Alloggi gratuiti per personale sanitario

Su proposta di FP CGIL FP CISL FP UIL FPL a Modena saranno messi a disposizione degli operatori Sanitari che lavorano nel settore della Sanità Pubblica alloggi gratuiti. Una iniziativa voluta fortemente per sostenere il personale sanitario a tutela della salute della propria famiglia e realizzata grazie all’impegno e la volontà dell’azienda USL e Federalberghi che hanno creduto in quest’idea.

Con questa intesa di fatto si è dato ulteriore concretezza alle misure normative finalizzate a garantire maggiore sicurezza possibile ai cittadini e ai professionisti delle Aziende Sanitarie modenesi, che devono adottare un isolamento domestico o che desiderano isolarsi per proteggere le proprie famiglie. E’ stato raggiunto questo risultato grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e davvero grande è stata la disponibilità delle associazioni degli albergatori.

Le Aziende Sanitarie , in queste stesse ore, stanno predisponendo l’elenco delle strutture alberghiere, in base alle disponibilità raccolte.
Anche il problema del pasto ha coinvolto il personale sanitario dopo l’applicazione delle disposizioni contenute nel DPCM del 09 / 11 /17 marzo 2020, dove erano ricomprese anche le chiusure delle mense.
Per questo si è convenuto oltre al servizio mensa attivo al Policlinico e Baggiovara, garantire anche per i dipendenti in servizio presso gli Ospedali di Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo e l’OSCO di Castelfranco, che non hanno una propria mensa, la fruizione del pasto con la consegna dei pasti a cura della CIR FOOD .

In questi giorni il personale sanitario sta rispondendo compatto contro un nemico comune, invisibile e pericolosissimo, dando prova di grande dedizione, generosità e impegno, lottando senza sosta a fianco dei pazienti colpiti dal Coronavirus.
Per questo non lasceremo mai soli i lavoratori della nostra sanità.
Siamo al lavoro tutti i giorni per garantire e tutelare i lavoratori del comparto della sanità, senza urlare e gridare alla luna, ma con la consapevolezza della responsabilità e della necessità del confronto che ci impone questo duro periodo per tutto il personale sanitario”

Coronavirus: a Modena alloggi gratuiti per il personale sanitario

Le regole di Lorsignori

Ai commercianti è stata interdetta la vendita di sementi e piantine ortofrutticole grazie a Conte e suo decreto 22 marzo.

Incredulo ho chiesto spiegazione al negozio dove mi reco di solito. La risposta della signorina gentile, è stata che le sementi orticole non sono prima necessità ; ma possono venderci cibo per animali domestici.

Inoltre niente vendita di terriccio, concimi, fitosanitari attrezzi a mano legati all’attività orticola.

Basito e senza parole ho balbettato qualcosa come il fatto che ora è il periodo per queste attività. La natura ha i suoi tempi di rispetto… la signorina mi ha risposto che vedremo e speriamo dopo il sei aprile di riavere il permesso.

Mi viene alla mente il direttore quando scriveva su Effedieffe ripreso poi anche da Rischio Calcolato, sull’Ucraina del 1932 e la tremenda crisi alimentare indotta da Stalin e costata milioni  di morti.

Come allora sequestrarono ai contadini piccoli proprietari  le sementi.

Altra riflessione e sulle tabaccherie. Le sigarette fonte notevole di gettito per il fisco si possono vendere. Piantine di Spinaci e pomodori che rendono  allo stato una imposta ridicola sono vietate.

E se nei prossimi mesi che si prevedono di miseria, avremo bisogno anche dei prodotti dell’orto per mangiare? Mi risponderà il direttore che possiamo sempre mangiare il cibo per il gatto (la vendita non è vietata) e in ultimo anche lo stesso felino!

Vede Direttore quando ha definito Conte Gualtieri e tutti gli altri crudeli oltre che incompetenti si sbagliava e di molto. Sono molto peggio.

Non solo hanno messo agli arresti domiciliari gli italiani senza ottusamente distinguere che  le misure vanno modulate sulla densità abitativa, imponendo a tutti la stessa restrizione come se i centri abitati piccoli sparsi in Padania e Romagna fossero  come Milano o Roma.

Questi badano solo ed esclusivamente al denaro e alle entrate fiscali! Stamane sono passati con l’auto e altoparlanti minacciando sanzioni e denunce. Se esco di casa, e posso pedalare per km incrociando quattro persone in tutto perché non vivo a Milano ma in provincia, rischio fino a  tremila euro e denuncia quando il rischio di infettare o essere infettato è praticamente zero.

In fila dal tabaccaio dove possiamo infettarci è permesso, basta che compro le sigarette lucrose per il fisco.

Ci mettono restrizioni inutili dove non servono fingendo il nostro bene ma non le mettono dove il fisco incassa.

Nei palazzi siedono persone che detestano quei piccoli e umili, che si armeggiano a piantare una fila di patate o di spinaci o pomodori per mangiare e risparmiare.

Detestano i poveri, i senza-denti  come li chiamava Hollande, quando agiscono in autonomia e non dipendono da lorsignori in piccole cose come un orto.

Ai loro occhi è qualcosa di patetico e ridicolo un anziano, un disoccupato, che cura il suolo, innaffia e cura un orto. Piccole attività che ti slegano dallo stendere la mano e dipendere in tutto e per tutto da lorsignori.

Perché lorsignori nella loro vita non hanno mai fatto un lavoro necessario a soddisfare un bisogno elementare come dare da mangiare ai polli o piantare patate o rovistare fra gli scarti dei mercati generali o pulire il gabinetto pubblico. Considerano ciò come un qualcosa da disprezzare. Se mai lorsignori  prendono un attrezzo da lavoro è per essere ammirati dal mondo in superflue occupazioni del tempo libero, mica per soddisfare la fame.

Lorsignori che sono misericordiosi con gli africani  sulle navi delle ONG solo se c’è presenza di giornalisti e fotografi.

Lorsignori che fingono di occuparsi dei problemi del popolo non certo per pietà cristiana ma per ego narcisistico, finendo poi di trascurare il popolo in favore di “diritti” di clandestini, di depravati e debosciati (altra categoria di narcisi).

E termino con la chiosa del suo pezzo   su  “noi italiani eravamo i primi nel superfluo”: lorsignori si gettano con entusiasmo nei “diritti” superflui per i pochi affini a loro e trattano con malcelata pesantezza come un dovere d’ufficio il necessario e indispensabile per i molti.

Infatti dopo settimane, ancora mancano le mascherine;  ci  fanno mancare le sementi ma non mancano fogli di carta per autocertificare che mi reco nell’orto.

Un saluto con il cuore pieno di desolazione.

Davide G. (Lettera firmata)

estratto da https://www.maurizioblondet.it/conte-ci-regalera-anche-una-carestia/

Ripensare la sanità

Qualcosa non funziona nel modo in cui la Regione sta fronteggiando l’emergenza coronavirus e la Giunta sembra non voler dar conto delle proprie scelte”. È l’impressione di Giulia Gibertoni (M5s, secondo la quale “il sistema sanitario regionale, presentato per anni come uno dei migliori del mondo (e lo è ma solo per il personale che vi lavora), è ormai giunto allo sfascio e non riesce a contenere la letalità del virus”. Per la consigliera è quindi necessario che la Regione riveda i propri convincimenti, “programmando, al termine dell’emergenza in atto, una riorganizzazione del sistema sanitario regionale che incrementi la presenza pubblica, i posti letti e il personale sanitario tutto, riaprendo le strutture sanitarie chiuse (corsivo nostro) che oggi sarebbero state estremamente utili per la gestione dell’attuale emergenza sanitaria”.

Ma nel mirino della pentastellata ci sarebbe il silenzio dell’esecutivo regionale di fronte ai dubbi sollevati dal personale e dalla stampa. A partire, secondo l’esponente dei 5 stelle, dalla mancata risposta alla missiva dell’Ordine dei medici di Bologna che denunciava le criticità del sistema sanitario, ma anche dalla circolare, inviata ai medici responsabili di presidi sanitari e ospedalieri di Modena, “volta a silenziare i propri operatori sanitari”. E, soprattutto, in forza dell’organizzazione delle dirette serali del commissario Venturi, che non darebbero la possibilità ai giornalisti di interloquire e “di porre domande, magari anche scomode, ma che necessitano di una risposta” sulla gestione dell’emergenza in regione.

In particolare, la consigliera Cinquestelle fa sue le dieci domande rivolte dalla testata “PiacenzaOnline” alla Regione, in cui si chiede conto del perché sia così alto il numero di decessi nel piacentino e se si ritenga ci siano stati errori procedurali nelle strutture pubbliche e private, a partire dalla quantità di tamponi effettuati. La testata web domanda anche perché operatori sanitari e agenti di polizia locale non abbiano ancora adeguati dispositivi di protezione, perché Piacenza non sia stata inserita da subito nella zona rossa, nonostante la vicinanza con il lodigiano, e perché non si proceda con il blocco totale di fabbriche e poli logistici. Ma, anche, se si stiano sperimentando nuovi farmaci e se sia stato chiesto il supporto dei specialisti di strutture italiane d’eccellenza.

Insomma, anche partendo dalle criticità sollevate dalla stampa, secondo Giulia Gibertoni “qualcosa non funzionerebbe nell’organizzazione della catena di comando che la Regione ha individuato, considerato anche l’aumento dei contagi fra gli operatori sanitari. Siamo in una Regione in cui c’è una forte professionalità da parte di tutti gli operatori sanitari, che in questo periodo stanno svolgendo un lavoro eccellente e massacrante, con turni di lavoro al limite della tollerabilità, e in numero limitato in rapporto delle esigenze di cura, con un numero di posti letto limitato per colpa della sciagurata scelta di ridurli avvenuta sia nella scorsa legislatura sia in quelle precedenti”.

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Pece e piume

era chiarissimo fin da subito che da noi la strategia non poteva essere quella per ragioni strutturali, ma che bisognava inventarne una diversa e non banalmente imitativa. Per esempio, come è stato fatto nei Paesi scandinavi, portare al massimo livello l’attenzione e l’assistenza agli anziani il che ha portato la letalità del virus a un livello 50 volte inferiore a quello italiano. Il disperato sforzo dell’informazione di regime consiste ora nel trovare strampalate e improvvisate teorie sociologiche per i numeri che non funzionano pur di non dover riconoscere tre cause chiare come luce del sole: sanità ridotta in stato comatoso e assolutamente inadeguata a gestire anche emergenze molto minori di questa, gravi errori commessi localmente e misure allo stesso tempo eccessive e inadeguate il che in un certo senso è quasi miracoloso.

Dadaismo virale

Delegazione cinese

Nella mattinata di ieri, martedì 24 marzo, una delegazione dei medici della Repubblica Popolare Cinese, accompagnati dai rappresentanti della comunità cinese modenese, è stata ricevuta al Policlinico di Modena da una rappresentanza della task force dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena.

È stata la dottoressa Elena Vecchi, dell’Igiene Ospedaliera dell’AOU di Modena a fare gli onori di casa. Era presente, tra gli altri, il dottor Davide Ferrari del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Modena. Tutti i professionisti hanno ringraziato la comunità cinese per la sensibilità e i colleghi di Whuan per aver scambiato impressioni e suggerimenti. Si è trattato di un importante momento di scambio culturale, utile per fare rete contro il nemico comune.

Gli ospiti, guidati dal professor Qui Yunquing, primario di Malattie Infettive dell’Ospedale universitario di Zhejiang e direttore del Laboratorio di Stato per la Diagnosi e il Trattamento delle Malattie Infettive, hanno consegnato 150 DPI FFP2, 100 tute, 1.500 mascherine chirurgiche e 10 termometri. Inoltre, è stato presentato il risultato di una raccolta fondi da circa 13.000 euro della comunità cinese modenese.

L’incontro è stato l’occasione per confrontarsi con i colleghi cinesi, che hanno affrontato per primi l’emergenza COVID. Tra loro il primario del reparto di Malattie Infettive, un esperto di terapia intensiva, uno di medicina tradizionale cinese, una fisioterapista. La delegazione in Italia è composta da 13 sanitari.

Delegazione cinese in visita al Policlinico di Modena

Ventilatori polmonari

L’impresa di Mirandola Medtronic (ex Bellco) affiancherà l’azienda bolognese Siare nella produzione di ventilatori polmonari.

Come si legge sul portale Modenaindiretta, il distretto biomedicale di Mirandola accelera per fronteggiare l’emergenza coronavirus e la multinazionale Medtronic, ex Bellco, affiancherà la bolognese Siare nella produzione di ventilatori polmonari. Nello stabilimento di Mirandola, in particolare, si lavora pressoché a ciclo continuo per la produzione di filtri e circuiti per il trasporto dell’ossigeno, materiali consumabili monouso, impiegati per collegare i pazienti ai ventilatori polmonari. La capacità produttiva del sito è già stata aumentata dell’inizio dell’emergenza del 15% e a breve si prevede un ulteriore incremento del 30%.

Al momento, così come si legge nell’articolo dedicato,  nessuna azienda è in grado da sola di soddisfare le esigenze dei sistemi sanitari, ma l’unione può fare davvero la forza.

Una delle sedi Medtronic

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Ghost town

Hanno appena detto per TV che ci muoviamo troppo!

Quello che vedete sopra è Borgo San Giovanni, dove nel 1957 (epidemia diAsiatica) c’erano un bar, una macelleria, un fruttivendolo, una merceria, un deposito di biciclette, un sarto, un negozio di alimentari, una tabaccheria, uno di macchine da cucire, un barbiere.

Chi ha deciso che tutto questo dovesse sparire per lasciare posto alla grande distribuzione (adesso anche online)?