Visite arretrate

A richiedere un intervento della Giunta regionale in questo senso è la consigliera del gruppo Misto Giulia Gibertoni, che ha presentato un’interrogazione portando ad esempio il caso di un 80enne di Mirandola (nel modenese), ripreso anche dalla stampa, in attesa da mesi di un intervento chirurgico (all’ernia): il pubblico ha rimandato e il privato gli ha chiesto 2.500 euro.

“A tutt’oggi – spiega la consigliera – la Regione non ha ancora disposto un piano straordinario per riattivare le prestazioni non eseguite nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, gli utenti del territorio regionale non ricevono risposte: la ripresa delle attività ambulatoriali e ospedaliere rappresenterebbe un primo passo per ripristinare il diritto per i cittadini alle cure sanitarie”.

Dunque, Gibertoni interroga la Giunta anche perché crede che “la Regione, ad oggi, manchi di una strategia chiara per abbattere i tempi di attesa per recuperare la sospensione delle attività dovuta al Covid-19, brancolando in stato confusionale e affidandosi alle iniziative delle singole Aziende ospedaliere e Aziende Usl, così creando disomogeneità e, di fatto, pazienti di serie A e di serie B”.

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Ignoratelo pure

Succede così. Si trova un farmaco che funziona, ma non è contemplato dai famigerati “protocolli”, concepiti non per adeguarsi ai singoli casi dei pazienti, ma alle tasche degli azionisti di Big Pharma, oltre che ad altri scopi inenarrabili.  Allora il medico o i medici di turno che decidono di andare avanti lavorando “in scienza e coscienza” secondo il principio di Ippocrate del primum non nuocere, vengono silenziati e stalkizzati, questa volta persino se a mettersi a difenderlo c’è niente pò pò di meno che un ex Ministro della Salute francese.

 

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2020/06/24/clorochina-il-re-e-nudo-per-chi-vuole-intendere-intenda-una-volta-per-tutte/

Covid e Comma 22

Stando che:

Viene considerato come “caso confermato di Covid-19, una persona con una conferma di laboratorio del virus che causa Covid-19, A PRESCINDERE DAI SEGNI E DAI SINTOMI CLINICI.”

Questo, secondo la definizione internazionale applicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e ratificata in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità. (1) (2)

Quindi gli individui di qualunque età (falsamente) positivi al test, con sintomi marcati di qualunque tipo (tosse, febbre alta, ecc.), vengono automaticamente ricoverati, si crea nel già precario sistema sanitario, un sovraccarico.

  • SOVRACCARICO è uguale a + DECESSI.

Ma soprattutto, il rischio molto chiaro è che le persone diagnosticate come “casi confermati” di Covid, ricevano terapie farmacologiche e respiratorie, errate o superficiali (vedasi anche i farmaci sperimentali (8)) rispetto alla reale natura delle patologie respiratorie da cui sono affette, determinando un peggioramento delle condizioni.

E quindi, determinando ancora più decessi nei soggetti più sensibili.

Non a caso la politica italiana e il governo federale USA, ci terrebbero particolarmente a conferire l’immunità penale ai medici coinvolti nei (presunti) casi “Covid” (9 – 10)

FONTI :

(1) Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Infografica_20marzo%20ITA.pdf?fbclid=IwAR05CIEB9EyF4-ybIFffSwGEIIgdLPoAN-Yb9Q6e71FFRWOg9l6Y-LUlTOw (definizione collocata in basso a destra, assieme al link per il sito dell’ECDC)

(2) European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) – “Case definition and European surveillance for COVID-19, as of 2 March 2020”

https://www.ecdc.europa.eu/en/case-definition-and-european-surveillance-human-infection-novel-coronavirus-2019-ncov (alla voce “confirmed case”)

(3) Kit SARS-CoV-2 Coronavirus Multiplex RT-qPCR

https://www.creative-diagnostics.com/sars-cov-2-coronavirus-multiplex-rt-qpcr-kit-277854-457.htm

(4) http://blog.ilgiornale.it/locati/2020/02/05/coronavirus-vi-spiego-perche-lisolamento-e-inutile/?fbclid=IwAR2RgeYM56DsBEQFbqsoYhTkPMsG6Oq84JNoJlOqOG5FRt5GIzV2LzAVZnQ&repeat=w3tc

(5) [Potential false-positive rate among the ‘asymptomatic infected individuals’ in close contacts of COVID-19 patients]. 5 marzo 2020 Department of Epidemiology and Biostatistics, School of Public Health, Xi’an Jiaotong University Health Science Center, Xi’an, China.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832?fbclid=IwAR2cJrvR5cKyOnWjyEFOiU-Y6rMuXd9t5mcxBpkmhwx-tMm1ZT3Xa7HnNms

(6) “CDC 2019-Novel Coronavirus (2019-nCoV) Real-Time RT-PCR Diagnostic Panel”

https://www.fda.gov/media/134922/download (ultimo punto del paragrafo “Limitations” a pagina 37 del PDF)

(7) https://www.youtube.com/watch?v=p_AyuhbnPOI

(8) https://bit.ly/2wVt9qK

(9) https://www.laleggepertutti.it/383048_coronavirus-in-arrivo-immunita-penale-per-i-medici?fbclid=IwAR3EKyjWi21PEFAK3yevwqu9AgfUhjgL4RbKcEshxMqHvd8hp8a94Y9_rXo

(10) https://bit.ly/34Obvl1
https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2020/06/20/covid-la-verita-sui-tamponi/

Contagi

le vittime presunte ci sono state  essenzialmente per  errori di terapia provocati dal panico, ma anche a causa di strategie inadeguate  con la concentrazione delle persone a rischio negli ospedali e nelle case di cura dove si sono massivamente infettate. Qualcosa che mostra come il sistema sanitario si sia degradato a forza di tagli. Ed è assai probabile che se non ci fosse stato alcun allarme le cose sarebbero andate molto meglio, anzi probabilmente nemmeno ci si sarebbe accorti della pandemia

L’amore al tempo dell’influenza

Sutor ne ultra crepidam

Così mi ammonisce il mio medico, quindi è giusto che sia un medico a parlarne; peccato che non abbia trovato il pulsante che permette abitualmente di condividere il video…

Quindi prima venga cancellato vi invio l’articolodel 20 aprile da cui è tratto

IL PD MINACCIA MAZZUCCO: “CHIUDERGLI LA BOCCA”

Sarà sicuramente utile anche alla commissione d’inchiesta (se mai si farà, visto che è una iniziativa dell’opposizione regionale )

https://bondeno.wordpress.com/2020/04/16/vediamoci-chiaro/

Sicurezza!

Sul fronte sicurezza, come stabilito dalla Delibera 404/2020 della Regione Emilia-Romagna, è sospeso il libero accesso e le prestazioni ambulatoriali prevedono un utente ogni 30 minuti per garantire la costante sanificazione degli ambienti e, soprattutto, evitare affollamenti nelle sale d’attesa. E’ vietata, inoltre, la presenza di un accompagnatore: uniche eccezioni in caso di minori, portatori di handicap o persone che necessitano di mediazione.

Consultori familiari, dall’emergenza alla Fase 2: triage telefonico prima di ogni prestazione

USCA

Vere e proprie “squadre” formate da medici di famiglia, specialisti, infermieri, con un compito ben preciso: individuare e assistere, al proprio domicilio, le persone affette da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero
È l’attività principale svolta dalle 81 Unità speciali di continuità assistenziale, le cosiddette Usca, istituite presso le Aziende Usl e attive in Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, con il coinvolgimento di oltre 400 medici, di cui 29 in più nell’arco di una sola settimana. Più di 20mila prestazioni erogate: non solo tamponi ma anche, ad esempio, elettrocardiogrammi, ecografie polmonari, somministrazione di terapie, visite alle residenze anziani. Tutti dati, questi, contenuti nel Report – aggiornato al 4 maggio – dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute.

“Dietro queste cifre c’è tutto l’impegno che abbiamo messo in campo come Regione per inseguire il virus direttamente sul territorio, da Piacenza a Rimini, andando anche a cercarlo casa per casa- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. In questo modo intercettiamo la malattia, supportiamo i medici di famiglia nella cura a domicilio dei propri assistiti ammalati di Coronavirus e alleggeriamo la pressione sulla rete ospedaliera. Siamo nella fase di ripartenza- aggiunge l’assessore-: a maggior ragione c’è bisogno di interventi mirati e tempestivi sul territorio”.

Le 81 Usca attive in Emilia-Romagna

6 quelle attive a Piacenza, 7 a Parma (3 Parma, 2 Fidenza, 1 Sud-Est, 1 Valli Taro), 29 a Reggio Emilia (1 Castelnuovo, 1 Montecchio, 1 Scandiano, 1 Reggio Emilia, 1 Correggio, 1 Guastalla; il numero totale comprende anche le 15 Unità e 6 équipe dedicate alle Cra, le Case residenze anziani), 12 a Modena (2 Carpi, 2 Mirandola, 2 Modena, 2 Sassuolo, 2 Vignola, 1 Pavullo, 1 Castelfranco Emilia), 5 a Bologna (Bologna Est, Bologna Ovest, Montagna, Pianura Est, Pianura Ovest), dove le Usca sono in numero inferiore perché possono avvalersi del lavoro svolto dagli ambulatori Covid al Sant’Orsola; 3 a Imola, 5 a Ferrara (2 Centro-nord, 1 Ovest, 2 Sud-est), 4 a Ravenna, 2 a Forlì, 2 a Cesena e 6 a Rimini.

Medici coinvolti e altro personale

Nell’arco di due settimane, sono aumentati di 39 unità: dal 20 aprile (erano 402) hanno raggiunto quota 441. Sono i medici complessivamente coinvolti nell’attività delle Usca, tra quelli di continuità assistenziale, di assistenza primaria, i medici che frequentano il corso di Formazione specifica in Medicina Generale, glispecialisti, gli specializzandi, i dipendenti: 19 a Piacenza, 34 a Parma, 92 a Reggio Emilia (il numero comprende anche i medici delle Usca e delle équipe dedicate alle Cra), 84 a Modena, 95 a Bologna, 11 a Imola, 26 a Ferrara, 80 in Romagna.

Per quanto riguarda le altre figure, sono 108 in tutto (tra infermieri, operatori socio-sanitari e altro personale): 1 a Piacenza, 4 a Parma, 13 a Reggio Emilia, 32 a Modena, 28 a Bologna, 17 a Imola, 9 a Ferrara, 4 in Romagna.

Le prestazioni erogate

Al momento della rilevazione (3 maggio), risultavano erogate complessivamente 20.752 prestazioni (erano 17.229 la settimana precedente);2.011 sono terapie (10% del totale), 4.518 visite nelle Case residenze anziani (22%), 6048 visite domiciliari (29%), 7.351 triage telefonici (35%), 824 tra elettrocardiogrammi, tamponi, terapie farmacologiche, eco polmonari (4%). Sul totale delle prestazioni, 2.653 sono state erogate a Reggio Emilia, dai 18 ambulatori Covid cure primarie.

A livello territoriale, le prestazioni sono così distribuite: 4.795 a Piacenza, 1.239 a Parma, 3.648 a Reggio Emilia, 1.486 a Modena, 2.187 a Bologna, 2.396 a Imola, 511 a Ferrara, 4.490 in Romagna.

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Due domande

Su 100 malati, presi in cura entro il quarto giorno dalla comparsa dei primi sintomi, e che quarantacinque giorni fa sarebbero finiti in terapia intensiva, quanti oggi finiscono in terapia intensiva?

E su 100 malati, presi in cura entro entro l’ottavo giorno dalla comparsa dei primi sintomi, e che quaranta giorni fa sarebbero finiti in terapia intensiva, quanti oggi finiscono in terapia intensiva?

Queste sono le uniche due domande alle quali in questo momento dovrebbero saper rispondere maggioranza e minoranza parlamentare e le uniche due domande che dovrebbero interessare i cittadini.

La risposta esiste, magari varia da ospedale a ospedale ma esiste ed è possibile far la media per provincia e per regione.

Eppure nonostante le ventiquattro ore di “informazione” al giorno nessuno solleva le due domande fondamentali.

Bisogna essere molto stupidi per non sollevare le due domande, che in questo momento sono le due domande fondamentali.

E il Governo e la minoranza parlamentare sono addirittura idioti se non hanno per priorità assoluta cercare e ottenere le risposte a queste due domande. Infatti, in caso di riapertura, l’intasamento futuro delle terapie intensive dipende dalle risposte a queste domande.

Avete sentito maggioranza o minoranza sollevare queste domande? Li avete sentiti dire: basta virologi, tuttologi e scienziatologi, oggi dobbiamo dare la parola ai medici-clinici?

Siamo in mano a un branco di mediocri, che, in situazione normale, al massimo potrebbero fare i leaders degli ultras di una curva (pure Conte: lo vedo bene capo degli ultras della squadra alternativa dello Stato del Vaticano).
Stefano D’Andrea

Mascherine Lamborghini

SANT’AGATA BOLOGNESE – Automobili Lamborghini riconverte alcuni reparti del suo stabilimento produttivo di Sant’Agata Bolognese per la produzione di mascherine chirurgiche e visiere protettive mediche in favore del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, impegnato nella lotta alla pandemia di Covid-19.

L’iniziativa di solidarietà è affidata a un gruppo di operatrici e operatori di selleria, il reparto dedicato alla realizzazione degli interni e delle personalizzazioni delle Lamborghini, il cui contributo permetterà di realizzare 1.000 mascherine al giorno. In contemporanea saranno realizzate visiere protettive mediche in policarbonato con l’uso di stampanti 3D all’interno dello stabilimento di produzione compositi e presso il reparto di Ricerca e Sviluppo nella quantità di 200 al giorno.

Questa attività riceve consenso e favore della Regione Emilia Romagna e avviene in collaborazione con l’Università di Bologna. Nello specifico, il laboratorio diretto dal Prof. Francesco Saverio Violante, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, si occuperà dei test di validazione dei dispositivi sanitari realizzati da Lamborghini, prima della consegna in struttura.

Stefano Domenicali, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini, commenta: “In un momento di emergenza come questo, ci sentiamo di dover dare un contributo concreto. Abbiamo così deciso di supportare l’Ospedale S. Orsola-Malpighi, istituzione con cui da anni abbiamo un rapporto di collaborazione, sia per quanto riguarda la consulenza per la promozione dei programmi di tutela della salute delle nostre persone, tramite professionisti del Policlinico, sia su progetti di ricerca. E’ con l’unione e il sostegno di chi è tutti i giorni in prima linea nella lotta a questa pandemia, che vinceremo insieme questa battaglia.”

In segno di unità e sostegno all’intera Nazione, che sta affrontando l’emergenza Coronavirus, Lamborghini illumina ogni sera gli edifici dello storico stabilimento di Sant’Agata Bolognese con il tricolore.

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