La Gerusalemme bolognese

terrasanta

Invito conferenza stampa di presentazione del volume

In viaggio verso la Terrasanta. La basilica di Santo Stefano in Bologna

di Beatrice Borghi

Venerdì 19 novembre 2010, ore 11.30

Basilica di Santo Stefano – Bologna

Ne discuteranno con l’autrice:

Rolando Dondarini, storico, Università di Bologna

Roberto Mugavero, editore, Direttore della Minerva Edizioni

Dom Ildefonso Chessa, per il monastero e la basilica di Santo Stefano

NUOVE CONOSCENZE E IPOTESI SULLE ORIGINI

E LA STORIA DELLA “GERUSALEMME BOLOGNESE”

Sul complesso di Santo Stefano si è scritto in ogni secolo e ancora si scriverà. Fondamenta, muri, iscrizioni, capitelli, trasformazioni, aggiunte architettoniche e ampliamenti sono stati analizzati e interpretati da archeologi, storici, da credenti e non, nel tentativo di fornire nuovi approdi e di dare alcune risposte ai numerosi enigni irrisolti. Il filo che ci conduce nell’interno di questo scrigno di pietra sembra talvolta lambire realtà e certezze, ma molte incognite permangono e il prezioso tesoro custodito da quelle mura ci appare ancora avvolto da un velo che lascia ampie zone di oscurità.

Da dove iniziare per trovare le tracce del primo nucleo che gemmò un susseguirsi di chiese, cappelle, cripte e chiostri? Dal richiamo alla divinità egizia Iside? Dal vescovo Petronio? Dai primi crociati di ritorno dalla Terrasanta? E quale pensiero del fondatore si cela dietro il mirabile simbolismo che avvolge la basilica e il monastero?

Lo stesso nome dato ai vari edifici ci induce a riflessioni che sono ancora oggetto di indagine: perché a questo monumento venne dato il nome del protomartire Stefano quando all’interno di esso i riferimenti al santo sono molto rari, e perché attualmente nessuna delle chiese che compongono il complesso è a lui dedicata?

A oltre vent’anni dal volume 7 Chiese & 7 Colonne, questa nuova opera offre non solo lo stato dell’arte su quanto disponiamo per poter scorgere qualche luce nelle origini oscure e lontane del grande monastero stefaniano, ma consente di proiettarsi verso nuove indagini dopo aver fornito un nuovo significativo apporto di conoscenze.

Sul piano metodologico uno dei pregi del presente lavoro è quello di aver tenuto ben distinti ipotesi e certezze, apparato leggendario e tradizione, dalle acquisizioni reali. D’altronde tale distinzione non ha impedito una compenetrazione tra ciò che è documentato e ciò che è tramandato né la formulazione di ipotesi desunte da tale convergenza. Al lettore si offre quindi un triplice piano di lettura: quello delle conoscenze accertate, quello delle notizie tramandate e presunte e infine quello ipotetico che integra le due sorgenti.

L’impresa dell’autrice ha trovato rispondenza nella pregevole cura editoriale con cui la Minerva ha prodotto questo volume, che per le sue doti di contenuto e per la sua ricca e accuratissima iconografia, rimarrà tra le opere più importanti che siano mai state scritte per il grande monastero bolognese.

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