Ghiaccio e nebbia

CONCORDIA E MIRANDOLA – L’immagine rende benissimo quanto accaduto martedì mattina nella Bassa a causa di ghiaccio e nebbia. Siamo in via Bosco, la strada che collega la frazione concordiese di Fossa a Mirandola. C’era talmente tanto ghiaccio sulla strada che una dopo l’altra tutte le auto che arrivavano finivano a slittare senza controllo.

Alla fine se ne contavano almeno cinque, ammassate una all’altra.

Io questa mattina ero lì – racconta un testimone – fortunatamente mi sono fermato in tempo ma posso giurarvi che era una lastra di ghiaccio, e anche quando sono sceso dalla macchina si stava in piedi veramente a stento.

Sotto accusa la mancata salatura della strada, ma anche disattenzione e distrazione in questi casi fanno la loro parte.

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Addio a Gatto Gino

SAN GIOVANNI IN PERSICETO – Ha destato costernazione e rammarico la notizia della morte di gatto Gino, il felino che a San Giovanni in Persiceto  aveva casa tra il Comune e il centro storico, amato e benvoluto da tutti.

Secondo quanto si apprende, è stato investito da un’automobile: è stato ritrovato esanime in un giardino con il musetto coperto di sangue.

Gatto Gino, 9 anni, era conosciutissimo e la sua fama raggiungeva anche l’estero: aveva parlato di lui anche la radio svizzera e un suo calendario era sbarcato a Singapore.

Per i suoi modi “aristocratici” lo chiamavano “il re”: popolarissimo, amava partecipare alle sedute del consiglio comunale e prendere posto sulla pila dei giornali appena arrivati in edicola. In estate, se ne stava al fresco nelle vetrine dei negozi con l’aria condizionata.
“Con il cuore pieno di rabbia e gli occhi colmi di lacrime ci stringiamo alla famiglia di Gino anche noi. Grazie Gino per averci fatto compagnia durante tantissimi banchetti e per averci permesso di aiutare tutti i nostri mici. Grazie Gino, ci mancherai”, scrive l’Enpa di San Giovanni, di cui Gino era mascotte ufficiale, il volto di tanti calendari e oggettistica che serviva a finanziare le attività dell’associazione per la cura e tutela dei mici.

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Emergenza frane

E’ stato un altro lunedì di passione, per il territorio matildeo, a seguito della seconda ondata di maltempo. Mentre la piena dei fiumi Po e Panaro procede verso il lento deflusso, le abbondanti piogge cadute tra domenica e lunedì hanno provocato una serie di danni, oggetto peraltro di una meticolosa verifica da parte degli uffici tecnici, del sindaco Fabio Bergamini, ed anche della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco. In diversi punti del territorio si registrano principi di frane. Fra i casi più importanti, vale la pena di citare gli smottamenti in via Ferrarese (nella frazione di Zerbinate) e via Comunale a Stellata. Inoltre, la Provincia è stata interessata per quel che attiene le frane avvenute lungo la strada provinciale Virgiliana: per la precisione, quella vicina al ponte del Panaro, dove il terreno ha ceduto sul versante del centro storico, e quella situata poco più avanti, all’altezza dell’area ex zuccherificio. Diverse anche le chiamate al 115, con i Vigili del fuoco volontari che sono intervenuti già a partire dalle ore 5 del mattino, utilizzando le idrovore per liberare garage e scantinati della zona di viale Matteotti: si registrano casi in via Prati, via Giordano Bruno, via Giusti e via Manzoni, dove sono stati parzialmente interessanti dall’entrata dell’acqua piovana anche gli spogliatoi della palestra delle scuole superiori, senza però conseguenze gravi. Nel corso dei prossimi giorni continueranno i sopralluoghi da parte dei tecnici, per fornire anche una prima stima dei danni. Intanto, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese sta disponendo alcune misure di limitazione del traffico, nei punti maggiormente colpiti dal dissesto del terreno a causa delle precipitazioni abbondanti. Per il momento, sono stati disposti sensi unici alternati in via Comunale per Stellata, in modo da non gravare ulteriormente sull’argine, ed anche in via Ferrarese a Zerbinate e in via Comunale per Burana. Ulteriori misure sono allo studio con la collaborazione della Provincia, nelle strade di competenza di quest’ultima. Sempre a Stellata, la Protezione civile (con la collaborazione dei cittadini) ha predisposto una coronella a protezione delle abitazioni, per proteggere le case da nuove possibili precipitazioni atmosferiche, vista la presenza dello smottamento. Mentre un’azienda incaricata ha ripulito celermente la rampa ad uso privato situata in loco. Il comandante della Polizia municipale Stefano Ansaloni fa notare come «il sistema dell’emergenza dell’Alto Ferrarese abbia funzionato, coordinandosi nelle sue varie funzioni e mettendosi subito in moto». L’invito del comando è però quello, rispetto ai proprietari dei fondi vicini alle strade, di mantenere sagomati e puliti gli scoli per evitare fenomeni di ristagno delle acque.

Chiusa la ciclabile

A Bondeno le verifiche successive al fortunale del 29 ottobre non si sono esaurite. Proprio a seguito di queste ultime, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese ed il Comune di Bondeno hanno deciso di interdire alla circolazione il tratto della pista ciclabile che costeggia il canale di Burana, dal Cavo Napoleonico fino ai confini con il Comune di Vigarano. Il tratto in questione coincide con quello interessato dal passaggio della tromba d’aria che ha scoperchiato il Palacinghiale e provocato vari danni, senza contare l’abbattimento di quindici alberi a Settepolesini. Motivo che ha portato nei giorni scorsi anche alla circolazione a senso unico alternato in via Comunale, a seguito delle buche provocate dalla caduta degli alberi e al conseguentemente (possibile) cedimento di un lato della carreggiata

. «Nel caso della pista ciclopedonale – spiega in una nota  l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Marco Vincenzi – la scelta adottata è di buon senso. La tromba d’aria ha danneggiato vicino alla pista anche un capannone ad uso privato. Questo significa che, man mano che si stanno verificando le varie situazioni, emergono altre criticità provocate dal forte vento e dal maltempo nella zona. In ogni caso, il tratto della pista ciclabile che va da via Delle Rose e arriva fino al Cavo Napoleonico non presenta problemi e si potrà continuare a percorrere. E’ quello alberato che procede in direzione Vigarano a destare preoccupazione. Per valutare la situazione – conclude l’assessore – incaricheremo nel corso della prossima settimana un’azienda specializzata, per verificare la sicurezza delle piante e scongiurare la caduta di rami, che possono essere pericolosi».

«Il tratto interessato dal provvedimento – argomenta il comandante della Polizia municipale, Stefano Ansaloni – è interessato da verifiche e per scongiurare incidenti dovuti alla caduta dei rami si è deciso di adottare sul territorio comunale bondenese questa misura di interdizione, dal momento che spesso si trovano sulla pista ciclisti e intere famiglie. Quindi, per ragioni di sicurezza, siamo costretti a chiudere il tratto alberato, fino a controlli ultimati sulle piante».

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Dormono per terra in centro a Ferrara

Sono le 5 di ieri mattina e siamo a Ferrara, sotto la servitù dell’Angolo bar di via Cittadella, a circa 200 metri
dal Castello estense.
Le fotografie scattate dal titolare del bar che si trova a ridosso dell’INPS, suscitano sconcerto e preoccupazione tra
i frequentatori del rinomato caffè. «Quando sono arrivato per aprire il locale – ci ha raccontato Roberto dell’Angolo
Bar – ho sentito da lontano qualcuno che russava. Avvicinandomi ho notato una sagoma che dormiva per terra».
«Si trattava di donna dall’apparente età di circa 45 anni con accento dell’est Europa.
Poi si è allontanata verso il Centro. Continua Roberto: «Non mi era mai accaduto di trovare persone che dormivano
sotto la nostra distesa. È stato un grande dispiacere vivere questa situazione».
Condizioni come queste ti risvegliano da quel torpore, ossia da quell’immagine patinata che l’Amministrazione
comunale vuole dare di Ferrara.
Che fosse straniera o italiana poco importa: stava dormendo per terra. Di chi è la colpa se delle persone dormono
all’addiaccio?
Ferrara non è un’isola felice. Prima ce ne rendiamo conto, prima troveremo adeguate soluzioni.

Si allega alla presente una nota inviata al Sindaco di Ferrara.

Dormono per terra in centro a Ferrara
Aldo Ferrante
Portavoce del Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione

 

 

Modena, domenica ecologica

Limiti alla circolazione più restrittivi rispetto alla manovra antismog ordinaria per la domenica ecologica XXL in programma il 23 settembre nell’ambito della Settimana europea della mobilità sostenibile. Per tutta la giornata sarà possibile viaggiare sui servizi di linea urbani di Modena al prezzo di una corsa semplice pari a € 1,5

Restrizioni alla circolazione veicolare previste per domenica 23 settembre 2018

Nella fascia oraria 8.30 – 18.30 nell’area del centro abitato di Modena compresa all’interno delle tangenziali non possono circolare:

  • veicoli benzina EURO 0, EURO 1 ed EURO 2
  • veicoli GPL/benzina e metano/benzina EURO 0 ed EURO 1
  • veicoli diesel EURO 0, EURO 1, EURO 2, EURO 3 ed EURO 4
  • ciclomotori e motocicli EURO 0 ed EURO 1

Potranno invece circolare liberamente:

i veicoli elettrici, gli ibridi dotati di motore elettrico e le pool car. La circolazione è consentita anche ai veicoli oggetto di deroga: consulta l’ordinanza

Tante le iniziative in programma in Piazza Roma, Parco Novi Sad, Giardini Pubblici, Orto Botanico, Galleria Europa in Piazza Grande, Piazza Matteotti

Visualizza il programma completo

Occhiobello a Bruxelles

L’occasione sarà una tavola rotonda organizzata da PAN Europe in collaborazione con gli eurodeputati Nicola Caputo (commissione Ambiente),Eric Andrieu e Pavel Poc (commissione Pesticidi) per discutere di politiche europee, strategie locali e prospettive future.

Il Comune di Occhiobello, unica municipalità italiana invitata a parlare, aprirà la sessione sulle strategie locali e le buone pratiche dai Comuni europei.

La sostenibilità ambientale è un concetto ampio che Occhiobello ha cercato di rendere pratica quotidiana da diverso tempo. Il Comune, infatti, da tre anni ha concretizzato una progressiva riduzione nell’uso dei pesticidi nelle aree pubbliche introducendo anche un regolamento che disciplina l’uso di fitosanitari nelle aree private ed extra agricole.

Il diserbo del verde pubblico è oggi del tutto ecologico: diserbo a vapore, pirodiserbo e diserbo meccanico sono le tecniche che hanno sostituito l’utilizzo della chimica consentendo di eliminare completamente prodotti diserbanti e fitosanitari. Non solo, ispirandosi ai principi di Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile, Occhiobello guarda all’ambiente ma anche all’inclusione sociale e alla crescita economica inserendo persone disoccupate e disagiate nelle attività di diserbo meccanico.

Sempre in sintonia con gli obiettivi della sostenibilità, gli atti e le scelte amministrative sono andati di pari passo con l’impegno nel diffondere una coscienza ambientale fra i cittadini, coinvolti direttamente nella prevenzione domestica contro le zanzare. Una ‘lotta biologica’ ex ante in linea con la pluridecennale lotta integrata già avviata a cui si accompagna una pratica affidata al cittadino: a ciascun nucleo familiare è stato consegnato un prodotto polidimetilsiloxano, che consiste in un preparato liquido a base di silicone ecocompatibile da inserire nei tombini e nei sottovasi per impedire la proliferazione delle zanzare.

Una rivoluzione che ha dato i suoi frutti soprattutto in termini di partecipazione della cittadinanza, resa maggiormente responsabile e cosciente che la sostenibilità è un valore che si sviluppa a qualsiasi livello. I cittadini si sono fatti attenti osservatori dell’ambiente circostante contribuendo a segnalare focolai di infestazione su cui i tecnici comunali hanno potuto agire tempestivamente.

La strategia preventiva contro la proliferazione delle zanzare ha compreso una mappatura e una classificazione del territorio per considerare il reale rischio di proliferazione (presenza di orti, vegetazione, tombini, ecc). Da maggio a settembre, inoltre, viene effettuato un monitoraggio sulla presenza della zanzare tramite 23 ovitrappole e tre trappole per la cattura tramite CO2 che hanno un valore predittivo sullo sviluppo di possibili infestazioni.

Il 27 settembre a Bruxelles, dunque, per voce del vicesindaco Davide Diegoli, Occhiobello presenterà un ampio percorso di politiche ambientali che stanno contribuendo a modificare l’approccio e le abitudini degli abitanti verso una pratica quotidiana di rispetto per un bene comune come l’ambiente.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/senza-pesticidi-si-puo-occhiobello-rovigo-alla-tavola-rotonda-di-bruxelles

Discarica di Finale E.

FINALE EMILIA – Pochi giorni fa la notizia della lettera che i consiglieri regionali Fabbri (Lega) e Gibertoni (M5S) hanno inviato ai ministri dell’ambiente e della salute in merito alla questione della discarica. Lettera che aveva incassato l’ok dell’Osservatorio civico “Ora tocca a noi”.

Proprio l’Osservatorio, però, fa notare in un comunicato come a distanza ormai di qualche giorno nessun esponente della Lega o del M5S di Finale si sia espresso in merito all’iniziativa dei due consiglieri e così scrive in una nota:

A pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo, apparso sulla stampa regionale, che rende pubblica l’iniziativa e la trait d’union Fabbri-Gibertoni sullo scellerato ampliamento di una discarica sotto inchiesta lascia basiti e perplessi il silenzio degli esponenti della Lega e del Movimento 5 Stelle di Finale Emilia!

Chi si aspettava il loro plauso e bene placet sta ancora aspettando!!! Perché?

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Luglio tropicale

“Il mese di luglio 2018 – commenta il meteorologo Luca Lombroso di Unimore – conferma che stiamo vivendo una “nuova normalità” che ci fa percepire come freschi i mesi che nel XX secolo sarebbero stati considerati caldi”.

La particolarità di quest’anno risiede, a differenza dello scorso anno, non tanto in ondate di caldo estreme quanto nel costante collocarsi dei valori di temperature massime e, soprattutto, di quelle minime sopra la media, nonostante i numerosi temporali. Il pluviometro ha raccolto, infatti, durante il mese 64.9 mm di piogge, il 76% in più dei 37.2 mm medi mensili attesi dalla meteorologia ufficiale. Complessivamente sono stati 10 i giorni con precipitazioni misurabili, il doppio della media. “Un mese dunque – aggiunge Luca Lombroso – che possiamo definire “caldo e temporalesco”, condizione tipica più dei climi tropicali che di quello mediterraneo”.

Nelle altre stazioni dell’Osservatorio, si sono riscontrate situazioni simili: con 25.9°C di temperatura media e 70.3 mm di pioggia in 8 giorni di pioggia a Reggio Emilia; identica la temperatura media a Modena presso il Campus di Ingegneria, nella periferia cittadina, anche se qui, a seguito di due violenti temporali localizzati, l’entità delle piogge mensili è risultata addirittura di 131.6 mm in 10 giorni “bagnati” da acquazzoni.

Una conferma, a titolo di curiosità, di quanto il mese sia stato “tropicale”, viene dal confronto coi dati della stazione sperimentale meteo “Karen” del progetto CLIMBIO, in Costa Rica, gestita dallo stesso Osservatorio, dove la temperatura media è stata di 25.4°C e, pertanto, più temperata rispetto a quella di Modena e di Reggio Emilia.

La temperatura massima di luglio a Modena è stata toccata il 31 luglio in Piazza Roma con 35.8°C, mentre al Campus di Ingegneria si è arrivati a 36.4°C lo stesso giorno. A Reggio Emilia la punta massima è stata di 36.7°C sempre il 31 luglio. Per Modena Campus e Reggio Emilia è questo ancora oggi il “giorno più caldo del 2018”, mentre in Osservatorio la massima dell’anno è stata ritoccata il 1° agosto con il termometro che ha raggiunto i 36°C.  “Si tratta di valori certo caldi – riflette l’esperto Luca Lombroso – ma non estremi e tanto meno da record come nel 2017, con i 38.4°C dell’Osservatorio, 40.1°C a Modena Campus e addirittura 40.3°C a Reggio Emilia”.

Previsioni. Al momento si può ipotizzare che non andremo oltre il record annuale di giorno più caldo. I prossimi giorni, infatti, saranno ancora caldi, ma con termometri che, nel modenese e nel reggiano, non andranno oltre i 32-33°C. “Questo – spiega Luca Lombroso di Unimore – perché da un lato non è presente in pieno l’anticiclone africano e dall’altro torneranno, sempre in modo molto irregolare e locale, alcuni temporali pomeridiani che potrebbero colpire ovunque in maniera repentina e casuale, prima lungo l’Appennino quindi in sconfinamento in alcune, limitate, zone di pianura”. Si tratterà di fenomeni che si dissolveranno a sera, e anche le mattinate saranno in genere buone e soleggiate. La situazione sarà più stabile nel fine settimana, che si preannuncia con caratteristiche estive, mentre uno sguardo verso ferragosto indica un possibile passaggio di un fronte freddo temporalesco più organizzato, che potrebbe attenuare la calura ma che non appare corrispondere alla “burrasca di fine estate”. Insomma, l’estate non sta finendo secondo gli esperti dell’Osservatorio Geofisico universitario di Unimore.

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Cimitero agibile a settembre

La parte gentilizia del cimitero è quasi completata. Martedì 10 luglio, il cimitero è stato meta di un sopralluogo anche da parte dell’architetto Gabriele Pivari della Sovrintendenza, venuto ad accertarsi che le rifiniture che verranno apportate siano pienamente in sintonia con quelle che dovranno essere le linee di completo restauro di un’opera monumentale tra le più importanti del territorio. «Il sopralluogo che è stato compiuto – avverte il sindaco, Fabio Bergamini – è stato funzionale alla verifica dei tempi di pieno recupero e consolidamento della struttura. E’ nostra intenzione restituire la parte gentilizia del cimitero, nella sua piena fruibilità e sicurezza, entro la metà di settembre. Anche se ci sarà comunque un secondo lotto di interventi che riguarderà un’altra porzione del campo santo del capoluogo». Un cimitero tra i più vasti in assoluto della provincia. Attualmente è stato depositato il progetto relativo al secondo stralcio del valore di un milione e 650mila euro, mentre il primo (in via di conclusione) è costato un milione e mezzo di euro, finanziati dall’Agenzia regionale per la ricostruzione. Ad accompagnare il sindaco Bergamini ed il funzionario della Sovrintendenza, Pivari, è stato il direttore dei lavori, l’architetto Matteo Casari: «L’intervento in fase di completamento ha riguardato la ricostruzione della parte crollata del cimitero, ma anche il consolidamento delle altre strutture. Ora stiamo predisponendo la rintonacatura e la tinteggiatura della parte interna delle volte (e la visita della Sovrintendenza è stata indirizzata anche a verificare questa parte dei lavori; ndr) assieme ad altre opere a terra». Per fare un esempio, la pavimentazione, che sarà ricostruita in maniera fedele rispetto a quella originale e della quale si trovano ancora porzioni integre all’interno dell’emiciclo del cimitero. Presente all’incontro anche l’ingegnere Enrico D’Arma di Alchimia. Un laboratorio di restauri che è stato impegnato anche nel recupero del Duomo di Ferrara e di Palazzo Gulinelli. Con la seconda tranche dei lavori, progettata dall’architetto Laila Filippi, sarà interessata la parte monumentale nel lato dell’ingresso di viale Borgatti. «Durante l’ultima ricorrenza dei morti – avvertono i tecnici – è stato doloroso dover dire ai parenti dei defunti che non potevano recarsi in visita sulle tombe in questa parte del cimitero, recintata per motivi di sicurezza, per via della presenza del cantiere. E’ stato predisposto un servizio per portare fiori e pensieri sulle lapidi irraggiungibili da parte del pubblico. Contiamo di restituire questa parte del cimitero alla comunità quanto prima».

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