Tiro al piccione

Come comunicato da Più Bondeno l’eccedenza è stata abbattuta a fucilate autorizzate;  in foto i sopravvissuti:

Chiesa di San Giovanni
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Prospezione petrolifera

“Venticinque tra permessi già rilasciati e nuove istanze di prospezione e ricerca sul territorio della Regione Emilia Romagna verranno sospese dal DL Semplificazione. Un risultato importante che pone un freno allo scempio del nostro territorio legato a combustibili fossili, retaggio di un passato da lasciarci alle spalle”. È quanto affermano in una nota i senatori Gabriele Lanzi e Maria Laura Mantovani analizzando i numeri dei permessi di prospezione e ricerca che arrivano dal Ministero dello Sviluppo Economico

“La Regione Emilia Romagna, da sola, conta nel proprio territorio quasi un terzo di tutte le autorizzazioni di ricerca e prospezione di tutta Italia. La ricchezza di un territorio però non può trasformarsi, come è successo, nel suo vilipendio contestualmente alla contrarietà della quasi totalità dei suoi abitanti e di tanti agricoltori che hanno combattuto al nostro fianco per valorizzare le nostre eccellenze enogastronomiche che non possono venire contaminate dalle deturpazioni introdotte con le trivelle.

Per questo i permessi già rilasciati per le seguenti attività nella Regione sono dunque sospesi: BELGIOIOSO, BUGIA, CADELBOSCO DI SOPRA, CODOGNO, CORTE DEI SIGNORI, FANTOZZA, GRATTASASSO, JOLANDA DI SAVOIA, LA PROSPERA, PODERE GALLINA, PONTE DEI GRILLI, PONTE DEL DIAVOLO, PORTOMAGGIORE, SAN MARCO, TORRE DEL MORO. Oltre questi, anche dieci nuove istanze per prospezione e ricerca in mare sono state bloccate.

Lo stop ai premessi di ricerca – continuano gli esponenti M5S – ci permetterà di riavvicinare lo Stato, fino ad oggi troppo distratto e interessato alle necessità di pochi, a tutti i cittadini. Con il Decreto Semplificazione abbiamo voluto fare un All In, per dirlo in gergo pokeristico, sulla Green economy; le multinazionali del petrolio, che negli ultimi anni hanno beneficiato del placet silenzioso dei passati Governi devono sapere che da parte nostra gli investimenti saranno tutti verso una economia circolare, sostenibile, che punti ad energie rinnovabili”.

“Insistere sulle ricerche e le estrazioni di idrocarburi – aggiunge il Consigliere Regionale Bertani – in particolare dove i giacimenti sono limitatissimi, in sé e rispetto ai fabbisogni energetici nazionali – non è seria politica economica o ambientale o energetica, ma semplicemente archeologia industriale, dalla quale non verrà un euro di fatturato o un posto di lavoro in più.

I dati nel Ravennate infatti, anche prima del decreto, raccontano di imprese che chiudono, di investimenti solo promessi, di posti di lavoro progressivamente perduti. Avvenimenti legati al fatto che l’Oil&Gas non è il futuro dell’industria energetica, ma il passato e che anche il presente è fatto sempre più di rinnovabili.

“Ecco perché – concludono Lanzi, Mantovani e Bertani – questo stop segna una svolta nella politica energetica: i posti di lavoro si creano (e si mantengono) solo con la forte spinta verso le rinnovabili e attraverso la sempre più urgente riconversione del settore. Ricordiamo come per ogni miliardo investito in energia rinnovabile si possono creare fino a 13mila posti di lavoro contro i 1000/2000 circa delle attività di estrazione. Come maggioranza abbiamo il dovere di portare avanti questa riconversione energetica con decisione; lo dobbiamo al nostro territorio e ai nostri figli”.

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Il Cavo Napoleonico scolma Reno

La pioggia e le piene dei fiumi stanno creando particolari disagi nella Bassa bolognese, dove il fiume Reno ha rotto un argine e ha allagato campagne e abitazioni. Diverse famiglie sono state evacuate tra Castel Maggiore e Argelato. Case allagate e famiglie evacuate anche a Borgo Panigale a Bologna.

Per questo è stato aperto anche il Cavo napoleonico, un opera progettata nell’800 e terminata nel 1964, che funge da scolmatore delle acque del fiume Reno verso il Po.

La piena del Reno interessa in particolar modo l’asta principale di valle con superamenti della soglia 3.

 

 

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Ghiaccio e nebbia

CONCORDIA E MIRANDOLA – L’immagine rende benissimo quanto accaduto martedì mattina nella Bassa a causa di ghiaccio e nebbia. Siamo in via Bosco, la strada che collega la frazione concordiese di Fossa a Mirandola. C’era talmente tanto ghiaccio sulla strada che una dopo l’altra tutte le auto che arrivavano finivano a slittare senza controllo.

Alla fine se ne contavano almeno cinque, ammassate una all’altra.

Io questa mattina ero lì – racconta un testimone – fortunatamente mi sono fermato in tempo ma posso giurarvi che era una lastra di ghiaccio, e anche quando sono sceso dalla macchina si stava in piedi veramente a stento.

Sotto accusa la mancata salatura della strada, ma anche disattenzione e distrazione in questi casi fanno la loro parte.

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Addio a Gatto Gino

SAN GIOVANNI IN PERSICETO – Ha destato costernazione e rammarico la notizia della morte di gatto Gino, il felino che a San Giovanni in Persiceto  aveva casa tra il Comune e il centro storico, amato e benvoluto da tutti.

Secondo quanto si apprende, è stato investito da un’automobile: è stato ritrovato esanime in un giardino con il musetto coperto di sangue.

Gatto Gino, 9 anni, era conosciutissimo e la sua fama raggiungeva anche l’estero: aveva parlato di lui anche la radio svizzera e un suo calendario era sbarcato a Singapore.

Per i suoi modi “aristocratici” lo chiamavano “il re”: popolarissimo, amava partecipare alle sedute del consiglio comunale e prendere posto sulla pila dei giornali appena arrivati in edicola. In estate, se ne stava al fresco nelle vetrine dei negozi con l’aria condizionata.
“Con il cuore pieno di rabbia e gli occhi colmi di lacrime ci stringiamo alla famiglia di Gino anche noi. Grazie Gino per averci fatto compagnia durante tantissimi banchetti e per averci permesso di aiutare tutti i nostri mici. Grazie Gino, ci mancherai”, scrive l’Enpa di San Giovanni, di cui Gino era mascotte ufficiale, il volto di tanti calendari e oggettistica che serviva a finanziare le attività dell’associazione per la cura e tutela dei mici.

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Emergenza frane

E’ stato un altro lunedì di passione, per il territorio matildeo, a seguito della seconda ondata di maltempo. Mentre la piena dei fiumi Po e Panaro procede verso il lento deflusso, le abbondanti piogge cadute tra domenica e lunedì hanno provocato una serie di danni, oggetto peraltro di una meticolosa verifica da parte degli uffici tecnici, del sindaco Fabio Bergamini, ed anche della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco. In diversi punti del territorio si registrano principi di frane. Fra i casi più importanti, vale la pena di citare gli smottamenti in via Ferrarese (nella frazione di Zerbinate) e via Comunale a Stellata. Inoltre, la Provincia è stata interessata per quel che attiene le frane avvenute lungo la strada provinciale Virgiliana: per la precisione, quella vicina al ponte del Panaro, dove il terreno ha ceduto sul versante del centro storico, e quella situata poco più avanti, all’altezza dell’area ex zuccherificio. Diverse anche le chiamate al 115, con i Vigili del fuoco volontari che sono intervenuti già a partire dalle ore 5 del mattino, utilizzando le idrovore per liberare garage e scantinati della zona di viale Matteotti: si registrano casi in via Prati, via Giordano Bruno, via Giusti e via Manzoni, dove sono stati parzialmente interessanti dall’entrata dell’acqua piovana anche gli spogliatoi della palestra delle scuole superiori, senza però conseguenze gravi. Nel corso dei prossimi giorni continueranno i sopralluoghi da parte dei tecnici, per fornire anche una prima stima dei danni. Intanto, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese sta disponendo alcune misure di limitazione del traffico, nei punti maggiormente colpiti dal dissesto del terreno a causa delle precipitazioni abbondanti. Per il momento, sono stati disposti sensi unici alternati in via Comunale per Stellata, in modo da non gravare ulteriormente sull’argine, ed anche in via Ferrarese a Zerbinate e in via Comunale per Burana. Ulteriori misure sono allo studio con la collaborazione della Provincia, nelle strade di competenza di quest’ultima. Sempre a Stellata, la Protezione civile (con la collaborazione dei cittadini) ha predisposto una coronella a protezione delle abitazioni, per proteggere le case da nuove possibili precipitazioni atmosferiche, vista la presenza dello smottamento. Mentre un’azienda incaricata ha ripulito celermente la rampa ad uso privato situata in loco. Il comandante della Polizia municipale Stefano Ansaloni fa notare come «il sistema dell’emergenza dell’Alto Ferrarese abbia funzionato, coordinandosi nelle sue varie funzioni e mettendosi subito in moto». L’invito del comando è però quello, rispetto ai proprietari dei fondi vicini alle strade, di mantenere sagomati e puliti gli scoli per evitare fenomeni di ristagno delle acque.

Chiusa la ciclabile

A Bondeno le verifiche successive al fortunale del 29 ottobre non si sono esaurite. Proprio a seguito di queste ultime, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese ed il Comune di Bondeno hanno deciso di interdire alla circolazione il tratto della pista ciclabile che costeggia il canale di Burana, dal Cavo Napoleonico fino ai confini con il Comune di Vigarano. Il tratto in questione coincide con quello interessato dal passaggio della tromba d’aria che ha scoperchiato il Palacinghiale e provocato vari danni, senza contare l’abbattimento di quindici alberi a Settepolesini. Motivo che ha portato nei giorni scorsi anche alla circolazione a senso unico alternato in via Comunale, a seguito delle buche provocate dalla caduta degli alberi e al conseguentemente (possibile) cedimento di un lato della carreggiata

. «Nel caso della pista ciclopedonale – spiega in una nota  l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Marco Vincenzi – la scelta adottata è di buon senso. La tromba d’aria ha danneggiato vicino alla pista anche un capannone ad uso privato. Questo significa che, man mano che si stanno verificando le varie situazioni, emergono altre criticità provocate dal forte vento e dal maltempo nella zona. In ogni caso, il tratto della pista ciclabile che va da via Delle Rose e arriva fino al Cavo Napoleonico non presenta problemi e si potrà continuare a percorrere. E’ quello alberato che procede in direzione Vigarano a destare preoccupazione. Per valutare la situazione – conclude l’assessore – incaricheremo nel corso della prossima settimana un’azienda specializzata, per verificare la sicurezza delle piante e scongiurare la caduta di rami, che possono essere pericolosi».

«Il tratto interessato dal provvedimento – argomenta il comandante della Polizia municipale, Stefano Ansaloni – è interessato da verifiche e per scongiurare incidenti dovuti alla caduta dei rami si è deciso di adottare sul territorio comunale bondenese questa misura di interdizione, dal momento che spesso si trovano sulla pista ciclisti e intere famiglie. Quindi, per ragioni di sicurezza, siamo costretti a chiudere il tratto alberato, fino a controlli ultimati sulle piante».

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Dormono per terra in centro a Ferrara

Sono le 5 di ieri mattina e siamo a Ferrara, sotto la servitù dell’Angolo bar di via Cittadella, a circa 200 metri
dal Castello estense.
Le fotografie scattate dal titolare del bar che si trova a ridosso dell’INPS, suscitano sconcerto e preoccupazione tra
i frequentatori del rinomato caffè. «Quando sono arrivato per aprire il locale – ci ha raccontato Roberto dell’Angolo
Bar – ho sentito da lontano qualcuno che russava. Avvicinandomi ho notato una sagoma che dormiva per terra».
«Si trattava di donna dall’apparente età di circa 45 anni con accento dell’est Europa.
Poi si è allontanata verso il Centro. Continua Roberto: «Non mi era mai accaduto di trovare persone che dormivano
sotto la nostra distesa. È stato un grande dispiacere vivere questa situazione».
Condizioni come queste ti risvegliano da quel torpore, ossia da quell’immagine patinata che l’Amministrazione
comunale vuole dare di Ferrara.
Che fosse straniera o italiana poco importa: stava dormendo per terra. Di chi è la colpa se delle persone dormono
all’addiaccio?
Ferrara non è un’isola felice. Prima ce ne rendiamo conto, prima troveremo adeguate soluzioni.

Si allega alla presente una nota inviata al Sindaco di Ferrara.

Dormono per terra in centro a Ferrara
Aldo Ferrante
Portavoce del Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione

 

 

Modena, domenica ecologica

Limiti alla circolazione più restrittivi rispetto alla manovra antismog ordinaria per la domenica ecologica XXL in programma il 23 settembre nell’ambito della Settimana europea della mobilità sostenibile. Per tutta la giornata sarà possibile viaggiare sui servizi di linea urbani di Modena al prezzo di una corsa semplice pari a € 1,5

Restrizioni alla circolazione veicolare previste per domenica 23 settembre 2018

Nella fascia oraria 8.30 – 18.30 nell’area del centro abitato di Modena compresa all’interno delle tangenziali non possono circolare:

  • veicoli benzina EURO 0, EURO 1 ed EURO 2
  • veicoli GPL/benzina e metano/benzina EURO 0 ed EURO 1
  • veicoli diesel EURO 0, EURO 1, EURO 2, EURO 3 ed EURO 4
  • ciclomotori e motocicli EURO 0 ed EURO 1

Potranno invece circolare liberamente:

i veicoli elettrici, gli ibridi dotati di motore elettrico e le pool car. La circolazione è consentita anche ai veicoli oggetto di deroga: consulta l’ordinanza

Tante le iniziative in programma in Piazza Roma, Parco Novi Sad, Giardini Pubblici, Orto Botanico, Galleria Europa in Piazza Grande, Piazza Matteotti

Visualizza il programma completo

Occhiobello a Bruxelles

L’occasione sarà una tavola rotonda organizzata da PAN Europe in collaborazione con gli eurodeputati Nicola Caputo (commissione Ambiente),Eric Andrieu e Pavel Poc (commissione Pesticidi) per discutere di politiche europee, strategie locali e prospettive future.

Il Comune di Occhiobello, unica municipalità italiana invitata a parlare, aprirà la sessione sulle strategie locali e le buone pratiche dai Comuni europei.

La sostenibilità ambientale è un concetto ampio che Occhiobello ha cercato di rendere pratica quotidiana da diverso tempo. Il Comune, infatti, da tre anni ha concretizzato una progressiva riduzione nell’uso dei pesticidi nelle aree pubbliche introducendo anche un regolamento che disciplina l’uso di fitosanitari nelle aree private ed extra agricole.

Il diserbo del verde pubblico è oggi del tutto ecologico: diserbo a vapore, pirodiserbo e diserbo meccanico sono le tecniche che hanno sostituito l’utilizzo della chimica consentendo di eliminare completamente prodotti diserbanti e fitosanitari. Non solo, ispirandosi ai principi di Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile, Occhiobello guarda all’ambiente ma anche all’inclusione sociale e alla crescita economica inserendo persone disoccupate e disagiate nelle attività di diserbo meccanico.

Sempre in sintonia con gli obiettivi della sostenibilità, gli atti e le scelte amministrative sono andati di pari passo con l’impegno nel diffondere una coscienza ambientale fra i cittadini, coinvolti direttamente nella prevenzione domestica contro le zanzare. Una ‘lotta biologica’ ex ante in linea con la pluridecennale lotta integrata già avviata a cui si accompagna una pratica affidata al cittadino: a ciascun nucleo familiare è stato consegnato un prodotto polidimetilsiloxano, che consiste in un preparato liquido a base di silicone ecocompatibile da inserire nei tombini e nei sottovasi per impedire la proliferazione delle zanzare.

Una rivoluzione che ha dato i suoi frutti soprattutto in termini di partecipazione della cittadinanza, resa maggiormente responsabile e cosciente che la sostenibilità è un valore che si sviluppa a qualsiasi livello. I cittadini si sono fatti attenti osservatori dell’ambiente circostante contribuendo a segnalare focolai di infestazione su cui i tecnici comunali hanno potuto agire tempestivamente.

La strategia preventiva contro la proliferazione delle zanzare ha compreso una mappatura e una classificazione del territorio per considerare il reale rischio di proliferazione (presenza di orti, vegetazione, tombini, ecc). Da maggio a settembre, inoltre, viene effettuato un monitoraggio sulla presenza della zanzare tramite 23 ovitrappole e tre trappole per la cattura tramite CO2 che hanno un valore predittivo sullo sviluppo di possibili infestazioni.

Il 27 settembre a Bruxelles, dunque, per voce del vicesindaco Davide Diegoli, Occhiobello presenterà un ampio percorso di politiche ambientali che stanno contribuendo a modificare l’approccio e le abitudini degli abitanti verso una pratica quotidiana di rispetto per un bene comune come l’ambiente.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/senza-pesticidi-si-puo-occhiobello-rovigo-alla-tavola-rotonda-di-bruxelles