Worldpress foto

In mostra le 140 foto finaliste del prestigioso contest di fotogiornalismo, che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo così a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale

  • Fino al 3 novembre 2019

  • Ferrara – Padiglione D’Arte Contemporanea – Palazzo Massari, C.so Porta Mare, 5
  • Programma:
    WPP organizza le seguenti visite guidate alla scoperta delle storie vincitrici del World Press Photo 2019 al PAC:
    Sabato 26 e domenica 27 ottobre: h 12.00 e 17.00
    Sabato 2 e domenica 3 novembre: h 12.00 e 17.00
    Per prenotare la visita guidata basta scrivere a wppferrara@gmail.com o inviare un sms/whatsapp al numero 340 1974168.
    Il costo è di euro 5 per la visita guidata da aggiungere al biglietto.

    Info: PAC: 0532 241417

  • http://www.worldpressphotoroma.it/
  • Orari10.00 – 13.00; 15.00 – 19.00. Lunedì: Chiuso
    L’ingresso è consentito fino ad una ora prima della chiusura.
  • IngressoIntero: euro 6,00; ridotto: euro 4,00 (ai 6 ai 14 anni compresi, Over 65, Studenti con tessera valida, Soci ARCI, Possessori MyFe Card).Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM, militari in divisa. Noleggio audio guida € 1,00.

Mondo Agricolo Ferrarese

Al MAF la mostra del fotografo Luigi Riccioni, di Lizzano in Belvedere (Bologna), noto artista appenninico, specialista di queste tematiche, nonché fondatore e curatore del Museo del Quarzo con sede nella ex Colonia Ferrarese di Lizzano in Belvedere.

  • Fino al 25 settembre 2019

  • Maf-Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese – Via Imperiale 265 – San Bartolomeo in Bosco (FE)
  • Programma:
    La mostra è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF, dall’Associazione omonima e dal Gruppo di Studi “Gente di Gaggio”, di Gaggio Montano (Bologna).
    Il paesaggio è protagonista indiscusso della mostra, colto nelle sue più interessanti sfaccettature e nelle stagioni più diverse. Scrive, a questo proposito, l’Autore: “È una raccolta di immagini di un piccolo granello dell’universo in cui viviamo, un po’ vero, ma nel contempo fantasioso e fantastico”. Una mostra, quindi, che riserverà non poche sorprese ai visitatori, in particolare per paesaggi e località lontane colti con il teleobiettivo in un’atmosfera insolita e sorprendentemente magica.
  • http://www.mondoagricoloferrarese.it/
  • Orari: da martedì a venerdì ore 9.00-12.00; domenica e festivi ore 16.00-19.00.
  • Ingresso: libero

I luoghi di Riaperture

SALUMAIA DELL’HOTEL DUCHESSA ISABELLA

via Palestro 70, Ferrara
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l lussuoso Hotel Duchessa Isabella, nome che omaggia Isabella D’Este, già membro del Relais & Chateaux, si trova nel centro storico di Ferrara ed è ospitato all’interno di un antico Palazzo del Cinquecento. Al suo interno sono ancora visibili splendidi soffitti a cassettoni con fregi in oro zecchino, porte laccate del XVI secolo, camini dai colonnati antichi, affreschi realizzati dalla scuola ferrarese e pezzi d’antiquariato come la splendida collezione di orologi d’epoca. 

L’edificio apparteneva alla famiglia Bonfiglioli che erano di origine ebraica e la Salumaia era il rifugio usato per proteggersi dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1985 la casa viene acquistata in due atti dall’imprenditrice signora Evelina Bonzagni e da suo marito Claudio Cambia perché il piano nobile apparteneva ai Bonfiglioli e la parte alta era di proprietà della Montedison, successivi proprietari.

La signora Banzagni, dopo cinque anni di ristrutturazione, cambia la destinazione d’uso del Palazzo che, da casa privata diventò un albergo e il rifugio una salumaia come luogo per degustare di vini e prodotti tipici ferraresi. L’Hotel Duchessa Isabella venne ufficialmente inaugurato il 4 aprile 1990.

È rimasto dell’epoca il pavimento a triangolo in cotto ferrarese, le pareti che ospitano mensole di vini, grande passione di Claudio Cambia, piacentino, il tavolo frattino con sedie Thonet che potevano ospitare circa 20 persone. Qui era possibile infatti degustare piatti tipici ferraresi e, in speciali occasioni, pietanze della cucina kosher, essendo Evelina Bonzagni l’unica in città a saperla cucinare negli anni ‘90. Al di sopra si trova il giardino che donava all’ambiente la giusta temperatura fresca utile ad una buona conservazione dei salumi all’interno.

Il ristorante e l’albergo di proprietà di Immobiliare Leonardo di Evelina Bonzagni, venne chiuso definitivamente il 10 gennaio 2015. A seguito della morte del Claudio Cambia, avvenuta il 19 dicembre del 1999 e dei gravi problemi di salute nel 2011 di Evelina Bonzagni, poi deceduta, il figlio decise di non continuare l’attività nonostante il subentro di diverse aziende nella gestione dello stabile.

Un ringraziamento speciale va alla Signora Paola che lavorò come stretta dipendente dell’imprenditrice ferrarese per 30 anni, prima presso l’Hotel Europa in via Giudecca poi presso l’Hotel Duchessa Isabella. La signora Paola, ricorda con grande affetto Evelina Bonzagni e il marito Claudio Cambia che con onestà e passione hanno contribuito alla storia di Ferrara.

Riaperture riapre eccezionalmente un luogo solitamente non visitabile ai fruitori dell’hotel, l’antica salumaia: una stanza nel cortile con un’atmosfera intima e conviviale, che ospiterà una delle mostre del festival. Per accedere alla salumaia, i visitatori potranno attraversare gli splendidi saloni dell’Hotel Duchessa Isabella.

Palazzo Massari

corso Porta Mare 9, Ferrara
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Eretto alla fine del Cinquecento e chiamato anticamente Palazzo Bevilacqua o Palazzo Rosso, venne commissionato dal conte Onofrio Bevilacqua nel 1591 tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea.

L’edificio è composto da due piani di altezza uguale, separati all’esterno da una cornice marcapiano in cotto che divide la facciata in due ordini, chiaramente distinguibili osservando le finestre che scandiscono il complesso architettonico.

Negli ultimi decenni del Settecento, in concomitanza con l’ampliamento dell’edificio, l’architetto Luigi Cosimo Bertelli trasformò gli orti retrostanti in un parco con giardini all’italiana e costruì l’attuale Palazzina dei Cavalieri di Malta, come dépendance in stile neoclassico.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità d’Italia il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari che dispose la trasformazione del parco in un giardino all’inglese.

Nel 1936 il complesso venne venduto dagli eredi dei Massari al Comune di Ferrara che, a partire dagli anni Settanta, vi allestì una collezione d’arte contemporanea ospitando tre importanti istituzioni museali civiche ferraresi: il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento ed il Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis. In un edificio esterno è stato ricavato il Padiglione d’arte contemporanea, adibito a sede di esibizioni temporanee.

A causa del terremoto del maggio 2012 Palazzo Massari venne dichiarato inagibile e conseguentemente svuotato di tutte le opere all’interno, da allora è chiuso per lavori di restauro. Una parte delle opere del Museo Giovanni Boldini e del Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis sono al momento visibili presso il Castello Estense.

Nel luglio 2018 è stata terminata la prima parte dei lavori (iniziati ad ottobre 2016) che hanno permesso di scoprire la facciata su corso Porta Mare e i colori cinquecenteschi che la decorano. Tra giugno e settembre 2019 è previsto l’avvio della seconda parte dei lavori di riqualificazione del complesso museale che riaprirà probabilmente nel 2022.

Nel 2018 riapre per la prima volta grazie a Riaperture Photofestival, che realizza un allestimento speciale, integrato con le impalcature del restauro. Nel 2019 torna come sede espositiva, per mostrare l’avanzamento dei lavori: oggi la facciata è tornata a splendere, liberata dai ponteggi, così come l’atrio centrale.

PALAZZO PROSPERI-SACRATI

corso Ercole d’Este 23, Ferrara
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Celebre edificio di Ferrara, posto di fronte al Palazzo Diamanti, al centro dell’Addizione Erculea disegnata dagli Estensi. Edificato a partire dal 1493 da Francesco da Castello, archiatra di Ercole I d’Este, venne completato nel 1514 circa.

Furono proprietarie del palazzo molteplici nobili famiglie ferraresi: dai Da Castello passò alla famiglia Giraldi, dal 1690 appartenne ai Sacrati, quindi nel primo Ottocento ai Prosperi sino al 1934, quando il complesso venne acquistato dal Demanio dello Stato che lo destinò a servizi militari.

Il palazzo ha subito nel tempo sostanziali modifiche. I primi mutamenti si registrano verso la metà del XVIII secolo con la costruzione della scala ellissoidale che conduce al piano nobile. Sotto la famiglia Prosperi furono demolite le due ali laterali e il cortile, su cui apre il loggiato rossettiano, oggi ridotto a una piccola striscia di terreno. Tra le migliorie ottocentesche importante fu l’aggiunta di un terrazzino angolare su corso Porta Po, attribuito a Biagio Rossetti, che richiama il bellissimo portale monumentale in stile veneziano su Corso Ercole I d’Este, sovrastato da un balcone di marmo bianco e sorretto da putti seduti sulla trabeazione.
Nel 1944 il palazzo venne colpito dai bombardamenti angloamericani che provocarono alcuni danni anche al portale, di nuovo restaurato nel 1946 e poi ancora tra il 1984 ed il 1985.

Dopo la guerra l’edificio fu oggetto di permuta tra il Demanio ed il Comune di Ferrara che ha infine acquisito l’immobile, oggi in condizioni precarie ed in attesa di nuovo restauro.

Di rara bellezza, Palazzo Prosperi Sacrati non ha mancato di stupire personaggi celebri come Michelangelo Antonioni, che lo scelse come location nel film Al di là delle nuvole diretto nel 1995, e Giosuè Carducci, a cui ne dedicò un verso in Rime e ritmi del 1898.

«Lampeggia, palazzo spirtal de’diamanti,
e tu, fatta ad accôrre sol poeti e duchesse,
o porta de’ Sacrati, sorridi nel florido arco!»

(Giosuè Carducci, Alla città di Ferrara, Rime e ritmi, 1898)

https://riaperture.com/festival/luoghi/

I luoghi di Riaperture

CASERMA ‘POZZUOLO DEL FRIULI’

via Cisterna del Follo 10, Ferrara
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La caserma “pozzuolo del Friuli”, chiamata dai ferraresi semplicemente “la caserma”, venne costruita durante il secondo decennio del Novecento dall’ingegnere Carlo Luppis e dal costruttore Alessio Lanosi ed inaugurata ufficialmente il 1930. In origine, l’area era occupata dal Duecentesco convento agostiniano di San Vito che venne progressivamente demolito per adibirla ad uso militare, poi fu un giardino dove la famiglia degli Este usava trascorrere i pomeriggi in tranquillità per sottrarsi al turbinio del centro e successivamente, dopo la Devoluzione del 1598, un orto.
La Caserma chiuse definitivamente i battenti nel 1997, in seguito alla disposizione ministeriale che prevedeva la riorganizzazione dell’Esercito italiano comportando un progressivo abbandono e degrado degli immobili. L’ex caserma “pozzuolo del Friuli” venne dedicata al 4° gruppo del 121° reggimento d’artiglieria contraerea in onore dei valorosi militari caduti in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il complesso si estende a sud est della città per un’area di circa 3 ettari e mezzo e si compone principalmente di tre edifici: un corpo centrale e due laterali af iancati più piccoli af iancati da una piazza d’armi, una Cavallerizza e altri edifici minori. Visitando il corpo centrale, che si trova su via Cisterna del Follo, è possibile notare la scritta Fide iter ad astra, motto del reggimento, traducibile in “Con la fede si arriva alla stelle”. In più, all’interno di una piccola nicchia è presente a l’immagine di Santa Barbara con in mano la palma del martirio, protettrice degli artiglieri. I due corpi laterali invece ospitavano i dormitori, uno per i militari appartenenti al 4°/121° artiglieria contraerea leggera e l’altra alla 7° Batteria Missili, un reparto speciale della NATO operativo in Veneto. Attualmente, le stanze che ospitavano i militari sono completamente spoglie e ciò che è rimasto è solo poco dell’arredamento della zona di svago come il bancone del bar e il tavolo di biliardo. La Cavallerizza è un immenso capannone costruito in stile liberty utilizzato come parcheggio a veicoli, salmerie e gruppi elettrogeni.
Nel 1999, la proprietà della totalità dell’area della Caserma passa nelle mani dell’Agenzia del Demanio e dopo il sisma che, nel 2012, ha colpito la Regione Emilia Romagna, la gestione del recupero dell’intera struttura è gestita dalla Cassa Depositi e Prestiti, società per azioni, controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze e, in minor parte, da diverse fondazioni bancarie. Il compendio è sottoposto a vincolo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.