Crisi economica e ruolo delle banche

Abbiamo pazientemente recuperato i principali articoli di bondeno.com del periodo 2003-2009 (i seguenti sono ancora in linea nel sito); quello che riportiamo qui è del 15 febbraio 2009 e si riferisce ad una riunione che l’allora sindaco di Finale Emilia, Raimondo Soragni, tenne ai direttori delle banche del suo comune.

SORAGNI, sindaco di Finale Emilia, convoca i direttori delle banche di Finale Emilia e rilascia la seguente dichiarazione:
In questo difficile momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, per il dispiegarsi degli effetti della “crisi”, che è parte di una più ampia a livello mondiale, il pensiero, gli interventi, le preoccupazioni sono rivolti al come uscirne, quali misure mettere in campo per alleggerirne ed attenuarne gli effetti sulle economie, sulla produzione e quindi, non per ultimo, sulle condizioni materiali di milioni e milioni di persone.
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società profondamente squilibrato e quindi in giù sto.
E’ naturalmente prioritario intervenire subito sul sostegno all’occupazione, sul sistema degli ammortizzatori sociali, sulle imprese, sul sistema bancario, ma perché non si parla, quasi nessuno lo fa, del dopo e di cosa sarà necessario cambiare, quali meccanismi rivedere o correggere, che cosa valorizzare. Quale modello di sviluppo e di società si vuole costruire. E quali i valori da assumere. Urge capire come risolvere, nella nuova fase, l’intollerabile sistema caratterizzato dalle forti disparità sociali che la crisi fa drammaticamente aumentare. Ed emerge, con grande e devastante rilevanza sociale, l’insostenibilità strutturale, economica e produttiva di una ingiustizia re distributiva che impedisce l’accesso a un reddito ragionevolmente adeguato delle persone.
Occorre superare l’esaltazione di un culto di una società che funziona in ragione delle sue illimitate capacità di consumare. Ma anche di offrire quantità rilevanti di prodotti (sempre altamente energetici e di scarsa vita) affinché corrisponda ad un modello drogato di economia da consumo permanente. In un mondo ritenuto illimitato nella crescita e nelle risorse, ma che, al contrario i limiti invece li ha. «Come Comune — sostiene il sindaco Raimondo Soragni – abbiamo attivato una serie di interventi volti a dare delle risposte alla crisi guardando al futuro con ottimismo: il progetto Isacco che prevede contributi alle famiglie di chi ha perso il posto di lavoro; le agevolazioni fiscali alle nuove imprese per favorire insediamenti produttivi ed edilizi. Ora poniamo l’attenzione al sistema bancario, parte integrante e rilevante di tutta l’economia, sia a livello imprenditoriale sia nel privato con i tanti mutui per la prima casa contratti dalle famiglie». Per queste ragioni il sindaco Soragni ha ritenuto di convocare per venerdì 20 febbraio i direttori delle numerose banche presenti sul territorio, sia di Finale Emilia che di Massa Finalese, per veriicare con loro i risvolti che la crisi ha portato da noi e per stimolarli a fare la loro parte nel senso di pensare a ridurre i proitti e quindi agevolare l’accesso al credito a professionisti e imprese e a tante famiglie che oggi fanno molta fatica a reggere gli costi derivanti dai mutui. «La linea dell’Amministrazione – ha commentato Soragni-conferma la piena volontà di non lasciare nulla di intentato affinché vi sia una solida partecipazione da parte di tutte le componenti della società nel far fronte al dilagare della crisi con i suo devastanti effetti. Se la crisi è anche una grande occasione per rivedere la nostra scala dei valori, una lezione molto importante sta proprio nel definire l’uscita da un sistema che ha mostrato tante, troppe contraddizioni, per approdare ad un realtà dove ogni componente possa trovare un proprio spazio e peculiarità nel concorrere al benessere generale. Quindi anche le banche crediamo debbano essere intese come interlocutori per raggiungere l’obiettivo comune di una migliore qualità della vita per tutti».
A conclusione, Soragni ha affermato che «Continua così l’operazione solidarietà su larga scala, che avrà ancora altri risvolti sui quali stiamo lavorando per non lasciare nulla di intentato».

Nota: La crisi (c.d. dei subprime) era iniziata l’anno prima, comunque Soragni non si ripresentò alle elezioni successive,

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Patrimoniale

Per esempio, come ha comunicato Giorgio Spaziani Testa,presidente di Confedilizia, “l’Italia è l’unico Paese europeo in cui i prezzi delle case calano dal 2012. Che cosa sia accaduto a partire da quell’anno in tanti continuano a sottovalutarlo…E’ stata quasi triplicata la tassazione patrimoniale sugli immobili”.  Gli immobili sono stati trasformati in perdita dal fisco.  Con una distruzione immane del  patrimonio edilizio: vecchie case di campagna, invendute dopo anni di unutili tentativi, e capannoni industriali inutilizzati, vengono scoperchiati dai proprietari per non  doverci pagare le tasse. Fenomeno unico in Europa.

Paolo Savona ha parlato con forza della necessità di riavviare il settore edilizio, criticando Monti. A un convegno nel 2014: “per raccogliere 4,5 miliardi di IMU hanno abbattuto il valore capitale di almeno 200 miliardi”.

https://www.maurizioblondet.it/mentre-vige-il-diktat-di-mattarella-su-savona/

Carife acquisita da BPER

 

Bper compra Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara dal Fondo nazionale di risoluzione. Lo annuncia l’istituto guidato da Alessandro Vandelli, in una nota, prevedendo un “impatto marginale” sul coefficiente di capitale Cet1 fully loaded della banca.
“Sono molto soddisfatto del prossimo ingresso di Nuova Carife nel nostro Gruppo bancario”, afferma l’Ad di Bper Alessandro Vandelli nella nota sull’acquisizione della quarta ‘good bank’ (le altre tre sono state acquistate da Ubi). “L’operazione – spiega – ha una spiccata valenza industriale e ci consente di aumentare le nostre quote di mercato in una provincia, Ferrara, all’interno della nostra regione storica di influenza, dove la penetrazione risulta inferiore alla media delle altre province. Inoltre, il rischio di esecuzione dell’operazione è molto ridotto data la vicinanza della provincia di Ferrara a Modena e alle altre zone limitrofe della Romagna e del Veneto dove la presenza del Gruppo è più significativa”.
Nuova Carife sarà acquisita a un prezzo di 1 euro e con un patrimonio netto di gruppo pari ad almeno 153 milioni, dopo aver effettuato accantonamenti addizionali a fondi rischi e rettifiche a componenti dell’attivo, anche ad esito della due diligence condotta da Bper Banca, stimati pari 215 milioni euro complessivi, afferenti la cessione degli npl, gli esodi del personale, gli oneri di migrazione informatica, i costi per l’integrazione della rete degli sportelli Carife in Bper, i rischi legali, e uno specifico impairment sul valore di titoli afs e asset immobiliari.

“Il perfezionamento della cessione” di Nuova Carife alla Bper “si concluderà nei prossimi mesi”. E’ quanto informa in una nota, la Banca d’Italia che attraverso il fondo di risoluzione deteneva la proprietà dell’istituto ferrarese, ceduto alla Bper. L’istituto centrale informa che “verrà immediatamente dato avvio alle procedure autorizzative richieste nei confronti delle altre Autorità e Istituzioni coinvolte, anche europee, e alla fase esecutiva, finalizzata al perfezionamento della cessione che si concluderà nei prossimi mesi”. “Con l’operazione odierna – ricorda Via Nazionale – si conclude il processo di vendita delle quattro banche (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara) che erano state poste in risoluzione nel Novembre 2015”.

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Il sistema bancario

Sabato 17 dicembre alle ore 16:00, presso il Centro Sociale G. Costa, in via Azzo Gardino 48 a Bologna, i soci FSI dell’Emilia-Romagna hanno il piacere di rinnovare la tradizione degli incontri formativi-divulgativi, riguardanti i documenti ufficiali del primo partito sovranista italiano.

 

In programma LA PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO, approvata dall’Assemblea Nazionale il 5 Giugno 2016, che va a puntellare l’ormai sempre più solido e completo programma elettorale del FSI.

 

Come sempre, oltre ai soci – che avranno la possibilità di formarsi e di incontrarsi – sono invitati a partecipare tutti i simpatizzanti e i cittadini interessati, sperando che la crescita di partecipazione, che il popolo italiano sta timidamente dimostrando, torni a riaffiorare in tutta la sua splendente e democratica forza!

 

 

 

COME RAGGIUNGERCI:

 

TRENO – per chi raggiungerà Bologna in treno, dalla Stazione Centrale si arriva al Centro Costa a piedi in circa 10 minuti, percorrendo via Amendola fino a p.zza dei Martiri. A quel punto girare a destra in via Don Giovanni Minzoni e subito a sinistra in via del Porto. Arrivati alla fine di via del Porto, si è già in via Azzo Gardino. Il Centro Costa si trova sulla destra.

 

MACCHINA – per chi verrà in macchina, ci sono due soluzioni:

– parcheggio “Multipiano Riva Reno”, in via del Rondone/angolo via Azzo Gardino (tel. 051-4222114), contiguo al Centro Costa e raggiungibile senza incorrere in zone a traffico limitato

– parcheggio “Tanari”, in via Luigi Tanari 17 (tel. 051-520212), più economico del primo ma ad un chilometro a piedi dal Centro Costa. Anche questo parcheggio è raggiungibile senza incorrere in zone a traffico limitato.

 

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Ci risiamo

Ripresentata la richiesta di poter trivellare il terreno della Bassa terremotata, tra Mirandola, San Felice, Finale e il ferrarese. La richiesta viene trivellazioni-1dalla Exploenergy, che già deteneva il diritto di farlo in concessione e che ora ha presentato la domanda per estenderlo. Riducendo, però, l’area di possibile intervento da 646 a 435 km quadrati.

 

Ecco cosa spiega Nelson Zagni del comitato No Triv:

“Già dal 14.3.12 la Exploenergy srl di Milano, ha presentato al Ministero dello sviluppo economico, una richiesta di ricerche idrocarburi denominata Reno Centese, poi lasciata in sospeso su richiesta regionale causa terremoto. Proprio nei giorni scorsi, in vista del referendum in merito al qualese vincesse il SI toglierebbe ogni potere dicisionale alle Regioni e ai Comuni, è stata ripresentata.

A fianco (in alto a sinistra) la piantina della zona interessata  ove sono indicati questi Comuni:

trivellazioni-2Provincia di Ferrara: Bondeno, Ferrara, Vigarano Mainarda, Cento, Sant’Agostino, Mirabello, Poggio Renatico – Provincia di Modena: Mirandola, San Felice sul Panaro, Finale Emilia – Provincia di Bologna: Pieve di Cento, Galliera, San Pietro in Casale

Come No Triv subito dopo il sisma 2012 abbiamo preparato una richiesta di sospensione ad ogni trivellazione inviata alla Regione, che è stata sottoscritta dai seguenti comuni:
Bondeno, S Agostino, P.Renatico, Vigarano Mainarda, Mirabello. Unica firma mancante quella dell’ex  Sindaco di Cento Piero Lodi

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Calano le imprese artigiane

La crisi, ma anche il processo di concentrazione, unito alla terziarizzazione, che sta coinvolgendo anche l’economia del nostro territorio. Poi le calamità naturali che hanno ripetutamente colpito la provincia. Le cause, insomma, sono numerose, ma l’effetto è uno solo: la progressiva diminuzione delle imprese artigianali. “Aziende – osserva Umberto Venturi, presidente di CNA Modena – che, anche in un passato molto recente, hanno rappresentato una scuola formativa importante, dove i lavoratori si preparano a diventare gli imprenditori di domani. E che hanno rappresentano tutt’oggi una componente importante del benessere che ha contraddistinto il nostro territorio”.

I numeri sono impietosi: in soli sette anni, dal 2009 al 2015, le imprese attive iscritte all’Albo Artigiani di Modena sono passate da 24.139 unità a 21.356. Un calo di oltre 2.780 imprese, pari all’11,5%, quasi 400 all’anno!

Una diminuzione ben superiore a quella registrata dalle imprese complessivamente in attività, scese anch’esse, ma solo del 3,7%.

 

totale imprese artigiani
attive iscritte attive peso % iscritte peso %
31/12/2008   68.871   75.659      24.139 35,0%   24.228 32,0%
31/12/2015   66.348   74.464      21.356 32,2%   21.453 28,8%
differenza ’08/’15 –   2.523 –   1.195 –      2.783 –   2.775
variazione % -3,7% -1,6% -11,5% -11,5%

 

“In altre parole – continua Venturi –  il calo delle imprese registrato negli ultimi sette anni si è concentrato nell’artigianato”.

L’ufficio Studi di CNA ha cercato anche di evidenziare i settori nei quali si è concentrato questo calo, malgrado l’avvenuto cambiamento dei codici di attività delle imprese, una modifica che rende più difficile le aggregazioni tra i vari mestieri.

 

 

totale imprese attive Totale artigiani attivi peso artigiani/totale
2008 2015 % 2008 2015 % 2008 2015 delta
Alimentare      1.534         871 -43,2%      1.126         523 -53,6% 73,4% 60,0% -13,4%
Moda      2.926      2.459 -16,0%      1.874      1.573 -16,1% 64,0% 64,0% -0,1%
Legno         419         356 -15,0%         362         290 -19,9% 86,4% 81,5% -4,9%
Meccanica      5.337      4.360 -18,3%      2.800      2.461 -12,1% 52,5% 56,4% 4,0%
Costruzioni   11.665   10.839 -7,1%      9.430      8.115 -13,9% 80,8% 74,9% -6,0%
Comm. e rip. veicoli      1.849      1.708 -7,6%      1.063      1.018 -4,2% 57,5% 59,6% 2,1%
Trasporti      2.374      1.882 -20,7%      2.139      1.605 -25,0% 90,1% 85,3% -4,8%
Informatica      1.014      1.122 10,7%         214         190 -11,2% 21,1% 16,9% -4,2%
Servizi alla persona      2.467      2.505 1,5%      1.931      1.901 -1,6% 78,3% 75,9% -2,4%
Ristorazione*      3.807         647 17,0%
MANIFATTURA   12.087      9.784 -19,1%      7.678      5.828 -24,1% 63,5% 59,6% -4,0%
TOTALE   68.871   66.348 -3,7%   24.139   21.356 -11,5% 35,0% 32,2% -2,9%

*I citati problemi di aggregazione non consentono, per la ristorazione, il confronto 2008/2015.Leggi tutto su  http://www.sulpanaro.net/2016/04/quasi-tremila-imprese-in-meno-dal-2009-a-oggi-un-patrimonio-di-lavoro-e-professionalita-a-rischio/

 

Giornata europea contro il Ttip

BOLOGNA – via Azzo Gardino 65, mercato della terra.
ore 9:30-14 presidio informativo con coinvolgimento dei produttori
ore 10:30  partenza della bicicletta

ore 10.30 in Piazza Nettuno per flash mob: “ferma le privatizzazioni smaschera il TTIP”

ore 12:00 in Piazza XX settembre con l’arrivo della biciclettata ci sarà il flashmob “smaschera il TTIP”

Per info:3406774588
facebook: STOP-TTIP-Bologna

Signoraggio e SCEC

siete invitati all’evento che si terrà il giorno lunedì 12 dicembre, alle ore 20.30, a Bologna presso il Circolo Mazzini ( Via Emilia Levante, 6 ).
Coordinati dal giornalista Dario Pataccini, assieme al giornalista e consulente Andrea Di Furia, nostro associato sostenitore che presenterà i suoi studi e approfondimenti, avremo l’opportunità di approfondire le tematiche di ARcipelago SCEC da un punto vista estremamente operativo e pratico.