La Rocca di Stellata

Un intervento strutturale di importanza centrale. Il completo recupero della Rocca Possente (Patrimonio dell’Umanità Unesco) costituisce uno degli ultimi interventi di ricostruzione pubblica del territorio matildico. Forse il più atteso e simbolico, trattandosi di un restauro che riguarda una fortezza datata tra il XIV e XV secolo. Distrutta e poi ricostruita, soggetta all’opera di lenta erosione delle sue fondazioni da parte del Po, durante le sue piene, ed infine danneggiata gravemente dal sisma del 2012. Il sindaco Fabio Bergamini ha voluto compiere un sopralluogo nella struttura che ha ospitato fino al terremoto gran parte delle attività culturali del territorio. «La lesione provocata dal sisma – spiega il sindaco – ha portato tutto il peso della struttura di copertura a gravare sulla volta centrale con cedimenti importanti. I tecnici hanno studiato una revisione completa del progetto, per fare fronte anche agli effetti negli anni di precedenti interventi cementizi, che ora non possono più essere effettuati, ma che fino agli anni Settanta erano possibili». Il tentativo è stato quello di risalire a dati oggettivi, in merito alla struttura precedente al restauro di quarant’anni fa. Il direttore dei lavori, Vincenzo Vandelli, aveva spiegato al sindaco Bergamini ed al Prefetto di Ferrara, Michele Campanaro (giunto in visita a Stellata) che sono stati in pratica passati al setaccio «gli archivi del Comune e della Sovrintendenza», ed anche dell’Archivio storico di Modena, alla ricerca di informazioni. Dall’archivio di Modena, peraltro, sono fuoriusciti documenti “inediti”. La Rocca conserva nelle stanze dei piani sottostanti anche numerose scritte sui muri riconducibili ai prigionieri della fortezza e recentemente è riemersa anche una tavola con iscrizioni gotiche. Il direttore dei lavori, ed anche Davide Lanzoni (di Emiliana Restauri, l’azienda incaricata dei lavori) hanno preso atto anche della presenza di tracce di fumi nella parte inferiore della Rocca, nella quale avevano probabilmente trovato riparo alcune persone durante la fasi conclusive dell’ultima guerra. Da qui, probabilmente, l’origine del camino che fu collocato nella sommità e che oggi grava con il suo peso sulla struttura, soggetta a profonde fenditure. Un complesso meccanismo composto di travi metalliche e cavi in trazione ha consentito la messa in sicurezza della Rocca Possente. Il primo stralcio del lavori, finanziati con fondi commissariali per la ricostruzione, ha avuto un importo di un milione di euro. Ora si attende il via libera definitivo per la progettazione riferita al secondo stralcio, da circa 300mila euro. «Confidiamo che la burocrazia svolga rapidamente le pratiche necessarie – conclude Fabio Bergamini – per restituire al più presto questo importante monumento alla comunità».

Sindaco Rocca

Rocca cantiere

Rocca tralicci portanti

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