Il nuovo bigotto

Il bigotto dei tempi passati, come ci insegna la Treccani, è una persona “che mostra zelo esagerato più nelle pratiche esterne che nello spirito della religione, osservando con ostentazione e pignoleria tutte le regole del culto”. Il nuovo bigotto è identico solo che, al posto della religione, ha scelto come testo sacro il DCPM del 26 Aprile sul Covid19.

Il nuovo bigotto non apre bocca per criticare le regole, quali esse siano, lui parla solo per giudicare (negativamente ovvio) le altre persone che non si adattano alle restrizioni. E infatti fa sentire la sua voce, a volte dai balconi con grida indignate, a volte con cartelli ammonitori posti sui balconi, più spesso sui social network. Stranamente rifugge il dialogo diretto. Quasi sempre non accetta il dialogo, si mostra infastidito dall’esistenza degli altri e, ancora di più, dalle loro parole. Trova intollerabile che qualcuno metta in discussione il suo credo. Come il bigotto antico giudica severamente il peccato, ma ancora più duramente chi lo difende con argomentazioni pretestuose! Il bigotto, infatti, si fida soltanto di fonti certificate, che lui seleziona in base alla conformità con il suo credo.

All’inizio il bigottismo, come tutte le malattie si manifesta in forma acuta e ha tre manifestazioni chiarissime: la paura, la frustrazione, l’invidia. All’inizio, il nuovo bigotto è un fobico che vive le notizie sul virus con particolare apprensione. La paura lo spinge ad adottare scrupolosamente ogni regola preventiva. Fin qua, il bigottismo è asintomatico e, se si è fortunati, non si sviluppa la forma acuta. Si rimane in una condizione di generale apprensione. In molti, purtroppo, la combinazione di paura e di limitazione alla libertà fa scattare la forma acuta! Dopo qualche giorno di prigionia domestica, il bigotto non soffre più per i limiti alla propria libertà, ma comincia a provare un sottile piacere: finalmente si sente nella condizione di poter dimostrare la sua superiorità morale agli altri. Questo è il primo sintomo inequivocabile che la patologia è iniziata. Laddove gli altri si lamentano, lui sopporta con pazienza e diligenza. Laddove gli altri protestano, indubbiamente per motivi poco edificanti, lui tace e obbedisce. La differenza non potrebbe essere più chiara.

Come i flagellanti del medioevo, che infatti avevano introdotto pratiche di automortificazione, così il restocasista si punisce, si mette la mascherina quando guida, si lava le mani tra la camera da letto e la cucina, si propone di restare in casa ad oltranza, ben oltre le date chieste dal governo, si vieta contatti con amici e parenti anche dopo che la quarantena dovrebbe aver ridotto il rischio di contagio al di sotto di ogni soglia critica, indossa (l’ho visto più volte) molteplici mascherine anche per portare l’immondizia nel cassonetto sotto casa. Non sono pratiche sanitarie, sono esercizi spirituali, percorsi di purificazione, sacrifici umani.

Riccardo Manzotti

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-nuovo-bigotto-volgarmente-detto-restacasista-martire-io-sono-meglio-di-te-perche-godo-di-meno

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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