No comment

Espulso nel 2017, aveva lasciato l’Italia, ma è tornato ieri all’aeroporto di Bologna ‘contro la sua volontà’ e accompagnato da tre agenti della polizia svizzera. L’uomo, un marocchino di 35 anni, è stato arrestato dalla Polizia di frontiera per aver violato il divieto di ingresso nel territorio nazionale ma il giudice non ha convalidato l’arresto per mancanza di elemento soggettivo ed ha rimesso in libertà lo straniero.
La paradossale vicenda inizia a maggio 2017 con un ordine di espulsione del questore di Rimini per il marocchino, con precedenti. Da quel momento l’uomo, ha riferito, è stato tra Francia, Germania (dove ha chiesto protezione internazionale) e Svizzera, dove è stato arrestato a giugno. Qui le autorità hanno deciso di espellerlo verso l’Italia, tentando invano una prima volta e poi imbarcandolo coattivamente il 4 luglio. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Cavalli, ha spiegato che non voleva tornare, consapevole dell’ordine di espulsione. Il giudice Massimiliano Cenni lo ha scarcerato.
La decisione di espellerlo verso l’Italia, osserva il giudice nell’ordinanza, aveva “destato qualche perplessità negli operanti”. L’uomo comunque aveva con sé un lasciapassare dell’autorità svizzera. Arrestato, il 21 giugno si è rifiutato di essere mandato in Italia, ma il 4 luglio è stato costretto. Il quadro d’insieme, scrive il giudice, “rende evidente a chiunque che l’arrestato non può aver commesso il reato contestato, in quanto risulta carente l’elemento soggettivo”. Il marocchino, infatti, “ha subito un provvedimento di espulsione di un’autorità straniera, tra l’altro, posto contro la sua volontà”.
Per l’avvocato Cavalli “si tratta di un precedente pericoloso, perché consentirebbe a tutti gli Stati Schengen di espellere cittadini stranieri verso l’Italia, a prescindere dalla sussistenza di precedenti decreti di espulsione o comunque di titoli di soggiorno”; per tale motivo, “nonostante i roboanti slogan del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, si è passati dai porti chiusi agli aeroporti aperti”. Titolare del fascicolo è il pm Stefano Dambruoso, ex parlamentare. (Ansa)

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2 pensieri riguardo “No comment

  1. Un uomo di 30 anni è morto, mercoledì sera intorno alle 22, alla stazione di Ferrara, dove è stato investito da un treno Frecciarossa.
    Secondo quanto riportano i giornali locali si tratterebbe di un incidente: la vittima, residente a Bondeno (Ferrara), pakistano da anni in Italia, avrebbe attraversato il binario senza servirsi del sottopoassaggio, probabilmente mentre stava parlando al telefono o ascoltando la musica in cuffia.
    Il macchinista ha provato ad avvertirlo, azionando la sirena, ma non ha potuto evitare l’impatto che non gli ha lasciato scampo. La scena è avvenuta davanti ad alcuni testimoni ed è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza, le cui riprese, visionate dalla Polfer, escludono il gesto volontario. (Ansa)

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  2. Ha impugnato un bastone e ha rotto il televisore che la sorella di trent’anni, musulmana, stava guardando, accusandola di averlo sintonizzato su un canale italiano e non marocchino, criticandola poi per i vestiti troppo all’occidentale e per il lavoro che fa, l’agente di commercio, definendolo non adatto a una donna. Un ventottenne nato a Reggio Calabria, figlio di due marocchini, è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri a Medolla, in provincia di Modena, per maltrattamenti. Quando i carabinieri sono intervenuti nella casa dove il giovane risiede insieme anche alla madre, hanno trovato elettrodomestici e soprammobili distrutti. Verso le 11 e 30 il giovane si era anche scagliato contro la madre, minacciandola perché, a suo dire, faceva troppo rumore facendo le pulizie in casa. (ANSA)

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