Percorsi bondenesi

Il comprensorio comunale di Bondeno, occupante il settore nord occidentale della provincia di Ferrara, bagnato dalle acque del Po e del Panaro offre, per chi si accinga oggi ad una visita, la possibilità di apprezzare il manifestarsi e lo stratificarsi delle sue valenze artistiche, cultura-li, ambientali e delle tradizioni popolari che maggiormente hanno inciso sulla struttura fisica del territorio attraverso la costante manutenzione e lo sfruttamento delle sue risorse.
Terra di antico popolamento, risalente all’età neolìtica e maggiormente documentato per il periodo romano, testimoniato dai numerosi reperti archeologici raccolti fin dal secolo scorso, è appartenuta in seguito al monastero di Nonantola che vi iniziò l’opera di bonifica. Passato al potere della contessa Matilde di Canossa, pervenne nella seconda metà del XIII secolo alla famiglia degli Estensi che lo resse fino alla fine del sec.XVI. A cominciare dal XV secolo il territorio di Bondeno fu teatro di una radicale trasformazione che vide il modificarsi della sua struttura prevalentemente valliva, dalla quale le popolazioni medievali seppero trarre vantaggio economico, a suolo coltivabile soggetto alle esigenze di profitto della nuova emergente imprenditorialità terriera. Passato ai papa verso la fine del XVI secolo, divenne linea di confine dello Stato Pontifìcio, Investito dai travagliati periodi dell’occupazione Farnese, dalle guerre di successione e dalla occupazione napoleonica, venne unito al Regno d’Italia nel 1861. Il paese ha dato i natali ad uomini distintisi nelle lettere, nella teologia, nelle arti e nelle scienze come Giovan Battista Riccioli e Teodoro Bonati; quest’ultimo fra i maggiori idraulici del suo tempo ed artefice delle principali trasformazioni idrauliche subite dal territorio bondenese nel XVIII secolo e perpetuatesi nei successivi sulle sue indicazioni. All’occhio critico del visitatore non sfugge il senso della complessa struttura architettonica del paesaggio, che al di la del superficiale giudizio di “piattezza”, si manifesta in tutta la sua eloquente morfologìa, frutto del secolare sforzo collettivo delle generazioni per la manutenzione della funzionalità territoriale. Al grande nemico di sempre, l’acqua, si sono opposti argini sempre più alti che chiudono gli ampi orizzonti delle campagne; con la costruzione delle chiaviche si è regolato il delicatissimo equilibrio dei deflussi; con una fitta rete di fossi e canali si è creata una vera e propria trama di vene ed arterie che si intersecano nel bisogno, apparentemente contraddittorio, di “accogliere” e “scacciare” l’acqua. Tutti questi sforzi sono ben sintetizzati nelle parole espresse da Alberto Penna che nel XVII secolo scriveva, riferendosi al territorio ferrarese “la lunghezza della linea (dei corsi d’acqua) e la tepidezza de costumi cagiona che le campagne che sono con poca caduta difficilmente scolano, e per-ciò è necessario una diligenza straordinaria ed intelligenza del paese”. “Diligenza” ed “intelligenza del paese”; que-sti dunque i connotati umani che maggiormente hanno contribuito alla “costruzione” del territorio di Bondeno ed ai più significativi “segni” della sua antropizzazione. Al lavoro umano, espresso come rapporto fra attività intelletti-va – progettuale ed operativa, è associato il concetto di bene artistico esteso non solo agli oggetti prodotti dall’uomo ma a tutto l’ambiente che lo circonda. A costituire un filtro della cultura popolare ed a coagula-re le espressioni artistiche vi sono le chiese sparse sul territorio e coincidenti con i principali centri abitati periferici Depositarle di un patrimonio che è espressione dell’area culturale coincidente con l’antica diocesi ferrarese e de-gli antichi stati estensi, sono testimoni del prevalere di forme architettoniche riferibili al periodo dal secolo XII ad oggi, passando dalla cultura tardogotica dell’area lombarda, al prevalere delle timide forme barocche e tordo-barocche rimaneggiate nei secoli successivi. Ingente an-che il patrimonio architettonico rurale testimoniato da un ampio panorama tipologico relazionato alle aree cultura-li limitrofe, rappresentativo del fenomeno della civiltà contadina.
Gli ampi spazi delle verdi aree golenali e delle floride campagne, possono essere percorsi apprezzandone il valore botanico e faunistico tipici delle zone umide, palustri e fluviali.

Dalla pubblicazione Bondeno comune Matildico

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