Realtà aumentata

VR Innovation Academy a Bologna

Future Film Festival è lieto di annunciare la nuova partnership con Eon Academy, che sta aprendo la sua nuova sede italiana proprio a Bologna.
La VR Innovation Academy presso il nuovo Interactive Digital Center di Bologna insegna le competenze necessarie per creare applicazioni di realtà virtuale e realtà aumentata per l’impresa e l’istruzione.Il percorso della Academy è composto da due parti, la parte di teoria, della durata di 16 settimane, e la parte di project work della durata di 24 settimane. Le conoscenze generali insegnano le nozioni di base da zero.
I migliori studenti dell’Accademia saranno assunti in EON Reality e lavoreranno con esperti di calibro internazionale nel campo della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata.

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Mostre alla Rocca di Cento

L’Assessorato ai Servizi Bibliotecari per il periodo 5 settembre- 21 ottobre 2018 allestirà presso la Rocca di Cento due mostre “In punta di penna. Memorie e immagini delle istituzioni educative centesi” e “Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi storia di un maestro”.
Lo scopo che ci si prefigge è la ricostruzione di un secolo della nostra vita sui banchi attraverso immagini d’epoca delle scuole centesi e materiali didattici ormai introvabili.

L’esposizione offre uno straordinario mondo fatto di fotografie, abbecedari, cannucce, pennini, sussidiari, banchi, lavagne, calamai, inchiostri che rappresentano una particolare esperienza visiva ed emozionale per il pubblico di ogni età. Ogni singolo oggetto infatti si trasforma in una speciale occasione: per gli adulti riportare alla memoria il proprio vissuto, mentre per i più giovani la possibilità di scoprire un mondo sconosciuto.

Il percorso espositivo segue un ordine cronologico a partire dal 1859 e raccoglie circa un secolo della nostra storia sui banchi scolastici e non solo; inoltre una sezione è dedicata a due storici asili centesi.

Diverse bacheche contengono materiali didattici rari, corredati da didascalie esplicative; fotografie, carte geografiche, quaderni e la ricostruzione di parte di aule scolastiche della metà del ’900 e degli anni ’70. Grande importanza è data quindi anche alla contestualizzazione dei materiali esposti.

Una seconda mostra, allestita su pannelli didattici, è dedicata al maestro Alberto Manzi, il maestro della trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” e della celebre frase “Fa quel che può, quel che non può non fa”. Non solo scuola quindi ma un intero mondo che gravitava attorno all’esperienza formativa.

Attraverso gli oggetti e i documenti esposti si possono ripercorrere quelli che furono infatti i grandi cambiamenti dell’Italia nel suo primo secolo di storia come Stato Unitario.

Macellazioni abusive

Ferrara, 22 Agosto 2018. La Direzione dell’Azienda Usl di Ferrara, informa che i veterinari del Dipartimento di Sanità Pubblica, per l’intero pomeriggio di Martedì 21 Agosto, in collaborazione la Polizia Municipale dell’Unione Valli e Delizie, hanno effettuato un intervento presso un allevamento di ovini localizzato nel comune di Argenta.

La segnalazione, pervenuta dal Servizio Veterinario pubblico di Ravenna nella stessa mattinata, riferiva che presso l’allevamento era in corso una macellazione non autorizzata di ovini associata con la giornata di culto islamico denominata “Festa del Sacrificio”.

Il sopralluogo del personale sanitario veterinario, eseguito nell’immediatezza della notizia, accertava l’effettiva presenza di numerose autovetture e persone: alcune intente a selezionare e pesare capi ovini vivi, altre occupate a macellare clandestinamente parecchi animali; il tutto all’interno di una struttura del tutto inidonea dal punto di vista igienico-sanitario, oltre che non formalmente autorizzata per la macellazione di carni destinate al consumo umano.

Le attività erano svolte in assenza della obbligatoria visita veterinaria ante mortem per gli animali e dell’ispezione delle carni; quindi, in sostanza, al di fuori di ogni minima garanzia e requisito di salubrità fissato dalle norme in materia di sicurezza alimentare e di protezione degli animali.

Alla richiesta degli operatori e veterinari di interrompere le attività illecite, i tanti soggetti coinvolti in tali operazioni sono fuggiti, portando con sé le carcasse già macellate e abbandonando coltelli e altri attrezzi lungo le diverse vie di fuga, dileguandosi nella campagna. Nella circostanza, il personale dei Carabinieri della Stazione di Longastrino, nel frattempo sopraggiunto, riusciva ad intercettare alcune persone che trasportavano carni ovine che sono state sequestrate e già inviate alla distruzione nella giornata odierna.

Il numero di animali macellati e di persone convenute presso il sito abusivo, fanno presumere che l’attività debba essere stata preventivamente pianificata, organizzata e ben pubblicizzata nel territorio non solo ferrarese ma anche romagnolo.

Il Servizio Veterinario del Dipartimento di Sanità Pubblica di Ausl Ferrara sta procedendo all’adozione dei provvedimenti sanzionatori, sia penali  sia amministrativi, previsti dalle norme a tutela la salute pubblica.

 

Riccardo Forni, giornalista professionista.  r.forni@ausl.fe.it
Ausl Ferrara. Ufficio Stampa – Comunicazione  www.ausl.fe.it  
Via A. Cassoli 30  – 44121 Ferrara

E quattro…

Salgono a quota 6 nel giro di poche settimane i morti per West Nile in Emilia. Un 85enne di Lugo di Romagna, nel Ravennate, è morto in seguito a West Nile virus. Il decesso dell’uomo risale a lunedì sera. Il suo era stato uno dei primi casi registrati nella provincia di Ravenna. All’85enne, con varie patologie anche gravi, la malattia era stata diagnosticata a inizio dopo una febbre persistente. Era stato dunque trasferito in Terapia Intensiva.
Si tratta del secondo decesso da West Nile nel Ravennate: il primo, di una 87enne del comprensorio faentino pure lei con pregresse patologie, risale a qualche giorno fa. Sono in tutto nove i casi diagnosticati dall’Ausl Romagna per la provincia di Ravenna, quasi tutti concentrati nell’entroterra tra ultrasessantenni debilitati da precedenti patologie. A Ferrara, invece, si è registrato un nuovo caso e sono nove i ricoverati, mentre tra luglio e agosto sono state quattro le morti.

E a Ferrara nella notte è morta una donna di 88 anni, la quarta vittima del virus in città dall’inizio dell’anno. Anche lei già affetta da altre patologie era ricoverata da diversi giorni all’ospedale di Cona. (Ansa)

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Occhiobello a Bruxelles

L’occasione sarà una tavola rotonda organizzata da PAN Europe in collaborazione con gli eurodeputati Nicola Caputo (commissione Ambiente),Eric Andrieu e Pavel Poc (commissione Pesticidi) per discutere di politiche europee, strategie locali e prospettive future.

Il Comune di Occhiobello, unica municipalità italiana invitata a parlare, aprirà la sessione sulle strategie locali e le buone pratiche dai Comuni europei.

La sostenibilità ambientale è un concetto ampio che Occhiobello ha cercato di rendere pratica quotidiana da diverso tempo. Il Comune, infatti, da tre anni ha concretizzato una progressiva riduzione nell’uso dei pesticidi nelle aree pubbliche introducendo anche un regolamento che disciplina l’uso di fitosanitari nelle aree private ed extra agricole.

Il diserbo del verde pubblico è oggi del tutto ecologico: diserbo a vapore, pirodiserbo e diserbo meccanico sono le tecniche che hanno sostituito l’utilizzo della chimica consentendo di eliminare completamente prodotti diserbanti e fitosanitari. Non solo, ispirandosi ai principi di Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile, Occhiobello guarda all’ambiente ma anche all’inclusione sociale e alla crescita economica inserendo persone disoccupate e disagiate nelle attività di diserbo meccanico.

Sempre in sintonia con gli obiettivi della sostenibilità, gli atti e le scelte amministrative sono andati di pari passo con l’impegno nel diffondere una coscienza ambientale fra i cittadini, coinvolti direttamente nella prevenzione domestica contro le zanzare. Una ‘lotta biologica’ ex ante in linea con la pluridecennale lotta integrata già avviata a cui si accompagna una pratica affidata al cittadino: a ciascun nucleo familiare è stato consegnato un prodotto polidimetilsiloxano, che consiste in un preparato liquido a base di silicone ecocompatibile da inserire nei tombini e nei sottovasi per impedire la proliferazione delle zanzare.

Una rivoluzione che ha dato i suoi frutti soprattutto in termini di partecipazione della cittadinanza, resa maggiormente responsabile e cosciente che la sostenibilità è un valore che si sviluppa a qualsiasi livello. I cittadini si sono fatti attenti osservatori dell’ambiente circostante contribuendo a segnalare focolai di infestazione su cui i tecnici comunali hanno potuto agire tempestivamente.

La strategia preventiva contro la proliferazione delle zanzare ha compreso una mappatura e una classificazione del territorio per considerare il reale rischio di proliferazione (presenza di orti, vegetazione, tombini, ecc). Da maggio a settembre, inoltre, viene effettuato un monitoraggio sulla presenza della zanzare tramite 23 ovitrappole e tre trappole per la cattura tramite CO2 che hanno un valore predittivo sullo sviluppo di possibili infestazioni.

Il 27 settembre a Bruxelles, dunque, per voce del vicesindaco Davide Diegoli, Occhiobello presenterà un ampio percorso di politiche ambientali che stanno contribuendo a modificare l’approccio e le abitudini degli abitanti verso una pratica quotidiana di rispetto per un bene comune come l’ambiente.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/senza-pesticidi-si-puo-occhiobello-rovigo-alla-tavola-rotonda-di-bruxelles

Velieri, pirati, corsari, bucanieri

Musica, arrembaggi, e tesori nascosti tra i documenti dell’ Archivio Storico Comunale di Ferrara. Mostra documentaria ed oggettistica curata da Enrico Trevisani

  • Dal 20 agosto al 28 settembre 2018

  • Archivio storico comunale – Via Giuoco del Pallone, 8 – Ferrara
  • Per informazioni: Archivio storico comunale, via Giuoco del Pallone 8, 44121 Ferrara, tel. 0532 418246, email enrico.trevisani@edu.comune.fe.it

  • Orari: da lunedì a venerdì: 9.00-13.30; martedì e giovedì anche 15.00-18.00.
  • Ingresso: libero

Discarica di Finale E.

FINALE EMILIA – Pochi giorni fa la notizia della lettera che i consiglieri regionali Fabbri (Lega) e Gibertoni (M5S) hanno inviato ai ministri dell’ambiente e della salute in merito alla questione della discarica. Lettera che aveva incassato l’ok dell’Osservatorio civico “Ora tocca a noi”.

Proprio l’Osservatorio, però, fa notare in un comunicato come a distanza ormai di qualche giorno nessun esponente della Lega o del M5S di Finale si sia espresso in merito all’iniziativa dei due consiglieri e così scrive in una nota:

A pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo, apparso sulla stampa regionale, che rende pubblica l’iniziativa e la trait d’union Fabbri-Gibertoni sullo scellerato ampliamento di una discarica sotto inchiesta lascia basiti e perplessi il silenzio degli esponenti della Lega e del Movimento 5 Stelle di Finale Emilia!

Chi si aspettava il loro plauso e bene placet sta ancora aspettando!!! Perché?

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Autovelox vs. neurovelox

Bondeno, provincia di Ferrara, via venti settembre. Sono le otto di mattina appena passate e mi accingo ad uscire di casa per recarmi al lavoro. Un nuovo cliente mi ha chiesto una consulenza per risolvere un problema aziendale. Devo raggiungere Vicenza entro un paio d’ore. Niente che richieda troppa fretta: in questo periodo dell’anno — siamo in luglio – i clienti italiani hanno meno fretta del solito, soprattutto se si tratta di enti pubblici. Per la seconda mattina di seguito, uscendo di casa mi imbatto nel corpo straziato di un gatto, falcidiato dalla corsa folle di qualche automobilista. Per un istante penso alla fatalità e imbocco la strada dirigendomi verso il ponte che conduce al centro del paese. Via XX Settembre, per chi non conoscesse Bondeno, è una linea retta di un paio di chilometri. Imboccandola, in un senso o nell’altro e a qualsiasi ora del giorno o della notte, più di un automobilista (o motociclista, o scooterista) può irrimediabilmente udire il richiamo della giungla: esegeti della velocità, impavidi spericolati ed esibizionisti frustrati possono qui ritrovare la loro ragion d’essere. Impunemente. Sempre.
Mentre imbocco la strada con la mia automobile penso che qualche tempo fa, prima delle ultime elezioni amministrative, erano apparsi alcuni vistosi dissuasori di velocità a sobbalzo, i cui costi di costruzione mi sono sempre stati ignoti. Passate le elezioni, gli stessi faraonici dissuasori sono scomparsi e i costi per la loro distruzione mi sono ugualmente ignoti. Sorvolo quindi umilmente sulla mia ignoranza e proseguo nel mio tragitto. Avvicinandomi all’incrocio del Ponte Rana, regolato da un discusso semaforo, un paio di aspiranti piloti mi sorpassano ad alta velocità. Visto che il semaforo era già rosso, non fanno altro che rubarmi due posizioni nella griglia di partenza. Per un istante mi chiedo quale effetto deterrente potrà avere su simili automobilisti il paventato “intervento ponte Rana”, tanto caro agli attuali amministratori dadaisti. Scatta il verde e il pensiero torna a concentrarsi sulla strada. I due guidatori poco disciplinati continuano a precedermi, a loro volta anticipati da un autoarticolato che tentano ripetutamente, invano, di sorpassare. Il successivo semaforo frena gli entusiasmi: siamo all’incrocio che congiunge la statale Virgiliana a via Borgatti, quella – tanto per intenderci — che regola l’afflusso al supermercato Coop e al cimitero. Mentre siamo fermi allo stop, una terza volpe accosta la fila disponendosi sulla corsia di sinistra, quella riservata a chi deve svoltare per raggiungere il centro commerciale. Niente di più falso: al verde scopro che quella corsia poteva essere utilizzata anche per scavalcare le code, alla faccia delle indicazioni stradali. Mi accingo a riflettere sulle problematiche interpretative connesse alla comunicazione e alle caratteristiche semiotiche della segnaletica stradale (la comunicazione e la semiotica sono il mio pane), ma penso che è meglio tornare a concentrarsi sulla strada.
Si prosegue per un altro chilometro, fino al primo dei due autovelox “fissi” piazzati a margine della strada da circa un mese. Tutti mostrano bene di saperlo e la velocità della coda di veicoli si uniforma sui 60 km/h, costantemente mantenuta fino all’altro rilevatore di velocità, due chilometri più avanti. Superate le due Colonne d’Ercole elettroniche la strada si fa più insidiosa, con curve e tratti sconnessi. Noncuranti, i piloti affrettano il passo e occupano stabilmente la corsia di sorpasso anche dove il buon senso, oltre che la linea continua, lo sconsiglierebbe. Il camion ha svoltato e in breve mi ritrovo a percorrere la strada da solo: nessuno davanti, nessuno dietro. Sono un po’ più rilassato e i pensieri ricominciano a fluire. Il primo è epigrafico: “Si può assolvere un amministratore che non conosce Pavlov?”

Enrico Marchetti

Nota: l’articolo proviene dall’archivio di bondeno.com ed è datato 20 luglio 2005

Crisi economica e ruolo delle banche

Abbiamo pazientemente recuperato i principali articoli di bondeno.com del periodo 2003-2009 (i seguenti sono ancora in linea nel sito); quello che riportiamo qui è del 15 febbraio 2009 e si riferisce ad una riunione che l’allora sindaco di Finale Emilia, Raimondo Soragni, tenne ai direttori delle banche del suo comune.

SORAGNI, sindaco di Finale Emilia, convoca i direttori delle banche di Finale Emilia e rilascia la seguente dichiarazione:
In questo difficile momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, per il dispiegarsi degli effetti della “crisi”, che è parte di una più ampia a livello mondiale, il pensiero, gli interventi, le preoccupazioni sono rivolti al come uscirne, quali misure mettere in campo per alleggerirne ed attenuarne gli effetti sulle economie, sulla produzione e quindi, non per ultimo, sulle condizioni materiali di milioni e milioni di persone.
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società profondamente squilibrato e quindi in giù sto.
E’ naturalmente prioritario intervenire subito sul sostegno all’occupazione, sul sistema degli ammortizzatori sociali, sulle imprese, sul sistema bancario, ma perché non si parla, quasi nessuno lo fa, del dopo e di cosa sarà necessario cambiare, quali meccanismi rivedere o correggere, che cosa valorizzare. Quale modello di sviluppo e di società si vuole costruire. E quali i valori da assumere. Urge capire come risolvere, nella nuova fase, l’intollerabile sistema caratterizzato dalle forti disparità sociali che la crisi fa drammaticamente aumentare. Ed emerge, con grande e devastante rilevanza sociale, l’insostenibilità strutturale, economica e produttiva di una ingiustizia re distributiva che impedisce l’accesso a un reddito ragionevolmente adeguato delle persone.
Occorre superare l’esaltazione di un culto di una società che funziona in ragione delle sue illimitate capacità di consumare. Ma anche di offrire quantità rilevanti di prodotti (sempre altamente energetici e di scarsa vita) affinché corrisponda ad un modello drogato di economia da consumo permanente. In un mondo ritenuto illimitato nella crescita e nelle risorse, ma che, al contrario i limiti invece li ha. «Come Comune — sostiene il sindaco Raimondo Soragni – abbiamo attivato una serie di interventi volti a dare delle risposte alla crisi guardando al futuro con ottimismo: il progetto Isacco che prevede contributi alle famiglie di chi ha perso il posto di lavoro; le agevolazioni fiscali alle nuove imprese per favorire insediamenti produttivi ed edilizi. Ora poniamo l’attenzione al sistema bancario, parte integrante e rilevante di tutta l’economia, sia a livello imprenditoriale sia nel privato con i tanti mutui per la prima casa contratti dalle famiglie». Per queste ragioni il sindaco Soragni ha ritenuto di convocare per venerdì 20 febbraio i direttori delle numerose banche presenti sul territorio, sia di Finale Emilia che di Massa Finalese, per veriicare con loro i risvolti che la crisi ha portato da noi e per stimolarli a fare la loro parte nel senso di pensare a ridurre i proitti e quindi agevolare l’accesso al credito a professionisti e imprese e a tante famiglie che oggi fanno molta fatica a reggere gli costi derivanti dai mutui. «La linea dell’Amministrazione – ha commentato Soragni-conferma la piena volontà di non lasciare nulla di intentato affinché vi sia una solida partecipazione da parte di tutte le componenti della società nel far fronte al dilagare della crisi con i suo devastanti effetti. Se la crisi è anche una grande occasione per rivedere la nostra scala dei valori, una lezione molto importante sta proprio nel definire l’uscita da un sistema che ha mostrato tante, troppe contraddizioni, per approdare ad un realtà dove ogni componente possa trovare un proprio spazio e peculiarità nel concorrere al benessere generale. Quindi anche le banche crediamo debbano essere intese come interlocutori per raggiungere l’obiettivo comune di una migliore qualità della vita per tutti».
A conclusione, Soragni ha affermato che «Continua così l’operazione solidarietà su larga scala, che avrà ancora altri risvolti sui quali stiamo lavorando per non lasciare nulla di intentato».

Nota: La crisi (c.d. dei subprime) era iniziata l’anno prima, comunque Soragni non si ripresentò alle elezioni successive,