di Mattia Lanzoni, Simone Bergamini, G.A.B.  – Gruppo Archeologico Bondenese

    Venerdì 13 maggio, ore 17.00
    Gente del Po all’epoca dello storione, conversazione con Roberto Roda

  • http://www.prolocopontelagoscuro.it/
  • Orari: 10.00-12.00 / 16.00-19.00.
  • Ingresso: ingresso libero

Finale Emilia e McDonald's

Vengono da Finale Emilia due giovani coltivatori selezionati da McDonald’s per fornire il grano con cui si realizzano i panini della multinazionale in Italia. Un bell’accordo nato nella Bassa grazie al lavoro dell’azienda East Balt di Bomporto che porterà il grano made in Finale  nei 520 ristoranti Mac del Paese.
Il progetto Fattore Futuro, nato con l’obiettivo di accompagnare e aiutare i giovani agricoltori nello sviluppo delle proprie aziende. In totale sono 20gli  imprenditori selezionati per entrare a far parte dei fornitori italiani di McDonald’s, scelti tra oltre 130 candidati con meno di 40 anni e con un progetto di innovazione e sostenibilità per la propria azienda. Sette le filiere coinvolte: carne bovina, carne avicola, pane, insalata, patata, frutta, latte.
Franceso BelluttiFrancesco Bellutti

Ecco gli imprenditori finalesi scelti:

Francesco Belluti, 27 anni, di Finale Emilia, è fortemente convinto che le nuove tecnologie possano dare un contributo significativo allo sviluppo della resa delle coltivazioni e al monitoraggio dei costi di produzione. Per questo motivo, tra le altre innovazioni già introdotte nella sua azienda, Belluti ha in progetto di adoperare la localizzazione satellitare per implementare l’agricoltura di precisione, ridurre l’utilizzo di fertilizzanti e garantire un risparmio energetico.
C’è poi Carlo Filippi Luppi, 27 anni  il quale insieme all’Università di Padova studia come utilizzare i batteri azotofissatori per ridurre sensibilmente l’utilizzo di fertilizzanti usati nella produzione agricola.
Carlo Filippo LuppiCarlo Filippo Luppi

L’elenco dei 20 produttori selezionati da McDonald’s

Ida Adinolfi, Montecorvino Rovella (SA) – coltivazione di insalata
Giosuè Arcoria, Santa Maria di Licodia (CT) – coltivazione di frutta (arance)
Achille Belloni, Casalmaiocco (LO) – allevamento bovino
Francesco Belluti, Finale Emilia (MO) – coltivazione di grano
Silvio Bonetti, Rudiano (BS) – produzione di latte
Ilaria Bussolotti, Pegognaga (MN) – allevamento bovino
Sergio Campana, Campogalliano (MO) – coltivazione di grano
Massimo Campitelli, Larino (CB) – allevamento pollo
Tommaso Carioni, Trescore Cremasco (CR) – allevamento bovino
Roberto Favazza, Montagnana (PD) – coltivazione di patate
Nicola Forini, Calcio (BG) – coltivazione di insalata
Massimo Liberatore, Palata (CB) – allevamento pollo
Carlo Filippo Luppi, Modena – coltivazione di grano
Matteo Mapelli, Bellinzago Lombardo (MI) – allevamento bovino
Raffaella Mellano, Agliè (TO) – allevamento bovino
Mauro Moletta, Coccaglio (BS) – produzione di latte
Vincenzo Petitti, Rotello (CB) – allevamento pollo
Francesco Randazzo, Ramacca (CT) – coltivazione di frutta (arance)
Claudio Scipioni, Avezzano (AQ) – coltivazione di patate
Thomas Sparer, Appiano (BZ) – coltivazione di frutta (mele)

 

“McDonald’s crede nell’Italia ed è parte attiva del sistema agroalimentare italiano, da cui già oggi acquista l’80% dei suoi ingredienti. Con il progetto Fattore Futuro abbiamo avuto la conferma che l’Italia agricola è viva e che la strategia di aumentare la percentuale dei nostri ingredienti italiani non solo è vincente, ma è anche assolutamente realizzabile – dichiara Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia – Siamo felici di accogliere questi 20 imprenditori nel sistema McDonald’s che darà loro la certezza di un contratto pluriennale e la possibilità di essere inseriti in un sistema che, grazie ai nostri partner, opera su scala internazionale con sistemi produttivi e di certificazione all’avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di dar loro la possibilità di far crescere concretamente, e in modo sostenibile, queste aziende. Continuiamo ogni anno a confermare non solo di credere nel paese, ma soprattutto nei suoi giovani”.

Il gruppo dei ragazzi selezionati all'Expo di MilanoIl gruppo dei ragazzi selezionati all’Expo di Milano

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Festival delle Basse

A sud della provincia di Padova, tra i Colli Euganei e il fiume Adige, esiste ancora una parte di campagna incontaminata, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove la terra scandisce, attraverso colori e profumi, il passaggio delle stagioni. Questi territori, attraversati da una fitta rete di corsi d’acqua e disseminati di antiche chiesette e monasteri, ville patrizie e borghi, sono ancora oggi capaci di raccontare la propria secolare cultura e storia.

 

Qui, nell’ex Monastero di San Salvaro a Urbana (PD) – edificio risalente all’XI secolo d.C., che oggi ospita il Museo delle Antiche Vie – si svolge dal 5 al 7 giugno 2015 la prima edizione del Festival delle Basse.

 

Il Festival delle Basse è promosso dal Comune di Urbana e reso possibile grazie al sostegno della Regione Veneto – Assessorato alla cultura. Il progetto – patrocinato da Padiglione Italia – Expo Milano 2015, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Unioncamere Veneto, Provincia di Padova, Provincia di Verona e Provincia di Vicenza, e realizzato insieme ai Comuni di Barbona, Casale di Scodosia, Masi, Merlara, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Montagnana, Saletto, Santa Margherita d’Adige, Sant’Urbano, Vighizzolo d’Este, Villa Estense in provincia di Padova, ai Comuni di Terrazzo, Pressana e Bevilacqua in provincia di Verona e al Comune di Pojana Maggiore in provincia di Vicenza – è, inoltre, realizzato grazie al contributo di Bcc Crediveneto e Consorzio di Tutela del Merlara D.O.C., e in collaborazione con Padova Promex – nell’ambito del progetto Come to Padova and Discover Expo 2015 – e Consorzio DMO Padova – Destination Management Organization.

 

Il Festival vuole essere un momento di incontro e approfondimento, ma anche un’occasione per riscoprire alcuni piccoli gioielli del patrimonio artistico e storico dei territori che si trovano in queste aree a sud delle province di Padova, Verona e Vicenza, storicamente identificate come “basse”. La manifestazione si articola in tre giornate di appuntamenti con gli autori, concerti, spettacoli e laboratori, alle quali fanno da cornice chef e produttori locali che presentano le eccellenze dell’enogastronomia di prossimità.

 

Si parte la sera di venerdì 5 giugno all’insegna del gusto e della promozione territoriale, con una cena itinerante realizzata a più mani da chef, agricoltori e produttori chiamati a interpretare le materie prime locali in una serie di piatti che uniscono qualità e innovazione accompagnando il pubblico in una passeggiata attraverso la storia e le tradizioni di questi luoghi. Ospiti d’eccezione Fede&TintoFederico Quaranta e Nicola Prudente conduttori della trasmissione radiofonica dedicata all’enogastronomia Decanter in onda su Rai Radio2 – e il poliedrico Andy Luotto.

 

Nella giornata di sabato 6 giugno l’appuntamento è a partire dalle 18 con Roberto Corradi, scrittore e commediante, che presenta Il libro coniglio – un divertente esperimento letterario nato con gli ascoltatori della trasmissione di culto di Radio2 Rai, Il Ruggito del Coniglio – e, a seguire, con il fotografo e regista Simone Falso e la presentazione del progetto FuoriRotta, di cui è cofondatore insieme a Matteo Calore e al regista Andrea Segre.

 

Alle 22 è, invece, il momento della musica con Ex Live di Giancarlo Onorato e Cristiano Godano – noto leader dei Marlene Kuntz – un concerto di grande intensità emotiva ed energia sonora che partendo dalle pagine del romanzo di Onorato, porta live brani di artisti internazionali. A seguire, i musicisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba presentano OoopopoiooO, un suggestivo progetto musicale con theremin, voci, violino ed elettronica, a cavallo tra pop e sperimentazione sonora.

 

Chiude la serata la performance teatrale Habitusmali, nata da un’idea del regista Matteo Tarasco e frutto di un workshop della durata di 3 giorni ospitato all’interno del Museo, che coinvolge un gruppo di 14 attrici.

 

Apre il pomeriggio di domenica 7 giugno alle ore 15 lo spettacolo per grandi e piccoli Io sono un ladro di bestiame felice di Gek Tessaro.

A seguire doppio appuntamento con la letteratura. Alle ore 16.00 salgono sul palco gli scrittori Marcello Fois – che presenta in anteprima il suo ultimo romanzo Luce Perfetta in uscita a giugno – Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli per un chiacchierata-intervista condotta da Massimo Cirri, storico conduttore della trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Radio2 Rai. A seguire, alle ore 18.30, Vinicio Capossela presenta il suo romanzo Il paese dei coppoloni – finalista al Premio Strega 2015 – il racconto evocativo di un viaggio nel passato, a metà strada tra mito e realtà, ambientato nella terra di origine dei genitori dell’artista, l’Irpinia.

Chiude il programma della giornata il concerto della Piccola Bottega Baltazar che presenta alcuni brani dalla colonna sonora de La Prima Neve di Andrea Segre e del nuovo disco in uscita nei prossimi mesi.

 

Nei giorni di Festival trova spazio anche l’arte con la mostra Re del Tempo – che inaugura venerdì 22 maggio, all’interno del Museo delle Antiche Vie – parte del progetto “Teatro & Diversità” che Mirko Artuso conduce da quasi vent’anni per coinvolgere persone disabili di diverse età in attività di laboratorio teatrale e produzione di spettacoli. Saranno esposti una serie di disegni di Artuso e alcune delle lampade donate dall’azienda Modo Luce – prima sostenitrice dell’esposizione – e decorate da Artuso insieme ai ragazzi dei suoi laboratori.