Scossa a Ravenna

La scossa di 4,6 di magnitudo, secondo la rilevazione dell’Ingv, è stata avvertita anche a Bologna, nelle Marche e in Veneto. Il terremoto si è fatto sentire poco dopo la mezzanotte. L’epicentro è stato localizzato lungo il litorale di Ravenna a 11 km a est dal capoluogo. Subito dopo la prima scossa un’altra di intensità 3.0 con epicentro questa volta a 9 chilometri da Cervia. Diversi abitanti della zona si sono riversati nelle strade e qualcuno ha passato la notte in auto. Dopo pochi istanti dalla scossa è scattato immediatamente l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile.

Oggi le scuole resteranno chiuse a Ravenna come ha fatto sapere il Comune: “A seguito della forte scossa di terremoto che ha coinvolto il nostro territorio”, si legge in una nota del Comune, “è in corso alla Centrale della Polizia Municipale il Coc, Centro operativo comunale, la struttura di cui si avvale il sindaco in qualità di autorità comunale di protezione civile per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza, con lo scopo di attivare le prime attività di protezione civile e fronteggiare l’emergenza. Il Comune è in contatto con gli enti preposti alla protezione civile (Vigili del fuoco, Prefettura e Regione). Al momento si segnalano danni di lieve entità e non sono pervenute richieste di soccorso. Domani verranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, dai nidi all’università”. Il territorio di Ravenna comunque è classificato col numero 3 nella classe di sismicità, si tratta dunque di un territorio dove possono verificarsi terremoti in grado di provocare danni a edifici antichi e a quelli costruiti senza criteri antisismici. Non si sono registrati danni, ma l’allerta resta comunque alta

Fonte : Il giornale.it

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Ghiaccio e nebbia

CONCORDIA E MIRANDOLA – L’immagine rende benissimo quanto accaduto martedì mattina nella Bassa a causa di ghiaccio e nebbia. Siamo in via Bosco, la strada che collega la frazione concordiese di Fossa a Mirandola. C’era talmente tanto ghiaccio sulla strada che una dopo l’altra tutte le auto che arrivavano finivano a slittare senza controllo.

Alla fine se ne contavano almeno cinque, ammassate una all’altra.

Io questa mattina ero lì – racconta un testimone – fortunatamente mi sono fermato in tempo ma posso giurarvi che era una lastra di ghiaccio, e anche quando sono sceso dalla macchina si stava in piedi veramente a stento.

Sotto accusa la mancata salatura della strada, ma anche disattenzione e distrazione in questi casi fanno la loro parte.

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Antipomoneuta

Ad inizio 900 l’Antipomoneuta, prodotto antiparassitario per l’agricoltura, fu uno dei fiori all’occhiello dell’industria farmaceutica bondenese, grazie all’intuizione del dott. Ugo Sgarbi, noto professionista da anni presente sulla piazza. Dopo alcuni decenni il brevetto fu venduto ad una ditta di Vigarano Pieve, e verso la metà del secolo decadde perchè ormai superato in efficacia dai nuovi prodotti.

dalla collezione Marco Dondi

Medaglie Estensi

Spazio Crema, mercoledì 28 novembre 2018 ore 17,00

Il repertorio delle monete e delle medaglie con ritratto dei Signori d’Este, opera di artisti insigni del Rinascimento, ci restituisce l’iconografia di marchesi e duchi, insieme ad una efficace narrazione del loro mondo ideale, raffigurato attraverso emblemi, imprese, personificazioni e scene complesse. Danno l’avvio a questa sorta di galleria metallica una serie di medaglie di eccezionale qualità formale, realizzate dal Pisanello per Leonello d’Este tra 1441 e 1444 e dalla Scuola che si sviluppa a Ferrara sotto l’influenza dell’operato del grande maestro. La medaglia, nata con finalità eminentemente celebrativa, riscuote immediato e duraturo successo a Ferrara, come nelle altre corti padane; così negli anni successivi molti grandi medaglisti – tra cui Petrecino, Amadio da Milano, Sperandio Savelli, Pastorino da Siena e Pompeo Leoni – magistralmente esaltano nelle loro composizioni le virtù individuali dei duchi d’Este, idealizzandone anche il ruolo politico.

Durante il ducato estense la moneta si configura pienamente come mezzo di diffusione delle idee, manifestando tramite i suoi tipi i programmi, le inclinazioni, le qualità, di cui il principe vuole fare mostra. La varietà e la ricchezza dei contenuti, la perizia tecnica e l’alto livello artistico degli incisori, contraddistinguono questa fase; tra le massime realizzazioni si ricordano la doppia in oro ed i testoni argentei di Ercole I dominati dalla rappresentazione dei miti erculei, nei quali il duca si identifica con l’omonimo eroe, e le creazioni di Giovanni Antonio Leli, che danno corpo ad episodi delle Sacre Scritture, eletti da Alfonso I a manifesto della sua pietà e devozione.

Questo il tema della conferenza di mercoledì p.v., che vedrà relatrice Teresa Gulinelli, funzionario archeologo numismatico dei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara. L’incontro si inserisce in un ricco programma “open art” del progetto “SOGNO O SON DESTE“, di cui Fondazione Carife è partner assieme alle Fondazioni di Modena e Vignola e BPER Banca, e che è stato inaugurato a Ferrara lo scorso 19 ottobre. Grazie a tale iniziativa culturale è ora possibile ammirare la ricomposizone in luce delle decorazioni quattrocentesche che ornavano il cortile d’onore di Casa Romei. Le proiezioni luminose sono attive ogni giovedì, venerdì e sabato, dal tramonto fino alle ore 19,30. Per conoscere di più il progetto “SOGNO O SON DESTE” ed apprezzarne le finalità di valorizzazione e promozione del territorio del c.d. Ducato Estense, visitate il sito www.sognoosondeste.it.

Vi aspettiamo a Spazio Crema, via Cairoli 13, a Ferrara.

 

Per informazioni:
Fondazione Carife
via Cairoli, 13 – Ferrara
tel. 0532-205091
mail info@fondazionecarife.it

Addio a Gatto Gino

SAN GIOVANNI IN PERSICETO – Ha destato costernazione e rammarico la notizia della morte di gatto Gino, il felino che a San Giovanni in Persiceto  aveva casa tra il Comune e il centro storico, amato e benvoluto da tutti.

Secondo quanto si apprende, è stato investito da un’automobile: è stato ritrovato esanime in un giardino con il musetto coperto di sangue.

Gatto Gino, 9 anni, era conosciutissimo e la sua fama raggiungeva anche l’estero: aveva parlato di lui anche la radio svizzera e un suo calendario era sbarcato a Singapore.

Per i suoi modi “aristocratici” lo chiamavano “il re”: popolarissimo, amava partecipare alle sedute del consiglio comunale e prendere posto sulla pila dei giornali appena arrivati in edicola. In estate, se ne stava al fresco nelle vetrine dei negozi con l’aria condizionata.
“Con il cuore pieno di rabbia e gli occhi colmi di lacrime ci stringiamo alla famiglia di Gino anche noi. Grazie Gino per averci fatto compagnia durante tantissimi banchetti e per averci permesso di aiutare tutti i nostri mici. Grazie Gino, ci mancherai”, scrive l’Enpa di San Giovanni, di cui Gino era mascotte ufficiale, il volto di tanti calendari e oggettistica che serviva a finanziare le attività dell’associazione per la cura e tutela dei mici.

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Pilastri

Adesso, dove c’erano le Scuole, dove Lei ha insegnato a un paese intero “a stare al mondo”, vorrebbero vendere tutto per incassare quei soldi che non riescono a recuperare promuovendo la Cultura anziché svendendo i Luoghi ove essa era sovrana.

I nostri amministratori, con la complicità di moltissime persone che inseguono l’ignoranza, calpestano il ricordo della mia “Maestra di Vita”, e insieme ad essa di quella Storia di cui dovremmo avere a cuore la Memoria.

Perdonaci, Delelma, Tu hai fatto il meglio.

Augusto Verri
http://lafondazione.wordpress.com/2014/03/31/signora/

Centenario della Vittoria

Il cerimoniale che Bondeno ha voluto dedicare al centenario della “Vittoria”, nella Prima Guerra Mondiale, continua. Durante queste settimane, in molti hanno potuto ammirare anche la qualità dei monumenti ai Caduti del territorio, che sono stati riportati all’originale splendore da un’opera di riqualificazione importante, in vista dell’appuntamento di quest’anno. Il quale non si è esaurito con la giornata del 4 novembre, Festa delle Forze Armate. Continuerà infatti ancora per due settimane, con altre iniziative. Domenica 11, al mattino, saranno dedicati tre cippi alla memoria di altrettanti reduci della Grande Guerra, originari della frazione di Burana. «I più anziani del nostro territorio ricordano che viale Pironi era disseminata di cippi di questo tipo – spiega il sindaco Fabio Bergamini –. I quali, nel corso degli anni, sono andati smarriti. I tre cippi che saranno posizionati nel cimitero di Burana sono stati recuperati durante le operazioni di riqualificazione del campo santo, ed è stato fatto un lavoro di identificazione per cercare di capire a chi fossero intitolati». Lo storico locale Edmo Mori è riuscito a risalire con una ricerca anagrafica ai parenti dei Caduti. Uno dei quali, Sergio Bonifazi, è consigliere comunale, residente a Salvatonica. I tre cippi dell’epoca sono riemersi durante i lavori di risistemazione del terreno del cimitero, necessari per ripiantumare le siepi e restituire decoro alla struttura cimiteriale. I cippi portano l’iscrizione: “Lux Eris” ed i nomi di Luigi Bonifazi, Aldo Magri e Medato Budri, che combatterono la Prima Guerra Mondiale. I tre monumenti in marmo verranno ricollocati nel cimitero di Burana al termine di una cerimonia nella frazione, in programma l’11 novembre, che partirà dalle ore 9,30, con la S. messa officiata nella tensostruttura e che proseguirà poi con il corteo della Filarmonica “G. Verdi” di Scortichino. Gli ultimi appuntamenti di questo lungo cerimoniale avranno luogo, rispettivamente, il 17 novembre, alle ore 10,30, quando saranno coinvolte le scuole alla sala 2000, per ripercorrere la “vita del fante”: dalla chiamata alle armi, ai preparativi, fino al viaggio e alla vita al fronte; ed il 24 novembre, con l’inaugurazione alla canonica di Settepolesini di un allestimento di arte, storia ed etnografia a cura di Associazione Bondeno Cultura.

http://comunebondenofe.it/2443-cerimonia-i-guerra-burana-il-11-11

A proposito di “vita del fante”, accludo qui il foglio matricolare di mio nonno Cappi Guerrino, cavaliere di Vittorio Veneto: Cappiguerrino

Emergenza frane

E’ stato un altro lunedì di passione, per il territorio matildeo, a seguito della seconda ondata di maltempo. Mentre la piena dei fiumi Po e Panaro procede verso il lento deflusso, le abbondanti piogge cadute tra domenica e lunedì hanno provocato una serie di danni, oggetto peraltro di una meticolosa verifica da parte degli uffici tecnici, del sindaco Fabio Bergamini, ed anche della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco. In diversi punti del territorio si registrano principi di frane. Fra i casi più importanti, vale la pena di citare gli smottamenti in via Ferrarese (nella frazione di Zerbinate) e via Comunale a Stellata. Inoltre, la Provincia è stata interessata per quel che attiene le frane avvenute lungo la strada provinciale Virgiliana: per la precisione, quella vicina al ponte del Panaro, dove il terreno ha ceduto sul versante del centro storico, e quella situata poco più avanti, all’altezza dell’area ex zuccherificio. Diverse anche le chiamate al 115, con i Vigili del fuoco volontari che sono intervenuti già a partire dalle ore 5 del mattino, utilizzando le idrovore per liberare garage e scantinati della zona di viale Matteotti: si registrano casi in via Prati, via Giordano Bruno, via Giusti e via Manzoni, dove sono stati parzialmente interessanti dall’entrata dell’acqua piovana anche gli spogliatoi della palestra delle scuole superiori, senza però conseguenze gravi. Nel corso dei prossimi giorni continueranno i sopralluoghi da parte dei tecnici, per fornire anche una prima stima dei danni. Intanto, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese sta disponendo alcune misure di limitazione del traffico, nei punti maggiormente colpiti dal dissesto del terreno a causa delle precipitazioni abbondanti. Per il momento, sono stati disposti sensi unici alternati in via Comunale per Stellata, in modo da non gravare ulteriormente sull’argine, ed anche in via Ferrarese a Zerbinate e in via Comunale per Burana. Ulteriori misure sono allo studio con la collaborazione della Provincia, nelle strade di competenza di quest’ultima. Sempre a Stellata, la Protezione civile (con la collaborazione dei cittadini) ha predisposto una coronella a protezione delle abitazioni, per proteggere le case da nuove possibili precipitazioni atmosferiche, vista la presenza dello smottamento. Mentre un’azienda incaricata ha ripulito celermente la rampa ad uso privato situata in loco. Il comandante della Polizia municipale Stefano Ansaloni fa notare come «il sistema dell’emergenza dell’Alto Ferrarese abbia funzionato, coordinandosi nelle sue varie funzioni e mettendosi subito in moto». L’invito del comando è però quello, rispetto ai proprietari dei fondi vicini alle strade, di mantenere sagomati e puliti gli scoli per evitare fenomeni di ristagno delle acque.

Chiusa la ciclabile

A Bondeno le verifiche successive al fortunale del 29 ottobre non si sono esaurite. Proprio a seguito di queste ultime, la Polizia municipale dell’Alto Ferrarese ed il Comune di Bondeno hanno deciso di interdire alla circolazione il tratto della pista ciclabile che costeggia il canale di Burana, dal Cavo Napoleonico fino ai confini con il Comune di Vigarano. Il tratto in questione coincide con quello interessato dal passaggio della tromba d’aria che ha scoperchiato il Palacinghiale e provocato vari danni, senza contare l’abbattimento di quindici alberi a Settepolesini. Motivo che ha portato nei giorni scorsi anche alla circolazione a senso unico alternato in via Comunale, a seguito delle buche provocate dalla caduta degli alberi e al conseguentemente (possibile) cedimento di un lato della carreggiata

. «Nel caso della pista ciclopedonale – spiega in una nota  l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Marco Vincenzi – la scelta adottata è di buon senso. La tromba d’aria ha danneggiato vicino alla pista anche un capannone ad uso privato. Questo significa che, man mano che si stanno verificando le varie situazioni, emergono altre criticità provocate dal forte vento e dal maltempo nella zona. In ogni caso, il tratto della pista ciclabile che va da via Delle Rose e arriva fino al Cavo Napoleonico non presenta problemi e si potrà continuare a percorrere. E’ quello alberato che procede in direzione Vigarano a destare preoccupazione. Per valutare la situazione – conclude l’assessore – incaricheremo nel corso della prossima settimana un’azienda specializzata, per verificare la sicurezza delle piante e scongiurare la caduta di rami, che possono essere pericolosi».

«Il tratto interessato dal provvedimento – argomenta il comandante della Polizia municipale, Stefano Ansaloni – è interessato da verifiche e per scongiurare incidenti dovuti alla caduta dei rami si è deciso di adottare sul territorio comunale bondenese questa misura di interdizione, dal momento che spesso si trovano sulla pista ciclisti e intere famiglie. Quindi, per ragioni di sicurezza, siamo costretti a chiudere il tratto alberato, fino a controlli ultimati sulle piante».

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