Servizio sospeso

Sono state costrette a sospendere provvisoriamente il loro servizio, ma danno appuntamento a tutti all’inizio del nuovo anno, ed augurano pertanto un felice 2018 a tutti i concittadini di Bondeno. Le infermiere volontarie dell’Auser, che operano da alcuni anni nei locali di via Goldoni 52 inviano il loro “arrivederci a presto”, accanto agli auguri a tutta la collettività. «A causa di alcuni imprevisti dell’ultima ora e indisposizione del personale – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti – non sarà possibile erogare il prezioso servizio che viene offerto dalle volontarie. Le quali – assicura l’assessore – torneranno al più presto operative, nell’ambulatorio che è divenuto un punto di riferimento imprescindibile per la comunità». Ambulatorio che si trova nell’edificio che ospita anche la Croce Rossa Italiana, dove le infermiere Auser offrono assistenza in merito a: iniezioni, medicazioni e servizi svolti da personale infermieristico. I locali in cui prestano il loro servizio (complementare, ma non sostitutivo rispetto a quello offerto dall’Ausl) è stato di recente ammodernato e ristrutturato, a seguito dei danni riportati dal sisma. Per allestire i loro spazi, si è mobilitata l’intera comunità, con il Comune che concede in comodato gli spazi, ed eroga un contributo annuale. Un’apposita convenzione prevede anche la copertura assicurativa per le persone operanti all’interno degli ambulatori. L’Ausl, nel corso degli anni, ha fornito gli arredi, mentre tra le molteplici donazioni che si sono succedute, vanno contemplate anche quella della famiglia Borri, due anni fa, ed i vari “service” del Lions Club Bondeno. Della momentanea indisponibilità dell’ambulatorio è stata messo al corrente anche il personale della Medicina di gruppo operante al “Borselli”. «La particolarità di questo ambulatorio infermieristico – conclude Coletti – risiede nel rapporto umano che si è instaurato in questi anni tra le volontarie e le persone bisognose di assistenza. Siamo fiduciosi sul fatto che potrà tornare pienamente operativo nel corso delle prime settimane del 2018».

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Nuovo calendario Gente di Bondeno

Dedicato ai macellai si apre con Banzì Bruno classe 1912, detto “Jago”
Bondenese, figlio di Pasquino, ancora ragazzo ha iniziato l’attività di aiutante presso il macello comunale, operativo in Via C. Battisti dagli inizi del Novecento in sostituzione del primo macello eretto nell’Ottocento fra le Vie Vittorio Veneto e Piave. La struttura, tuttora esistente, ma da anni destinata ad impieghi diversi da quelli per i quali era stata costruita, comprendeva un salone attrezzato per la macellazione di bovini, equini e lanuti, di un salone attrezzato per la macellazione dei suini, dell’ambulatorio del direttore Dottor Mauro Soldati (Veterinario della prima condotta comunale), della pesa a bilico, di alcuni locali destinati ai servizi e della palazzina del custode. Nell’impianto, presidiato nei tre giorni settimanali di apertura da un Agente della Polizia Municipale, oltre al direttore ed agli addetti alla macellazione, era presente il personale dell’Ufficio delle Imposte di Consumo, deputato alle scrupolosa verifica dei pesi degli animali vivi e poi delle carni macellate e quindi pronte per l’avviamento al consumo.
Bruno, diventato esperto macellaio, nel 1939 è emigrato in Eritrea, città di Asmara, ma nonostante l’espatrio ha dovuto suo malgrado partecipare alla seconda guerra mondiale ed è rientrato a Bondeno nel 1948, dopo la prigionia, trovando occupazione parziale, come addetto alle vendite alle dipendenze di Arturo Accorsi, titolare della macelleria di Via T. Bonati, n. 9. La sua occupazione principale è stata però quella di addetto ai servizi
di macellazione della, struttura comunale ed anche di addetto alla vendita delle carni dichiarate dal servizio veterinario di “Bassa Macelleria”, e quindi vendute nello spaccio comunale adiacente al macello sotto il controllo della Polizia Municipale, incaricata della registrazione dei nomi dei compratori e del rispetto del regolamento che stabiliva
di non superare il limite di due chilogrammi di carne ceduta ad ogni avventore. Per anni è stato il principale collaboratore del direttore del macello ed ha insegnato ed ha avviato alla professione numerosi ragazzi entrati nel complesso comunale di Via C. Battisti come se si trattasse di una scuola professionale, insegnando loro sia la tecnica
della macellazione che quella dell’impiego del coltello e della falce da carne per renderla idonea ed essere avviata al consumo.

Bondeno
Ex macello comunale

Regali di Natale

Sotto l’albero gli emiliano-romagnoli potrebbero trovare i rifiuti del Lazio. La richiesta per smaltire parte dei rifiuti laziali, in particolare di Roma, in Emilia-Romagna in vista delle feste è arrivata giovedì 21 dicembre e in queste ore è al vaglio della giunta Bonaccini.

È stato lo stesso presidente Bonaccini ad annunciarlo e, come ha dichiarato all’Ansa, “Credo ci sia la Capitale, in particolare, in grossa difficoltà visto le feste e ci chiedono se siamo disponibili a smaltire una parte di rifiuti in eccedenza su Roma. Valuteremo”.

In passato questa cosa era già successa per altre regioni, in particolare per Liguria e Puglia: “Mediamente – ha aggiunto Bonaccini – siamo sensibili quando le quantità sono poche e per poche settimane a prenderle in valutazione. Certo è curioso che proprio dalla Capitale governata dai 5 Stelle che ogni volta ci fanno la morale sul tema dei termovalorizzatori ci venga chiesto questo. Non siamo di quelli che selezionano sulla base delle appartenenze politiche ma non possiamo trasformarci nel riciclo di tutti quelli che non hanno saputo programmare”.

Dove finiranno i rifiuti del Lazio? Potrebbero andare a finire alla discarica di Finale, ora chiusa ma della cui apertura e allargamento si decide proprio un questi giorni.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna. “A quanto pare – spiega in una nota il consigliere leghista – il tanto sbandierato Piano Rifiuti Zero del M5S per la capitale porta i sacchi dell’immondizia dalle strade di Roma direttamente a casa nostra. Ma è una richiesta a cui bisogna opporre un secco No. Chiediamo al presidente Stefano Bonaccini di non accettare di farsi carico del problema romano: non è corretto far pesare sui cittadini e sull’ambiente dell’Emilia Romagna, tra le più virtuose in materia di raccolta e gestione rifiuti, l’incapacità del governo a cinquestelle”.

“Inoltre – conclude Fabbri – sarebbe davvero paradossale se a bruciare le scorie in arrivo da Roma fosse proprio l’impianto di Parma, quello per cui Federico Pizzarotti, che non ne ha impedito l’apertura, fu espulso dal movimento”.

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Centro polifunzionale a Bondeno


Ogni  cilindro ospiterà funzioni distinte. Quello di dimensioni maggiori ha una grande sala di 250 mq dalla struttura estremamente flessibile, che potrà essere utilizzata per conferenze, rappresentazioni teatrali, esposizioni ed attività sportive leggere (corsi di aerobica, yoga, ginnastica per anziani), mentre quello piccolo sarà un centro di promozione delle specialità enogastronomiche locali.

La tecnica costruttiva è mista in acciaio e legno. Le pareti circolari sono interamente vetrate per ottimizzare l’illuminazione naturale e la permeabilità visiva. Una schermatura in acciaio protegge le vetrate dal sole al fine di ottimizzare l’irraggiamento ed il riscaldamento passivo interno. Un sistema di pannelli fotovoltaici sulla copertura del cilindro grande garantisce la produzione elettrica per la gestione di entrambi gli edifici.

“Lo strumento giuridico utilizzato per questa iniziativa, il Trust –  dichiara Piero Gnudi, Garante del Trust Nuova Polis Onlus –  è del tutto innovativo per la realizzazione di opere con finalità di beneficenza. Abbiamo infatti richiesto, ed ottenuto, grazie alla sensibilità dell’Agenzia delle Entrate,  riconoscimento del Trust quale ONLUS, grazie al quale tutti i fondi donati dai privati sono stati effettivamente ed esclusivamente utilizzati per coprire i costi sostenuti per la realizzazione delle opere.”

“A dimostrazione dei valori che sottendono al fare impresa nel nostro territorio –  ha dichiarato Luigi Castagna, componente del Trust  in rappresentanza di Confservizi   –   abbiamo deciso di donare alle popolazioni colpite dal terremoto nuovi spazi di aggregazione sociale, di grande qualità architettonica, tecnologica, sostenibile e funzionale, costruiti con tecniche e materiali innovativi.”

“L’opera di Bondeno –  ha aggiunto Mario Agnoli, componente del Trust  in rappresentanza di Confindustria –  è dedicata in particolare ai giovani: vogliamo dare loro un messaggio di fiducia, spronarli a studiare sempre di più e, perché no, diventare imprenditori.  L’inaugurazione di questa struttura, simbolo di rinascita, coincide anche con la ripresa dell’economia”-

“L’iniziativa dimostra anche il valore della rappresentanza –  ha dichiarato Massimo Zanirato, in rappresentanza di CGIL, CISL, UIL –  in quanto è grazie all’impegno delle organizzazioni datoriali e sindacali che è stato possibile raccogliere tante risorse a livello nazionale”.

I lavori di progettazione sono stati affidati ad un professionista di chiara fama, l’architetto Mario Cucinella e il suo Studio Mario Cucinella Architects. Per realizzare il progetto e verificare le aspettative delle comunità sono stati selezionati sei giovani architetti e ingegneri under 35, residenti nelle aree del sisma, che sono stati protagonisti del Workshop Costruire per ricostruire.

“Nel dramma di queste terre e di quelle del Centro Italia, colpite dagli eventi sismici –  ha affermato Mario Cucinella  –  noi architetti dobbiamo a queste comunità tutto il nostro sforzo creativo. L’esempio della ricostruzione dell’Emilia-Romagna dimostra come la forza di una collettività si sia rappresentata con l’architettura di nuove scuole e nuove opere al servizio dei cittadini. Non solo com’era dov’era, ma soprattutto come sarà. Dobbiamo immaginare che da questa grande sofferenza Ri-costruiremo meglio, con più attenzione, senza compromessi su sicurezza sismica e sicurezza ambientale. L’architettura di qualità promuove valori importanti come la bellezza, il design, l’ecologia, la qualità ambientale, l’innovazione, la sostenibilità e contribuisce a dare valore al territorio creando una nuova empatia con il paesaggio. La bellezza è contagiosa!”

I criteri nell’affidamento dei lavori sono stati sicurezza, rigore e massima trasparenza.  Le  imprese sono state  individuate in base a  requisiti tra i quali l’iscrizione nella white list  prevista dal  Protocollo di legalità sottoscritto tra Istituzioni, associazioni datoriali e sindacati, una comprovata capacità costruttiva e tecnologica e la prossimità, per valorizzare il tessuto produttivo locale. I Comuni hanno messo a disposizione le aree a titolo gratuito e hanno accelerato gli iter per le necessarie autorizzazioni.

Alla cerimonia sono intervenuti, in rappresentanza delle Istituzioni, il Sindaco del Comune di Bondeno Fabio Bergamini, il Vice Presidente della Provincia di Ferrara Andrea Marchi e Luciana Serri, Presidente della Commissione Politiche economiche della Regione Emilia-Romagna.

https://www.sulpanaro.net/2017/12/un-centro-polifunzionale-dono-ai-terremotati/

Ferrara, com'era

Un percorso affascinante che si sviluppa nell’arco temporale tra il 1900 e il 1945, toccando tutto il centro storico di Ferrara e non solo.

  • 21 dicembre 2017

  • Sala Estense – Piazza Municipale, 14 – Ferrara
  • Programma:
    Video-proiezione  organizzata dall’Associazione no profit EVART, a cura di Raffaele Lucci e ideata dallo stesso curatore e autore, sfogliando il libro di Alberto Cavallaroni Ferrara nelle cartoline illustrate (1859-1945). All’iniziativa interverrà il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto, mentre il filmato sarà introdotto da Francesco Scafuri, responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune di Ferrara, che dialogherà con Raffaele Lucci. Parteciperà anche Alberto Cavallaroni, noto collezionista ferrarese.
    L’iniziativa, ricca di immagini particolarmente suggestive, vuole essere un omaggio alla nostra bellissima città, un ricordo puntuale e per nulla malinconico di come si è sviluppata: la voce fuori campo, congiuntamente alla musica di sottofondo (di Astor Piazzolla e Salvatore Gebbia), accompagneranno il pubblico alla scoperta dei palazzi e delle strade di Ferrara, con uno sguardo al paesaggio architettonico, alla viabilità e alla moda degli inizi del ‘900, ponendo l’attenzione su ciò che è cambiato nel tempo.
  • Orari: ore 21.00
  • Ingresso: gratuito

Piene Secchia e Panaro

Arriva la piena di Secchia e Panaro e da mezzogiorno di oggi, fino almeno alla mezzanotte del 14 dicembre, la nostra provincia è in allerta rossa per il rischio piene. Questo significa, per chi vive a ridosso dei fiumi, che è bene stare a casa, possibilmente ai piani alti, evitando di soffermarsi nelle cantine. Se ci sarà da evacuare le abitazioni, passerà la Protezione Civile o le foniche del Comune a dare la notizia, ma per il momento è una eventualità NON prevista.
Per tutti: evitare di andare in giro se non necessario, specie dalle parti dei fiumi. Da stamattina raggiungere Modena con i ponti chiusi è impresa, c’è addirittura chi non è arrivato al lavoro e dopo due ore imbottigliato nel traffico se n’è tornato a casa. Ora sono state chiuse anche le uscite della tangenziale numero 11 e 12 in direzione Carpi e la situazione rimane complicata almeno fino a domani.

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

Il punto della situazione alle ore 14 vede il Panaro ad altezza 10,7 metri a Navicello, 10.04 a Bomporto, 9,41 a Camposanto,15,9 metri a Finale Emilia. Ha superato il livello di attenzione rosso, ma l’ottimo lavoro che stanno svolgendo le sue casse di espansione lascia spazio a meno preoccupazione di quella riservata al Secchia. Comunque, anche sul Panaro stanno via via chiudendo i ponti in via precauzionale. Fino ad ora chiusi due ponti piccoli a Finale e Modena, per quelli più importante si valuterà da farsi nel pomeriggio.

Le rilevazioni mostrano il Secchia a 10,60 metri a Ponte Alto, 10,78 metri a ponte Bacchello, 8,6 metri a ponte Pioppa, 8,8 a Ponte Motta, 7,08 metri a Concordia.Transitando a Ponte Alto la piena ha provocato alcune criticità in zona Campogalliano, San Pancrazio, Villanova e Lesignana. Attendiamo transito nella nostra zona nel pomeriggio. Poco fa, a Campogalliano, si sono registrati diversi problemi tanto che i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per salvare cinque persone.

Per quanto riguarda la Bassa, quella del Secchia sarà la piena più grossa degli ultimi anni. Secondo le previsioni la piena del Secchia arriva a Bomporto e Bastiglia per le ore 14-15. Non andrà via molto presto, perdurerà, secondo le previsioni, tra le 20 e le 24 ore e questo può provocare problemi alla tenuta degli argini che per diverse ore saranno sotto stress. Verificheremo presto, insomma, se i lavori fatti dopo l’alluvione del 2014 saranno stati utili.

https://www.sulpanaro.net/2017/12/arriva-la-maxi-piena-secchia-panaro-punto-ore-14/

 

Nascere a Cento

Un Bollino Rosa all’Ospedale SS. Annunziata di Cento

Onda, Osservatorio  sulla salute della donna, premia gli ospedali “in rosa”

I Bollini Rosa sono conferiti a ospedali impegnati nella promozione della medicina di genere e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura    delle principali malattie femminili.

In 10 anni sono passati da 44 a 306 gli istituti che si sono guadagnati il prestigioso riconoscimento e sono ormai diffusi su tutto il territorio nazionale.

Da Lunedì 8 gennaio 2018 le schede con informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono disponibili su www.bollinirosa.it

 

Ferrara, 6 dicembre 2017.  L’Ospedale di Cento ha ricevuto da ONDA Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, 1 Bollino Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

La cerimonia di premiazione si è svolta  a Roma, al Ministero della Salute alla presenza del dott. Claudio Vagnini, direttore generale della AUSL di Ferrara e dott.ssa Nicoletta Natalini Direttrice del Distretto Ovest di Ferrara, territorio su cui insiste l’Ospedale di Cento.

L’Azienda ha ricevuto una medaglia celebrativa dei 10 anni di Bollini Rosa e la targa con il bollino rosa che proprio oggi è stata apposta all’ingresso del SS. Annunziata.

Sono molto contento ed orgoglioso che anche un Ospedale dell’azienda sanitaria territoriale come quello di Cento, sia stato valutato e giudicato portatore di elementi qualitativi di particolare rilevanza e attento alla medicina di genere”, commenta il Dott. Vagnini.

La direttrice del Distretto Nicoletta Natalini ricorda come “il primo Bollino Rosa dell’Ospedale di Cento rappresenti  contemporaneamente un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza. Traguardo perché testimonia che già è stato realizzato qualcosa di lodevole, sia dal punto di vista dei percorsi che dell’attenzione alla salute della donna; nuovo punto di partenza perché il bollino deve essere mantenuto e per far questo occorre continuare a prestare tanta attenzione ai servizi offerti. E dal momento che l’appetito vien mangiando… vorremmo adoperarci per istituire nuovi servizi che ci permettano di provare a far crescere questo bollino solitario e tendere ai 3, tenendo presente anche i temi cari a ONDA, come ad es. la geriatria al femminile o la pet therapy in ospedale, da momento che questo è un progetto che già viene svolto all’interno di molte CRA del territorio”.

Soddisfazione, infine, anche dal Sindaco di Cento Fabrizio Toselli “perché ancora una volta il nostro ospedale dimostra di essere un punto di riferimento per la popolazione, un’eccellenza e una realtà strategica, che, insieme all’impegno dell’AUSL, noi tutti puntiamo a tutelare e valorizzare”.

A Cento, la vicinanza logistica e funzionale dell’Ospedale con i servizi territoriali, agevola la  realizzazione di percorsi “ospedale-territorio” che quest’anno ONDA ha ritenuto degni di riconoscimento e valorizzazione.

L’Azienda sanitaria sta prestando particolare attenzione alla qualificazione e valorizzazione del percorso ostetrico-gincologico, al fine di facilitare i percorsi di presa in carico delle donne gravide, dal momento della prima visita dopo il test di gravidanza, ai controlli previsti per tutta la durata della gestazione, al parto e post-partum. In questo percorso sono parte attiva ostetriche e ginecologi del consultorio familiare e del reparto ospedaliero.

Per agevolare ulteriormente le donne e gli operatori nei prossimi mesi verrà attuata anche una riorganizzazione degli spazi con lo scopo di realizzare un’ala intera dell’ospedale con la funzione materno-infantile e con la coabitazione di tutte le figure professionali coinvolte, senza distinzione del servizio di appartenenza (ospedale-territorio). Anche il reparto di degenza ostetrica è oggetto di una progettazione riqualificante.

“Nascere a Cento” è d’interesse per la popolazione non solo residente nei Comuni del distretto Ovest, ma anche per tutte le donne ferraresi e dei comuni limitrofi della provincia di Bologna e di Modena che trovano a Cento un ambiente accogliente, familiare, molto competente e qualificato  per la nascita dei bambini di gravidanze decorse senza problemi.

Analogamente, è così organizzata, anche la diabetologia, specialità massimamente integrata con il territorio nella gestione integrata dei pazienti diabetici e di riferimento per il consultorio e l’ospedale per le donne gravide con alterazione glucidica/diabete gestazionale.

La cardiologia dell’Ospedale di Cento, infine, è molto attenta alla medicina di genere, anche se non formalizzata come area specialistica dedicata alla popolazione femminile, e prevede percorsi integrati tra cardiologia e territorio per la prosecuzione della presa in carico dei pazienti tra specialisti e medici di medicina generale.

Un’attenzione confermata, anche, dal recente un incontro pubblico sul tema dei sintomi dell’infarto nell’uomo e nella donna.

I servizi offerti e le testimonianze delle donne italiane e straniere che già li utilizzano sono state documentate e, a breve, saranno trasmesse in una trasmissione televisiva sull’emittente Telestense.

 

Centro specialistico per vaccinazioni

Bambini e ragazzi fino a 16 anni, affetti da patologie rare, con allergie o con problematiche particolari. E che, quindi, hanno bisogno di un approfondimento preliminare, per verificare se tali patologie preesistenti siano compatibili con la vaccinazione.

È per gestire casi complessi in tema di vaccini e garantire la massima sicurezza che la Regione Emilia-Romagna  – come rende noto un comunicato di viale Aldo Moro – ha voluto istituire un servizio ambulatoriale altamente specialistico, a valenza regionale. Sorgerà a breve a Bologna, al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, all’interno dell’Unità Operativa di Malattie Infettive attualmente diretta dal professor Pierluigi Viale, e ci lavorerà un team di professionisti con alta specializzazione multidisciplinare che potrà confrontarsi con medici internazionali.

Non un Centro di ascolto con un’interazione diretta con i cittadini, ma un punto di riferimento sicuro e autorevole per pediatri e medici che intercettano determinate problematiche – come ad esempio i casi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni obbligatorie in patologie complesse o rare – e che potranno inviare questi pazienti nell’ambulatorio, così da organizzare un percorso condiviso per decidere la fattibilità della vaccinazione, o l’opportunità di posticiparla. La struttura, quindi, non è ad accesso diretto, ma ‘mediato’ da medico o pediatra di base.

A deciderne l’istituzione è stata la Giunta regionale, che ha definito con una specifica delibera le caratteristiche e le modalità operative del nuovo centro ambulatoriale, ad accesso gratuito e senza oneri a carico del cittadino.

“Si tratta di una delle prime esperienze in Italia- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Dopo aver fatto da apripista a livello nazionale con la legge sull’obbligatorietà dei vaccini, ora facciamo un ulteriore passo avanti mettendo in campo la competenza consolidata degli specialisti che lavorano nelle nostre strutture. Vogliamo dotare la Regione di un Centro di indiscussa autorevolezza scientifica, che possa rispondere a dubbi e paure concrete dei genitori, ascoltarli e decidere attraverso l’esperienza dei professionisti il migliore percorso per il bambino. L’obiettivo è quello di garantire la massima sicurezza delle vaccinazioni e, al tempo stesso, assicurare ai genitori la dovuta tranquillità. La legge che istituisce l’obbligatorietà vaccinale per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni- prosegue Venturi- affida al solo pediatra/medico di base il compito di valutare se è opportuno che un bambino, per tutta una serie di problematiche preesistenti, vada esonerato oppure no. Questo Centro sarà un punto di riferimento per tutta la nostra regione, deputato proprio a eliminare i dubbi e a risolvere le problematiche più complesse. Il professor Viale- conclude l’assessore- si è dato disponibile: la struttura da lui diretta detiene competenze interne, oltre ad avere collegamenti con altri specialisti e network scientifici nazionali e internazionali, ed è quindi idonea ad accogliere il nuovo servizio”.

Il servizio sarà parte di una rete, a valenza regionale, in cui il pediatra di libera scelta (o il medico di medicina generale), che rappresenta il primo riferimento, insieme ai servizi dell’Azienda sanitaria competente a livello territoriale, potrà avvalersi, qualora se ne valuti la necessità, di specialisti in base alla problematica riscontrata. Saranno loro i responsabili delle risposte e delle indicazioni fornite, e dell’eventuale inoculazione delle vaccinazioni all’interno del Policlinico, in un contesto estremamente sicuro e protetto.

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Terre Estensi

Capire il passato, per interpretare il futuro. Molte volte, questo adagio ha assillato gli storici e conferito un impegno nuovo nei confronti delle nuove generazioni. Mai come in questi ultimi anni, tuttavia, la storia locale ha riservato importanti “sorprese”, al punto da portare anche a ripensare in tal senso parte delle attività extracurricolari degli istituti scolastici. Potrebbe essere un’iniziativa da prendere in considerazione, secondo il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini. E non a caso, questa arriva anche a pochi giorni dall’approvazione all’unanimità di una mozione in Consiglio comunale, che invita ad avviare con il mondo della scuola nuove sinergie e collaborazioni per portare, forse in prospettiva, anche ad un rinnovo della didattica. Durante l’incontro di domenica 19, del ciclo promosso dalla neonata associazione “Bondeno e Identità”, il sindaco Bergamini ha rilanciato il tema della storia locale, durante un suo intervento alla sala 2000.  «L’incontro era centrato sulle vicende e i luoghi del quindicesimo secolo, perché in quel periodo la storia degli Estense ha segnato profondamente i nostri territori e anche la storia d’Europa – spiega Bergamini –. Tuttavia, non possiamo dimenticare le vicende di Matilde di Canossa: in occasione del 970° anniversario della sua nascita, è stato istituito a Bondeno un albo, in cui vengono registrate tutte le persone che portano il suo nome, ancora oggi. Perché si tratta di una figura carismatica, che ha caratterizzato la sua epoca. Ma la storia di Bondeno è molto altro ancora». Ci sono gli studi in corso sul villaggio Terramaricolo di Pilastri, che sta svelando importanti informazioni, su traffici commerciali, struttura socioeconomica di un popolo tutt’altro che primitivo e abitudini alimentari. Lo studio attualmente coordinato dal professor Vidale dell’Università di Padova ha messo in relazione come nel periodo fossero presenti villaggi costruiti ad una certa distanza, con sfruttamento agricolo pianificato, reti di canali e traffici commerciali importanti, dimostrati da alcuni reperti. «Gli scavi della Terramara, quindi, hanno portato alla luce anche numerosi ritrovamenti romani, che potrebbero essere in futuro oggetto di una più organica mappatura», si augura il sindaco. Esiste, infine, una parte di storia riaffiorata di recente: dal “castello”, alla figura dell’astronomo gesuita Riccioli, fino alla ricorrenza appena conclusa del 500° anniversario della prima stampa dell’Orlando Furioso. «Le scuole sono già coinvolte in molte attività, anche sugli scavi della Terramara: potrebbe essere l’inizio per una autentica valorizzazione – conclude Bergamini – della storia e della tradizione locale, all’interno dei nostri istituti, portando ai ragazzi i risultati delle ricerche in corso sul nostro territorio».

http://www.comune.bondeno.fe.it/1918-bondeno-e-identita-per-il-nostro-territorio

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