Ciclopasseggiate

Domenica 29 Aprile

Il Detective Melanconico di Marco Bertozzi – Feltrinelli 2010

A piedi ore 15.30 dal Mercatino del Libro e del Fumetto, via delle Scienze, 12

 

Martedì 1 Maggio

Sex in the City

Bibliografia a cura di Alessandro Gulinati

In bicicletta ore 15.30 dal Mercatino del Libro e del Fumetto in via delle Scienze, 12


Tariffe di partecipazione alle passeggiate del 29 Aprile e dell’ 1 Maggio: Adulti Euro 6, Studenti e Soci Pro Loco Euro 4, gratis i ragazzi fino a 14 anni. Possibile noleggio bicicletta (donna, uomo, ragazzi e risciò per disabili): Euro 4. Consigliata prenotazione.

 

 

La ciclopasseggiata del 25 Aprile è a partecipazione gratuita
Per informazioni e prenotazioni: 
Il Mercatino del Libro e del Fumetto Tel. 0532-205804
Alessanddro Gulinati  mob. 340-6494998

Omaggio a Ilario Fioravanti

Longiano FC
Ex chiesa Madonna di Loreto – castello Malatestiano
Oratorio Barocco di San Giuseppe
28 aprile – 24 giugno 2012
Inaugurazione sabato 28 aprile 2012 ore 18

A tre mesi dalla scomparsa di Ilario Fioravanti, la Città di Longiano e la Fondazione Tito Balestra Onlus, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, la Provincia di Forlì-Cesena e il Museo di Arte Sacra di Longiano, hanno voluto offrire un sentito omaggio all’artista e alla sua opera.

Nel pieno dell’emergenza neve che tanto gravemente ha colpito questo territorio, ci è stato strappato uno dei maggiori artisti dei secoli a cavallo del 2° millennio.
L’impossibilità di onorarlo come Longiano avrebbe voluto ci ha imposto di farlo oggi a distanza di qualche mese ma con immutato affetto e rispetto.
È per questo motivo che ci ritroveremo sabato 28 Aprile presso il Castello Malatestiano di Longiano, sede della Fondazione Tito Balestra Onlus.

Ringraziamo la moglie Adele Briani che ha voluto accogliere il nostro doveroso appello e la Fondazione Tito Balestra che ha sempre mantenuto con Ilario Fioravanti un rapporto che supera quello artistico per addentrarsi in quello dei sentimenti umani, dell’amicizia e della stima. Per questo la mostra Di segni incisi. Omaggio a Ilario Fioravanti non sarà in alcun modo una celebrazione ma sarà l’occasione per incontrare nuovamente un vero amico che superando la dimensione terrena, mantiene con le sue opere il rapporto di amicizia con questo territorio e la sua gente.

L’inaugurazione della mostra si terrà presso la sala dell’Arengo del Castello Malatestiano alle ore 18, dopo il benvenuto di Darco Pellos (Commissario straordinario del Comune di Longiano), i saluti di Adele Briani Fioravanti, di Tinin Mantegazza (Presidente della Fondazione Tito Balestra Onlus), di Massimo Bulbi (Presidente della Provincia di Forlì-Cesena), di Bruno Piraccini (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena), interverrà lo psichiatra Vittorino Andreoli, amico dell’artista e autore della splendida monografia a lui dedicata: Le mani nella creta. I mondi di Ilario Fioravanti, (Ed. Fondazione Tito Balestra onlus, 2010).

La mostra, a cura di Flaminio Balestra e Massimo Balestra, intende porre in rilievo un aspetto finora meno indagato nel lavoro artistico di Ilario Fioravanti, ovvero la valenza e la peculiarità del suo segno inciso, sia nell’opera plastica sia in quella calcografica.

Il segno come registrazione del “gesto”, traccia e orma di una sintesi immediata e necessaria per elaborare e fissare uno stato emozionale che scava in un affondo nell’intimo, attraverso la percezione e la sua resa grafica. Tracce tanto più indelebili quando incise, graffiate – ora con estrema delicatezza ora con un impeto gestuale carico di eccitazione – che non tradiscono mai la dimensione del disegno come “biografia interiore dell’artista”.

Fioravanti oltre a essere stato uno scultore e un architetto è stato anche un “disegnatore come pochi” – come amava definirsi – e un incisore piuttosto prolifico (al momento sono 440 i titoli all’incisione catalogati, ma si stima che ancora possano esserci circa un centinaio di incisioni da individuare; il corpus dell’opera incisoria comprende prevalentemente incisioni alla puntasecca, ma anche acqueforti e alcune linoleografie).

La selezione di puntasecche, di terrecotte e di maioliche presenti in mostra propone dunque una lettura della sua opera per mezzo del segno come gestualità, la medesima gestualità che lo ha portato a realizzare le sue opere plastiche. Fioravanti non è uno di quegli scultori – come lui stesso diceva – che lisciano e si preoccupano così tanto per la resa del “bello” da smarrire il senso, per lui, più necessario e profondo del valore dell’umano: di quella esperienza che della propria fragilità non prova vergogna, ma

induce a cose grandi. Non è neppure un incisore conforme alle esigenze proprie della calcografia –  ne conosce le tecniche e le motivazioni profonde che la sottendono, ma poi finisce per piegarle alla propria volontà espressiva – i tecnicismi lo infastidiscono e le ragioni che lo portano a segnare le matrici divengono altre.

Fioravanti ha nutrito sempre una profonda passione per lo studio dell’arte e ne era un conoscitore non comune (da quella preistorica e rupestre a quella classica, da quella antica a quella moderna e contemporanea, con una particolare attenzione e ammirazione per quella precolombiana e africana), senza però divenirne vittima, come artista, o sentirne soggezione, pur provando un intenso stupore di fronte quelle opere per lui così sorprendenti. Fioravanti, fino a che ha avuto le forze, ha continuato a studiare, approfondire e a apprendere – così in arte, come in architettura – sviluppando, comunque, una sua cifra personalissima dettata dal bisogno di vivere –  come scrisse Rilke di Rodin – “in una comunione così profonda con le sue cose, a tal punto calato nella sua opera che non può accogliere rivelazioni se non con i semplici mezzi della sua arte. Nuova vita non può significare per lui che nuove superfici, nuovi gesti”.

La mostra è ospitata in due sedi: nell’ex chiesa Madonna di Loreto – Castello Malatestiano e nell’Oratorio Barocco di San Giuseppe –  Museo d’Arte Sacra, dove è collocata dal 1996, per volontà dello stesso Fioravanti, una delle opere a tema sacro più significative dell’artista, il gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto.

Città di Longiano FC
Fondazione Tito Balestra Onlus

In collaborazione con
Provincia di Forlì-Cesena
Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena
Museo di arte sacra di Longiano

Di segni incisi
Omaggio a Ilario Fioravanti
a cura di Flaminio e Massimo Balestra

Longiano FC
Ex chiesa Madonna di Loreto – castello Malatestiano
Oratorio Barocco di San Giuseppe
28 aprile – 24 giugno 2012

Orari di apertura
Ex chiesa Madonna di Loreto : dal martedì alla domenica e festivi 10-12/ 15-19
Oratorio Barocco di San Giuseppe: sabato, domenica e festivi 14:30- 18:30

CONTATTI

Dott.ssa Stefania Brunacci
Responsabile del Settore Servizi Culturali,
Comune di Longiano (FC)
tel. diretto 0547/666458
fax 0547/665860
s.brunacci@comune.longiano.fc.it
http://www.comune.longiano.fc.it

Flaminio Balestra
Direttore
Fondazione Tito Balestra Onlus
Tel. 0547/665420
Fax 0547/667007
info@fondazionetitobalestra.org
http://www.fondazionetitobalestra.org

Seminario di fotografia concettuale

LA VERITÀ IMPROBABILE DELL’ IMMAGINE OTTICA, DOPO BLOW UP.

L’influenza di Blow Up sulla fotografia: la ricerca della concettualità fra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta del ‘900: Giuliani, Vidoni, Vaccari e altri.

Data: Giovedì 26 aprile 2012, ore 21,00

Sede: Ferrara, Sala della Musica, Chiostro di San Paolo, via Boccaleone 19
Contenuti della conversazione

Già Deserto rosso, precedente film di Antonioni aveva indicato alla fotografia a colori la via dell’astrazione. Questa lezione fu raccolta da uno dei fotografi italiani che più ha saputo guadagnarsi notorietà all’estero, il modenese Franco Fontana. Ma Blow Up ebbe nell’universo della fotografia un impatto ben maggiore di Deserto rosso e finì per condizionare (anche negativamente) un’intera generazione di giovani fotografi. La rarefatta e sensuale riflessione concettuale, offerta da Antonioni sull’ambiguità e la polisignificanza della fotografia e sull’erotismo fotografico, venne idealmente raccolta in Italia da una gruppo di fotografi concept (o forse sarebbe meglio parlare di artisti fotografi) che, va rilevato, vantavano origini ferraresi o comunque emiliane. Tre nomi sopra tutti meritano di essere ri-considerati il ferrarese Michelangelo Giuliani, il centese Bruno Vidoni e il modenese Franco Vaccari. Ripercorrerne sinteticamente le loro produzioni e quelli di altri sperimentatori aiuterà i corsisti a scoprire che molte “novità” proposte dal mercato dell’arte contemporanea tali sono in apparenza, e solo per evidente perdita di memoria. Del resto il mercato dell’arte, per espandersi, ha spesso necessità di “dimenticare”similmente a ciò che accade in altre “istituzioni” sociali.

Cinema S.Spirito

S. SPIRITO
Cinema S. Spirito
Via Resistenza 7
Orario:
ven. e lun. h. 21.00; sab. h. 20.15 e 22.30; dom. h. 18.00, 20.15, 22.30
Ingresso: a pagamento
Dal 25 aprile al 2 maggio
Informazioni
Tel. 0532 200181
cinespirito@libero.it
mercoledì 25, ore 18.30 e 21.00 :
Hugo Cabret
di Martin Scorsese.

da venerdì 27 a martedì 1:
Marigold Hotel
di John Madden.

mercoledì 2 ore 21.00:
Il villaggio di cartone
di Ermanno Olmi.
http://digilander.libero.it/cinemasantospirito/home.html

cod. 10

L'eco di Micol

Mercoledì 25 Aprile

L’Eco di Micol – Itinerario bassaniano

con la partecipazione dell’autrice Monica Pavani  2G editrice 2011 Ferrara

In bicicletta ore 15.30 dal Mercatino del Libro e del Fumetto in via delle Scienze, 12

                                         

“L’eco di Micòl” è un itinerario poetico e civile che conduce per strade, vicoli, scorci, monumenti e valli protette al seguito della voce di Giorgio Bassani, l’autore che più ha tradotto, amato, criticato e reinventato Ferrara con le parole.

 

 

Il libro, in versione italiana e inglese, si propone di “mappare” la città, traendo spunto dalle direttive contenute nel “Romanzo di Ferrara”. con l’ausilio di una vera e propria carta topografica disegnata da Paola Rossi, che tratteggia una città essenziale e non turistica, secondo le linee semplificate che la caratterizzano negli anni Quaranta del secolo scorso.

 

 

La “mappatura” però avviene anche emotivamente, rileggendo i luoghi più significativi della città odierna (ripresa dalle foto di Paolo Zappaterra) alla luce dei vissuti dei personaggi che la abitano o la abbandonano nei racconti e romanzi di Bassani. Se Micòl, i Finzi Contini, Malnate, il dottor Fadigati, Pino Barilari, Edgardo Limentani e le varie voci narranti di volta in volta scelte dall’autore si alternano nell’accompagnare la visita, l’invisibile guida è sempre e soltanto Bassani poeta, come lui stesso amava definirsi. L’intento di questo itinerario è infatti anche quello di riscoprire l’immagine indelebile della città, abitata dai suoi vivi e dai suoi morti, così come l’autore l’ha ritratta nelle sue poesie più note e meno note.