Nuovi orari della biblioteca

Dal 19 agosto, partirà il nuovo corso della biblioteca, quando il plesso culturale riaprirà dopo le ferie. L’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri, ha presentato recentemente il nuovo progetto, spiegando che la nuova gestione «avrà 40 ore di apertura, rispetto alle 31 precedenti, concedendo una maggiore flessibilità. L’archivio storico sarà disponibile il mercoledì e venerdì mattina (dalle ore 9,30 alle 12,30) mettendo a disposizione materiale di studio, che andrà richiesto direttamente nelle giornate di apertura all’archivista della cooperativa sociale Le Pagine (che gestirà la biblioteca), e che potrà poi essere visionato negli orari di apertura. Si lavorerà anche sulla didattica d’archivio per le scuole – assicura Poltronieri – che potrebbe essere programmata per il prossimo anno, nell’ambito dei progetti “Scuola in Comune”». Il servizio bibliotecario conta già alcune sezione speciali: la storia locale, la sala ragazzi e “Docsì”, che racchiude i materiali che documentano il sisma. «Gli operatori saranno due più una archivista – rivela la responsabile del servizio biblioteche de Le Pagine, Piera Fiorito –. Le Pagine continuerà a proporre attività laboratoriali e ludico-ricreative durante l’anno, con un’implementazione dell’offerta. Non sarà un semplice servizio di prestito libri, ma uno spazio aperto a chiunque, a dispetto del grado di istruzione, come stiamo facendo nelle 50 biblioteche che stiamo gestendo tra Lombardia, Veneto, ed Emilia-Romagna». La “nuova” biblioteca “L. Meletti” sarà aperta, secondo il calendario programmato, tutti i giorni (ore 9-13 e 14,30-18,30), con l’eccezione del lunedì mattina (apertura solo dalle 14,30 alle 18,30) e del sabato pomeriggio (il sabato il polo bibliotecario osserverà un’apertura programmata dalle 9 alle 13). Tel. 342-1984674.

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Avvenimenti dei tempi nostri

Vorrei raccontare di un episodio accadutomi ieri perché potrebbe tornare utile a quelli che lo leggeranno, o almeno non trovarli impreparati qualora succedesse anche a loro.

Ieri alle 13 vado al supermercato per una veloce spesa. Non dico quale perché non ha importanza dato che potrebbe succedere dovunque. Vado a quell’ora perché di solito non c’è molta gente in giro e al punto vendita.

Dato il caldo e il luogo, non particolarmente impegnativo, indosso una maglietta e con pantaloni corti. Questi portano due tasche oblique laterali tradizionali, una tasca posteriore normalmente contenente un pacchetto di fazzoletti di carta, e due tasche rettangolari sul lato sopra al ginocchio larghe e comode. A sinistra tengo il cellulare e a destra il portafoglio con contanti, documenti, e carte di credito.

Finisco la spesa e mi avvio verso la macchina, scarico la borsa e vado a riporre il carrello.

Nel parcheggio non c’è un’anima viva.

Quasi all’improvviso sento alle mie spalle un vociare gioioso di bambini. Strano, sono comparsi quasi dal nulla.

Mi giro e vedo che saranno 3 o 4 di età compresa presumibilmente fra i 6 e i 12 anni. Vedo che sono vestiti abbastanza bene, ordinati ben pettinati e parlano un buon italiano pur se con un accento indefinibile. Realizzo che non sono modenesi.

Con loro c’è una signora di bell’aspetto bei lineamenti, truccata bene, capelli neri bellissimi e lunghi, sui 35/40 vestita molto bene, un portamento normale da mamma che accompagna i figli. Poi anche una bella signora.

Mi avvicino al deposito dei carrelli e noto che mi seguono.

Infilo il carrello, ricupero la moneta mentre loro mi hanno circondato.

A un certo punto la signora si pone sulla fila di carrelli adiacente e contigua alla mia e introduce una moneta per liberare il carrello. Intanto mi è sempre più vicina e mi dice sotto al naso: Ma questa moneta non funziona (vedo che ha 20 centesimi). Le dico: Guardi che ci vuole una moneta come quelle raffigurate sull’impugnatura del carrello.

A questo punto sono marcato da ogni lato. Mi si accende una lampadina e faccio scorrere le braccia lungo al corpo e arrivo con le mani nelle tasche laterali.

Qui blocco altre due mani, una della donna e l’altra di un bambino. Stringo col massimo della forza entrambe le mani. Loro subito non abbandonano il cellulare e il portafogli ma io stringendo con tutta la maggior forza possibile riesco a far mollare i due oggetti che ricadono nelle rispettive tasche.

Allora riprendo la mano sinistra della donna mentre i bambini allargano il cerchio facendo urla. Mentre la donna si divincola mi guardo attorno se ci fosse qualche adulto o qualche agente della sicurezza.

Nessuno. Nulla. Un deserto.

Lascio la donna complimentandomi ironicamente per l’educazione che insegnava ai bambini, figli o non figli.

Si è allontanata col gruppo mandandomi maledizioni (credo) in una lingua incomprensibile.”

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Nuova segretaria

La dottoressa Vanessa Iannetta, di 46 anni, è la nuova segretaria generaledei comuni di Bondeno e Poggio Renatico, nell’ottica del progetto riguardante la segreteria “convenzionata” dei due enti locali. Vanessa Iannetta è risultata la candidata idonea al termine delle procedure selettive svoltesi nelle scorse settimane e che hanno riguardato altri sei potenziali candidati. Secondo il decreto numero 13 di nomina, firmato dal sindaco Fabio Bergamini lo scorso 15 luglio, e «visti i curricula inviati dai candidati, si evince che Vanessa Iannetta possiede le caratteristiche professionali ed umane adeguate allo svolgimento dell’incarico di segretario comunale», all’interno della convenzione tra Bondeno e Poggio. Vanessa Iannetta (originaria di Cassino, in provincia di Frosinone) prenderà il posto di Stefania Necco, che ha lasciato l’incarico di segretario generale dell’ente locale matildeo durante la scorsa primavera.

Guardia medica

Su richiesta di alcuni cittadini, ed in accordo con il servizio di “Comunicazione e Stampa”

dell’Azienda Sanitaria di Ferrara, si riportano i seguenti chiarimenti per Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) di Bondeno

La sede del servizio di Guardia Medica di Bondeno si trova presso la Casa della Salute, ala est del ex Ospedale Borselli, al numero civico 113 di via Dazio, ubicato al piano terra, a dx dell’ingresso principale. L’apertura della nuova ala non ha comportato spostamenti di questo servizio.

Organizzazione del servizio

Orario e attività

1) Tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 8.00 e nei giorni prefestivi e festivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00 visite domiciliari richieste dall’utente con chiamata telefonica al numero 840000215.

2) Dalle ore 9 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle 18.00 visite ambulatoriali presso la sede, prescrizione di farmaci soprattutto per proseguimento di terapia già  in corso; rilascio di certificati di malattia antecedenti un solo giorno rispetto all’assenza del lavoratore turnista.

3) Visite urgenti presso le strutture residenziali RSA – Casa Protetta – CRA negli orari in cui è assente il medico di reparto ed è attivo il servizio di Continuità Assistenziale.

– Utenti del servizio di Continuità Assistenziale: tutti i residenti, di qualunque età.

– Ticket: per i residenti è un servizio gratuito, senza alcun pagamento.

I Medici assegnati complessivamente sono quattro. 1 medico per ogni turno di lavoro.

– Registrazione della attività svolta: duplice, informatizzata su cartella del portale sole e cartacea su registro aziendale.

Si segnala inoltre che a tutela sia dell’utente che del professionista tutte le telefonate sono registrate da un sistema automatico unico provinciale dell’Azienda USL che permette la rintracciabilità dei numeri telefonici e dei colloqui intercorsi.

Si coglie l’occasione per far conoscere in dettaglio alcune particolarità ritenute necessarie ed indispensabili da mantenere operative come lo sono ora:

– la porta di ingresso della struttura deve rimanere sempre chiusa tranne nelle giornate ed orari sopra riferiti in cui è attivo l’ambulatorio di continuità assistenziale

– il medico in turno è responsabile di ogni comportamento assunto nei confronti dell’utenza e della modalità ritenuta idonea alla erogazione del servizio di continuità assistenziale, comprensiva della consulenza telefonica.

 

Dati attività

– anno  2017: sono state effettuate 767 consulenze telefoniche, 464 visite domiciliari e 1083 visite ambulatoriali

– anno 2018 sono state effettuate 682 consulenze telefoniche ma con incremento delle visite domiciliari 556, e delle visite ambulatoriali 1189; in incremento rispetto al 2017.

Ufficio stampa Azienda USL di Ferrara

Rifiuti tossici

BONDENO – Piombo, cromo, zinco, nichel, vanadio e arsenico: tutto nascosto e tombato nelle fondamenta di un condominio di Bondeno. La conseguenza di questo atto criminale? Una bambina che viveva in quel condominio si è ammalata. Per questo motivo sono sotto processo tre persone della ditta che è accusata di aver sepolto, nel 2011, metalli pesanti in quantità letale durante i lavori si ristrutturazione, metalli  – in particolare il nichel – che avrebbero procurato lesioni gravissime alla piccola.

Il processo si è aperto in questi giorni in Tribunale a Ferrara: alla sbarra la legale rappresentante il gestore e un socio dell’azienda edile. Per ciascuno il pubblico ministero una condanna a sei anni e due mesi di reclusione ciascuno, pena finale ridotta di un terzo grazie ai benefici legati al rito abbreviato. La difesa replica che non si può dimostrare un legame diretto tra l’esposizione al nichel e la malattia.

La sentenza è attesa per giovedì.

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Angeli e demoni

Una procedura semplificata e più veloce per l’iter che porterà alla Commissione d’inchiesta sulle case famiglia. L’ha chiesta e ottenuta questa mattina, il presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari. Tutti i gruppi politici hanno votato a favore della proposta Lega. Ostellari, in accordo con i ministri Matteo Salvini e Lorenzo Fontana, ha sollecitato il trasferimento in sede deliberante del disegno di legge, fortemente – ricorda l’Ansa – voluto dallo stesso Fontana, per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori.
In casa Cinque Stelle si vuole invece capire quanti sono i minori allontanati dalle famiglie In Italia, dove sono, come stanno. Per questo serve una apposita Commissione di Inchiesta. Scrive la deputata Stefania Ascari,

L’inchiesta “Angeli e demoni” mostra uno scenario spaventoso che avrebbe coinvolto esponenti della politica e dell’assistenza sociale, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti. Minori hanno subito abusi reali in famiglie affidatarie, mentre in altri sarebbe stata inculcata la consapevolezza di falsi abusi per allontanarli dalle famiglie naturali. All’esterno luccicava il ‘modello emiliano’, all’interno si sarebbe covato marciume e interesse ai danni dei minori e delle loro famiglie d’origine.
Se personalmente la rabbia è molta, come deputati siamo chiamati a fare di più. A dare risposte e a migliorare il sistema. Oggi in conferenza stampa, con Maria Edera Spadoni, Francesco D’Uva e Celeste D’Arrando ho raccontato le proposte sottoscritte per fare luce sul caso.
Un’interrogazione parlamentare sugli affidi illeciti di Reggio e una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sui “diavoli nella Bassa modenese” e i “falsi positivi” in Italia.
Il lavoro da fare è tanto, ma noi siamo molto determinati a cambiare il sistema!

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Analogie tra Mirandola e Bibbiano

Bambini tolti alle famiglie, troppe analogie tra Mirandola e Bibbiano: la Procura di Modena vuole vederci chiaro, capire se ci sono collegamenti con gli esperti che oggi sono stati arrestati, se il modus operandi dei servizi sociali fu lo stesso, con la creazione di finti ricordi di abusi, se ci fu un business anche allora.
Gli orrori che venivano consumati in Val d’Enza, nel reggiano, sono da giorni sulle pagine dei giornali: decine e decine di bambini tolti alle famiglie con prove costruite a tavolino e lavaggi del cervello fatti anche con stimoli elettrici, per finire in affido ad amici. Tra gli affidatari anche persone con problematiche psichiche e con figli suicidi.
Due casi accertati di stupro presso le famiglie affidatarie ed in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento.

A leggere quanto accaduto, in tanti hanno cominicato a fare analogie con quanto è accaduto tra Mirandola e Finale Emilia.

Primo punto: i racconti sugli abusi

A parlare di connessioni tra Bibbiano e Mirandola ha iniziato Pablo Trincia, il giornalista che ha realizzato una importante inchiesta giornalistica sui fatti della Bassa, mettendo in luce, a mente fredda, le tante incongruenze che emergevano dai racconti dei bambini. Racconti che sembravano indotti, fatti con pressioni non del tutto legittime e che restituivano racconti che poi alla prova dell’analisi giudiziaria, si sono rivelati falsi, come quelli sugli omicidi che avrebbe compiuto la setta di pedofili satanisti gettand i cadaveri nel Panaro. E’ forse lo stesso metodo usato a Bibbiano per far ammettere ai bimbi abusi mai estititi?

Scrive Trincia “Hanno arrestato Claudio Foti, responsabile del Centro Hansel e Gretel di Torino, lo stesso da cui provenivano le psicologhe che avete visto interrogare i bambini di Veleno.
Foti aveva da tempo scritto contro di noi, facendo addirittura una petizione contro il podcast”

Secondo punto: il giro di denaro tra Mirandola e Bibbiano

Antonio Platis è il politico di Forza Italia che segue da tempo la vicenda dei 16 bimbi tolti alle famiglie di Mirandola e Finale Emilia. Ha studiato le carte che riguardano tutti i soldi pubblici spesi in quegli anni su questa vicenda scoprendo che da allora sono stati usati più 2 milioni di euro per pagare cure specialistiche alle presunte vittime di abusi. E a chi sono andati parte di questi soldi? Proprio al centro di San Polo d’Enza finito oggi nell’occhio de cilone, in quanto convenzionato con la nostra Unione dei Comuni.

Platis parla di un accordo tra Mirandola e Bibbiano basato su una “strana” convenzione, quando “tra queste due realtà non esistono punti di incontro e neppure rapporti. L’unica cosa che stonava era l’appartenenza di entrambi i Servizi Sociali al CISMAI, il cui nome è legato anche alla tragica sorte dei 16 bambini strappati tra il 1996 e il 1998 a diverse famiglie della bassa modenese” . Da qui sono partite le interrogazioni e le richieste di chiarimenti per questa insolita collaborazione che permetteva all’Unione Area Nord di inviare minori vittime di abusi e al Centro di San Polo d’Enza e di incassare la tariffa oraria di 135 euro per il supporto psicologico, oltre ad un forfetario mensile di 50 euro per ogni minore (ridotti a 45, quando i minori superano il numero di tre). Dallo studio delle carte – racconta Platis – abbiamo trovato un’anomalia. Nei cassetti dei Servizi Sociali della bassa c’erano i preventivi non del Centro gestito dall’Unione Val d’Enza ma su carta intestata della onlus Hansel e Gretel di Moncalieri (Torino). Seconda stranezza, visto che anche questa realtà ha avuto un ruolo di primo piano nella vicenda ‘Covezzi’. Anche nel 2018, a domanda precisa posta dal sottoscritto in Commissione Unione Area Nord, è emerso che, per gli attuali Servizi Sociali, il centro di Bibbiano fosse considerata una vera e proprio eccellenza.

Stando alla convenzione firmata nel 2017 ed approvata dal Presidente UCMAN Luca Prandini con delibera 30/2017 è prevista “la partecipazione attiva della nostra Unione ai momenti di scambio e confronto organizzati dal Centro la Cura per condividere prassi, responsabilità, modalità di lavoro ed individuare celermente eventuali criticità;(…)la disponibilità a costruire una rete di collaborazioni con associazioni ed enti: ad oggi è attivo il partenariato con le associazioni Hansel e Gretel onlus, Casina dei bimbi onlus e Sentire le voci;”.

Quindi – si interroga Platis – i nostri Servizi Sociali hanno pure condiviso la prassi di queste persone, oggi formalmente accusate ed arrestate? Quali altre collaborazioni sono state messe in campo con queste associazioni? I nostri Assistenti sociali sono stati formati da questi soggetti?

Terzo punto, i bambini della Bassa mandati “in cura” nel reggiano

I Carabinieri parlano di decine e decine di bambini finiti nel circolo degli orrori degli affidi pilotati. Quanti sono i bambini di Bassa? E’ un filone di indagine tutto da scoprire e su cui vuole agire la Procura di Modena. Al momento le cronache giornalistiche parlano di almeno un caso. Una bambina di Mirandola che nel 2011 è stata tolta alla famiglia per via di problemi economici. La mettono in una comunità di affido, passano sei anni e lei solo allora cominicia a raccontare di abusi sessuali avvenuti in famiglia, durante le sedute di terapia presso il centro al Cura di Bibbiano.
Racconta ad esempio, che suo padre uccideva le persone in casa e poi usava il sangue per truccare i bambini.

Punto quattro, i regali e le lettere nascoste

Per i bambini che vengono presi in carico dai Servizi sociali della Val d’Enza e i rapporti con le famiglie vengono ridotti al minimo, se non azzerati. E’ una pratica che è stata realizzata anche coi 16 bambini della Bassa, vent’anni fa. Un particolare comune, aggiacciante, sono le lettere e i regali che i genitori mandavano ai figli che non li hanno mai ricevuti. Lorena Morselli, la mamma di Massa cui vennero tolti  4 figli che non ha mai più rivisto, si dice certa che le sue lettere e i suoi regali non sono mai state consegnati. E a centinaia Carabinieri reggani ne hanno rinvenuti e sequestrato in un magazzino dove erano accatastati.

Si muove la Procura di Modena

La Procura di Modena è pronta a rispolverare i casi di vent’anni fa. Primo atto, capire quanti bambini modenesi sono finiti nel reggiano, e se deve essere Modena a occuparsene, spostando quindi l’inchiesta qui.

 

 

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Chiudono anche le sagre

SAN FELICE SUL PANARO – La Sagra del Molino chiude: “Troppa burocrazia, non ce la facciamo”, dicono i volontari. Era una delle sagre storiche di San Felice sul Panaro, ne sono state realizzate fino a oggi più di 50 edizioni. In via Tassi residenti e sanfeliciani tutti sono passati almeno una volta a mangiare gnocco fritto e altre prelibatezze.

Ma la sagra del Molino si schianta contro le nuove disposizioni burocratiche che, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza contro gli attentati terroristici e varie disgrazie, impongono nuovi obblighi agli organizzatori di manifestazioni. Troppo difficili da ottemperare per chi mette su una sagra come volontario, per organizzare qualcosa di bello nel suo quartiere.
I costi sono altissimi: tanto per capire, bisogna ad esempio pagare gli addetti alla sicurezza (lo scorso anno per questa sagra se ne sono andati 600 euro), adeguare gli strumenti di cucina alle nuove norme (sempre qui per mettere in sicurezza la friggitrice si sono spesi 800 euro) e aggiornarsi continuamente. Troppi costi e troppi impegni per una iniziativa come questa. Solo la burocrazia ha potuto fermare l’impegno dei volontari.

Così, la Sagra del Molino chiude.

Ne dà notizia Ernesto Suffritti, uno degli organizzatori:

Siamo arrivati a Maggio, e notoriamente alla fine del mese , con la conclusione del rosario con la Santa Processione, che si chiudeva presso la tensostruttura istallata per lo svolgimento della tradizionale Sagra del Molino del quartiere omonimo in San Felice sul Panaro

Quest’anno purtroppo il Comitato Sagra del Molino ha deciso di sospendere lo svolgimento della Sagra che sarebbe stata la 58 edizione , le nuove disposizioni in materia di sicurezza, obbligano a sempre maggiori prescrizioni onerose con spese che il comitato sagra, solo volontari, non ha la possibilità di sostenere.
Purtroppo, per cercare di evitare infausti eventi come accaduto, si prendono provvedimenti drastici che piccole comunità non riescono ad adeguarsi e così vanno a perdersi tradizioni popolari tipiche delle varie comunità con le loro caratteristiche.
Negli anni a venire se ci sarà la provvidenza a darci una mano , chissà se la Sagra del Molino rinascerà…la speranza è l’ultima a morire
Un caro saluto dal Comitato Sagra del Molino

Stupore e rammarico tra i cittadini della zona all’annuncio che cala il sipario sulla tanto amata Sagra.

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