Repair cafè

Repair cafè: la risposta fai da te contro consumismo e obsolescenza

Posted: 17 Sep 2019 03:57 AM PDT

Marco Cedolin

Il consumismo, nato nel Dopoguerra e diventato successivamente sempre più parte integrante della nostra vita, fino a raggiungere il proprio acme nel corso dei primi decenni del nuovo secolo, nel corso dei quali lo shopping compulsivo e l’obsolescenza programmata risultano essere pratiche sempre più comuni, ha radicalmente cambiato il rapporto dell’uomo con gli oggetti di cui si circonda.
Se fino agli anni 80 del secolo scorso si tentava di riparare la maggior parte degli oggetti di uso comune quando si rompevano o cessavano di funzionare, nei 40 anni seguenti questa pratica è diventata sempre meno diffusa, sostituita dall’abitudine dell’usa e getta anche in riferimento a beni abitualmente considerati durevoli….

Sono scomparse nel nulla migliaia di attività commerciali che operavano in un settore come quello delle piccole riparazioni ormai praticamente azzerato. Riparatori di elettrodomestici, calzolai, sartorie, orologiai, materassai, arrotini e molte altre professioni sono in breve tempo diventati anacronistici come dinosauri del Pleistocene. La durata nel tempo degli oggetti che usiamo si è progressivamente accorciata e sempre più spesso quando essi si “guastano” scegliamo di sostituirli, senza prendere neppure in considerazione l’opzione di ripararli.
Le ragioni che hanno innescato questo cambiamento di paradigma sono molteplici, ma volendo semplificare possiamo ricondurle a due elementi di base che risultano essere parte integrante del “progresso”. Da un lato l’industria dopo avere incrementato per decenni i propri fatturati semplicemente immettendo nel mercato nuovi prodotti che la popolazione non possedeva si è trovata nell’impossibilità di mantenere i ritmi d’incremento preesistenti con il solo ausilio dell’innovazione.

Alla fine degli anni 80 praticamente in ogni casa erano presenti il frigorifero, l’aspirapolvere, la lavatrice, la TV, una miriade di piccoli elettrodomestici, un guardaroba e una scarpiera adeguatamente forniti e via discorrendo. E trattandosi in linea di massima di beni costruiti con lo scopo di durare nel tempo, confidando esclusivamente sul fascino della moda e dell’innovazione i volumi delle vendite (e della produzione) sarebbero stati giocoforza destinati a calare corposamente rispetto ai decenni precedenti.
Proprio nel tentativo di risolvere questo problema, industrialmente drammatico, ha iniziato a diffondersi la pratica dell’obsolescenza programmata, favorita dal fatto che per motivi di carattere economico e duttilità progettuale la plastica stava sostituendo i materiali più nobili in ogni circostanza in cui fosse possibile farlo.
La vita dei prodotti avrebbe insomma dovuto calare drasticamente, facendo sì che i consumatori si trovassero costretti a sostituirli molto più frequentemente, permettendo in questo modo di mantenere e magari incrementare i volumi di produzione e vendita dei decenni precedenti. Ma per ottenere questo risultato non era sufficiente produrre oggetti che si rompessero prima, dal momento che avrebbero sempre potuto venire riparati. Occorreva anche rendere più difficile e antieconomica la riparazione, progettandoli con lo scopo di essere difficilmente riparabili e facendo contemporaneamente scendere in maniera drastica il prezzo dei prodotti nuovi, facilitati in questo dall’uso sempre più smodato dei materiali plastici e dalla diminuzione di qualità dei prodotti stessi.

Oggi, ragionando a posteriori si può affermare senza tema di smentita come l’operazione sia perfettamente riuscita. Quasi nessuno di noi si sognerebbe di portare a riparare il frullatore o il microonde rotto, la sveglia, la radio, il phon, la stufetta, che non funzionano più, il computer o il cellulare (ormai obsoleti tecnologicamente) che hanno tirato l’ultimo respiro, di fare risuolare le scarpe consunte o fare riparare i calzoni strappati. Nei centri cittadini sono nati piccoli negozietti (generalmente gestiti da cinesi) dove si sostituiscono gli schermi rotti degli smartphone di ultima generazione e altri all’interno dei quali si praticano riparazioni sartoriali, ma si tratta di nicchie di mercato tutto sommato ininfluenti. Esistono ancora per quanto riguarda gli elettrodomestici più importanti come lavatrici, televisori, frigoriferi ecc. i centri di riparazione (legati o meno alla casa produttrice) e i tecnici che operano a domicilio, ma se i prodotti non sono più in garanzia, la maggior parte delle volte risulta economicamente più conveniente sostituire l’apparecchio con uno di ultima generazione, anziché spendere quasi la stessa cifra per riparare quello obsoleto in nostro possesso che potrebbe dopo breve tempo presentare altri problemi.
Insomma si ripara sempre meno e si sostituisce sempre di più, garantendo all’industria e al mercato quell’ossigeno di cui avevano disperatamente bisogno e fin qui nulla di grave (verrebbe da dire) dal momento che anche i posti di lavoro e l’occupazione sono legati a doppio filo a quello stesso ossigeno.

Esiste però anche un rovescio della medaglia, perché il cambio di paradigma in questione determina anche un incremento ecologicamente disastroso della massa di rifiuti, destinata a finire nelle discariche o nei forni inceneritori, e un altrettanto grave incremento del consumo delle risorse del pianeta che, contrariamente a quanto instillato nell’immaginario collettivo, non risultano esistere in quantità infinita.
Proprio prendendo coscienza di questa realtà alcune persone di “buona volontà”, più sensibili degli altri al problema, si stanno prodigando nel nobile tentativo di costruire delle alternative alla filosofia dell’usa e getta e lo fanno con i pochi mezzi a loro disposizione. Fra le numerose iniziative indirizzate in questo senso, quella più ricca di fascino e anche un poco poetica è costituita senza dubbio dai Repair Cafè, piccoli locali all’interno dei quali professionisti, volontari e appassionati del fai da te, riparano gli oggetti più svariati, mentre il “cliente” nell’attesa può sorseggiare un caffè o un tè o meglio ancora collaborare con il riparatore, acquisendo magari la capacità di provvedere autonomamente alla riparazione in futuro. Il costo è costituito da una donazione su base volontaria e l’acquisto degli eventuali pezzi di ricambio è naturalmente di competenza del cliente stesso. In tutto il mondo ne esistono quasi 2000 ed in Italia attualmente sono 16:

Dagli elettrodomestici alla sartoria, dalle biciclette agli apparecchi informatici, ogni oggetto rotto, guasto, mal-funzionante che sia trasportabile può trovare la possibilità di una seconda vita in un Repair cafè che si propone come luogo di scambio umano oltreché di conoscenze. Una realtà che è punto di riferimento per il quartiere come di un piccolo centro, una storia differente che vale la pena essere raccontata e diffusa.

Se iniziative come queste possono da un lato venire interpretate come esercizi poetici esperiti da nostalgici di un mondo che non esiste più, dall’altro rappresentano invece un elemento di novità estremamente significativo, a prescindere da quanto poco possano attualmente influire in volumi economici. Dimostrano infatti come la filosofia dell’usa e getta non sia qualcosa d’irreversibile, ma al contrario esistano anche altre strade, sicuramente più gratificanti, per la salute del pianeta in cui viviamo e anche per la nostra creatività, troppo spesso tenuta in soffitta in un mondo usa e getta che ci sta snaturando sempre più in profondità.

Fonte: Dolcevita online

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Lavori sul ponte in via Borgatti

Arriva all’atto conclusivo il cantiere di sostituzione della condotta del gas, situata sul ponte di via Borgatti, nell’intersezione con la strada provinciale Virgiliana. La Polizia municipale dell’Alto Ferrarese ha pronta un’ordinanza che prevede – per gli orari di svolgimento dei lavori – la chiusura al traffico del ponte, nel periodo che dovrebbe essere compreso tra il 26 e il 29 agosto, previa autorizzazione che deve essere rilasciata alla ditta esecutrice dei lavori da parte della Provincia di Ferrara. La chiusura al traffico avverrà nelle sole fasce orarie che vanno dalle 8 del mattino alle 18. La ditta InRete Distribuzione Energia S.p.A. dovrà procedere a lavori di sostituzione della condotta gas in acciaio, ancorata al ponte per l’attraversamento del canale Burana (posto nei pressi del cimitero del capoluogo). La chiusura per motivi di sicurezza del cantiere produrrà come effetto la deviazione temporanea del traffico veicolare. Negli orari indicati, il traffico “leggero”, ovvero le autovetture e gli autocarri fino a 35 quintali di peso, verrà deviato sulla viabilità periferica (via Argine Destro Panaro e/o strada Cavo Napoleonico). Mentre quello “pesante” dovrà essere dirottato sulla Sp 67 Casumaro-Mirabello. Anche l’accesso alla Casa della Salute subirà qualche inevitabile disagio e dovrà avvenire principalmente attraverso via Dazio e arrivando da Santa Bianca in direzione cimitero.

Disinfestazioni obbligatorie

Attenzione alta contro la diffusione delle zanzare. L’Azienda USL di Modena ha inviato a tutti i Sindaci dei Comuni della provincia una lettera in cui si sottolinea ancora una volta l’importanza di proseguire nelle attività di trattamento periodico delle caditoie, luogo di moltiplicazione sia della zanzara tigre che della zanzara comune, con prodotti larvicidi. Inoltre è stato comunicato l’obbligo (introdotto da una nota regionale) di effettuare disinfestazioni con prodotti adulticidi nelle aree verdi in caso di eventi serali e notturni frequentati da un elevato numero di persone (superiore a 200). La misura è richiesta a tutti gli organizzatori, sia enti pubblici che soggetti privati e gli interventi devono essere effettuati da ditte specializzate, secondo le modalità descritte dal Piano Regionale di Sorveglianza e Controllo delle Arbovirosi.

La prevenzione, del resto, resta l’arma più efficace contro le malattie trasmesse dalle zanzare (West Nile Disease, Zika, Chikungunya e Dengue). Tutti sono chiamati a fare la propria parte: i Comuni sono responsabili dei trattamenti nelle aree pubbliche mentre i singoli cittadini sono invitati a collaborare attivamente gestendo con molta cura gli spazi di loro pertinenza, dove si concentra la maggior parte dei focolai di sviluppo larvale.

Gli interventi larvicidi sono da effettuare in tombini, caditoie, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, anche quelli presenti negli scantinati e i parcheggi sotterranei. Importante inoltre svuotare qualsiasi tipo di contenitore in cui possa essersi raccolta l’acqua piovana; tra le azioni da effettuare regolarmente almeno fino a settembre, quella di tenere puliti i cortili e le aree all’aperto da erbacce, sterpi, e rifiuti di ogni genere; svuotare le fontane e le piscine non utilizzate o eseguire gli adeguati trattamenti larvicidi.

Ancora, evitare che si formino raccolte d’acqua in aree di scavo, bidoni, pneumatici, e altri contenitori, che devono essere dotati di copertura ermetica o di reti a maglie fitte. Svuotare regolarmente e cambiare l’acqua nelle ciotole e abbeveratoi degli animali. Controllare infine le grondaie per mantenerle pulite. Particolari accorgimenti devono essere rispettati anche nelle aree cimiteriali (evitando l’acqua e riempiendo di sabbia umida i vasi, anche se contenenti fiori finti).

Ad oggi la rete di monitoraggio regionale che ricerca la presenza del virus West Nile in campioni di zanzare comuni ha evidenziato la circolazione del virus in una trappola posta in un’area della provincia di Reggio Emilia confinante con quella di Modena, mentre al Servizio di Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena è stato segnalato un solo caso di West Nile Disease in un cittadino modenese attualmente ricoverato, in condizioni non critiche, presso il Policlinico di Modena.

estratto da https://www.sulpanaro.net/2019/08/zanzare-disinfestazioni-obbligatorie-eventi-serali/

Trattamenti anti-zanzare

La ditta Exera Srl eseguirà i trattamenti anti-zanzara nelle ore notturne del 5 agosto (indicativamente tra la mezzanotte e le 5 del mattino): in piazza Aldo Moro, in viale Pironi (dunque in coincidenza con parchi e giardini pubblici) e nella nuova piazza “20 maggio” di Scortichino. I cittadini verranno avvisati anche mediante cartellonistica esposta nei luoghi indicati e sono state invitati a chiudere porte, finestre, ed a non esporre generi biancheria. Soprattutto, è assolutamente controindicato uscire all’esterno al momento del trattamento. Vanno coperte anche piante aromatiche e orti, i prodotti dei quali vanno abbondantemente lavati e non utilizzati prima di 48 ore dall’intervento. Anche arredi o tavoli da giardino vanno accuratamente lavati una volta che la procedura sarà conclusa.

CALENDARIO TRATTAMENTI PIAZZA A. MORO

CALENDARIO TRATTAMENTI VIALE PIRONI

CALENDARIO TRATTAMENTI PIAZZA SCORTICHINO

Assemblea Atersir

Mettere a sintesi le esigenze dei cittadini e le necessità della società: è l’obiettivo centrato dall’assemblea dei soci di Clara convocata lunedì 15 luglio sul tema della rimodulazione dei servizi nel bacino ovest, dopo i diversi passaggi condotti dai sindaci dell’Alto Ferrarese sulla questione.

Un punto d’incontro che ha trovato la soddisfazione dei primi cittadini di Cento, Fabrizio Toselli, Bondeno, Fabio Bergamini, Poggio Renatico, Daniele Garuti, e Terre del Reno, Roberto Lodi.

Due le questioni più impellenti trattate e definite.
1 – Il conferimento di pannolini/pannoloni/presidi sanitari usa e getta verrà potenziato: la frequenza di ritiro domiciliare sarà una volta alla settimana su richiesta, con il mantenimento delle calotte stradali. Il via alla nuova modalità è atteso a brevissimo.
2 – Il conferimento della plastica verrà sottoposto a revisione, fino ad arrivare alla frequenza di un ritiro settimanale per i centri urbani, in risposta alle difficoltà legate alle conformazioni urbanistiche, e quindicinale per il forese. Una modalità che punta ad essere estesa all’intero anno. Verosimilmente si attuerà da settembre, per dare modo a Clara di attivare tutte le azioni volte a modificare, incrementandolo, il servizio, che evidentemente necessiterà di valutazioni e dell’integrazione di nuovi operatori.
«Si tratta certamente di un importante passo avanti – sostiene Daniele Garuti – nell’ottica di cercare la soluzione migliore per fa collimare le aspettative delle nostre comunità e i bisogni dell’azienda di contemperare costi e servizi».
Soddisfatto anche Fabio Bergamini (Bondeno) . «A seguito degli approfondimenti che abbiamo condotto anche con Atersir – rimarca -, siamo riusciti a ottenere risultati importanti, che hanno condotto Clara ad ascoltare i cittadini dell’Alto Ferrarese, soggetti a un trattamento diverso di quelli del Basso»
Risultati che anche Roberto Lodi (Terre del Reno) giudica «proficui». «Ottenuti – evidenzia – grazie alla nostra coesione e a un lavoro di squadra, fondamentale per concretizzare esiti vantaggiosi per le comunità del nostro bacino».
Nel corso dell’assemblea dei soci è inoltre stato conferito alla società l’incarico di costituire, in tempi stretti, un gruppo di lavoro, composto da un esperto esterno e dai tecnici comunali, che possa analizzare la situazione aziendale dettagliatamente» .
«La definizione di questo gruppo è prevista al più presto e produrre gli esiti entro ottobre – riferisce Fabrizio Toselli sindaco di Cento -. Un’iniziativa che riteniamo fondamentale perché i soci possano capire in quale direzione andare e per poter assumere scelte politiche ben definite. È arrivato il momento di prendere delle decisioni”.

Marco Vincenzi

Rifiuti

Mentre infuriano le polemiche vi invitiamo a leggere il dossier pubblicato a suo tempo su bondeno.com

Si parla di rifiuti a Bondeno

Il dibattito tra i sindaci dell’Alto Ferrarese e Clara Spa non è finito. Delle conseguenze in termini di disservizi per la raccolta dei rifiuti che ne hanno fatto seguito, invece, si parlerà martedì 9 luglio (ore 21) al centro polifunzionale di via Autieri d’Italia, nella zona limitrofa al bocciodromo ed a via Fermi. In quella sede si parlerà di quello che si sta verificando in queste ultime settimane, tra riduzione dei servizi, in molti casi passati da settimanali a quindicinali in piena estate, e futuro in generale della raccolta “porta a porta”. Come noto, «i sindaci dell’Alto Ferrarese si erano imposti (con la sola eccezione di Vigarano Mainarda; ndr) al piano finanziario dell’ente gestore della raccolta dei rifiuti – spiega l’assessore matildeo all’ambiente, Marco Vincenzi – che prevedeva rincari sulle tariffe. Il risultato è stato un disservizio che si sta manifestando in termini di dilatamento dei tempi di raccolta dei vari materiali. Per questo e per capire come cambieranno i progetti futuri relativi ai servizi ambientali, abbiamo ritenuto opportuno promuovere un incontro aperto a tutta la cittadinanza».

Nuova piazza

«Scortichino è stata l’epicentro del sisma del 2012. La sua nuova piazza rappresenta l’evoluzione urbanistica della frazione ed un centro di aggregazione, per questi motivi il nuovo spazio pubblico sarà intitolato alla data del “20 maggio” di quell’anno. In modo da non dimenticare mai i drammatici momenti del terremoto». Il sindaco Fabio Bergamini ha posto nei giorni scorsi, durante la riunione di Giunta, la firma sull’atto che sancisce la definitiva intitolazione della piazza di Scortichino, che si chiamerà “20 maggio”. «Abbiamo voluto che la data fosse scritta in questo modo, perché il tempo sbiadisce i ricordi, ma l’eredità del sisma (nelle coscienze, nella capacità della comunità di sapersi rialzare e ripartire) deve rimanere un patrimonio impresso nella nostra memoria. Anche per il futuro», ribadisce il sindaco. Intanto, terminati i lavori di costruzione della nuova piazza, si attende ormai soltanto il cerimoniale di inaugurazione. Una cerimonia già fissata per il 17 luglio (alle ore 20,30) che vuole essere un momento, soprattutto, di aggregazione. La manifestazione sarà aperta dall’Inno di Mameli intonato dalla Filarmonica “G. Verdi” di Scortichino, al quale seguirà il discorso di apertura del sindaco Bergamini, ed anche un intervento di colui che ha progettato la nuova piazza: l’architetto Matteo Casari. Con il calare della sera, non mancherà anche un momento conviviale aperto ai presenti, ed al termine del cerimoniale è prevista la prima accensione delle luci artificiali che illumineranno d’ora in poi la piazza di sera. «Questa piazza – conclude il sindaco Bergamini – rappresenta il completamento di un processo di rivitalizzazione del tessuto urbano che punta a creare nuovi spazi, valorizzando aree e mettendo in relazione spazi verdi, il sagrato della chiesa e le nuove piazzole di sosta di cui necessitava la comunità». Il nuovo spazio pubblico riceverà anche la benedizione del sacerdote del paese, don Roberto Antonelli, e da quel momento sarà a tutti gli effetti consegnato alla comunità, per diventare luogo di aggregazione e delle attività ricreative della frazione.

Lavori sui lidi ferraresi

FERRARA, 4 LUGLIO – “Lotta al dissesto idrogeologico, due interventi per oltre tre milioni di euro in provincia di Ferrara”. Lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e Vittorio Ferraresi.
“Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dato il via alle azioni previste nel Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico lanciato a febbraio, un piano concordato con le Autorità di Bacino, i Commissari di Bacino ed i Commissari per l’Emergenza insieme alle Regioni che prevede l’avvio della spesa già nel 2019 dei primi 263 interventi per oltre 315 milioni di euro, di questi saranno nella Regione 21,7 milioni in Emilia Romagna e 3 milioni e 60mila euro in provincia di Ferrara. Si tratta innanzitutto dell’adeguamento in sagoma e in quota delle arginature maestre del Po in località Pescara di Francolino, per cui il Ministero interviene con 760mila euro. Inoltre, in località Lido Pomposa e Lido Nazioni (Comacchio) saranno adeguati alcuni tratti delle scogliere con lavori per un importo di 2 milioni e 300 mila euro”, spiegano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
“Il Ministro Costa in questo anno ha prima dovuto sburocratizzare, approvando il Decreto ‘Cantiere Ambiente’, le procedure che prima comportavano circa due anni di rimpalli tra enti per approvare un progetto, tempo ora sceso praticamente a soli tre mesi, e adesso ha approvato questa lista di interventi in quanto immediatamente cantierabili”, sostengono i parlamentari e consiglieri regionali pentastellati.
“Come ha spiegato il Ministro dell’Ambiente Costa nel documento relativo al Piano Stralcio 2019, gli interventi scelti sono quelli che Regioni e Province autonome hanno ritenuto essere di più celere attuazione, a prescindere dal livello di progettazione disponibile, e che sono necessari per la tutela della sicurezza della popolazione del territorio – proseguono i parlamentari M5S – Sono queste le tante piccole opere utili che servono per salvaguardare l’Italia, l’ambiente e la sicurezza dei cittadini e rilanciare in maniera virtuosa la nostra economia mettendo al primo punto la sostenibilità ambientale.  Grazie all’azione politica del Movimento 5 Stelle e del ministro Costa la lotta al dissesto idrogeologico è finalmente una priorità in Italia”.

Quartiere Giardino

Caro Sindaco,
sono una dei tanti cittadini ferraresi che da anni si batte per le tematiche ambientali e si impegna per realizzare un’alternativa politica. Noto che le sue prime iniziative fanno sperare in un reale cambiamento di rotta e me ne compiaccio, ma mi rammarica constatare che non si è ancora espresso in merito a un problema di assoluta importanza: come pensa di intervenire sul fronte del riscaldamento climatico in città e provincia.
Ovviamente so bene che il problema è globale, spesso negato dai potenti della terra, frutto di scelte miopi protratte per decenni, in cui si sono dette tante parole, presi impegni mai rispettati. Il problema è innegabile, urgentissimo, siamo all’emergenza, non si può rinviare.
Lei conosce bene la campagna, la ama, sa che i contadini ad ogni raccolto pagano pesantemente le conseguenze dei cambiamenti climatici; purtroppo non esiste una risposta facile, risolutiva, eppure bisogna cominciare partendo con l’ammetterne l’esistenza del problema: parlarne è il primo passo per poter agire, ignorarlo invece ci rende complici del disastro.
Il fascino di Ferrara è legato alla straordinaria urbanizzazione ideata dall’architetto Biagio Rossetti, che ha creato un ponte tra Medioevo e Rinascimento che ancora oggi suscita ammirazione. Pure il ‘900 ha offerto esempi di pianificazione urbana di pregio: il Quartiere Giardino suggerisce scelte apprezzabili, sensate, coi suoi viali alberati, i controviali ciclabili, i giardini, le fontane; fu costruito pensando alle esigenze delle famiglie e consentì di mantenere un contatto tra uomo e natura. Invece la cementificazione selvaggia degli ultimi 40 anni, che mira a sfruttare ogni centimetro di suolo, ha creato quartieri con spazi verdi ridotti al minimo e conseguente surriscaldamento, che li rende invivibili d’estate. Le passate amministrazioni hanno favorito il sorgere di numerosi centri commerciali, sparsi ovunque, che hanno danneggiato la piccola economia cittadina, creato enormi distese di asfalto e cemento in cui i rari alberi, non soggetti a manutenzione, muoiono in poco tempo. Questi progetti miopi favoriscono l’aumento delle temperature, creano luoghi invivibili e desolati, in cui il sole è incontrastato padrone. Mi chiedo perché il modello Giardino non si ritrovi in nessuna progettazione successiva. Forse lo si è voluto ignorare perché realizzato in epoca fascista e tutto di quegli anni andava rinnegato? Non lo so, ma ciò che è stato fatto dopo ha puntato esclusivamente al profitto: gli urbanisti hanno costruito una città slegata dalla sua storia e lontana dalle esigenze del vivere quotidiano.
Non dimentichiamo poi piazza Verdi, in cui vivevano da anni pini marittimi sani e belli, sacrificati in favore del cemento, senza che sia stata fornita alcuna spiegazione.
Ferrara ha votato lei come Sindaco perché è stanca di non avere risposte.
La nostra città possiede un’altra grande risorsa, l’Università, con docenti eccellenti che potrebbero mettere a disposizione il loro sapere per farla rifiorire. Inoltre ci sono tantissimi ferraresi ricchi di iniziative che sarebbero disposti a collaborare per migliorare la qualità della vita; l’amministrazione precedente li ha sempre ignorati, ha preferito favorire i soliti noti, che hanno realizzato scelte spesso opinabili. Questo desiderio di partecipazione, rimasto inappagato per anni, unito all’entusiasmo e alla disponibilità a collaborare, possono trasformare la nostra città in un esempio di politica realmente inclusiva, un laboratorio di idee basato sulla fattiva collaborazione dei suoi cittadini.
A mio parere questo potrebbe essere un buon punto di partenza.
Con stima
Gabriella Sabbioni Ferrara 30 Giugno 2019