Italiani in vacanza

Gli italiani che incontro si assomigliano un po’ tutti. Maleducati, gretti, irrispettosi. Confusionari ed eccessivamente ciarlieri. Perché sono comunicativi, qualcuno obietta. Ecco, non credo sia questo il punto. Ci ho riflettuto, e sono giunta alla conclusione che si tratti, in realtà, di mancanza di vita interiore.

Hanno un vuoto dentro, e credono di poterlo colmare con le parole. Occorre silenzio per ascoltare, per accogliere, per valutare, per comparare, per godere. Occorre silenzio, tempo, e appropriati strumenti spirituali. Ma se la dimensione interna di un individuo è assente, il silenzio non serve più. Il vuoto viene colmato dall’istinto inselvatichito e prepotente di riversare all’esterno tutto il flusso poco meditato e protervo di sensazioni che si elevano a giudizi, di cui si ritiene che il resto del mondo non possa fare a meno. Non si tengono nelle parole e neanche nei gesti, con cui si aiutano faticosamente nell’eiettare a ripetizione considerazioni lillipuziane ma che loro, gli italiani in vacanza, percepiscono come imprescindibili per gli altri.

Si sentono irresistibilmente simpatici. Un esempio? Decido di visitare una sezione della mura di cinta della Città Vecchia. Supero l’ingresso della Nunnatorn, la torre da cui si accede al percorso, e inizio a salire le scale di pietra, che sono piuttosto ripide. Per ascendere e superare i vari livelli ci si può sostenere alle corde laterali, ma è prevedibile che qualcuno faccia più fatica, e siccome all’ultimo piano non c’è personale di servizio, l’amministrazione ha pensato di attaccare un cartello con un numero di telefono per chiedere assistenza in caso di necessità. Il cartello è scritto in tre lingue, come la gran parte delle comunicazioni pubbliche: estone, russo e inglese.

Alle tre lingue, osservo avvicinandomi, se ne è aggiunta a quanto pare una quarta, latrice di diverso messaggio. La lingua è l’italiano – non spagnolo, non svedese, non polacco, non cinese, non arabo, nonostante i turisti siano molti e di molte nazionalità. La scritta è in italiano, è a penna e dice: “Per qualunque altro desiderio rivolgersi a Salvatore, l’amatore”. Seguono orari e numero a cui chiamare. Perché noi siamo quelli simpatici.

di Milena Spigaglia

L’articolo PERCHE’ VIVO IN ESTONIA proviene da Blondet & Friends.

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