Etica del capitalismo

Potremmo gridare al miracolo perché nell’Italia oscura e degradante dei Palamara si sono trovati due pubblici ministeri  che non hanno guardato dall’altra parte, che non si sono piegati all’aria che tira e hanno avuto il coraggio di arrestare l’ex amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, altri due ex manager oltre a tre attuali dirigenti in relazione alle mancate manutenzioni sia del ponte Morandi che di altre strutture viarie come i pannelli fonoassorbenti. Le intercettazioni che mostrano come questi signori giocassero con la vita delle persone per rendere più felici e più ricchi i Benetton sono davvero agghiaccianti anche per la leggerezza canaglia con cui venivano dette cose inaudite quasi pensandosi al di sopra della legge. Eppure il loro arresto era tutt’altro che scontato, anzi si potrebbe definire un atto eroico: infatti dopo due mesi dalla caduta del ponte Morandi, attenuatosi lo choc per le 43 vittime, i giornaloni hanno cominciato una campagna a tappeto perché nessuno toccasse  questi Caini e nessuno si sognasse di togliere loro la concessione di opere costruite con i soldi e i sacrifici di tutti gli italiani e sulle quali essi lucravano ( e continuano a farlo) , senza nemmeno ottemperare ai compiti più elementari. Con il passare del tempo tale atto dovuto di fronte a una tragedia senza precedenti si è trasformato in una sorta di blasfemia contro i poteri di mercato e la “grande” miserabile stampa si è esercitata nel trovare sempre nuove malevole definizioni per un atto di semplice giustizia, definita di volta in volta giustizialismo , punizione cieca, voglia di ghigliottina, ansia di piazzale Loreto, cultura antimpresa, sciacallaggio, barbarie giuridica, ansia vendicativa, deriva autoritaria, pressapochismo, collettivismo, socialismo reale, oscurantismo. E non è certo un elenco completo. A parte i conflitti di interessi di ogni tipo, compreso il passaggio di manager come la Mongardini da Atlantia a Gedi che edita Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX e una miriade di testate locali, rimane la rivoltante sensazione di vivere in una condizione dove l’etica non merita nemmeno più un’adeguata finzione, anzi l’etica è che di fronte al profitto e agli azionisti qualsiasi reato perde importanza.

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Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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