Traguardo lavoro

Traguardo lavoro. Nuove opportunità per chi cerca lavoro a Cento e nell’Alto Ferrarese’. È questo il tema del convegno programmato per giovedì 15 marzo e organizzato dal Comune di Cento in collaborazione con l’Agenzia Regionale per il Lavoro, con Centoform e con il Consorzio Cento Cultura.

L’incontro ha lo scopo di presentare le nuove iniziative disposte dalle istituzioni nazionali e locali per la promozione dell’occupabilità e l’inserimento lavorativo di tutte le persone in cerca di nuova o prima occupazione. L’obiettivo è quello di accompagnare le persone nell’inserimento nel mercato del lavoro, aumentando e aggiornando le loro competenze per renderle compatibili con il mercato, utilizzando gli strumenti della formazione professionale, dell’orientamento, dei tirocini formativi.

«L’inserimento nel mondo di lavoro, e la messa in campo di azioni per favorire l’occupabilità, sia dei giovani sia dei meno giovani, è un tema centrale per la nostra Amministrazione Comunale – commenta il vicesindaco Simone Maccaferri -. Già nei mesi scorsi abbiamo promosso, con una apposita convenzione, iniziative di orientamento al lavoro rivolte a persone fragili e vulnerabili».

In questa direzione va anche la stretta collaborazione con l’Agenzia Regionale per il Lavoro, con Centoform e con il Consorzio Cento Cultura.

«L’azione di questa Amministrazione, grazie soprattutto al servizio Informagiovani e a tali importanti collaborazioni, si sviluppa su tre assi principali: comprendere le esigenze delle aziende del territorio, qualificare l’offerta di lavoro per rispondere alle necessità in termini di esperienze e competenze e, infine, facilitare la conoscenza delle imprese e dei profili richiesti da parte della cittadinanza. Importante è agire in maniera coordinata e coerente per ampliare gli orizzonti e lavorare in una logica sovracomunale. Per questo gli amministratori dei comuni limitrofi sono stati invitati a prendere parte attiva all’evento del 15 marzo e a ragionare su collaborazioni specifiche volte a valorizzare servizi professionali e di qualità».

«È particolarmente importante – aggiunge la responsabile formazione di Centoform Stefania Casalini – sottolineare la nuova rete dei servizi per il lavoro che vede la collaborazione dei soggetti pubblici e privati per massimizzare l’occupabilità delle persone e l’effettiva occupazione sul territorio. In questo momento le opportunità per chi cerca lavoro sono diversificate e vanno dalla possibilità di un affiancamento personalizzato nella ricerca alle opportunità formative sulle competenze chiave per la rioccupabilità, come l’informatica, l’uso delle lingue straniere e le competenze personali di comunicazione efficace e team working; così come le opportunità riservate alle persone con particolari fragilità. Centoform è in prima linea in tutte queste azioni e sta cercando di creare reti territoriali (tra enti, soggetti pubblici ed aziende) che arricchiscano il tessuto sociale in termini di sviluppo economico e culturale».

Annunci

Assenti giustificati

Pericolo ghiaccio su tutte le strade del ferrarese

Tutti i servizi sanitari d’emergenza-urgenza 118 sono stati potenziati

con ulteriori mezzi, personale e volontari in turno

Possibili disagi nei Punti Prelievo e sanitari per rallentamenti della consueta attività

Aggiornamenti Allerta Meteo:  https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it

 

 

Ferrara, 1 Marzo 2018. Le precipitazioni nevose di queste ore, per il costante abbassamento delle temperature  si stanno trasformando in  gelate diffuse e  sulle strade ci sarà neve che ghiaccia: una situazione ad altissimo rischio per incidenti automobilistici e cadute di pedoni e ciclisti.

Ausl Ferrara  invita, pertanto, la popolazione tutta, quella anziana in particolare, ad evitare, se possibile, di uscire di casa e di mettersi in strada solo in casi di estrema necessità e, in quel caso, prestando la massima attenzione, adeguatamente attrezzati e assistiti.

Si ricorda ai cittadini che queste eccezionali condizioni meteorologiche avverse sono considerate giustificazioni ammesse per la mancata disdetta nei tempi previsti degli appuntamenti sanitari prenotati.

La conseguente impossibilità a recarsi nelle strutture sanitarie per visite, esami e prelievi  non è, quindi, oggetto di sanzione per mancata disdetta.

Infine, per non correre inutili rischi legati a non indispensabili spostamenti su strada, ricordiamo che è sempre possibile fare le prenotazioni di visite ed accertamenti  nelle farmacie abilitate oppure telefonando al numero verde 800532000, o collegandosi  al sito www.cupweb.it  Numero Verde: 800 44 88 22

L’ Allerta ARANCIONE diramata dalla Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna- per tutta la provincia di Ferrara, Bologna, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Parma-Piacenza  fino alla mezzanotte di Venerdì 2 Marzo. Aggiornamenti in tempo reale su: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/homepage

Riccardo Forni Ufficio Stampa – Comunicazione  www.ausl.fe.it

Centro polifunzionale a Bondeno


Ogni  cilindro ospiterà funzioni distinte. Quello di dimensioni maggiori ha una grande sala di 250 mq dalla struttura estremamente flessibile, che potrà essere utilizzata per conferenze, rappresentazioni teatrali, esposizioni ed attività sportive leggere (corsi di aerobica, yoga, ginnastica per anziani), mentre quello piccolo sarà un centro di promozione delle specialità enogastronomiche locali.

La tecnica costruttiva è mista in acciaio e legno. Le pareti circolari sono interamente vetrate per ottimizzare l’illuminazione naturale e la permeabilità visiva. Una schermatura in acciaio protegge le vetrate dal sole al fine di ottimizzare l’irraggiamento ed il riscaldamento passivo interno. Un sistema di pannelli fotovoltaici sulla copertura del cilindro grande garantisce la produzione elettrica per la gestione di entrambi gli edifici.

“Lo strumento giuridico utilizzato per questa iniziativa, il Trust –  dichiara Piero Gnudi, Garante del Trust Nuova Polis Onlus –  è del tutto innovativo per la realizzazione di opere con finalità di beneficenza. Abbiamo infatti richiesto, ed ottenuto, grazie alla sensibilità dell’Agenzia delle Entrate,  riconoscimento del Trust quale ONLUS, grazie al quale tutti i fondi donati dai privati sono stati effettivamente ed esclusivamente utilizzati per coprire i costi sostenuti per la realizzazione delle opere.”

“A dimostrazione dei valori che sottendono al fare impresa nel nostro territorio –  ha dichiarato Luigi Castagna, componente del Trust  in rappresentanza di Confservizi   –   abbiamo deciso di donare alle popolazioni colpite dal terremoto nuovi spazi di aggregazione sociale, di grande qualità architettonica, tecnologica, sostenibile e funzionale, costruiti con tecniche e materiali innovativi.”

“L’opera di Bondeno –  ha aggiunto Mario Agnoli, componente del Trust  in rappresentanza di Confindustria –  è dedicata in particolare ai giovani: vogliamo dare loro un messaggio di fiducia, spronarli a studiare sempre di più e, perché no, diventare imprenditori.  L’inaugurazione di questa struttura, simbolo di rinascita, coincide anche con la ripresa dell’economia”-

“L’iniziativa dimostra anche il valore della rappresentanza –  ha dichiarato Massimo Zanirato, in rappresentanza di CGIL, CISL, UIL –  in quanto è grazie all’impegno delle organizzazioni datoriali e sindacali che è stato possibile raccogliere tante risorse a livello nazionale”.

I lavori di progettazione sono stati affidati ad un professionista di chiara fama, l’architetto Mario Cucinella e il suo Studio Mario Cucinella Architects. Per realizzare il progetto e verificare le aspettative delle comunità sono stati selezionati sei giovani architetti e ingegneri under 35, residenti nelle aree del sisma, che sono stati protagonisti del Workshop Costruire per ricostruire.

“Nel dramma di queste terre e di quelle del Centro Italia, colpite dagli eventi sismici –  ha affermato Mario Cucinella  –  noi architetti dobbiamo a queste comunità tutto il nostro sforzo creativo. L’esempio della ricostruzione dell’Emilia-Romagna dimostra come la forza di una collettività si sia rappresentata con l’architettura di nuove scuole e nuove opere al servizio dei cittadini. Non solo com’era dov’era, ma soprattutto come sarà. Dobbiamo immaginare che da questa grande sofferenza Ri-costruiremo meglio, con più attenzione, senza compromessi su sicurezza sismica e sicurezza ambientale. L’architettura di qualità promuove valori importanti come la bellezza, il design, l’ecologia, la qualità ambientale, l’innovazione, la sostenibilità e contribuisce a dare valore al territorio creando una nuova empatia con il paesaggio. La bellezza è contagiosa!”

I criteri nell’affidamento dei lavori sono stati sicurezza, rigore e massima trasparenza.  Le  imprese sono state  individuate in base a  requisiti tra i quali l’iscrizione nella white list  prevista dal  Protocollo di legalità sottoscritto tra Istituzioni, associazioni datoriali e sindacati, una comprovata capacità costruttiva e tecnologica e la prossimità, per valorizzare il tessuto produttivo locale. I Comuni hanno messo a disposizione le aree a titolo gratuito e hanno accelerato gli iter per le necessarie autorizzazioni.

Alla cerimonia sono intervenuti, in rappresentanza delle Istituzioni, il Sindaco del Comune di Bondeno Fabio Bergamini, il Vice Presidente della Provincia di Ferrara Andrea Marchi e Luciana Serri, Presidente della Commissione Politiche economiche della Regione Emilia-Romagna.

https://www.sulpanaro.net/2017/12/un-centro-polifunzionale-dono-ai-terremotati/

A Finale E. la Lega pronta al referendum

La Lega Nord si dice pronta al referendum contro il ricorso della Prefettura avanzato peranullare l’ordinanza sui profughi emessa a Finale Emilia per regolamentare l’arrivo di nuovi richiedenti asilo ponendo nuovi obblighi a chi decide di ospirali a casa propria. Lo fa sapere il partito di maggioranza in una nota a firma della capogruppo in Consiglio Angnese Zaghi.

Ecco cosa scrive la Zaghi

Il primo cittadino ha il dovere di tutelare per primo la salute e la sicurezza dei suoi cittadini mettendo in atto le volontà legalmente condivise e ribadite dagli stessi. Per questo esprimiamo come gruppo consigliare il pieno appoggio alla giunta comunale per l’ordinanza sindacale sul tema “accoglienza” .
Giovedì è stato recapitato al nostro Sindaco Sandro Palazzi, un ricorso al TAR dell’Emilia Romagna da parte della Prefettura di Modena e del Ministero dell’Interno contro l’ordinanza approvata dal Comune di Finale Emilia, che stabiliva alcuni obblighi per i cittadini che rendevano disponibili i propri immobili per l’accoglienza di ulteriori quote di immigrati irregolari.

Questi adempimenti comprendevano la comunicazione preventiva al Comune della partecipazione a bandi riguardanti l’accoglienza degli stessi, dei relativi accordi e/o contratti stipulati, una relazione quindicinale sull’organizzazione delle strutture. Inoltre l’ordinanza evidenziava le ovvie ricadute che un ulteriore aumento di immigrati avrebbe sul territorio comunale in materia di igiene, sanità, ordine pubblico, ecc.

Aumento di immigrati su cui il governo aveva preso l’impegno, poi rinnegato, di evitarne l’invio in zone che ancora oggi soffrono delle gravi conseguenze dovute al sisma del 2012. Questi ricorsi da parte delle prefetture su mandato del ministero degli interni, stanno avvenendo in tutti i comuni che hanno adottato ordinanze come questa o simili, evidenziando un ordine di scuderia partito dal governo contro l’uso di uno strumento democratico e legittimo che poteva meglio controllare e regolamentare l’ulteriore diffusione di immigrati sul territorio.

Perché tutto questo? Semplicemente perché il business dell’accoglienza deve riempire le tasche delle coop, rosse o bianche che siano,  favorire l’immigrazione in massa e clandestina di soggetti che, per dati ufficiali dello stesso ministero dell’Interno sono in parte criminali (vedi l’attuale flusso dalla Tunisia con lo svuotamento delle carceri), in parte destinati a diventarlo vista la mancanza di posti nel mondo del lavoro, in parte destinati allo sfruttamento portando ad un abbassamento del costo del lavoro o ad una vita assistenziale che costa soldi ai nostri contribuenti.

È stata definita, dai più maligni, “ordinanza anti profughi” ma di anti non c’era un bel niente, tanto è vero che i 5 ospiti, attualmente alloggiati nel Comune, in località Massa Finalese, sono arrivati e lì stanno soggiornando a spese dei finalesi. Assurdo ciò che ci viene contestato e profondamente sbagliata l’imposizione dell’obbligo di accoglienza con ogni mezzo, ancora di più in un comune terremotato con un organico ridotto all’osso, serie difficoltà economiche dovute alle precedenti amministrazioni e posto in un contesto locale e nazionale di profonda crisi economica e sociale. Il tutto proprio qui dove poco meno di due mesi fa ad opera di immigrati, per giunta di seconda generazione ed “integrati”, veniva assassinata una anziana signora per pochi euro. Dove i furti, le intrusioni e gli atti di vandalismo sono ormai all’ordine del giorno. Ma qui basta chiedere un po’ di preavviso e qualche controllo (cosa che per qualsiasi altra attività a scopo di lucro  come queste, è d’obbligo per legge) che subito si giocano la carta del razzismo,  del populismo, ecc.. Addirittura vengono definiti “generali, astratti e sproporzionati” gli obblighi della ordinanza! Ma la sovranità non era popolare? Tutto questo malgrado qualsiasi sondaggio di opinione, studio statistico o sociologico sulla popolazione italiana evidenzi che i nostri concittadini vogliono sull’immigrazione irregolare politiche esattamente opposte a quelle portate avanti da questo governo, il quarto governo non scelto direttamente dai cittadini! Il problema vero è che questi prefetti non sanno dove mettere tutti questi migranti, l’illegittimità paventata è solo una scusa. Il loro terrore è che altri comuni comincino ad alzare la testa proprio sulla scia del nostro, di quello di Bondeno e di tanti comuni lombardi, perché dopo sì che comincerebbero i guai.. per loro! Quindi? Teniamo duro e cercheremo di coordinarci con gli altri comuni per difendere il legittimo diritto delle amministrazioni locali di controllare quello che avviene sul nostro territorio per meglio difendere i nostri concittadini, i loro interessi, il loro benessere. Le uniche cose che devono starci a cuore. Non escludendo la possibilità di chiedere il loro parere sul tema tramite referendum consultivi.

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Cos’è la Sala Ibrida

Tutti insieme per la sala operatoria del futuro è lo slogan della campagna di raccolta fondi organizzata dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena con il supporto di Rock No War che prende ufficialmente avvio lunedì 23 ottobre 2017.

L’obiettivo è rendere possibile la costruzione all’Ospedale Civile di Baggiovara della Sala Ibrida della Provincia di Modena. Si tratta di una sala operatoria all’avanguardia, un grande spazio che contiene apparecchiature radiologiche tra le quali un angiografo di grande potenza. In questo unico ambiente gli specialisti potranno effettuare una diagnosi immediata e contemporaneamente, senza spostare il paziente, agire in modo più rapido preciso e sicuro. È una sala dove si trattano patologie in urgenza e patologie complesse in un modo corale, come in un’orchestra, grazie a un team in cui i diversi specialisti operano insieme e mettono a disposizione le proprie competenze.

“Gli Ospedali di Modena – ha spiegato Ivan Trenti, Direttore Generale dell’AOU di Modena – hanno la necessità di avere una sala ibrida. Per migliorare la qualità dell’assistenza del trauma center, ma soprattutto perché sono presenti tutte le professionalità cliniche per poter utilizzare al meglio questa tecnologia, assicurando così ai nostri cittadini interventi più sicuri, veloci e mininvasivi. Per dotarci di una sala ibrida abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Sin d’ora ringrazio il Comitato promotore e la onlus Rock No War per la collaborazione che ci hanno assicurato per raggiungere insieme questo importante obiettivo.”

Si tratta di un investimento da circa 2.200.000 di euro. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria finanzierà i lavori edilizi e di impiantistica, mentre 1 milione di euro sarà destinato all’acquisto dell’Angiografo indispensabile per la realizzazione dell’intero progetto.

“Rock No War ha aderito con convinzione a questo progetto – ha commentato il presidente Giorgio Amadessi – perché realizzare la sala Ibrida sarà un vantaggio per tutti i modenesi, quindi per tutti noi che potremo avere a disposizione una tecnologia all’avanguardia al servizio di tutti. L’angiografo è il cuore tecnologico della Sala Ibrida. È per il suo acquisto che abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.

La Sala Ibrida sarà collocata all’Ospedale Civile di Baggiovara al 3 piano del corpo 9, in un’area attigua al Blocco Operatorio di circa 300mq complessivi dei quali 75mq per la sala operatoria e i rimanenti occupati dai locali di supporto e sala di controllo dell’angiografo.

“Abbiamo scelto declinare la campagna di comunicazione partendo dall’idea di un’orchestra – aggiunge Maurizia Gherardi direttrice del Servizio Comunicazione – perché in una sala ibrida i diversi specialisti possono lavorare assieme come tanti orchestrali, per un risultato comune. Inoltre abbiamo voluto rappresentare lo sforzo di tutta la città che si muove all’unisono per realizzare un importante obiettivo, l’acquisto dell’angiografo digitale. Il set fotografico si è svolto sul prestigioso palco del Teatro Comunale. Per questo motivo siamo grati alla Fondazione Teatro Comunale e all’Istituto Orazio Vecchi – Tonelli per la preziosa collaborazione.”

Cos’è la Sala Ibrida

La Sala Ibrida è una Sala Operatoria ad alta tecnologia, dove sono presenti diverse apparecchiature radiologiche tra le quali un angiografo di grande potenza.

È un ambiente chirurgico, quindi sterile, un unico ambiente dove si può effettuare una diagnosi immediata e, contemporaneamente, senza spostare il paziente, si possono eseguire le procedure chirurgiche. Questo consente di agire con più precisione e sicurezza per il paziente, perché l’intervento chirurgico può essere adattato all’evolversi del quadro clinico, controllando il risultato in tempo reale.

Grazie alle professionalità e alle nuove tecnologie è possibile intervenire con tecniche ancora più mini-invasive, cioè basate su piccole incisioni chirurgiche che comportano la riduzione delle complicanze e un netto miglioramento dei tempi di recupero del paziente. Una caratteristica che aiuta i chirurghi a intervenire su un’importante percentuale di malati, che altrimenti sarebbe esclusa dalla possibilità di un’operazione.

Il vantaggio della Sala ibrida è legato quindi all’urgenza, all’emergenza e alla traumatologia: il paziente arriva direttamente in sala operatoria non c’è perdita di tempo perché la diagnosi e la cura sono quasi contemporanee.

La sala ibrida consente anche di svolgere una vasta gamma di interventi anche nelle patologie complesse di tipo vascolare, cardiologiche, neurochirurgiche, urologiche e gastroenterologiche.

La campagna di raccolta fondi per l’acquisto dell’angiografo

Chiunque voglia e possa contribuire alla raccolta fondi può effettuare il proprio versamento tramite Bonifico bancario sul conto corrente “SALA IBRIDA” attivato da Rock No War onlus, presso la Banca Interprovinciale, filiale di Formigine (IBAN IT62O0339566780CC0020011937).

Tutti i dettagli sono disponibili sul sito web www.salaibridamodena.it  e sul sito di Rock No War.

Grazie a Rock No War che usufruisce dei vantaggi fiscali delle ONLUS, sarà possibile recuperare parzialmente quanto donato in base alla normativa vigente

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

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Reddito di solidarietà

Da lunedì 18 settembre parte  in Emilia-Romagna il Res, il Reddito di solidarietà. La misura di contrasto alla povertà voluta, ideata e introdotta dalla Regione, che per realizzarla stanzia 35 milioni di euro all’anno di risorse proprie. Circa 20.000 sono le famiglie che potrebbero potenzialmente beneficiare del sussidio.

I cittadini dovranno presentare le domande al Comune territorialmente competente tramite l’apposito modello. Il contributo – che prevede un massimo di 400 euro mensili per nucleo familiare, per non più di 12 mesi –  sarà erogato dai servizi sociali all’interno di un percorso concordato e personalizzato, finalizzato a superare le condizioni di difficoltà dei beneficiari e a favorirne l’inserimento lavorativo.

Al Reddito di solidarietà la Giunta regionale destina 35 milioni di euro l’anno, che si sommano ai 37 milioni erogati dallo Stato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia), misura attiva di contrasto alla povertà che la legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il territorio nazionale e che il Res affiancherà e integrerà. A ciò si aggiungono 20 milioni dal Fondo sociale europeo per i tirocini formativi.

Cos’è il Res

Dagli 80 ai 400 euro al mese per i nuclei famigliari dell’Emilia-Romagna che si trovano in gravi difficoltà economiche. Un aiuto che varia a seconda del numero dei componenti il nucleo e legato all’adesione a un progetto di inserimento lavorativo e di impegno sociale. È il Reddito di solidarietà (Res), varato in Emilia-Romagna con la legge regionale n. 24 del 19 dicembre 2016 e per il quale la Giunta regionale stanzia 35 milioni di euro l’anno. Fondi che si aggiungono ai 37 milioni assegnati dallo Stato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia).

Un aiuto che la Regione ha voluto introdurre subordinandolo al possesso di due requisiti: il reddito Isee inferiore ai 3.000 euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi. Contemporaneamente, però, il richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e inserimento lavorativo. Un percorso obbligatorio, da seguire per ottenere, e soprattutto mantenere, il contributo economico – erogato tramite carta prepagata –  fissato da un minimo di 80 euro per i nuclei composti da una sola persona (che in regione rappresentano il 36,1%) a un massimo di 400 euro al mese per quelli composti da 5 o più membri. Si stima che possano essere 20.000 le famiglie destinatarie della misura.

Come fare per ottenere il Res

La domanda per accedere al Res va presentata da uno dei componenti del nucleo familiare presso gli sportelli sociali del Comune di residenza. Al momento della domanda, i richiedenti dichiarano i propri dati attraverso documenti ufficiali (ad esempio la dichiarazione Isee) o con l’autocertificazione. Per quanto riguarda i controlli, tutti i dati vengono verificati attraverso le banche dati in possesso dell’Inps o attraverso i dati dei Comuni.

Altre regole riguardano le condizioni di incompatibilità da parte del nucleo familiare per l’accesso alla misura: godimento della nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego (NASpI), l’Assegno di disoccupazione (Asdi), o altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. È inoltre incompatibile la fruizione del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) da parte del nucleo familiare beneficiario. Nel caso in cui alcuni componenti il nucleo familiare usufruiscano di altri trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, assistenziale e indennitaria, per poter accedere al Res il valore massimo di tali trattamenti non potrà superare i 600 euro mensili.

Il reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne farne nuovamente richiesta, dovranno passare almeno 6 mesi.

 

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Le palestre creative di RiCrea

Dal 18 settembre a Ferrara il laboratorio di innovazione digitale, duecento gli studenti coinvolti

 Un esperimento formativo senza precedenti, che coinvolgerà duecento studenti ferraresi in un laboratorio intensivo finalizzato a rovesciare il loro approccio agli strumenti digitali: cominceranno lunedì 18 settembre, con la presentazione alla Sala Estense, le palestre creative di RiCrea.

L’iniziativa è organizzata dall’Università di Ferrara nell’ambito del Festival RiCrea: manifestazione che per prima in Italia approfondirà il tema della rigenerazione urbana attuata attraverso modalità creative e partecipative, in calendario da venerdì 20 a domenica 22 ottobre negli spazi di Factory Grisù, la vecchia caserma dei vigili del fuoco al centro dal 2013 di un importante operazione di riconversione.

Il festival porterà nel capoluogo estense le più interessanti esperienze sviluppate a livello nazionale e internazionale, offrendo un’eccezionale occasione di confronto per gli addetti ai lavori e di crescita per la comunità. «L’obiettivo non è solo convogliare l’interesse dei professionisti – spiega Gianfranco Franz, docente Unife, ideatore e promotore dell’evento – ma stimolare gli abitanti a guardare la propria città con uno sguardo più aperto e propositivo, cercare assieme soluzioni innovative per risolvere problematiche o soddisfare esigenze comuni. Coinvolgere le nuove generazioni in questo processo di cambiamento è imprescindibile, per questo abbiamo fortemente voluto accompagnare alla manifestazione un percorso didattico specifico e sperimentale».

Le palestre di RiCrea si svolgeranno dal 18 al 29 settembre.Insieme agli imprenditori impegnati a Factory Grisù e ai numerosi esperti invitati ad hoc, i ragazzi avranno l’occasione di partecipare a una serie di incontri interattivi riguardanti l’uso creativo di strumenti, software e social network: da Arduino alla stampa 3D fino alla Virtual Reality, da YouTube a Instagram, da esperienze open source come Mappi-na all’innovazione tecnologica che coinvolge la produzione audiovisiva e musicale. Obiettivo delle palestre è stimolare le nuove generazioni – attraverso l’esperienza diretta – a riconoscere e sfruttare le potenzialità espressive dei dispositivi e dei software di uso quotidiano, renderli più consapevoli dei nuovi strumenti a disposizione, favorire un approccio alla tecnologia attivo e propositivo, che al consumo di contenuti digitali possa abbinare critica costruttiva e creatività.

Dieci le scuole coinvolte: gli istituti Aleotti, Bachelet, Copernico – Carpeggiani, Dosso Dossi, Vergani; liceo Ariosto, Carducci, Dosso Dossi, Roiti.

I ragazzi saranno organizzati in dieci gruppi provenienti da scuole diverse, così da moltiplicare le competenze e le conoscenze. Ciascun gruppo parteciperà a un laboratorio caratterizzato da uno specifico focus, condotto da docenti che avranno il compito di introdurre i giovani alle potenzialità delle diverse tecnologie, fino ad arrivare agli approfondimenti pratici successivi. Gli studenti avranno anche l’occasione di conoscere i progetti avviati recentemente da alcuni loro coetanei, la web radio Giardino e il sito di informazione musicale Wah Wah Magazine, che seguiranno lo sviluppo delle palestre raccogliendo interviste e opinioni.

Al termine della formazione i gruppi riceveranno materiali e indicazioni per approfondire i temi trattati, quindi lavoreranno autonomamente fino all’appuntamento clou del festival: la maratona che li impegnerà 24 ore no-stop per concretizzare l’idea, digitale o materiale, sviluppata nelle settimane precedenti. La maratona comincerà venerdì 20 ottobre alle 17 e si concluderà il sabato successivo alla stessa ora. A supportare i gruppi ci saranno i tutor conosciuti a settembre, assieme ai promotori di Impactscool, società di Verona impegnata in campo educativo per far conoscere le potenzialità di tecnologia e innovazione.

Tra le dieci proposte che verranno formulate una giuria di esperti valuterà quale premiare, per originalità e qualità, nella serata di sabato 21, che comincerà con la gustose ricette a base di cous cous e verdure inventate dai ragazzi dell’istituto alberghiero Orio Vergani, ai quali Bia Spa e Coferasta forniranno la materia prima, e si concluderà alle 21 con un concerto da non perdere: per la prima volta suonerà a Ferrara la Toa Mata Band, originale gruppo musicale composto da piccoli robot della Lego, inventato e realizzato dall’ingegnere del suono Giuseppe Acito.

RiCrea è un progetto ideato e coordinato dell’Università di Ferrara, Dipartimento Economia e Management e Dipartimento di Architettura, sviluppato assieme alla Camera di Commercio, Cna Ferrara e Factory Grisù.

Patrocinato dal Comune di Ferrara, verrà realizzato nell’ambito dal progetto “Fare Giardino”, vincitore del bando Anci 2016 per la rigenerazione urbana, grazie al contributo di Ferrara Fiera e a partner tecnici come Bia Spa e Coferasta, al supporto di Ancescao, Web Radio Giardino, Ferrara Off, Impactscool, RemTech, AFM – Scuola di Musica Moderna, Visit Ferrara.

Ricostruzione a Finale Emilia

A Finale Emilia per una sera i consiglieri di opposizione hanno vestito i panni della maggioranza. Martedì scorso era in programma l’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva che prevedeva, tra gli altri punti all’ordine del giorno, la votazione della variazione di bilancio di 2 milioni di euro che lo Stato verserà alle casse comunali a compensazione, causa sisma, del mancato gettito IMU per gli anni 2015 e 2016.

La variazione, però, è stata approvata grazie alla presenza dei consiglieri di opposizione senza i quali sarebbe mancato il numero legale. Infatti, erano assenti due consiglieri di maggioranza.

“Lo spettacolo offerto dalla maggioranza leghista del sindaco Palazzi – scrivono in una nota i consiglieri Stefano Lugli di Sinistra Civica per Finale Emilia, Andrea Ratti del PD, Elena Terzi e Pierpaolo Salino di lista civica per Finale – è stato indecoroso: il governo non aveva neppure i numeri necessari per permettere lo svolgimento del Consiglio Comunale. Solo grazie a noi consiglieri di opposizione il Consiglio è riuscito ad approvare la manovra consentendo alla Giunta di aver disponibili fin da subito i milioni arrivati nelle casse del Comune. Una scena a cui siamo ormai tristemente abituati, visto che è frequente che siano le opposizioni a garantire lo svolgimento delle sedute del Consiglio”.

“A questo appuntamento – proseguono i tre consiglieri – ci aspettavamo come minimo la presenza della maggioranza, considerata l’importanza del provvedimento: 2 milioni che entrano nelle casse del Comune non sono cose che capitano tutti i giorni. Invece abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione del vuoto amministrativo di chi sta governando il nostro paese, che non riesce ad essere presente nemmeno quando arrivano i soldi per ridare un minimo di dignità alla nostra città”.

Le risorse serviranno a finanziare il rifacimento e la manutenzione delle strade, delle scuole e della pubblica illuminazione e a pagare i progetti di ricostruzione del Municipio di Piazza Verdi, del Teatro Sociale e del Centro Sportivo.

“Adesso i soldi ci sono – concludono Lugli, Terzi, Ratti e Salino – la giunta si attivi per usarli presto e bene”.

Nella foto di copertina il consigliere Stefano Lugli

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Allerta caldo

Invito a seguire le consuete regole per prevenire i rischi per la salute.

È stata emessa una nuova allerta meteo per l’incremento delle temperature, sia nei valori minimi che in quelli massimi, associati a livelli alti di umidità determinano, già da oggi e fino a domenica. Leggi tutto

Dall’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile alcune semplici norme di comportamento da seguire per limitare il disagio nei giorni in cui è previsto un rischio elevato di ondate di calore e per le successive 24 o 36 ore- non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto gli anziani, i bambini molto piccoli, le persone non autosufficienti o convalescenti: queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono

– in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi

– bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. Evitare bevande alcoliche, gassate o zuccherate e caffeina.

– consumare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi. Mangiare molta frutta e verdura

– indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche. Se è con voi una persona in casa malata, fate attenzione che non sia troppo coperta

– usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l’uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa

– evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d´aria

– non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.

– fare bagni o docce con acqua tiepida.

L’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae E-R, segue costantemente l’evoluzione dei fenomeni; si consiglia di consultare i dati sempre aggiornati sulla piattaforma web
https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it

Allegati

La nota dell'Unione Province Italiane (UPI)

Anche UPI Emilia-Romagna accoglie, attraverso i propri Presidenti di Provincia, l’appello del Presidente di UPI nazionale, di proporre cioè un esposto cautelativo per segnalare la condizione ormai insostenibile riguardo la manutenzione di strade e scuole di competenza provinciale e portare pienamente a conoscenza, oltre alle Comunità, anche ai giudici della criticità estrema in cui versano le infrastrutture primarie dei territori.

 

L’intento unitario è quello di concentrare l’attenzione la voce sulla grave situazione finanziaria che incombe sulle Province, che ne impedisce l’approvazione dei bilanci 2017 e che rende al tempo stesso non sostenibili, in forza dei tagli continui, servizi fondamentali come la manutenzione di 130.000 km. di strade e oltre 5.000 scuole superiori frequentate da oltre 2,5 milioni di studenti.

 

Pertanto, è necessario che lo Stato si assuma le proprie responsabilità: dato che le Province restano, come decretato dall’esito del referendum del 4 dicembre 2016, che ne ha bocciato la modifica costituzionale, devono avere le adeguate risorse per le funzioni che sono chiamate a svolgere.

 

Il problema dei tagli del Governo alle Province è stato recentemente sollevato anche dalla stessa Corte dei conti in audizione alla Commissione bicamerale lo scorso 23 febbraio, che li ha definiti “tagli irragionevoli”.

 

Il problema di fondo rimane il forte squilibrio finanziario tra entrate e uscite nel 2017, di tutte le Province italiane, di circa 700 milioni di euro. Un dato allarmante, se si pensa che è generato dal fatto che la maggior parte delle risorse proprie derivanti dall’imposizione fiscale (RC auto e IPT) finiscono a Roma, secondo quanto previsto dalla Legge finanziaria 190/2014, che ha previsto prelievi da un miliardo nel 2015, due miliardi nel 2016 e che dovrebbero arrivare a tre miliardi nel 2017; insostenibilità pura, dunque, se ci si affida anche solo all’aritmetica.

 

“Le condizioni in cui si trovano le Province non sono più sostenibili.” – commenta Giammaria Manghi, Presidente di UPI Emilia-Romagna e Presidente della Provincia di Reggio Emilia – “La legge 56 ci ha affidato una serie di funzioni fondamentali, ma la programmazione finanziaria dello Stato non ci ha attribuito le risorse per farvi fronte e, in primis, dobbiamo risponderne ai cittadini. Ad oggi, non siamo più in grado di garantire la funzionalità dei servizi. Di questo, lo Stato deve prendere atto e porre rimedio al più presto, trovando le risorse necessarie. Non vi è più la più disponibilità ad accettare ulteriori proroghe”.

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