Conferenza al 2000

«5000 Km in bici, inseguendo la plastica nel Pacifico». Un’impresa “nell’impresa”, insomma, quella che verrà presentata sabato 28 aprile (ore 17,30) alla sala 2000, nel contesto degli incontri di “Beati chi?” e che ben si collega all’attualità, a pochi giorni dalla giornata mondiale della Terra. Giornata servita anche quest’anno per fare tristemente il punto sullo sfruttamento indiscriminato del pianeta, ma anche sull’emergenza dovuta alla quantità di plastica che sommerge ormai la Terra. In particolare, nei mari, dove i polimeri finiscono per infestare la flora e la fauna marina, entrando prepotentemente anche nella catena alimentare dell’uomo. “Beati chi?”, l’evento promosso dalla parrocchia Natività di Maria, con il patrocinio del Comune, continua a dare voce agli ultimi ed a coloro che generalmente sono lontani dal riflettori, pur compiendo imprese straordinarie. La storia del biologo marino Dario Nardi è a metà tra il documento di denuncia agli abusi compiuti sul pianeta e il viaggio avventuroso. Con la sua bici di bambù (realizzata appositamente per rimarcare il problema della plastica) ha percorso in sei mesi circa 5mila chilometri, andando dalle coste marocchine, a quelle messicane, passando per Panama, il Nicaragua e le coste australiane. Il motivo della scelta dell’itinerario è chiaro: «l’oceano Pacifico – rivela Nardi – è sicuramente il più colpito dall’inquinamento plastico e le motivazioni sono logiche se pensiamo alla geografia dei Paesi che vi si affacciano, fra cui i due più inquinanti: gli Stati Uniti e la Cina. Sempre qui si concentrano i due vortici peggiori di plastica riscontrati nelle acque del pianeta, per via delle correnti». Non sta meglio il Mediterraneo, secondo il biologo ferrarese, che è uno dei mari più inquinati per via del fatto che non vi è la speranza che le correnti allontanino gli inquinanti, avendo come unico sbocco Gibilterra. Nardi è rientrato a gennaio dal suo viaggio e sarà a Bondeno, sabato pomeriggio, per un confronto e un’analisi di quello che è possibile fare, per salvare il pianeta. Un tema, ricordano gli organizzatori, già cominciato con “Beati chi?”, che ha ospitato don Albino Bizzotto, intervenuto sul tema dello sfruttamento del territorio e sulla cementificazione selvaggia.

beati chi 28 aprile WEB

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Analogica Cinetica

L’inaugurazione della mostra “Analogica cinetica” avrà luogo al museo di Stellata, venerdì 27 aprile (ore 19), con Live Act di Andrea Amaducci, performer e artista visivo. La mostra è a cura di Francesca Pennini e di Collettivo Cinetico, ed esporrà le fotografie di Daniele Zappi, fino al 31 maggio prossimo. Perché “analogica”? Il motivo risiede nel fatto che si tratta di un’esposizione di foto analogiche da pellicole in bianco e nero stampate direttamente dal fotografo in camera oscura; “cinetica”, perché è su Francesca Pennini, la performer, danzatrice, coreografa e direttrice del CollettivO CineticO, il pluri premiato collettivo di danza contemporanea ferrarese.

Il contrasto e l’improvvisazione sono i fili conduttori della mostra, fatta di scatti rubati tra i dietro le quinte e gli spettacoli del Collettivo. Zappi utilizza volutamente un mezzo fotografico analogico con pellicole in bianco e nero per contrapporsi alla contemporaneità e ai colori delle opere performative modellate dalla Pennini.

La mostra è un omaggio alla coreografa ferrarese nella sua individualità cinetica, alla quale vengono dedicate foto che sono alla ricerca dell’estetica, etimologicamente intesa come “percezione attraverso la mediazione dei sensi”.

Durante inaugurazione, lo slancio estetico della mostra sarà alimentato dal contributo dell’artista ferrarese Andrea Amaducci, Cinetico dal 2007, che darà vita a dei Live Act, ad intensificare anche l’improvvisazione e i contrasti alla base della mostra stessa.

L’inaugurazione, e tutta la mostra, sarà quindi il risultato di una trasversalità di arti espressive.

L’evento si svolgerà al primo piano della Casa Ariosto, che appartenne a Virgilio, chierico e nobile, figlio del poeta Ludovico e che ora ospita il Museo Civico Archeologico “G. Ferraresi”, Via A. Gramsci, 301 – Stellata di Bondeno – Ferrara

Le fotografie rimarranno esposte per tutto il mese di Maggio, gli orari di apertura sono quelli del Museo Archeologico: sabato e festivi 15.00 – 19.00, domenica 9.30 – 12.30, 15.00 – 19.00

Trasporto sociale

L’impegno del Comune non si ferma, nel cercare di aiutare le persone sole, affette da gravi patologie, anziani, diversamente abili. In poche parole, le fasce più deboli della popolazione, le quali oggi devono poter essere aiutare a raggiungere le strutture sociosanitarie del territorio, per visite e controlli medici. L’accordo stipulato dal municipio con Auser persegue questa direzione di marcia: «L’incontro che si è svolto in più riprese con il responsabile di Auser, Guizzardi, ed anche con la nostra dirigente Paola Mazza e con Massimo Mori dei servizi sociali, ha consentito di arrivare ad una proposta di convenzione che definiremo a breve – precisa l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti –. L’organizzazione sarebbe congiunta e, naturalmente, supervisionata dall’assistente sociale, per quanto riguarda le prese in carico degli utenti. Per 2-3 giorni alla settimana – continua Coletti – si cercherà di pianificare il trasporto delle persone bisognose di sostegno del nostro territorio, verso le strutture sanitarie principalmente interessate.  Per esempio, l’ospedale di Cento, la cittadella sociosanitaria situata nel vecchio Sant’Anna di Ferrara; ma anche le cliniche Salus e Quisisana, ed infine l’ospedale di Cona». Ovviamente, è previsto che il trasporto consenta anche di arrivare ai poliambulatori del Borselli. «Nel caso si renda necessario – concludono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore Coletti – cercheremo di verificare la disponibilità dei volontari (dovrebbero essere sedici; ndr)  per raggiungere Copparo, Valle Oppio e i vari poliambulatori dislocati nella provincia. Ringraziamo Auser e Catia Taddei, che sarà operativamente il tramite con il volontari di Bondeno, perché soltanto attraverso un buon lavoro di squadra si è riusciti anche quest’anno ad organizzare un efficiente servizio, che contiamo di continuare a garantire in futuro».

Ariosto per sempre

Sabato 21 aprile 2018 ore 10 in Biblioteca Ariostea

Intervengono Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara, Enrico Spinelli, direttore della Biblioteca Ariostea e Lina Bolzoni, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’Orlando furioso.

Una mattinata molta intensa attende la biblioteca Ariostea il prossimo 21 aprile. Il programma, infatti, prevede una serie di iniziative con al centro Ariosto e il suo capolavoro.

– Ore 10, Sala Agnelli, Gino Ruozzi (Università di Bologna) presenta
Galassia Ariosto. Il modello editoriale dell’Orlando Furioso dal libro illustrato al web, a c. di L. Bolzoni, Roma, Donzelli, 2017
Andrea Torre (Scuola Normale Superiore), presenta
Gianluca Genovese, Le vie del Furioso, Napoli, Guida, 2017
Saranno presenti Lina Bolzoni (Scuola Normale Superiore), e Gianluca Genovese (Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa).

– Ore 11, piano nobile, intitolazione di Sala rossa a Giuseppe Carli e di Sala del falcone a Giovanni A. Barotti, due fra i più importanti benefattori della Biblioteca Ariostea.

Nella rinnovata Sala Ariosto si procederà successivamente all’inaugurazione della mostra “Ariosto per sempre Ariosto. Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere d’arte dalle collezioni della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara”, curata da Mirna Bonazza e visitabile fino al 23 luglio 2018.

L’appuntamento rappresenta idealmente la sintesi delle attività finanziate dal MiBACT e gestite ora dal “Comitato nazionale Orlando furioso”, ora tramite Progetto “Unesco furioso”: sarà l’occasione per scoprire un insospettato autografo di Benedetto Croce (con le figlie Alda e Elena, in pellegrinaggio ariosteo a Ferrara nel 1936), nelle nuove Teche realizzate appositamente per Palazzo Paradiso.

A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e del Comitato Nazionale V centenario dell’Orlando Furioso – Mibact

Bondeno e Identità

Un confronto secolare, scaturito anche nella celebre “Guerra del sale”, che in un territorio di confine come quello matildeo, lungo il corso del Po, ha lasciato testimonianze indelebili. Per questa ragione, il confronto su “Leone e Aquila”, ovvero il Leone di San Marco della Serenissima di Venezia e la tradizione degli Estensi, sarà particolarmente stimolante. Come del resto lo era stato, nei mesi scorsi, il primo appuntamento organizzato dalla neonata associazione “Bondeno e Identità”, che aveva visto la partecipazione di monsignor Luigi Negri, per trattare questioni teologiche, tra scienza e fede. Stavolta (domenica 15 aprile, ore 16, al museo di Stellata) il dibattito si articolerà attorno al grande tema: “Estensi e Repubblica di Venezia, in guerra e pace”. «Secoli di contesa e guerre, ma anche il rispetto tra due grandi potenze di un’altra epoca, hanno forgiato l’identità di territori che sono confinanti e che vivono una cultura comune – spiega il vicesindaco con delega alla promozione del territorio, Simone Saletti –. Crediamo che un turismo culturale che attinge dal suo glorioso passato non possa prescindere dalla conoscenza dei fatti storici». I quali saranno trattati nel dettaglio da Alberto Astolfi e dal dottor Massimiliano Righini (consiglio scientifico nazionale dell’Istituto italiano dei Castelli): il primo si occuperà del tema “La Guerra sul Po. Il territorio, gli uomini, le gesta: Polesella, 22 dicembre 1509”. Il dottor Righini relazionerà su “Armi, armati e artiglieri in ambito Estense durante le prime guerre d’Italia”. L’evento vede la collaborazione di Associazione Bondeno Cultura, Parrocchia “Natività di Maria”, Lions Club e il patrocinio del Comune di Bondeno.

Paolo Fabbri

La Rocca Possente, la vastità delle campagne, con le nebbie che lasciano un velo a volte impenetrabile, ma che per un artista come Paolo Fabbri non era altro che una lente. Attraverso la quale filtrare i colori e le meraviglie di un paesaggio rurale, caratterizzato da terra e acqua. Dal 7 al 26 aprile, alcune delle opere più suggestive di questo autore, scomparso lo scorso 31 ottobre all’età di quasi 99 anni, verranno proposte al pubblico di Bondeno, in pinacoteca. «Un modo per valorizzarne il su prestigioso percorso artistico – sottolinea l’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri – dal momento che le sue opere sono state presentate in oltre 300 mostre e gallerie, da New York a Tokyio, dalla Germania a Londra e che hanno una indiscussa valenza per il nostro territorio». Paolo Fabbri ha conosciuto in vita artisti quali Cattabriga, Capra, Brindisi e lo scultore Ulderico Fabbri, ed era un post-impressionista, di cui i critici hanno apprezzato in particolare la “lirica” della tavolozza; assieme allo stupore e la meraviglia che emergevano da quadri in grado di catturare i colori e la luce. Due costanti, che amava ammirare di persona. «Recandosi in bici o in motorino direttamente sui luoghi, che sono diventati il soggetto dei suoi quadri – spiega la figlia, Elisabetta Fabbri – spesso preparati dopo una serie infinita di schizzi, che poi perfezionava nel suo studio». Ogni quadro dell’artista era come un “figlio”: ne sono stati venduti un migliaio, ma la sua collezione si compone ancora di diverse opere, tenute gelosamente per sé. Molte delle quali sono servite a fargli ottenere 200 premi, due lauree honoris causa ed esperienze indimenticabili: la scuola libera Pomposiana (esperienza conclusasi a metà anni ’50) e il Cad (Circolo artisti dilettanti) realizzato quest’ultimo assieme ai pittori Morelli, Filippini ed altri, per dare a tutti la possibilità di vivere l’arte. Ora, la Rocca di Stellata, le campagne estensi e matildee e gli scenari suggestivi immortalati dai suoi pennelli saranno visibili in pinacoteca, nella mostra “Retrospettiva di pittura”, che sarà inaugurata sabato 7 aprile alle 10,30.
Orari di visita: il sabato, domenica e festivi, dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. Per informazioni: 0532-899245.

Cispadana urbana

Si riaccende il dibattito sulla Cispadana. Dopo l’intervento del presidente della Cna Area Nord, questa volta è Stefano Lugli, segretario regionale Rifondazione Comunista e consigliere comunale a Finale Emilia, a prendere la parola che così scrive in una nota:

«Se in questa legislatura non si apriranno i cantieri della Cispadana avremo fallito». Queste parole le ha pronunciate il presidente della Regione Bonaccini nel 2015 all’avvio della legislatura da lui guidata, e oggi non se la può cavare scaricando la responsabilità sui sindaci chiedendo loro di decidere se vogliono un’autostrada o una strada urbana. I sindaci hanno la responsabilità di aver difeso per anni un progetto autostradale insostenibile, ma Bonaccini deve assumersi la responsabilità di quello che è un fallimento politico che si trascina da 14 anni e cancellare la delibera con cui la regione si è impegnata a realizzare l’autostrada cispadana. E deve farlo al più presto per evitare di perdere altro tempo: perché i soldi dei privati non ci sono e perché le oltre 200 prescrizioni con cui il ministero dell’ambiente ha dato l’ok alla valutazione di impatto ambientale sono un macigno alla conclusione dell’iter progettuale.

Bonaccini ha sostenuto l’autostrada cispadana prima da dirigente provinciale e regionale del Pd, poi da consigliere regionale nell’ultima legislatura Errani e ora da presidente della Regione. Ha dunque responsabilità politiche enormi nello stop che fu dato alla cispadana urbana quando era già finanziata e nell’aver condannato bassa modenese e alto ferrarese ad una condizione di viabilità inadeguata per tutti questi anni.

Dopo l’apertura del sindaco di Mirandola all’ipotesi di abbandonare l’idea della cispadana autostradale è bene che si passi presto dalle parole agli atti istituzionali portando la discussione nei consigli comunali e nell’assemblea legislativa regionale, ripartendo dal progetto di cispadana urbana interrotto nel 2004.

Oggi anche la CNA apre all’ipotesi di una soluzione diversa dall’autostrada, per cui invitiamo i sindaci e la regione ad aprire una discussione pubblica e trasparente che coinvolga tutti i soggetti sociali, politici ed economici dell’asse cispadano su ciò che serve per la mobilità di questo territorio. Ovvero fare l’esatto contrario delle decisioni verticistiche e assunte nelle stanze dei partiti oltre un decennio fa.

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