Il mio rudere preferito

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I luoghi di Riaperture

SALUMAIA DELL’HOTEL DUCHESSA ISABELLA

via Palestro 70, Ferrara
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l lussuoso Hotel Duchessa Isabella, nome che omaggia Isabella D’Este, già membro del Relais & Chateaux, si trova nel centro storico di Ferrara ed è ospitato all’interno di un antico Palazzo del Cinquecento. Al suo interno sono ancora visibili splendidi soffitti a cassettoni con fregi in oro zecchino, porte laccate del XVI secolo, camini dai colonnati antichi, affreschi realizzati dalla scuola ferrarese e pezzi d’antiquariato come la splendida collezione di orologi d’epoca. 

L’edificio apparteneva alla famiglia Bonfiglioli che erano di origine ebraica e la Salumaia era il rifugio usato per proteggersi dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1985 la casa viene acquistata in due atti dall’imprenditrice signora Evelina Bonzagni e da suo marito Claudio Cambia perché il piano nobile apparteneva ai Bonfiglioli e la parte alta era di proprietà della Montedison, successivi proprietari.

La signora Banzagni, dopo cinque anni di ristrutturazione, cambia la destinazione d’uso del Palazzo che, da casa privata diventò un albergo e il rifugio una salumaia come luogo per degustare di vini e prodotti tipici ferraresi. L’Hotel Duchessa Isabella venne ufficialmente inaugurato il 4 aprile 1990.

È rimasto dell’epoca il pavimento a triangolo in cotto ferrarese, le pareti che ospitano mensole di vini, grande passione di Claudio Cambia, piacentino, il tavolo frattino con sedie Thonet che potevano ospitare circa 20 persone. Qui era possibile infatti degustare piatti tipici ferraresi e, in speciali occasioni, pietanze della cucina kosher, essendo Evelina Bonzagni l’unica in città a saperla cucinare negli anni ‘90. Al di sopra si trova il giardino che donava all’ambiente la giusta temperatura fresca utile ad una buona conservazione dei salumi all’interno.

Il ristorante e l’albergo di proprietà di Immobiliare Leonardo di Evelina Bonzagni, venne chiuso definitivamente il 10 gennaio 2015. A seguito della morte del Claudio Cambia, avvenuta il 19 dicembre del 1999 e dei gravi problemi di salute nel 2011 di Evelina Bonzagni, poi deceduta, il figlio decise di non continuare l’attività nonostante il subentro di diverse aziende nella gestione dello stabile.

Un ringraziamento speciale va alla Signora Paola che lavorò come stretta dipendente dell’imprenditrice ferrarese per 30 anni, prima presso l’Hotel Europa in via Giudecca poi presso l’Hotel Duchessa Isabella. La signora Paola, ricorda con grande affetto Evelina Bonzagni e il marito Claudio Cambia che con onestà e passione hanno contribuito alla storia di Ferrara.

Riaperture riapre eccezionalmente un luogo solitamente non visitabile ai fruitori dell’hotel, l’antica salumaia: una stanza nel cortile con un’atmosfera intima e conviviale, che ospiterà una delle mostre del festival. Per accedere alla salumaia, i visitatori potranno attraversare gli splendidi saloni dell’Hotel Duchessa Isabella.

Palazzo Massari

corso Porta Mare 9, Ferrara
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Eretto alla fine del Cinquecento e chiamato anticamente Palazzo Bevilacqua o Palazzo Rosso, venne commissionato dal conte Onofrio Bevilacqua nel 1591 tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea.

L’edificio è composto da due piani di altezza uguale, separati all’esterno da una cornice marcapiano in cotto che divide la facciata in due ordini, chiaramente distinguibili osservando le finestre che scandiscono il complesso architettonico.

Negli ultimi decenni del Settecento, in concomitanza con l’ampliamento dell’edificio, l’architetto Luigi Cosimo Bertelli trasformò gli orti retrostanti in un parco con giardini all’italiana e costruì l’attuale Palazzina dei Cavalieri di Malta, come dépendance in stile neoclassico.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità d’Italia il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari che dispose la trasformazione del parco in un giardino all’inglese.

Nel 1936 il complesso venne venduto dagli eredi dei Massari al Comune di Ferrara che, a partire dagli anni Settanta, vi allestì una collezione d’arte contemporanea ospitando tre importanti istituzioni museali civiche ferraresi: il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento ed il Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis. In un edificio esterno è stato ricavato il Padiglione d’arte contemporanea, adibito a sede di esibizioni temporanee.

A causa del terremoto del maggio 2012 Palazzo Massari venne dichiarato inagibile e conseguentemente svuotato di tutte le opere all’interno, da allora è chiuso per lavori di restauro. Una parte delle opere del Museo Giovanni Boldini e del Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis sono al momento visibili presso il Castello Estense.

Nel luglio 2018 è stata terminata la prima parte dei lavori (iniziati ad ottobre 2016) che hanno permesso di scoprire la facciata su corso Porta Mare e i colori cinquecenteschi che la decorano. Tra giugno e settembre 2019 è previsto l’avvio della seconda parte dei lavori di riqualificazione del complesso museale che riaprirà probabilmente nel 2022.

Nel 2018 riapre per la prima volta grazie a Riaperture Photofestival, che realizza un allestimento speciale, integrato con le impalcature del restauro. Nel 2019 torna come sede espositiva, per mostrare l’avanzamento dei lavori: oggi la facciata è tornata a splendere, liberata dai ponteggi, così come l’atrio centrale.

PALAZZO PROSPERI-SACRATI

corso Ercole d’Este 23, Ferrara
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Celebre edificio di Ferrara, posto di fronte al Palazzo Diamanti, al centro dell’Addizione Erculea disegnata dagli Estensi. Edificato a partire dal 1493 da Francesco da Castello, archiatra di Ercole I d’Este, venne completato nel 1514 circa.

Furono proprietarie del palazzo molteplici nobili famiglie ferraresi: dai Da Castello passò alla famiglia Giraldi, dal 1690 appartenne ai Sacrati, quindi nel primo Ottocento ai Prosperi sino al 1934, quando il complesso venne acquistato dal Demanio dello Stato che lo destinò a servizi militari.

Il palazzo ha subito nel tempo sostanziali modifiche. I primi mutamenti si registrano verso la metà del XVIII secolo con la costruzione della scala ellissoidale che conduce al piano nobile. Sotto la famiglia Prosperi furono demolite le due ali laterali e il cortile, su cui apre il loggiato rossettiano, oggi ridotto a una piccola striscia di terreno. Tra le migliorie ottocentesche importante fu l’aggiunta di un terrazzino angolare su corso Porta Po, attribuito a Biagio Rossetti, che richiama il bellissimo portale monumentale in stile veneziano su Corso Ercole I d’Este, sovrastato da un balcone di marmo bianco e sorretto da putti seduti sulla trabeazione.
Nel 1944 il palazzo venne colpito dai bombardamenti angloamericani che provocarono alcuni danni anche al portale, di nuovo restaurato nel 1946 e poi ancora tra il 1984 ed il 1985.

Dopo la guerra l’edificio fu oggetto di permuta tra il Demanio ed il Comune di Ferrara che ha infine acquisito l’immobile, oggi in condizioni precarie ed in attesa di nuovo restauro.

Di rara bellezza, Palazzo Prosperi Sacrati non ha mancato di stupire personaggi celebri come Michelangelo Antonioni, che lo scelse come location nel film Al di là delle nuvole diretto nel 1995, e Giosuè Carducci, a cui ne dedicò un verso in Rime e ritmi del 1898.

«Lampeggia, palazzo spirtal de’diamanti,
e tu, fatta ad accôrre sol poeti e duchesse,
o porta de’ Sacrati, sorridi nel florido arco!»

(Giosuè Carducci, Alla città di Ferrara, Rime e ritmi, 1898)

https://riaperture.com/festival/luoghi/

I luoghi di Riaperture

CASERMA ‘POZZUOLO DEL FRIULI’

via Cisterna del Follo 10, Ferrara
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La caserma “pozzuolo del Friuli”, chiamata dai ferraresi semplicemente “la caserma”, venne costruita durante il secondo decennio del Novecento dall’ingegnere Carlo Luppis e dal costruttore Alessio Lanosi ed inaugurata ufficialmente il 1930. In origine, l’area era occupata dal Duecentesco convento agostiniano di San Vito che venne progressivamente demolito per adibirla ad uso militare, poi fu un giardino dove la famiglia degli Este usava trascorrere i pomeriggi in tranquillità per sottrarsi al turbinio del centro e successivamente, dopo la Devoluzione del 1598, un orto.
La Caserma chiuse definitivamente i battenti nel 1997, in seguito alla disposizione ministeriale che prevedeva la riorganizzazione dell’Esercito italiano comportando un progressivo abbandono e degrado degli immobili. L’ex caserma “pozzuolo del Friuli” venne dedicata al 4° gruppo del 121° reggimento d’artiglieria contraerea in onore dei valorosi militari caduti in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il complesso si estende a sud est della città per un’area di circa 3 ettari e mezzo e si compone principalmente di tre edifici: un corpo centrale e due laterali af iancati più piccoli af iancati da una piazza d’armi, una Cavallerizza e altri edifici minori. Visitando il corpo centrale, che si trova su via Cisterna del Follo, è possibile notare la scritta Fide iter ad astra, motto del reggimento, traducibile in “Con la fede si arriva alla stelle”. In più, all’interno di una piccola nicchia è presente a l’immagine di Santa Barbara con in mano la palma del martirio, protettrice degli artiglieri. I due corpi laterali invece ospitavano i dormitori, uno per i militari appartenenti al 4°/121° artiglieria contraerea leggera e l’altra alla 7° Batteria Missili, un reparto speciale della NATO operativo in Veneto. Attualmente, le stanze che ospitavano i militari sono completamente spoglie e ciò che è rimasto è solo poco dell’arredamento della zona di svago come il bancone del bar e il tavolo di biliardo. La Cavallerizza è un immenso capannone costruito in stile liberty utilizzato come parcheggio a veicoli, salmerie e gruppi elettrogeni.
Nel 1999, la proprietà della totalità dell’area della Caserma passa nelle mani dell’Agenzia del Demanio e dopo il sisma che, nel 2012, ha colpito la Regione Emilia Romagna, la gestione del recupero dell’intera struttura è gestita dalla Cassa Depositi e Prestiti, società per azioni, controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze e, in minor parte, da diverse fondazioni bancarie. Il compendio è sottoposto a vincolo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I luoghi di Riaperture

FACTORY GRISÙ

via Poledrelli 21, Ferrara
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La Caserma dei civici pompieri venne costruita su progetto dell’ing. Luigi Barbantini ed inserita in una ridisegnata trama viaria e degli spazi edificabili. Inaugurato il 28 ottobre 1930 ed abbandonato definitivamente nel 2004,l’ edificio di via Poledrelli è uno degli elementi architettonici che, nella prima metà del XX secolo, ridisegnarono il “Rione Giardino”. La progettazione di questo quartiere rappresentò un esempio moderno di programmazione e di sviluppo di un’area all’interno delle mura a misura d’uomo ed immersa nel verde.

Nell’agosto 2012 l’immobile è stato concesso dalla Provincia di Ferrara in comodato d’uso gratuito all’Associazione no profit “Grisù” che l’ha gestito fino al febbraio 2016, dando avvio al recupero degli spazi e alla selezione delle prime imprese che si sono insediate al suo interno. Il Consorzio Factory Grisù si è costituito a Ferrara nel febbraio 2016 con lo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Ferrara per la nuova gestione della factory creativa, ed è oggi il gestore dell’immobile fino al 2023.

In pieno centro storico Grisù, con i suoi 4000 mq di creatività, è un catalizzatore di progetti d’impresa caratterizzati da talento ed innovazione, solo “per chi ha fuoco dentro”.

https://riaperture.com/festival/luoghi/

Riaperture

L’obiettivo di Riaperture Photofestival Ferrara è di riaccendere l’attenzione su luoghi pubblici o privati attualmente non in uso, per portare loro nuova energia: per questo le mostre saranno ospitate in sedi aperte per la prima volta alle immagini.

Dal 29 al 31 marzo e dal 5 al 7 aprile 2019, la fotografia riaccende la luce su quella Ferrara che non si vede in cartolina o sui libri di storia: la Ferrara dell’ex caserme dei pompieri, dei negozi chiusi, di spazi in ristrutturazione e di antichi gioielli architettonici. Quella Ferrara brulicante vita (passata o futura) che, fosse anche solo per sei giorni, tornerà a illuminarsi proprio grazie alla fotografia. Il festival Riaperture è fatto per chi «non vuole lasciarsi stare, dietro o davanti alla macchina fotografica», e risponde alla necessità di guardare alla realtà che ci circonda, sia locale che globale, con occhi nuovi.

Dove saranno le mostre di Riaperture Festival Fotografia Ferrara 2019​? Alcune conferme, una grande novità, sempre alla ricerca di quella Ferrara dimenticata, trascurata, sepolta dalla polvere, toccata dai cantieri, una città che è fatta dei luoghi dove abbiamo trascorso le nostre vite, secoli o decenni o pochi secondi fa.

I luoghi dell’edizione 2019 saranno: Consorzio Factory Grisù​ (ex caserma dei Vigili del Fuoco), Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo Massari (riaperto eccezionalmente per Riaperture, per la seconda volta dopo il terremoto 2012, quest’anno senza impalcature), la Salumaia dell’Hotel Duchessa Isabella e il negozio di via Garibaldi. Più una grandissima novità, una vera prima volta per i cittadini di Ferrara e non solo, la caserma militare ‘Pozzuoli del Friuli’. La fotografia riapre i luoghi chiusi di Ferrara.

 

– Via Mazzini
– Factory Grisù (ex Caserma Vigili del Fuoco)
– Palazzo Prosperi Sacrati
– Palazzo Massari
– Salumaia dell’Hotel Duchessa Isabella
– Negozio via Garibaldi 3
– Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’ e Cavallerizza

Tutti le location delle mostre saranno accessibili anche ai disabili.

I testi dei luoghi sono a cura di Luciana Travierso.

https://riaperture.com/festival/luoghi/

Analogica Cinetica

L’inaugurazione della mostra “Analogica cinetica” avrà luogo al museo di Stellata, venerdì 27 aprile (ore 19), con Live Act di Andrea Amaducci, performer e artista visivo. La mostra è a cura di Francesca Pennini e di Collettivo Cinetico, ed esporrà le fotografie di Daniele Zappi, fino al 31 maggio prossimo. Perché “analogica”? Il motivo risiede nel fatto che si tratta di un’esposizione di foto analogiche da pellicole in bianco e nero stampate direttamente dal fotografo in camera oscura; “cinetica”, perché è su Francesca Pennini, la performer, danzatrice, coreografa e direttrice del CollettivO CineticO, il pluri premiato collettivo di danza contemporanea ferrarese.

Il contrasto e l’improvvisazione sono i fili conduttori della mostra, fatta di scatti rubati tra i dietro le quinte e gli spettacoli del Collettivo. Zappi utilizza volutamente un mezzo fotografico analogico con pellicole in bianco e nero per contrapporsi alla contemporaneità e ai colori delle opere performative modellate dalla Pennini.

La mostra è un omaggio alla coreografa ferrarese nella sua individualità cinetica, alla quale vengono dedicate foto che sono alla ricerca dell’estetica, etimologicamente intesa come “percezione attraverso la mediazione dei sensi”.

Durante inaugurazione, lo slancio estetico della mostra sarà alimentato dal contributo dell’artista ferrarese Andrea Amaducci, Cinetico dal 2007, che darà vita a dei Live Act, ad intensificare anche l’improvvisazione e i contrasti alla base della mostra stessa.

L’inaugurazione, e tutta la mostra, sarà quindi il risultato di una trasversalità di arti espressive.

L’evento si svolgerà al primo piano della Casa Ariosto, che appartenne a Virgilio, chierico e nobile, figlio del poeta Ludovico e che ora ospita il Museo Civico Archeologico “G. Ferraresi”, Via A. Gramsci, 301 – Stellata di Bondeno – Ferrara

Le fotografie rimarranno esposte per tutto il mese di Maggio, gli orari di apertura sono quelli del Museo Archeologico: sabato e festivi 15.00 – 19.00, domenica 9.30 – 12.30, 15.00 – 19.00

World Press Photo 2017

“World Press Photo 2017” è la mostra che si tiene a Ferrara al PAC Padiglione d’arte contemporanea, all’interno del giardino di Palazzo Massari, dal 29 settembre al 29 ottobre 2017.
Immagine dell'evento

La mostra del World Press Photo 2017, dopo il Palazzo delle Esposizioni di Roma si sposterà a Ferrara, presso il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, dal 29 settembre al 29 ottobre 2017.

Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo. Per l’edizione 2017 le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 80.408, inviate da 5.034 fotografi di 125 nazionalità. La giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, ha premiato 45 fotografi provenienti da 25 paesi: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, India, Iran, Italia, Pakistan, Filippine, Romania, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Siria, Nuova Zelanda, Turchia, UK, USA.
L’esposizione del World Press Photo 2017, presentata con la collaborazione dell’Associazione Culturale 10b Photography, non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
World Press Photo 2017, promossa da Comune di Ferrara – Assessorato alla Cultura e Ferrara Arte, è ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata da 10b Photography in collaborazione con Internazionale a Ferrara.

Dove

Ferrara – Padiglione D’Arte Contemporanea – Palazzo Massari, C.so Porta Mare, 5

Quando

Dal 29 settembre al 29 ottobre 2017

Orari

Da martedì a domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00.  La biglietteria chiude un’ora prima.

Giorni di chiusura

  • Lunedì

Tariffe

Intero: euro 4,00; ridotto: euro 3,00 (dai 6 ai 16 anni compresi, over 65, myfe card, ARCI ferrara).
Gruppi (minimo 15 persone): euro 3,00 (1 accompagnatore gratuito ogni 15 paganti).
Scuole: euro 5,00 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe). Gratuito membri ICOM.

Gratuito

  • Fino a 6 anni
  • Persone diversamente abili con accompagnatore
  • Guide turistiche
  • Giornalisti
  • Militari

Contatti

Ufficio Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei C.so Ercole I d’Este, 21
telefax 0532 203064