Fernando Ercolei

La figura di Fernando Ercolei rimane attualissima, anche se ormai si sono sopite le celebrazione dei 70 anni della sua scomparsa. In coincidenza con il settantunesimo anniversario della sua morte, avvenuta a causa di una carica della polizia su di un corteo di braccianti, il 24 novembre del 1948, anche Scortichino vuole contribuire a tenere viva l’attenzione sul tema del diritto al lavoro, del quale Ercolei è considerato un simbolo. Venerdì 22 novembre (alle ore 20,30) verrà presentato da Bracciano Lodi, nella biblioteca sociale situata al primo piano della Casa del Popolo di Scortichino, il volume: “Le lotte bracciantili nel dopoguerra nel ferrarese”. Libro che costituisce l’ultima “fatica” degli indomiti storici Bracciano Lodi e Edmo Mori, impegnati a ricostruire tutto lo spaccato del Novecento a Bondeno, stavolta attraverso una collezione degli atti del convegno di un anno fa, in occasione del settantesimo anniversario della morte di Fernando Ercolei. Il volume verrà presentato nell’ambito del ciclo di appuntamenti: “Ti presento un libro, ti offro un caffè”, a cura della Cooperativa Arte e Spettacolo, con il patrocinio del Comune e di LegaCoop.

Governo teocratico

Anche se non molto nota, oggi è un’importante ricorrenza per Bondeno, e anche per tutta la provincia.Dopo due secoli e mezzo, il 6 sett. 1859 venivano abbattuti gli stemmi pontifici e l’Assemblea dei Deputati per la Romagna dichiarava decaduto il governo dei papi e proclamava l’annessione della Romagna al Regno di Sardegna.Ricordo che allora facevano parte della provincia di Ferrara anche i comuni di Lugo, Cotignola, Fusignano, Bagnacavallo, Massa Lombarda, Conselice e S. Agata. Lo stesso 6 sett. Giuseppe Garibaldi in viaggio da Mantova a Ferrara aveva sostato e parlato a Bondeno nella Piazza del Castello, successivamente a lui intitolata. Il 2 giugno 1885 in ricordo di quella visita si volle fissare alla facciata del municipio un busto dell’eroe recante la seguente scritta: QUI GIUSEPPE GARIBALDI IL 6 SETTEMBRE 1859 AFFERMO’ LA CADUTA DEL GOVERNO TEOCRATICO. IL POPOLO BONDENESE PLAUDENTE 1882.

Marco Dondi

NOTA: Allora non c’ero, ma penso che il popolo fosse indifferente come sempre

 

 

Almanacco

ACCADDE OGGI: si spense a Bologna, il 26 marzo 1881, il Senatore Gioacchino Napoleone Pepoli. Discendente da un’antica famiglia del patriziato felsineo – Gioacchino Napoleone – era figlio di Guido Taddeo e Letizia Giuseppina Murat; nel 1844, convolò a nozze con Federica Guglielmina di Hohenzollern-Sigmaringen, cugina del re di Prussia, Federico Guglielmo IV.
Partecipò attivamente ai moti rivoluzionari del 1848, fu comandante della Guarda Civica di Bologna e contrastò l’occupazione austriaca della città, distinguendosi fra i combattenti nella celebre “battaglia della Montagnola”. In seguito partecipò all’insurrezione nella “Legazione delle Romagne” del 1859, che portò all’annessione del territorio al Regno di Sardegna.
Deputato all’assemblea delle Romagne, in uno dei nove collegi di Bologna, fu parlamentare dalla VII alla X legislatura, sino alla nomina a Senatore avvenuta il 12 marzo 1868. Fu ministro dell’agricoltura, industria e commercio nel Gabinetto Rattazzi (1862) e ministro plenipotenziario a Pietroburgo (1863 – 1864). Incaricato di varie missioni diplomatiche presso Napoleone III, svolse un ruolo di considerevole rilevanza nella “Convenzione di settembre”; successivamente fu Regio commissario a Padova (1866) e ministro plenipotenziario a Vienna fra il 1868 ed il 1870, quando – infine – fu collocato a riposo.
Stabilitosi nella villa di Stellata, con la principessa Federica Guglielmina, sua consorte, oltre ad amministrare i beni di famiglia, decise di porre in campo tutta la propria energia ed esperienza, a sostegno della popolazione matildea, soprattutto a radice della immane tragedia del 1872. Luminoso e semplice il loro credo: “…operosità industria lavoro / pongono riparo alle sventure…” [“Gazzetta Ferrarese” di Venerdì 24 Ottobre 1873 (anno XXVI), n. 248, p. 3.].
Gli anni ’70, del secolo XIX, videro il marchese Pepoli impegnato dapprima come consigliere comunale, poi in qualità di assessore, naturalmente a Bondeno. Il Verbale Consiliare del 1 ottobre 1872, contempla il nome di Giacchino Napoleone e della principessa “Frida”, laddove si presenta la “Nomina dei soprintendenti e ispettori scolastici”. Entrambi credevano moltissimo nei benefici della formazione:
“Il punto di partenza della grandezza della Prussia” – leggiamo ne «L’istruzione elementare nel comune di Bondeno», scritto dallo stesso marchese e pubblicato nel 1874 – “fu la legge sull’istruzione elementare”.
Ricordiamo, in tal senso, alcune fra le più importanti iniziative partite dal prodigo impegno dell’illustre assessore matildeo, come la donazione, per l’istituzione di una Biblioteca Popolare, di un corpus di ben cinquecento volumi. Nel Verbale Consigliare, del 22 aprile 1871, si richiese che la benemerita elargizione – “…a comodo dei lettori, ed allo scopo di sempre più propagare l’istruzione” – potesse trovar sede nei pressi delle scuole elementari di Stellata [Archivio Comunale di Bondeno: tit. VIII, busta n. 340, 1871, rubrica 3].
Attraverso una sua mozione, il Comune di Bondeno, deliberò per favorire l’istituzione di asili per l’infanzia, attraverso un’allocazione gratuita d’ambienti e arredi, sulle cui basi, poggiò la creazione degli asili «Federica» e «Principessa Margherita».
L’impegno dell’Amministrazione municipale e dei suoi principali animatori, in quegli anni, si concretizzò in diverse ed importanti iniziative: riesame del “Regolamento per le Scuole”, costituzione di una “Cassa di Previdenza” a favore del corpo insegnate, creazione di una “Lega contro l’ignoranza” [“Gazzetta Ferrarese” del 17 settembre 1874] e, last but not least, la posa di solide fondamenta, per la creazione della futura “Biblioteca Popolare Circolante”. Il “Congresso Pedagogico” di Bologna gratificò, attraverso una medaglia di bronzo, il grande impegno profuso dai volenterosi amministratori, fra i quali spicca, naturalmente, il nome di Gioacchino Napoleone Pepoli.
Ricordiamo, infine, l’instancabile impegno dei coniugi Pepoli, nella drammatica ora della grande tragedia del 1872, la cui intraprendenza, operosità e sforzo, culminarono nell’”Esposizione Agricola Industriale” del 1873 [“Gazzetta Ferrarese, di Sabato 25 ottobre 1873 (anno XXVI), n. 249, p. 5.].
Sul profilo del Senatore, nato a Bologna il 10 ottobre 1825, avremo il piacere di ritornare in altre occasioni.

RIFERIMENTI:
“Gazzetta Ferrarese” di Venerdì 24 Ottobre 1873 (anno XXVI), n. 248, p. 3.
“Gazzetta Ferrarese, di Sabato 25 ottobre 1873 (anno XXVI), n. 249, p. 5.
Archivio Comunale di Bondeno: tit. VIII, busta n. 340, 1871, rubrica 3.
PEPOLI Gioacchino Napoleone. L’istruzione elementare nel Comune di Bondeno. Relazione al nono congresso pedagogico italiano. Ferrara: Tipografia sociale, 1874.

Gianni Pesci in https://www.facebook.com/groups/1544072725906431

L’Aquila e il Leone

con il ciclo “L’Aquila e il Leone”, che punta a riscoprire la storia degli antichi stati del Po. Sabato 16 febbraio, dalle ore 16, si svolgerà al museo archeologico di Stellata un interessante convegno, patrocinato dal Comune di Bondeno, dal Gruppo Archeologico, dall’Associazione Bondeno Cultura e dalla parrocchia Natività di Maria. Si comincerà con la relazione: “Gli Estensi ad Este: il feudo delle origini”, a cura del professor Tiziano Umiltà dell’associazione Este Medievale. Si prosegue con “Gli Estensi oltre Ferrara”, che si focalizzerà degli scontri tra i Signori di Modena e Reggio e dello scontro con Venezia. Il crocevia di appuntamenti serve anche per promuovere il progetto culturale e turistico: “Stellata incontra Este”, che rientra nei progetti sostenuti anche dall’amministrazione comunale per la promozione del piccolo borgo di Stellata. Nell’occasione, verrà inaugurata anche la mostra a cura di Mauro Vigato e Michelangelo Caberletti, dal titolo: “Oltre la linea di confine. Briganti, reati e condanne tra Mantovano, Transpadana Ferrarese e Veneto asburgico, nell’Ottocento”. L’ingresso alla giornata dedicata alla storia è libero.

Antipomoneuta

Ad inizio 900 l’Antipomoneuta, prodotto antiparassitario per l’agricoltura, fu uno dei fiori all’occhiello dell’industria farmaceutica bondenese, grazie all’intuizione del dott. Ugo Sgarbi, noto professionista da anni presente sulla piazza. Dopo alcuni decenni il brevetto fu venduto ad una ditta di Vigarano Pieve, e verso la metà del secolo decadde perchè ormai superato in efficacia dai nuovi prodotti.

dalla collezione Marco Dondi

Medaglie Estensi

Spazio Crema, mercoledì 28 novembre 2018 ore 17,00

Il repertorio delle monete e delle medaglie con ritratto dei Signori d’Este, opera di artisti insigni del Rinascimento, ci restituisce l’iconografia di marchesi e duchi, insieme ad una efficace narrazione del loro mondo ideale, raffigurato attraverso emblemi, imprese, personificazioni e scene complesse. Danno l’avvio a questa sorta di galleria metallica una serie di medaglie di eccezionale qualità formale, realizzate dal Pisanello per Leonello d’Este tra 1441 e 1444 e dalla Scuola che si sviluppa a Ferrara sotto l’influenza dell’operato del grande maestro. La medaglia, nata con finalità eminentemente celebrativa, riscuote immediato e duraturo successo a Ferrara, come nelle altre corti padane; così negli anni successivi molti grandi medaglisti – tra cui Petrecino, Amadio da Milano, Sperandio Savelli, Pastorino da Siena e Pompeo Leoni – magistralmente esaltano nelle loro composizioni le virtù individuali dei duchi d’Este, idealizzandone anche il ruolo politico.

Durante il ducato estense la moneta si configura pienamente come mezzo di diffusione delle idee, manifestando tramite i suoi tipi i programmi, le inclinazioni, le qualità, di cui il principe vuole fare mostra. La varietà e la ricchezza dei contenuti, la perizia tecnica e l’alto livello artistico degli incisori, contraddistinguono questa fase; tra le massime realizzazioni si ricordano la doppia in oro ed i testoni argentei di Ercole I dominati dalla rappresentazione dei miti erculei, nei quali il duca si identifica con l’omonimo eroe, e le creazioni di Giovanni Antonio Leli, che danno corpo ad episodi delle Sacre Scritture, eletti da Alfonso I a manifesto della sua pietà e devozione.

Questo il tema della conferenza di mercoledì p.v., che vedrà relatrice Teresa Gulinelli, funzionario archeologo numismatico dei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara. L’incontro si inserisce in un ricco programma “open art” del progetto “SOGNO O SON DESTE“, di cui Fondazione Carife è partner assieme alle Fondazioni di Modena e Vignola e BPER Banca, e che è stato inaugurato a Ferrara lo scorso 19 ottobre. Grazie a tale iniziativa culturale è ora possibile ammirare la ricomposizone in luce delle decorazioni quattrocentesche che ornavano il cortile d’onore di Casa Romei. Le proiezioni luminose sono attive ogni giovedì, venerdì e sabato, dal tramonto fino alle ore 19,30. Per conoscere di più il progetto “SOGNO O SON DESTE” ed apprezzarne le finalità di valorizzazione e promozione del territorio del c.d. Ducato Estense, visitate il sito www.sognoosondeste.it.

Vi aspettiamo a Spazio Crema, via Cairoli 13, a Ferrara.

 

Per informazioni:
Fondazione Carife
via Cairoli, 13 – Ferrara
tel. 0532-205091
mail info@fondazionecarife.it